GLI SBRONZI ALLA GUIDA E LE BUFALE DI GIOVANARDI (…per poco non ci casco)

Thursday, 4 September 2008
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Devo ringraziare i valenti colleghi Luca Sofri e Alessandro Gilioli de L’espresso per non avermi fatto scrivere una castroneria…anche se leggendo i vari comunicati stampa mi ero accorto anch’io che i conti in casa Giovanardi non tornavano. Comunque meglio così. (g.mast.)

Chi vuol capire, legga qui, oppure qui e poi legga l’articolo sotto, prestando attenzione alla correzione fatta pochi minuti prima della chiusura (è in corsivo neretto).

di Gabriele Mastellarini per Il Sole24Ore – Trasporti

Test anti-droga antidroga per ottenere la patente di guida, controlli obbligatori per gli autisti di pullman e i piloti di aerei e maggiori verifiche su strade e autostrade nel corso dei weekend, con l’utilizzo di apposite unità mobili sanitarie.

A lanciare la proposta è stato Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche antidroga che ha annunciato la disponibilità di 1,5 milioni per concretizzare le varie iniziative del pacchetto. «Si tratta di soldi già stanziati per far fronte alle stragi del sabato sera – ha spiegato – attualmente inutilizzati perché non è stato mai varato il regolamento attuativo». Per le patenti cosa accadrà, in concreto? «Chi vorrà la patente dovrà sottoporsi al test, che affiancherà la visita medica già prevista, ma non escludiamo controlli a campione», replica Giovanardi. Si comincerà dal prossimo autunno con una sperimentazione a Verona, Perugia, Foggia e Cagliari, per poi passare al resto d’Italia.

Anche la Conferenza Stato-Regioni è chiamata a dare un contributo decisivo e a ratificare il protocollo per gli autisti di autobus e i piloti che dovranno sottoporsi periodicamente ai controlli anti-droga.

Altro punto cardine è l’intensificazione delle ispezioni sulle strade ad opera della polizia, con l’impiego di piccoli laboratori mobili che consentiranno l’effettuazione in tempo reale dei vari esami tossicologici: dalla saliva e alle urine, senza richiedere l’assenso della persona fermata (che servirà solo per l’analisi del sangue, ma il rifiuto del prelievo non è perseguibile). Ogni sala medica mobile ospita tre medici di diversa specialità e un sociologo e può controllare fino a 35 persone per notte. Se l’automobilista si rifiuta di far esaminare la saliva sarà denunciato penalmente dalle autorità di polizia, gli verranno decurtati 10 punti dalla patente, con relativa sospensione della stessa per un periodo da sei mesi a due anni. In caso di recidiva nel biennio sono previsti il ritiro della patente e una multa che parte da 2.500 euro, oltre alla confisca del mezzo.

Il primo fine settimana di controlli (tra il 29 e il 30 agosto) a Peschiera del Garda e Verona ha dimostrato che il 6,4 per cento (avevo scritto 45%) degli automobilisti fermati non era in grado di guidare, perché in stato di alterazione da sostanze alcoliche o psicotrope.

I test sono tarati su oppiacei, cocaina, Thc (marijuana), amfetamine (ecstasy compresa) e medicinali sedativi e ansiolitici.

Critiche sono arrivate dai sindacati degli agenti che hanno parlato di «interventi ipocriti del Governo». «I controlli – si legge in una nota dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine – sono per noi fondamentali ma vanno realizzati in maniera continua e non affidarsi a iniziative sporadiche». Il sottosegretario Giovanardi ha replicato che: «Il modello Verona sarà esteso in tutta Italia». 

Ho cercato "Sarah Palin naked" (…ma non ero il solo)

Thursday, 4 September 2008
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Ferruccio e Jhonny piacciono alle donne (ma in costume e senza cravatta)

Thursday, 4 September 2008
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Racconta Guia Soncini, che Candida Morvillo ha stilato una classifica dei maschi italiani che le italiane bramavano vedere in costume. Risultato? Due direttori di giornali e due banchieri. Riotta (Tg1). De Bortoli (Sole24Ore, nella foto). Passera (Banca Intesa San Paolo). Profumo (Unicredit).

Conclude Soncini: “Vogliamo andare per strada a fermare un po’ di italiane chiedendo se sappiano chi è Profumo e ne bramino la nudità, oppure la piantate?”

IN TV CIRCOLA ANCORA LA COPERTINA BUFALA SULLA PALIN. OGGI LA SPARA STUDIO APERTO

Thursday, 4 September 2008
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Spunta di nuovo la copertina taroccata di Vogue che raffigura Sarah Palin. Dopo le figuracce di moltissimi mass media italiani, oggi nell’edizione delle 12.30 “Studio Aperto“, rilancia ancora la finta copertina nel servizio di Anna Boiardi. La giornalista incalza: “In effetti su Vogue lei c’è stata e incinta di cinque mesi” ed ecco rispuntare la copertina realizzata da un blogger dell’Alaska.

“Internet impazzisce di pettegolezzi, la prende in giro”, dice ancora la giornalista del tg di Giorgio Mulè…ma stavolta saranno loro ad esser presi in giro. O forse sarà il caso di scusarsi come ha già fatto La Stampa. Qui sotto il link della puntata: il servizio appare dopo circa 3 minuti. http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=studioaperto&data=2008/09/04&id=39181&categoria=edizione/servizio&from=studioaperto

VOTE FOR SARAH PALIN (AS NEW USA FLAG)

Thursday, 4 September 2008
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ALTRO BLUFF! Repubblica in prima pagina racconta la paura del buco nero e si affida al prof. Rossler. Ma lui non è un ricercatore e neppure un chimico (come scritto), fa il medico psicologo!

Thursday, 4 September 2008
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di Claudio Pasqua per “Gravità Zero”

Numerosi lettori ci hanno scritto, un po’ spaventati peraltro, riguardo una notizia diffusa su parecchi siti internet e oggi anche dalla stampa nazionale. L’LHC, il potente acceleratore del CERN che verrà attivato tra pochi giorni sarebbe, secondo certa stampa, in procinto di generare un buco nero che potrebbe distruggere la Terra.

In particolare Repubblica ha scelto addirittura la prima pagina per veicolare quella che non è nient’altro che la solita bufala estiva che sta girovagando amplificata da alcuni blog su Internet da alcuni mesi. A quando una puntata anche sul programma RAI Voyager?

Complimenti alla nostra stampa nazionale. Se nel 2007 la credibilità di carta stampata e Telegiornali era scesa ai minimi storici (secondo questa recente ricerca condotta dall’Università di Trieste), finirà che i giornali li compreranno solo più per avvolgerci il pesce!

Non passa giorno senza che i giornali e le TV veicolino per vere bufale colossali (però facilmente smentibili con una ricerca accurata su Internet).

E le bufale non si annidano solo tra le notizie scientifiche. LA STAMPA e altri giornali ad esempio due giorni fa hanno pubblicato (in prima pagina) questa immagine di Sara Palin, la candidata a vice di McCain alla presidenza americana, che è chiaramente un fotoritocco facendola passare per vera… Ma le controllano le fonti questi giornalisti?

Ciò che riempie di vergogna è che non ci risulta ci siano state scuse ai lettori per le notizie false.

Ritornando invece allo “scoop” di Repubblica iniziamo con il dire che Otto Rossler, colui che ha sollevato il problema dei micro black hole, non è un chimico come si afferma nell’articolo e neppure un ricercatore ma un medico, con specializzazione in psicologia!

In pratica ne sa di teoria delle particelle elementari quanto mia nonna!
Bastava un controllo incrociato su Wikipedia, prima di scrivere.

Nell’articolo, oltre agli errori, … le omissioni (in questo modo si spaventa meglio il lettore e si vende qualche copia in più del giornale). Sembra una ovvietà ma non lo è: pochissimi (forse solo i lettori di questo blog) comprerebbero mai una rivista che riportasse in prima pagina solo una precisa e attenta analisi degli esperimenti reali dell’LHC. Ma se invece ci aggiungo un titolone che afferma che “la Terra, forse, verrà distrutta” non credete che lo comprerebbe anche la casalinga di Voghera?

Come quando su Repubblica viene scritto che le temperature raggiunte sono centomila volte più alte di quella che esistono al centro del Sole, ma “dimenticando” di precisare che in realtà l’esperimento non funzionerebbe se l’LHC non fosse tenuto a una temperatura di -271,25 °C, più fredda dello spazio cosmico!
In pratica fa più freddo dentro l’acceleratore che al Polo Sud, e che le temperature di collisione sono solo teoriche in quanto si verificano in un femtosecondo (un milionesimo di miliardesimo di secondo) tra particelle grandi un milionesimo di miliardesimo di metro.

Naturalmente bisognerebbe rassicurare informando il lettore spiegando con accuratezza che in questo momento i raggi cosmici, formati dalle stesse particelle accelerate nell’LHC ma prodotte nello spazio, bombardano la Terra da centinaia di milioni di anni, anche in questo momento mentre state leggendo. Particelle che sono accelerate in natura fino ad energie molto superiori a quelle dell’LHC. E che nessuno si è mai lamentato in tutti i 3500 milioni di anni della vita sulla Terra!

Ma perché diminuire la drammaticità della notizia enfatizzando troppo una verità che ogni studente universitario del primo biennio in fisica conosce?

Belissimo il pezzo di Daniela Ovadia, sul blog di LE SCIENZE:

 

“Questa della fine del mondo provocata dal mano dell’uomo non è una novità nella storia della psicologia sociale: il timore dello “scienziato pazzo” che gioca con la materia ha radici antiche (gli alchimisti furono bruciati sui roghi), per non parlare del timore che suscita un’esperimento che si propone di “simulare l’origine del mondo”, così come è stato descritto al volgo il progetto dell’LHC. E poiché siamo comunque tutti figli della cultura giudaico-cristiana, sappiamo cosa accade quando l’uomo pretende di farsi dio!”

 
I giornali giocano spesso sulle paure ancestrali dell’uomo: che tradotto significa “schiaffa il mostro in prima pagina e aumenterai le vendite”!

Sembra di assistere a una equazione: “Dato un argomento insolito, la carta stampata venduta sarà direttamente proporzionale all’ignoranza che la gente possiede su tale argomento. Inoltre la derivata rispetto al tempo della quantità venduta di articoli sull’argomento è inversamente proporzionale alla qualità informativa degli stessi”.

Infatti basta andare in edicola per vedere quanto la cartaccia superi la qualità, sommersa da astrologie, novelle e grandi fratelli!

Per fortuna ci viene in soccorso un articolo apparso sulla rivista Vita che tra le altre cose afferma

[…] le boutades hanno avuto, se non altro, il merito di fare da cassa di risonanza, ricordando che qualcosa di mai tentato prima sta per essere realizzato al Cern. A ennesima riprova che la scienza sfonda il muro dell’indifferenza mediatica solo quando riesce a far paura.

E dire che il “popolo”, quando gliene si dà l’occasione, tende a dimostrarsi molto meno bue di quanto in genere non lo si immagini, se è vero che all’ultimo open-day del Cern, lo scorso aprile, ben 55mila persone sono accorse dai quattro angoli del mondo al solo scopo di visitare il nuovo acceleratore.

PER APPROFONDIRE

La sicurezza dell’LHC Il Large Hadron Collider (LHC)

Da LHC allarme ingiustificato

(http://www.gravita-zero.org/2008/09/micro-buchi-neri-al-cern-e-altre-bufale.html)

TRAVAGLIO BU$INE$$. Anche i suoi fan sono delusi (era ora!): "Marco non dà una bella immagine chiedendo di comprare il dvd Passaparola". "Una mail collettiva? Se ci risponderà lo farà con la solita spocchia e sufficienza"

Wednesday, 3 September 2008
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Alcuni messaggi dei fan di Marco Travaglio, tratti dal forum su www.marcotravaglio.it

1) Non e’ una bella immagine comunque, anche la frase di Travaglio che ricorda che il dvd e’ in vendita all’inizio dell’ultima puntata…
Urgerebbe un piccolo chiarimento secondo me..

2) Non ho capito perchè Travaglio adesso punti a mercificare la sua immagine. Fra l’altro, guarda caso, adesso non riescoa vedere il video di Passaparola di oggi.

3) La polemica sul DVD nasce da una delusione.
Se l’idea è produrlo per distribuirlo anche con le vie tradizionali tipo Reset va bene. E’ una bella idea.
Ma se nasce e muore sul web mi avrebbe fatto piacere se avesse messo l’offerta libera o spiegato che era un modo per promuovere il sito o qualcosa. Insomma una spiegazione.
Quando l’ho visto la prima volta l’immagine che mi è venuta in mente è stata di nugoli di ragazzine che si spendono i 10€ di mamma e papà per avere la fotina di Marco o la copertina originale. Ed è una brutta immagine. Punto.

4) Fede, lui quando si tratta degli altri spacca il capello in quattro, chi lo stima per questo ,a maggior ragione da lui si aspetta una grande coerenza; se no si comporta da popstar, ovvero tutto gli è permesso perchè lo fa o lo dice lui

5) Cmq non è la prima volta che travaglio mostra il braccino corto: quando c’era in cantiere lo spettacolo “promemoria” travaglio disse in un’intervista che lui l’avrebbe fatto gratis e che il costo del biglietto serviva solo a coprire le spese di affitto dei teatri e l’organizzazione dello spettacolo, quindi il prezzo sarebbe stato accessibile anche a studenti e via dicendo. ora, in questi due anni io non l’ho mai trovato a meno di 20 euro.

6) A me Travaglio piace, ma ultimamente mi piace meno proprio perchè fa la pop star ed è diventato troppo commerciale. Poi per carità se stampa la maglietta con la sua faccia magari la compro pure

7) io gli faccio una colpa dell’essere da Grillo (non avendone bisogno) e di prestarsi a operazioni commerciali (certi libri di chiare lettere) trattando giovani ingenuotti come consumatori qualsiasi, ( c’è la domanda diamogli l’offerta cmq sia)
cazzo Chiarelettere ha pubblicato un libro bellissimo (il ritorno del principe)che venderà, se va bene, un terzo del Bavaglio. perchè? perchè il Bavaglio è “griffato”prodotto per i fans del divo tv
tu mi dici, che c’entra Travaglio? semplice, si presta a ciò e pretende di farmi credere che chi compra Bavaglio è solo assettato di informazione (eddaii)
concordo perfettamente con te sulla mail collettiva, ma se ci risponderà lo farà con la spocchia e sufficienza che riserva sempre ai quisque de populo che non lo adorano abbastanza

8 son convinto che arriverà in libreria al più presto. altrimenti sarebbe l’operazione commerciale più stupida del secolo

9) Se il DVD di Passaparola è stato prodotto in vista di una distribuzione che arrivi ad un pubblico più largo di quelli che possano accedere ad internet, allora sarò disposta a rivedere la mia posizione su questo argomento. Al momento mi sembra soltanto, come ha detto Andri, una delle operazioni commerciali più stupide che abbia mai sentito, perchè far leva sul collezionismo vuol dire perdere di vista professionalità e contenuti in favore della forma ed è un concetto troppo Berlusconiano perchè possa mandarlo giù.
Posto che rimane il beneficio del dubbio, una critica sulle modalità di comunicazione va comunque fatta. Se io avessi deciso di fare una cosa del genere, conoscendo il pubblico che mi segue, probabilmente avrei cercato di fugare qualunque tipo di ambiguità palesando i miei intenti da subito, invece nel post di Grillo non c’è traccia di tutto ciò.
Però ci tengo a dire che non credo che Travaglio sia estraneo all’iniziativa, visto che ci mette la sua faccia non credo assolutamente che Grillo si sia preso la briga di usarlo senza dirgli niente e che la storia del regalo del popolo del web a chi non può navigare mi sembra una grandissima cazzata. A me sembra solo collezionismo, griffe ed il video pubblicitario dell’evento mi è sembrato solo pubblicitario, punto.
Un’ultima cosa: è innegabile che Travaglio sia bersaglio di critiche molto più severe rispetto a tanti altri che ne fanno più che Bertoldo e passano nell’indifferenza generale (forse e soprattutto perchè se li filano in pochi) ma, benchè questo a volte faccia perdere la pazienza su critiche assolutamente insensate, credo che abbia in sè qualcosa di positivo.
Si è molto esigenti con qualcuno a cui si tiene e come lui deve essere il cane da guardia del potere, credo che noi possiamo considerarci i suoi cani da guardia per tenerlo un po’ sotto pressione. Il soggetto mi sembra che ne sia avvezzo e non credo se ne avrà a male.

(http://www.marcotravaglio.it/forum/viewtopic.php?t=14632&postdays=0&postorder=asc&start=45)

Leggi anche, su questo blogiornale:

http://dituttounblog.com/editoriali/travaglio-business

http://dituttounblog.com/articoli/travaglio-business-ce-chi-dice-no-io-non-ci-credo

http://dituttounblog.com/editoriali/travaglio-passaparola-dvd-grillo

ALITALIA. "La Stampa" parla della mia inchiesta su Air One, pubblicata sul Mondo

Wednesday, 3 September 2008
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Tratto dal sito web de “La Stampa”, l’importante quotidiano diretto da Giulio Anselmi

Alitalia: una soluzione ancora incerta e lontana

Il ballo delle cifre è già cominciato e così gli esuberi di Alitalia sembrano essersi già ridotti da 7000 a 4.500. In realtà si tratta di cifre tutt’altro che certe, circolanti negli ambienti sindacali e in qualche maniera già smentite dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha detto che è ancora presto per quantificare il numero di dipendenti non necessari al nuovo gruppo e ha aggiunto carne al fuoco con una novità: i lavoratori saranno diretti al settore privato e non al pubblico, per il quale è necessario un concorso. Resta da capire se il direzionamento sul privato non sia un delicato eufemismo per la parola licenziamento.

Le Poste e l’Agenzia delle Entrate sicuramente tirano un sospiro di sollievo, i lavoratori palleggiati da un giorno all’altro no. Di certo rimangono a rischio quelli dell’Atitech di Napoli (750 dipendenti più 150 di indotto). Le indiscrezioni sui 4.500 esuberi calcolati sembrano però molto precise e li quantificano in 500 piloti, 1.500 assistenti di volo, 2.500 dipendenti di terra. Si tratterebbe di cifre fornite, secondo il quotidiano Repubblica, dal Governo agli stessi sindacati che, nel frattempo, hanno deciso di fare quello che preferiscono di solito fare in queste situazioni: dividersi. Da un lato la Cgil da un lato Cisl e Uil, anche se è da ricordare che i sindacati di Alitalia secondo stime non confermate sarebbero addirittura 9.

Sempre in questi giorni di frementi trattative rispunta un nodo politico di “capitale” importanza: quello di Malpensa, il secondo hub di Alitalia che sembra pronto a ridimensionarsi notevolmente per fare spazio a Fiumicino che già ha colto un numero consistente di voli Alitalia durante il precedente Governo.

Al riguardo oggi Giuseppe Bonomi, numero uno di Sea (aeroporti di Linate e Malpensa) e leghista della prima ora (come lo definisce il Sole 24 Ore), ha rilasciato al quotidiano di Confindustria una conciliante intervista in cui lamenta crediti da 47 milioni di euro nei confronti di Alitalia e sostanzialmente approva il piano di Intesa Sanpaolo che definisce come l’unico possibile. Un beneplacito che sorprende dopo le battaglie di qualche mese fa per l’hub di Malpensa… In effetti Alitalia ha già rinunciato all’83% del proprio impegno a Malpensa e quindi il danno in qualche maniera è già stato fatto, quindi perché attaccare un Governo da sempre amico?

D’altra parte 70 milioni di euro di impatto nel conto economico di Sea per via dell’abbandono di Malpensa da parte di Alitalia (cifre fornite dallo stesso Bonomi) non sono bruscolini, ma, come noto, per gli slot di Malpensa c’è la fila e la liberalizzazione dei diritti di volo potrebbe essere prossima.

Ma torniamo ad Alitalia. La compagnia sembra destinata a un lungo travaglio perché il miliardo di euro di dotazione della Cai, la nuova conquistatrice guidata da Roberto Colaninno, sembra francamente poco per risollevare le sorti di Alitalia, visto che in passato si parlava di investimenti da 3 miliardi in 5-6 anni da parte di Air France e da 5,3 miliardi da parte di AirOne (entro il 2012). Trattative in corso con la compagnia francese e, secondo indiscrezioni riportate da Forbes, con British Airways potrebbero però sbloccare qualche finanziamento pro quota nella nuova Alitalia, anche se è ancora presto per dirlo.

En passant è da ricordare che la AirOne di Carlo Toto, azionista di rilievo di Cai, si toglie di mezzo portando nella nuova Alitalia i suoi debiti da oltre 367 milioni di euro (cifre rivelate da Gabriele Mastellarini in un articolo sul Mondo) e i propri contratti di leasing sulla “flotta più giovane d’Europa” (attualmente, in base a quanto riportato dallo stesso Mastellarini, solo un aereo sui 57 della compagnia sarebbe di proprietà della stessa AirOne). Le ultime indiscrezioni parlavano di circa 150 milioni che Toto reinvestirebbe nella nuova Alitalia dopo avere incassato da lei circa 250 milioni per la sua AirOne.

Almeno il bilancio della compagnia dell’imprenditore abruzzese è in nero e non ci sono perdite, nonostante la marea montante del debito. In fondo il nodo Az Fly-Az Servizi (le società di handling, servizi di terra e manutenzione di Alitalia) rimane più difficile per la compagnia tricolore. Az Servizi, in base a quanto rivelato da Gianni Dragoni, è in perdita strutturale ed è costretta per non affondare a praticare al suo cliente di riferimento (Az Fly!) prezzi del 30-35% superiori al mercato. Qui si trovano la maggior parte degli esuberi che ora finiranno in cassa integrazione, in mobilità e quant’altro. Qui si sono arenati tutti i tentativi di salvataggio della compagnia fino ad oggi. Di certo non sarà una transizione semplice, di certo però queste difficoltà erano prevedibili.(http://finanza.lastampa.it/notizie/1499,317820/Alitalia_una_soluzione_ancora_incerta_e_lontana.aspx).

Dall’archivio del Corriere della sera LEGGI l’inchiesta di Gabriele Mastellarini, pubblicata per Il Mondo.

Mastellarini vs. Travaglio. Mi scrivono

Wednesday, 3 September 2008
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Ricevo via mail e pubblico, anche se a distanza di qualche giorno

Salve Mastellarini,

ero ieri sera a cena con Marco a Pordenone ed ho appreso della vostra disputa che ho poi approfondito in rete.

Non posso credere che, anzichè fare fronte comune verso l’ondata di piena di una dittatura strisciante, gli spiriti e le voci libere (le poche rimaste ahimè) si stiano a fare le pulci l’un l’altra: le questioni che rinfacci a Travaglio mi sembrano assolutamente marginali. Il fine comune vi spproni a cessare questa assurda disputa che dà solo alibi e manforte ai comuni nemici e a concentrarvi sui veri mali dell’Italia.

Un saluto.

Ermanno (Udine)

RIVELAZIONE. Renato Farina: "Ho votato Lega Nord più volte". Forse l'ha fatto anche Don Giussani, il prete santificato dalla politica

Wednesday, 3 September 2008
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di Renato Farina per Libero

Roberto Calderoli alla Bèrghem Fest ha rivelato: «Don Giussani, nel 1985, la prima volta che è apparso il simbolo in lista, ha votato Lega. Me lo ha detto Giorgio Vittadini. E sono molto orgoglioso di questo. Perché don Giussani…».

Voleva dire con quei puntini puntini: don Giussani non è mica un pirla. È uno che se ha votato Lega, qualcosa di importante vorrà pur dire.
Il voto non lo so. II voto è segreto. E don Gius era scrupoloso non rivelava di sé. Di certo la data (1985) è sbagliata.

Ma l’attenzione alla Lega e soprattutto ad alcune persone di questo movimento c’è stata davvero. Don Giussani era così: ovunque sentisse profumo di rottura con il conformismo stantìo della pappa pronta, sia che fossero impulsi anarchici o voglia di indipendenza e libertà, purché fossero senza violenza, lui non chiudeva la porta, anzi. Incontrava. Andò così con la Connina Baires, una formazione anarchica argentina esule a Milano; si incuriosì profondamente della Lega e di alcuni suoi personaggi. Da modesto biografo del prete desiano posso testimoniarlo.

Qualcuno si stupisce? La vulgata attribuisce ai leghisti sentimenti pagani e razzisti. Questo è un giochetto da falsari. All’origine della Lega c’è l’incontro tra un politico dalle grandi visioni (Umberto Bossi) e un intellettuale che, anche se dichiaratamente ateo, accoglieva nella sua grande testa la cultura cattolica (Gianfranco Miglio). I due poi ruppero, ma questa è un’altra storia.

Vittadini ha precisato e tagliato alle dichiarazioni di Calderoli, che peccano di inverosimiglianza, le unghie della strumentalizzazione. Per rispetto di don Gius, non per dispetto verso Calderoli. Qualche volta gli abbracci leghisti sono troppo osé. Nel 1985 nessuno di noi ciellini sapeva bene cosa fosse la Lega. Era un fenomeno misterioso delle valli varesine, qualcosa di campestre e di oratoriano. Ma lontano. C’era il Pci orfano di Berlinguer che ri-minacciava il sorpasso sulla Dc. Impossibile farsi tentare dalla Lega.

Vittadini però non smentisce la sostanza della simpatia. Si è incontrato al Meeting di Rimini con Calderoli, il quale è stato colpito dall’accoglienza calorosissima. Allora Vittadini che è un po’il genio della grande baracca ciellina, gli ha raccontato che era una vecchia storia.

E c’era stata un’amicizia tra il professor Giussani e il professor Miglio, preside di Scienze politiche in Università cattolica dove anche il fondatore di Comunione e liberazione insegnava introduzione alla teologia. «Una stima culturale», dice Vittadini. Aggiungo io: Miglio aveva proposto, quando Formigoni fondò il Movimento popolare, che fossero i ciellini a fare una specie di Lega del Nord. Sosteneva che la DC era finita. Occorreva qualcosa come la Dc bavarese, a forte contenuto federalista e anzi indipendentista. Andò diversamente. (Peccato?).

Don Giussani ascoltava Miglio. Lo stimava. Perché Miglio teneva duro, non cedeva in nulla al verbo marxista che pure imperava anche su parecchie cattedre della Cattolica. Da Miglio appresero il nocciola di pensiero federalista molti ciellini, tra cui Robi Ronza, oggi sottosegretario agli Esteri della Lombardia.

Ronza è varesino come Bossi: fu lo stesso Senatur a raccontarmi nel 1992 di aver attinto anche ai testi del concittadino, che però erattoppo ” etnico-culturale” per i suoi gusti.

Successivamente nel 1993 a Milano si affrontarono per le elezioni a sindaco, in ballottaggio, Nando Dalla Chiesa e Marco Formentini. Nell’ambiente ciellino non ci furono dubbi: la Lega aveva delle radici forti nell’identità popolare lombarda. Infinitamente meglio dei comunisti veri o ex rappresentati da un Dalla Chiesa che voleva trasformare Milano in una specie di Phnom Penh, invasa dallaforesta, e con ikhmer rossi a vigilare sull’educazione del popolo e la punizione dei politici della prima repubblica E don Giussani con chi poteva stare?

In realtà c’era stato poco prima un momento di rottura tra don Gius e i suoi con Miglio, quando il professore, ormai teorico leghista, nel 1992 aveva mostrato di compiacersi per i suicidi degli inquisiti. Continua Vittadini: «Poi con Calderoli si è parlato dei contatti culminati con la presenza dell’onorevole Pivetti al Meeting di Rimini nel 1994 e delle successive visite del ministro Roberto Maroni. Io ho nominato la figura di Don Giussani per la sua influenza culturale sul nostro mondo. Il voto personale di Luigi Giussani rimane segreto anche per me. Pertanto è fuori luogo parlarne». C’entro qualcosa io. Dal 1992 don Gius sapeva dela mia amicizia con Irene Pivetti, delle sue posizioni sulla scuola, e fu contento della mia collaborazione con lei alla Camera e della sua venuta al Meeting. Era così, don Gius. Si fidava delle persone. Ma il voto è segreto, non si dice, lui non lo diceva. Io potrei dire che ho votato Lega anche qualche altra volta.

ps. Per saperne di più su Robi Ronza, santificato da Farina, clicca qui.

Un toscano a New York

Wednesday, 3 September 2008
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di Luca Sofri (www.wittgenstein.it)

Sono a New York per qualche giorno con mio figlio di undici anni. Cerco di spiegargli le cose che so, faccio il genitore trombone, provo a tenerlo nei musei qualche minuto in cambio di ore in enormi negozi di giocattoli o fumetti Marvel. Poi passiamo davanti alla Grand Central Station, e lo convinco a entrare, che è bellissima: e poi è dove hanno girato la scena degli Intoccabili che abbiamo appena visto insieme in tv. Quella della sparatoria sulla scalinata.

Bravi. Ma fingete di non aver capito.

Insomma, giriamo la stazione che è bellissima, ma non si trova la scalinata, quella che citava la Corazzata Potemkin. Lui comincia a sbuffare e a dire chissenefrega, andiamocene che pare ci sia un altro negozio di fumetti tra la 33ma e Broadway. Io faccio quello che si impunta e ci-penso-io e mi avvicino a un banco di informazioni turistiche. C’è una giovane ragazza nera con l’aria gentile.

– Scusi, mi sa dire dov’è la scalinata degli Intoccabili? (col sorriso di quello che sta chiedendo una cosa originalissima e simpatica, altro che)

Certo signore, è a Chicago (col sorriso di quella che sei-un-cretino-ma-hai-un-bambino-con-te)

Ah… (e intanto penso “ma certo, che diavolo ci facevano a New York? Erano a Chicago, Al Capone, eccetera”, e ora sorrido imbarazzato) Ero convinto fosse qui, che scemo…

Non si preoccupi, si sbagliano in molti.

Mio figlio si sta rotolando a terra dal ridere.

Ve li immaginate Galeazzi, Mughini, Caressa e Piccinini fare questo spot?

Wednesday, 3 September 2008
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STOP AGLI SPRECHI. Oggi ho comprato "Il Foglio" di Ferrara: un euro speso male

Wednesday, 3 September 2008
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di Gabriele Mastellarini

Stamattina mi son travestito da Marco Travaglio e sono andato in edicola. Marcolino compra “Il Riformista” quando Facci e Polito scrivono di lui e dice: “Ho speso un euro e gli ho fatto aumentare le vendite”. Io, dopo aver saputo dell’esistenza di Guia Soncini e aver letto del suo licenziamento dal “Foglio quotidiano”, ho fatto aumentare le vendite al medesimo “Foglio” diretto da Giuliano Ferrara. L’ho comprato per la prima volta da quando esce (‘azz! c’è scritto anno XIII…).

Ho trovato il pezzo della Annalena Benini di cui si parla qui, quella che ha sostituito la Guia di cui sopra. La Benini si occupa delle vacanze dei vip e scrive così: “A parte Silvio Berlusconi, che ha trascorso vacanze irreprensibili dicono gli impiccioni che quando vede passare una bella bionda, il Cav sospiri: e io che ho passato tutta l’estate a fare il nonno…”

Non paga, Benini scrive appresso: “Franco Frattini (ricordate?) e Chantal Sciuto “la dermatologa dei vip” stanno insieme, ci tiene a far sapere lei allegando anche il curriculum, e potrebbe trattarsi di una di quelle rare love story che fanno sognare”.

Non vado avanti, perché se alla Soncini hanno preferito l’Annalena, beh stan messi proprio male.

Sempre in prima sul Foglio. Colonnino d’apertura. Si parla di un Pd (quasi) dialogante: ovviamente il solleone continua a colpire.

Poi c’è la notizia sul “Pasticciaccio brutto del Pincio”, stravecchia come la grappa di mio zio.

Completano il quadro “Andrea’s Version” (non ho capito cosa sia…), un pastone di politica dove si informa che “La flotta della Nato lascia la Crimea” e un pezzo sulle banche dove “Il Monte dei Paschi resta laterale” (boh!).

In seconda pagina, su un migliaio di righe, si salvano solo tre-righe-tre firmate da Adriano Sofri.

In terza pezzo di Antonio Tamburrino (Italia Nostra) corredato da quadro d’epoca (che c’azzecca?). Nella pagina seguente faccia a faccia tra i manager di Lufthansa e British Airways (mentre l’Alitalia è il titolo d’apertura di tutti gli altri giornali…ma distinguersi fa sempre moltro trendy), in penultima (ma c’è scritto pag. 3, anche se è 5!) tre editoriali su: Veltroni (“W. non chiude dossier, li moltiplica”), greggio americano e Alitalia (“Inutile accanirsi sul “rilancio”…se lo sa Berlusca toglie i fondi al Foglio, sicuro!) e alcuni pezzi di esteri più una recensione al libro La figlia dello straniero, dell’editore Mondadori…tanto per restare in famiglia.

Retrocopertina con ampia pubblicità a colori, missive di lettori molto affezionati (“Meglio il sindaco di Busto Arsizio di Sarah Palin”) e colonnino a destra sul festival del cinema. Chiude “Innamorato fisso” di Maurizio Milani.

A sorpresa spunta una notizia, perché chi cerca trova: “Prima ancora che lo facesse il principe Filippo, è stato Mario D’Urso a farsi riadattare da un grande sarto abiti d’antan. Noblesse oblige”.

….scusate ho un annuncio: “A.A.A. vendesi in buono stato copia quotidiano à la page, pieno zeppo di notizie interessanti e commenti stimolanti. Astenersi perditempo e stitici….

Questi qui ancora ci stanno in Parlamento?

Wednesday, 3 September 2008
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se hai le palle aggiungi anche le foto di quelli che mangiavano la mortadella in Aula e saltavano sui banchi come scimmioni. Quelli meritano di essere cacciati a calci nel sedere…

proprio un bel paese siamo
(Emanuele)

CULTUR@. Riparte MiTo, secondo festival internazionale della musica. SI ENTRA GRATIS A UN CONCERTO SU DUE!

Wednesday, 3 September 2008
Pubblicato nella categoria CULTUR@

di Nicoletta Salata

Mentre in quel della capitale, dal trenino ciuf ciuf proveniente da Leno scende una donzelletta conosciuta come Stella dei Mari ma odorosa di Gelsomini terrestri, e reca in man un malloppon di carte e documenti sul tema Istruzione made in Italy, caparbiamente intenzionata a rivoluzionare la scuola e oppressa dal numero troppo elevato dei conservatori musicali, Torino e Milano programmano alacremente una manifestazione inneggiante alla musica.

Toro e biscione s’incontrano, murazzi e navigli si mescolano, mole e duomo si collegano, gettando un ponte virtuale che tutti gli amanti della musica possono percorrere e attraversare.

L’ambizione elevata e la costruttiva intesa danno vita alla seconda edizione di un evento che non poteva che chiamarsi MiTo, non soltanto perché ovviamente giustifica il nome delle città che ne sono artefici ma perché sottolinea la rilevanza e il sentore di probabile eternità che esso riveste nel panorama culturale e musicale.

La straordinarietà di questo secondo Festival Internazionale della Musica consiste anche nel fatto di essere economicamente fruibile da un pubblico molto più vasto, dato che il costo dei biglietti definito “popolare” varia da 5, 10, 15, 30, 40 euro e il 60% dei concerti è ad ingresso gratuito.

Inoltre i concerti si svolgono negli abituali luoghi frequentati da quell’élite che normalmente può concedersi il lusso dell’accesso, primi fra tutti la Scala di Milano e il Teatro Regio di Torino, e poi in altri teatri, auditorium, conservatori e chiese a seguire.

Il programma è vastissimo: 25 giorni, 230 eventi, 102 sedi, 97 istituzioni cittadine coinvolte, 33 dibattiti, 4.000 artisti provenienti da oltre 30 nazioni. È quindi vivamente consigliato consultare il sito del Festival www.mitosettembremusica.it, anche solo per constatare quale sforzo e lodevole proposito c’è dietro all’iniziativa.

Riferisco alcuni temi, dal titolo accattivante, di questo programma davvero imperdibile:
In alto le bacchette (concerti musica sinfonica)
Ascolta in religioso silenzio (musica sacra, antica, barocca)
Ti costa più l’aperitivo che il Čajkovskij (la grande musica sinfonica)
Musica inaccessibile? Non ascoltateli (concerti di musica contemporanea)
Fermati la musica è nomade (il viaggio musicale dei gitani)
Ascoltate in pace (messe con musiche sublimi)
Venite a darvi delle arie (opera)

L’inaugurazione milanese ha avuto luogo la sera del primo settembre alla Scala. Tutto esaurito per la Royal Concertgebouw Orchestra diretta da Mariss Jansons (musiche di O.Messiaen, C.Debussy, M. Musorgskij).
A Torino l’inaugurazione è andata in scena invece ieri sera al Teatro Regio con The Cleveland Orchestra diretta da Franz Welser-Most, musiche di Adès e Bruckner.

Il concerto alla Scala era stato però preceduto da un altro evento del programma e non va omesso anche il tutto esaurito registrato appunto presso la Sala Buffet di Palazzo Reale in cui alle ore 18.00 Vittorio Sgarbi ha celebrato il quadro di Giovanni Agostino da Lodi “La cena in Emmaus”, che resterà esposto per tutta la durata della manifestazione.
Quadro che parecchi anni or sono vide proprio Sgarbi invischiato in una poco chiara vicenda. http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi

Comunque siano andate le cose, tra l’altro non sono riuscita a capire a chi appartenga ora questo dipinto, che sia suo o di qualcun altro Sgarbi lo avrà certamente descritto con quella competenza e passione, compostezza e rigore (che molto spesso e facilmente gli sfuggono) che lo contraddistinguono quando si esprime in materia artistica.

Concludo segnalando che MiTo aderisce al progetto Impatto Zero di Lifegate: le emissioni di anidride carbonica generate dal Festival che prevede nelle due città un pubblico di oltre 160.000 persone, saranno compensate con la creazione di nuove foreste nel Parco del Ticino e in Costa Rica e che tutti i programmi di sala sono stampati su carta riciclata.

Insomma orchestre e musicisti internazionali, arte, biglietti a basso costo, eleganti teatri, magiche chiese, note che risuonano ad ogni angolo e a tutte le ore, rispetto per l’ambiente: questo sì che è un MiTo!