GLI SBRONZI ALLA GUIDA E LE BUFALE DI GIOVANARDI (…per poco non ci casco)
Thursday, 4 September 2008Devo ringraziare i valenti colleghi Luca Sofri e Alessandro Gilioli de L’espresso per non avermi fatto scrivere una castroneria…anche se leggendo i vari comunicati stampa mi ero accorto anch’io che i conti in casa Giovanardi non tornavano. Comunque meglio così. (g.mast.)
Chi vuol capire, legga qui, oppure qui e poi legga l’articolo sotto, prestando attenzione alla correzione fatta pochi minuti prima della chiusura (è in corsivo neretto).
di Gabriele Mastellarini per Il Sole24Ore – Trasporti
Test anti-droga antidroga per ottenere la patente di guida, controlli obbligatori per gli autisti di pullman e i piloti di aerei e maggiori verifiche su strade e autostrade nel corso dei weekend, con l’utilizzo di apposite unità mobili sanitarie.
A lanciare la proposta è stato Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche antidroga che ha annunciato la disponibilità di 1,5 milioni per concretizzare le varie iniziative del pacchetto. «Si tratta di soldi già stanziati per far fronte alle stragi del sabato sera – ha spiegato – attualmente inutilizzati perché non è stato mai varato il regolamento attuativo». Per le patenti cosa accadrà, in concreto? «Chi vorrà la patente dovrà sottoporsi al test, che affiancherà la visita medica già prevista, ma non escludiamo controlli a campione», replica Giovanardi. Si comincerà dal prossimo autunno con una sperimentazione a Verona, Perugia, Foggia e Cagliari, per poi passare al resto d’Italia.
Anche la Conferenza Stato-Regioni è chiamata a dare un contributo decisivo e a ratificare il protocollo per gli autisti di autobus e i piloti che dovranno sottoporsi periodicamente ai controlli anti-droga.
Altro punto cardine è l’intensificazione delle ispezioni sulle strade ad opera della polizia, con l’impiego di piccoli laboratori mobili che consentiranno l’effettuazione in tempo reale dei vari esami tossicologici: dalla saliva e alle urine, senza richiedere l’assenso della persona fermata (che servirà solo per l’analisi del sangue, ma il rifiuto del prelievo non è perseguibile). Ogni sala medica mobile ospita tre medici di diversa specialità e un sociologo e può controllare fino a 35 persone per notte. Se l’automobilista si rifiuta di far esaminare la saliva sarà denunciato penalmente dalle autorità di polizia, gli verranno decurtati 10 punti dalla patente, con relativa sospensione della stessa per un periodo da sei mesi a due anni. In caso di recidiva nel biennio sono previsti il ritiro della patente e una multa che parte da 2.500 euro, oltre alla confisca del mezzo.
Il primo fine settimana di controlli (tra il 29 e il 30 agosto) a Peschiera del Garda e Verona ha dimostrato che il 6,4 per cento (avevo scritto 45%) degli automobilisti fermati non era in grado di guidare, perché in stato di alterazione da sostanze alcoliche o psicotrope.
I test sono tarati su oppiacei, cocaina, Thc (marijuana), amfetamine (ecstasy compresa) e medicinali sedativi e ansiolitici.
Critiche sono arrivate dai sindacati degli agenti che hanno parlato di «interventi ipocriti del Governo». «I controlli – si legge in una nota dei rappresentanti delle Forze dell’Ordine – sono per noi fondamentali ma vanno realizzati in maniera continua e non affidarsi a iniziative sporadiche». Il sottosegretario Giovanardi ha replicato che: «Il modello Verona sarà esteso in tutta Italia».
















