VENEZIA ALLAGA. L'ECONOMIST LA BUTTA IN POLITICA
Monday, 15 December 2008Articolo tratto da “The Economist”, tradotto da Gabriele Mastellarini per Italiadallestero.info
Venezia in pericolo: allarme allagamento. [The Economist]
L’acqua alta a Venezia conferma la fragilità della città.
Se lo scirocco (il vento del sud che fa alzare le maree di Venezia) non avesse inaspettatamente smesso di soffiare e non avesse cambiato direzione il primo dicembre scorso, sarebbe stato molto peggio. Così la città più fragile d’Europa, la scorsa settimana, ha sofferto la più violenta “incursione” dal mare da 22 anni a questa parte. Il picco massimo dell’acqua è arrivato fino a 156 centimetri sopra il livello normale – il quarto livello più alto dal 1872. Tutto ciò ha bloccato il trasporto cittadino costringendo i veneziani a fermarsi e mettersi gli stivaloni di gomma per potersi muovere.
Il Sindaco, Massimo Cacciari, ha minimizzato l’ultima “acqua alta” [italiano nel testo, N.d.T.]. Nessuno si è fatto male, ha detto Cacciari, e neanche uno degli storici palazzi è crollato (sebbene l’esatta stima dei danni non sia ancora stata fatta e sarà disponibile solo dopo il completamento dei rilievi che inizieranno il 15 dicembre). Cacciari, politico di centro-sinistra, si è rifiutato di chiedere al governo di centro-destra di Silvio Berlusconi di dichiarare lo stato di calamità.
Per molti, specialmente quelli che donano denaro per la tutela di Venezia, questo comportamento flemmatico ha il sapore di una nota stonata. Sono ormai trascorsi 42 anni dalla grande alluvione a Venezia del novembre ‘66 che ha dimostrato seriamente la vulnerabilità della città. Eppure oggi non sembra più sicura. Un congresso scientifico a Cambrige, in Inghilterra, cinque anni fa ha concluso che Venezia necessitava di barriere di protezione dall’acqua alta. Ma molti ambientalisti italiani sono contrari all’idea e affermano che potrebbe sconvolgere il delicato ecosistema della laguna.
Cacciari, come molti veneziani, è scettico.
Nel 2003, sono tuttavia iniziati i lavori del progetto Mose che consiste nell’istallazione di 78 paratie che possono essere alzate in caso di incremento del livello del mare. Il ministro italiano delle infrastrutture, Altero Matteoli, ha promesso di di stanziare 800 milioni di euro (1 miliardo di dollari) per poter continuare i lavori l’anno prossimo. Ma saranno necessari almeno 1,2 miliardi di dollari e, con la situazione economica attuale, potrebbe essere difficile trovare i soldi. Matteoli ha promesso che il Mose dovrebbe diventare operativo nel 2012 e ha aggiunto “al massimo nel 2013″.

Nicoletta Salata dice:
Monday, 15 December 2008 alle 15:26
Ultimamente, o meglio più del solito, giustamente Venezia è sotto tiro. Infiniti divieti in città, Ponte di Calatrava, passante di Mestre, progetto MO.S.E.ecc…Un tale gioiello andrebbe lustrato e conservato. Mentre mi riprometto di approfondire costi e inghippi del MOSE ricordo al mondo che i veneziani, gran signori e serenissimi, all’ipotetico motto di…vediamo…sì, “strizzastraccio e asciuga che ti passa”, hanno lanciato il pacchetto turistico “Acqua Alta”, facendo di una catastrofe un’attrazione! Chapeau, ostrega!
Wil Nonleggerlo dice:
Monday, 15 December 2008 alle 17:20
Cara Nicoletta,
mia sorella ha appena iniziato restauro a Venezia, città magnifica … da un po’ non riesce a togliersi gli stivali xxxl, quelli che arrivano fino al collo, ma per il resto è fantastica.
I turisti sembrano aspettare l’acqua alta: “Dove vai se l’acqua alta non ce l’hai?”, sembrano dire. Come un souvenir, a Venezia bisogna stare con i piedi nell’acqua.
Ho l’impressione che questa città possa rappresentare un’icona del BelPaese.
Enormi potenzialità, infinita bellezza. Ma quanti disagi, quanta cattiva organizzazione?
Per fortuna gli sguardi suppliscono a qualsiasi disguido.
Wil
Fabrizio Spinella dice:
Monday, 15 December 2008 alle 21:30
Sì, vabbé, da un lato l’umidità ti spiana le rughe, dall’altro ti arrugginisce le articolazioni. Oh, la Venezia di Casanova, di Palazzeschi, di De Pisis e di Milena Milani… Sempre allagata e sempre a galla, ma fino a quando resisterà in apnea, se non si attrezzerà col MOSE?