Jovanotti ha plagiato lo spagnolo Sanz? Ascoltate e giudicate

Thursday, 7 August 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

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La faccenda è un po’ imbarazzante per tutti. E, primo fra tutti, per Jovanotti, la cui canzone più amata e cantata degli ultimi mesi – la dolcissima «A te» – viene apertamente accusata di plagio sul sito del quotidiano spagnolo El Mundo: il quale rilancia l’evidente assonanza del brano jovanottesco con «A la primera persona» di Alejandro Sanz.

E’ simile, in qualche modo, pure l’impianto del testo, una dedica appassionata: «..A la primera persona que me ayude a sentir otra vez/Pienso entregarle mi vida, pienso entregarle mi fe..», canta Sanz, mentre Lorenzo fa «A te che sei l’unica al mondo/L’unica ragione per arrivare fino in fondo..».

Cosa sarà successo, dunque? Difficile pensare che Jovanotti, persona sincera talvolta fino al masochismo, si sia all’improvviso bevuto il cervello, e non abbia nemmeno deciso di citare il “sample” di Sanz se davvero lo aveva ascoltato, mentre scriveva i crediti per la copertina di «Safari», cd uscito quest’anno e di tanto grande successo che gli echi sono arrivati – con esiti poco gradevoli, come s’è visto – fino in Spagna.

Lorenzo, strappato a una breve vacanza dall’antipatica accusa, si è fatto vivo ieri: «Mi avevano segnalato da tempo questa canzone di Sanz, dicendo che assomiglia alla mia “A te”: una canzone che ho scritto di getto, come succede spesso alle canzoni che poi arrivano al cuore della gente». Ammette di aver seguito «un’armonia presente in tante canzoni (è un giro armonico che dicono abbia inventato Bach)». Si inquieta: «Mi dispiace che qualcuno possa pensare che l’ispirazione melodica non sia genuina, perché per me la nascita di questa canzone è stato un vero e proprio momento magico per il quale non finisco mai di provare un senso di gratitudine». Esclude: «Quando sono andato a sentire la canzone di Sanz, mi è sembrata proprio un’altra storia».
Il pezzo di Sanz è del 2006, quello di Jovanotti è uscito quest’anno. Ma se andiamo un po’ indietro nel repertorio di Lorenzo, al 1999, troviamo nel disco «Capo Horn» un pezzo dedicato alla figlia Teresa che si intitola «Per te»: e in quelle altre tenere righe, e perfino nella musica, si coglie una eco ormai lontana che ora potrebbe rivelare un buon punto di partenza sia per l’ispirazione di Lorenzo che per quella di Sanz.

(Tratto dal blog di Marinella Venegoni, giornalista de “La Stampa)

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  1. Asdrubale dice:

    Thursday, 7 August 2008 alle 21:42

    No, non credo abbia copiato, ne lui ne Sanz, è solo che questi musicisti improvvisati quei tre accordi conoscono e sono quelli che usano tutti per accompagnare le parole che vengono a mente. Per questo assomiglia a quella e a tante altre canzoni.

  2. Fabrizio dice:

    Thursday, 7 August 2008 alle 22:01

    …è la più bella canzone di Jovanotti, che spezza quel ciclo di versi politici, ecologici e mondialisti, per i quali fremeva la sua barbetta. Assonanza con la canzone spagnola? Le melodie dei sentimenti trovano sintonie per ogni dove. Certo, la voce di Jovanotti è più raffinata, morbida, carezzevole senza quel tocco di segreta disperazione che si coglie di solito nei musicisti e nei cantanti iberici.

  3. Mauri DP dice:

    Friday, 8 August 2008 alle 00:09

    La struttura musicale dei due brani è molto semplice, per questo risultano entrambe facilmente orecchiabili e quindi sovrapponibili. D’altra parte, come sostiene la Venegoni, non credo che Jovanotti sia così stupido da copiare il brano di un altro… Non è mica Michael Jackson o Zucchero…

  4. gino cerutti dice:

    Friday, 8 August 2008 alle 13:10

    Cimentarsi in una dichiarazione d’amore, verso chiunque essa sia diretta espone fortemente al rischio di produrre delle banalità già ascoltate decine di volte, sia sul piano letterario, sia su quello musicale, essendo il tema stato affrontato da decine e decine d’autori, più o meno bravi e originali.

    “Ogni parola che ci diciamo è stata
    detta mille volte
    Ogni attimo che noi viviamo è stato
    vissuto mille volte
    Sassi che il mare ha consumato
    sono le mie parole d’amore per te”

    Ecco una soluzione originale per superare l’impasse, ma se avesse fatto qualcosa del genere Jovanotti non si sarebbe chiamato Lorenzo Cherubini, ma Gino Paoli.

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