Il deputato Soglia a rapporto da Berlusconi. Oggetto: crac Pescara Calcio

Wednesday, 10 December 2008
Pubblicato nella categoria E'SPORT!

dal nostro inviato Paolo Martocchia

PESCARA – “Il sogno più bello è quello di portare fino a 120 anni l’aspettativa di vita media in Italia” ha detto Silvio Berlusconi in una intervista al magazine free press Pocket. Ed alla domanda su come riesca a conciliare i suoi diversi e tanti ruoli, ha risposto: “Forse hanno ragione i miei nipotini che sono convinti che io sia Superman”. Superman ora si deve occupare anche di sport, di calcio nello specifico.

Sul suo tavolo è già arrivata la lettera fatta pervenire dalla tifoseria pescarese al presidente del Consiglio in occasione della visita elettorale a Teramo. Nella lettera, la tifoseria “minaccia” di non recarsi al voto sabato e domenica prossimi in occasione del rinnovo della Giunta regionale abruzzese, decapitata dagli arresti e dal crollo della precedente assemblea capitanata da Del Turco.

Una protesta, insomma, affinchè il premier si faccia carico di una situazione che vede Gerardo Soglia, onorevole del Pdl ed ex presidente del Pescara calcio, il principale protagonista in negativo di una società sull’orlo del fallimento. Ieri, secondo una indiscrezione, ilvicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, ha confermato che il partito del presidente Berlusconi si occuperà della vicenda. Non sottovaluti il rischio il premier: il Pescara in Abruzzo è la storia del calcio ed una sua scomparsa provocherebbe grattacapi non da poco.  

 

Sulla longevità auspicata dal premier leggi anche questo articolo

Così dall'estero: "Berlusconi: un senile settantenne schiavo di pompe al pene e iniezioni misteriose"

Tuesday, 9 December 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Articolo di Alexander Stille per “The New Yorker” (ora anche sul “Sunday Times”), tradotto da Italiadallestero.info (http://italiadallestero.info/archives/1854)

Il settantaduenne Presidente del Consiglio italiano non è nuovo agli scandali. Essendo sopravissuto ad addirittura diciassette processi penali senza essere definitivamente condannato, ha abituato il pubblico italiano a sentimenti di shock o indignazione. Lo scorso gennaio, l’ufficio del procuratore di Napoli ha citato Berlusconi e stilato un rapporto che contiene estratti di più di un migliaio di intercettazioni telefoniche che raffigurano la TV di stato italiana, la RAI, come un “sofà” privato che Berlusconi ha utilizzato per favorire aspiranti attrici (che lui chiama “le mie fanciulle” [in italiano nel testo, N.d.T.]) e per provare a far cadere il precedente governo. Il rapporto tuttavia non ha avuto alcun impatto. Nelle elezioni tenutesi in primavera, Berlusconi è tornato trionfalmente al potere con la sua coalizione di centrodestra chiamata Popolo della libertà, dopo meno di due anni passati all’opposizione.

Ma all’inizio dell’estate, quando i magistrati napoletani hanno rivelato l’esistenza di altre centinaia di intercettazioni di natura strettamente personale, di cui avevano richiesto la distruzione, la fabbrica del gossip italiana ha iniziato ad agitarsi. Dimentichiamoci dell’abuso di potere e dei possibili comportamenti illegali: dateci il sesso! Le cronache della stampa hanno speculato sul fatto che i nastri contenessero commenti piccanti che coinvolgevano Berlusconi e tre membri femminili del governo. Le chiacchiere a proposito delle scappatelle del Presidente del consiglio sono spesso politicamente “variopinte”: i critici di Berlusconi parlano di un senile settantenne schiavo di pompe al pene e iniezioni misteriose; i sostenitori invece amano dipingerlo come un instancabile Don Giovanni, capace di soddisfare due-tre donne alla volta.

Durante la campagna elettorale, Brelusconi ha alimentato i pettegolezzi su quanto fossero state più belle le donne del suo partito rispetto a quelle degli avversari del centro-sinistra. Riferendosi a Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati e suo partner principale all’interno della coalizione, ha così raccontato della loro decisione di candidare almeno il 30% di donne: “è già in atto una corsa per analizzare il passato mio e di Gianfranco e dire che sono state tutte nostre fidanzate”. Ed è andato avanti: “Siamo come dei supereroi in questo senso, sia chiaro, ma tutti abbiamo i nostri limiti”. In ogni caso, Berlusconi ha installato nel parlamento, e addirittura nel governo, un certo numero di “attricette” che si sono guadagnate la fama all’interno del suo impero televisivo.

Antonio Di Pietro, un ex-magistrato che guida uno dei principali partiti dell’opposizione, ha chiamato pubblicamente Berlusconi “un magnaccia”, un termine colorito che sta per protettore [pimp nell’originale, letteralmente pappone, N.d.T.], a causa del tempo che passa in cerca di lavoro per delle “showgirl” invece che occuparsi di problemi di governo. Quest’estate, durante una manifestazione, la popolare comica italiana Sabina Guzzanti disse a proposito di una delle donne ministro nominate da Berlusconi, Mara Carfagna, una ex-concorrente di Miss Italia che ha lavorato anche come showgirl nelle televisioni di Berlusconi prima di accedere in parlamento: “Non puoi nominare qualcuno Ministro delle Pari Opportunità solo perché ti ha succhiato l’uccello!” (La Carfagna ha denunciato la Guzzanti per diffamazione e ha rapidamente negato qualsiasi relazione sessuale con Berlusconi.) Vittorio Feltri, direttore del giornale di destra Libero, ha fornito una lettura opposta. “Non sarei preoccupato se fossi Berlusconi” ha detto. “Anche Mussolini aveva le sue donne. Abbiamo bisogno di un Presidente del consiglio, non di un monaco trappista”.

Berlusconi parla apertamente di sesso e fa veramente poco per nascondere il fatto che si sia sottoposto ad un lifting facciale e ad un trapianto di capelli. Nella sua politica mescola forme arcaico – monarchiche con moderni elementi di controllo dei media. Il quotidiano di Milano, Il Corriere della Sera, recentemente lo ha citato, per metà lamentandosi e per metà vantandosi, sul fatto che sia trattato come un re il cui tocco regale possiede poteri taumaturgici. “Le donne incinte mi chiedono di mettere loro una mano sulla pancia, altre invece di metterle sui loro occhi perchè hanno problemi di vista”, ha detto Berlusconi. “Alcuni, pensate, sulla loro testa perché stanno diventando calvi. Ma in questi casi tutto quello che posso fare io è dargli il numero del mio medico.”

Oltre alle varie donne di cui si dice che abbia potuto goderne i favori, Berlusconi ha portato nel nuovo parlamento tre dei suoi avvocati difensori (che escogitano leggi che potrebbero aiutare il loro cliente), il suo commercialista, alcuni co-difensori di vari processi per corruzione, una lunga lista di dirigenti passati e tutt’ora in servizio nelle sue numerose aziende, giornalisti e direttori dei suoi giornali e il suo medico personale.

Come risultato, i seggi della camera dei deputati, progettata in parte dal Bernini, con i suoi splendidi pavimenti di marmo e alti soffitti, è diventata la nuova Via Veneto. Il centro della vita sociale è una lunga, magnifica stanza chiamata transatlantico, nome delle navi da crociera, in cui i membri del parlamento siedono su comodi divani di pelle o sedie o si aggirano intorno chiacchierando con i colleghi o con i cronisti.

Uno dei giorni in cui mi trovavo lí, qualcuno ha sussurrato “Ecco la Carfagna!” non appena il Ministro delle Pari Opportunità è apparsa tra la folla. La Carfagna ha subito un vero cambiamento dai tempi in cui andava in televisione, quando preferiva minigonne e maglie scollate. Uno dei video più popolari in Italia quest’estate era chiamato “Mi hanno visto il culo anche in Germania”, in cui Carfagna appariva in veste di showgirl che piroettava nell’aria durante una coreografia, con la gonna alzata fin sopra la vita. (In una festa di gala dell’anno scorso, Berlusconi si è rivolto alla Carfagna dicendo “Se non fossi già sposato, ti sposerei subito!”. Il risultato è stata una lite molto pubblicizzata tra lui e la moglie, Veronica Lario). Adesso la Carfagna ha un taglio di capelli corto e serio (ma molto alla moda) e veste con sobri tailleur grigi, ma ha solo 32 anni, ed i suoi grandi occhi marroni la fanno sembrare anche più giovane. Era accompagnata da un’assistente che teneva alla larga i giornalisti. Discutere di gossip, ha dichiarato la Carfagna, “non è parte del mio mandato di ministro”.

Decisamente meno sobria è il sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, un’altra ex-concorrente di Miss Italia, che una volta conduceva un programma TV chiamato “I misteri della notte”, che trattava della vita notturna nelle città di tutto il mondo. (Un popolare video su YouTube la ritrae mentre visita un club sadomaso a Barcellona con uomini in vestiti di pelle, donne con il seno scoperto e massaggi con frutta esotica). La Brambilla ha anche lavorato come cronista televisiva ed ha poi proseguito nella gestione dell’azienda di famiglia, nel campo dell’acciaio. Il posto nel turismo si diceva fosse la sua seconda scelta; dato il suo amore per gli animali, i dice che volesse diventare Ministro dell’Ambiente. Ha ancora un look televisivo, dai lunghi capelli rossi, alle camice scollate e alle micro-minigonne fino ai sandali “da schiava”, con tacchi alti otto centimetri ed un’elaborata ragnatela di legacci di pelle che le risalgono suggestivamente su per la gamba.

Il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, adesso trentacinquenne, al confronto è posata. La Gelmini non ha un passato nello show business; al contrario ha una significativa, anche se breve, esperienza in politica. Sta provando a mettere a punto un piano che dia un controllo locale maggiore alle scuole (sia la Gelmini sia la Brambilla negano ogni accusa di inadeguatezza). Nelle pause, Niccolo Ghedini, uno degli avvocati difensori di Berlusconi, ama aggirarsi intorno al bar del transatlantico, mangiando ciliegie. In passato, per alcuni anni ha fatto la spola tra il tribunale di Milano, dove Berlusconi è stato processato in seguito ad una serie di accuse di corruzione, ed il parlamento, dove ha aiutato a scrivere una serie di leggi che hanno tenuto Berlusconi e alcuni dei suoi amici più intimi fuori dalla galera. Quando ho parlato con lui, mi ha spiegato con calma e pazienza perché è stata una scelta appropriata per il nuovo parlamento approvare una legge che ha permesso all’impero televisivo di Berlusconi, Mediaset, di tenere una frequenza televisiva che la legge italiana e i regolamenti europei avevano assegnato ad un altro operatore. (Porre restrizioni sul possesso di una televisione non ha senso nell’era della TV digitale, ha argomentato). Mi ha anche detto perché era necessario varare una legge che sollevasse Berlusconi da qualsiasi procedimento giudiziario mentre è Presidente del Consiglio. (Il potere giudiziario in Italia è completamente autonomo; quindi, questo è il suo ragionamento, è importantissimo avere una migliore difesa per il potere esecutivo). La legge ha ostacolato un caso che era arrivato a giudizio in cui Berlusconi era accusato di aver pagato il suo avvocato inglese perché rendesse falsa testimonianza in due processi, incluso uno in cui l’oggetto del contendere era il ruolo di Berlusconi nella creazione di un conto bancario estero segreto appartenente alla Fininvest, la holding di Berlusconi, per finanziare il leader del Partito socialista Bettino Craxi. (Entrambi hanno rigettato le accuse). Più recentemente Berlusconi ha caldeggiato una proposta di legge che vieta l’uso delle intercettazioni in tutti i processi che non riaguardino mafia e terrorismo e che prevede fino a tre anni di carcere per i giornalisti che pubblichino intercettazioni fuoriuscite.

E’ difficile non essere affascinati dal deputato Umberto Scapagnini, il medico personale di Berlusconi, le cui teorie sulla longevità lo hanno portato all’interno della cerchia di Berlusconi. Ha tenuto il Presidente del Consiglio a un regime speciale di dieta, esercizio fisico, amminoacidi, vitamine e antiossidanti. “Berlusconi è il più straordinario soggetto psicofisico che abbai mai potuto esaminare”, mi ha detto Scapagnini. “E non sto dicendo questo perchè sono un lecchino. Sono uno scienziato rispettato a livello internazionale, non ho bisogno di accattivarmi il suo appoggio”. Scapagnini, che ha viaggiato lungo la via della seta e ha studiato le abitudini alimentari dei residenti di Okinawa alla ricerca dei segreti della longevità, ha contribuito a sviluppare un metodo per misurare quella che lui chiama la vera età biologica di una persona (la misura di certi ormoni, l’esame di 50 filamenti di DNA ed anche il sistema immunitario) che può variare anche significativamente rispetto all’età anagrafica. “Berlusconi è 15 anni più giovane della sua età anagrafica” ha continuato Scapagnini. “Ha un sistema immunitario incredibile e una resistenza accentuata. Ha una personalità magnetica e un’eccezionale capacità di comunicatore. E’ probabilmente il paziente che ha la maggior longevità che abbia mai esaminato. Se lo vedete in costume da bagno ha la muscolatura ed un tono muscolare di un uomo molto, molto più giovane”. Scapagnini spera di tenere in vita il Presidente del Consiglio fino all’età di 120 anni, che lui considera rientrare nella durata naturale della vita di una creatura umana.

Per quanto riguarda le donne, Scapagnini ha detto, “Certamente, ha una forte personalità sessuale e le donne sono fortemente attratte da lui. Naturalmente, dal suo punto di vista, come per ognuno di noi, non è un fatto spiacevole. Ma, come per tutto quello che riguarda Berlusconi, questo si è rapidamente trasformato in leggenda e lui è stato oggetto di una sgradevole violazione della privacy come mai sarebbe stato permesso negli Stati Uniti.”

Il sesso ha sempre giocato un ruolo considerevole nell’immagine accuratamente costruita di Berlusconi. Ha iniziato la sua carriera nelle costruzioni edilizie a Milano, creando appartamenti e introducendo un complesso residenziale chiuso all’americana nella zona; successivamente è divenuto un pioniere delle televisioni private, contribuendo a demolire il monopolio di stato nelle trasmissioni. Grazie alle molte coperture politiche, ha creato un monopolio virtuale sulle TV private in Italia; fin dai primi anni ‘80, è stato il proprietario di maggioranza dei tre più grandi canali televisivi privati, che, assieme ai tre canali della TV di stato, rappresentano più del 90% del mercato.

Nei discorsi ai suoi venditori, Berlusconi di solito si vanta di come, agli inizi della sua carriera come costruttore, abbia contribuito a concludere un affare importantissimo seducendo una segretaria. Berlusconi infatti ha introdotto il sesso nella televisione italiana e cambiato la cultura nazionale. Per la maggior parte del secondo dopoguerra, l’Italia è stata dominata dalla chiesa cattolica (insieme alla Democrazia Cristiana) e dal Partito comunista italiano, tutti abbastanza bigotti. Non solo Berlusconi ha trasmesso “Dallas” e “Dinasty”; ha introdotto un programma chiamato “Colpo Grosso” un falso gioco a premi con spogliarello che puntualmente terminava con i concorrenti – un uomo ed una donna – in biancheria intima, le donne in topless.

Berlusconi non si è mai risparmiato dall’usare i suoi contatti televisivi per avanzare nel mondo politico. Abbiamo un assaggio di questo in un’intercettazione del 1986, dopo che Bettino Craxi divenne Presidente del consiglio ed aiutò Berlusconi nell’acquisire un monopolio virtuale nel mondo delle TV private. A quell’epoca la polizia intercettò una telefonata tra Berlusconi ed uno dei suoi consiglieri più vicini, Marcello Dell’Utri, che era sospettato di riciclaggio del denaro sporco per conto della mafia siciliana. (E’ stato condannato per favoreggiamento alla mafia nel 2004 e la sentenza è finita in appello). Il 31 dicembre 1986 Dell’Utri e Berlusconi si scambiano gli auguri di fine anno e la conversazione finisce sul sesso:

BERLUSCONI:”Il nuovo anno comincia male!”
DELL’UTRI: “Perché?”
BERLUSCONI: ”Perché due ragazze del Drive In (uno spettacolo TV della Fininvest) avrebbero dovuto venire, ma invece ci hanno dato buca! E Craxi è fuori di se dalla rabbia!”
DELL’UTRI:”Che ti importa del Drive In?”
BERLUSCONI:”Che cosa mi importa? Significa che non scoperemo! Se l’anno comincia così, vuol dire che non scoperemo piu’”.

A parte tutto ciò, l’ultimo festival del pettegolezzo è sfociato in una seria indagine penale. I Procuratori della Repubblica a Napoli stavano investigando su Agostino Saccà, l’ex dirigente di Rai Fiction, e sulle sue relazioni con Berlusconi. I Procuratori della Repubblica sostengono che Saccà abbia abusato della sua posizione facendo favori a Berlusconi in cambio di aiuto nell’istituire una compagnia privata di produzione cinematografica in Calabria, un progetto che stava provando a far decollare mentre era ancora un dipendente pubblico. “Quando sarai in affari per conto tuo ti restituirò il favore” avrebbe detto Berlusconi a Saccà. Questo è ciò che molti temevano quando Berlusconi ha fatto il suo ingresso in politica: che avrebbe usato il suo vasto potere di uomo più ricco del paese per distorcere la funzione del governo – per, infatti, corrompere un funzionario della pubblica amministrazione nel servire Berlusconi invece che lo Stato.

Molte intercettazioni telefoniche sono state ottenute dal giornale L’Espresso e pubblicate sul suo sito web. Registrate nel 2007, quando Berlusconi era all’opposizione, sono uno studio di lecchinaggio:

SACCÁ: Presidente! Buonasera, Presidente….Come sta?
BERLUSCONI: Non c’è male….
SACCÁ: No…Va alla grande, lo devo dire, anche con così tante difficoltà…Rimane la figura più amata nel…
BERLUSCONI: Politicamente, non vado da nessuna parte…ma socialmente mi scambiano per il Papa.
SACCÁ: È proprio quello che intendo dire, lei è il più amato nel paese, lo dico senza nessuno scopo adulatorio…ma è stupendo perché c’è un bisogno di….c’è un vuoto…che lei riempie emotivamente per la gente…Lo sentiamo.

Poi tornano allo scopo della telefonata. Berlusconi vuole aiuto nel mantenere il controllo di centro-destra della RAI, anche se il centro-sinistra è al governo.

SACCÁ: Lei è l’unico che mi abbia mai chiesto qualcosa…
BERLUSCONI: Eccetto che a volte sulle donne… per migliorare il morale del capo.

Poi Berlusconi prosegue verso un nuovo obiettivo: vuole che due attrici siano assunte, una di loro per un esplicito fine politico. Saccà, come ogni buon dispensatore di protezione, non vuole sapere perché:

BERLUSCONI: Fammi spiegare questa cosa…
SACCÁ: No Presidente, lei non deve spiegare niente.
BERLUSCONI: No, te lo spiego: sto cercando di ottenere
SACCÁ: Presidente, lei è una persona molto civile e corretta…
BERLUSCONI: Sto cercando di avere… la maggioranza in Senato… e questa Evelina Manna potrebbe…perché è stata raccomandata da qualcuno con cui sto negoziando.

In quel periodo, Berlusconi stava cercando di rovesciare il governo di centro-sinistra di Romano Prodi, che si reggeva per un solo voto di maggioranza al Senato. Un senatore afferma che gli sia stata offerta una consistente somma di denaro da un sostenitore del centro destra per cambiare fazione, e in questa telefonata Berlusconi è abbastanza esplicito nello sperare di ottenere una parte per un’attrice per conto di un altro senatore del centro-sinistra per far cadere il governo. (Saccà e Berlusconi negano di avere fatto qualcosa di scorretto, e Saccà dice che le due attrici menzionate nelle conversazione hanno solo fatto un’audizione e non sono state assunte. Saccà è ancora indagato e i suoi avvocati si stanno muovendo per far cadere il caso.)

Un’altra serie di intercettazioni suggerisce fino a che punto Berlusconi controllasse la RAI mentre non era al governo e nonostante fosse il proprietario di maggioranza della concorrenza, Mediaset. La RAI assunse Deborah Bergamini, le ex assistente personale di Berlusconi, come direttrice del marketing. Nel 2007, è stato scritto che la Bergamini fungeva da agente Mediaset dentro la TV di stato.
Era spesso al telefono con ex colleghi a Mediaset, coordinando programmi e discutendo come dovevano essere trattate le notizie di cronaca. In una conversazione del 2005, discusse a proposito di come trattare, minimizzandola, la morte del Papa, per non far calare il voto cattolico nelle elezioni regionali che stavano per aver luogo. Le elezioni andarono male per la coalizione di centro-destra di Berlusconi e la Bergamini, insieme ai suoi colleghi, lavorarono incessantemente per ritardare il più possibile la diffusione dei risultati, fino a che gli ascolti fossero al minimo, per poi fare l’annuncio nel modo più confusionario possibile. Bergamini è stata licenziata dalla RAI non appena la conversazione divenne pubblica, ma le furono dati quasi seicento mila dollari come trattamento di fine rapporto. (Lei nega qualsiasi collusione con Mediaset.) Oggi anche lei siede in Parlamento.

Prima di lasciare la sua carica nel 2006, Berlusconi ha fatto approvare una nuova legge elettorale che dava quasi potere totale ai leader di partito nello scegliere chi poteva candidarsi al Parlamento. In passato, gli elettori potevano votare per il candidato scelto, dando potere ai politici locali che avevano un seguito nei loro distretti di appartenenza. Con le nuove regole, gli italiani possono votare solo per il partito, mentre i capi di partito stilano le liste elettorali. Quelli in cima alla lista hanno più possibilità di venire eletti, e le possibilità dei candidati diminuiscono man mano che scendono di posizione. I membri del Parlamento sono alle dipendenze dei leader di partito. “Sono come il principe azzurro – erano zucche e io li ho trasformati in parlamentari” ha detto una volta Berlusconi a proposito della sua delegazione parlamentare. La legge contiene anche un “premio” per il partito che vince la maggioranza in parlamento: un numero di poltrone extra che forniscono sicurezza alla coalizione di governo. Durante una delle ultime sessioni legislativi, Berlusconi ha proposto che solo i leader di partito dovrebbero preoccuparsi di votare in Parlamento, rendendo il ruolo di 630 parlamentari un semplice cerimoniale, ad eccezione di una manciata di loro.

“Ci stiamo muovendo verso una specie di democrazia sudamericana” dice Bruno Tabacci, che è un ex democristiano, un membro della vecchia guardia. Ora all’opposizione, era nella coalizione di centro-destra di Berlusconi fra il 2001 e il 2006. Anche allora, fa notare, ha votato contro alle leggi sul sistema penale che apparivano specificamente create per beneficiare Berlusconi e i suoi co-imputati. Un tale dissenso interno sotto il nuovo regime non è concepibile, afferma Tabacci. “I membri del Parlamento ora sono essenzialmente nominati, non eletti. Il ruolo del Parlamento è diventato moribondo.” Gerardo D’Ambrosio, un senatore di centro-sinistra che ha trascorso più di 40 anni da giudice prima di entrare in politica, è stato anche più secco. A causa dell’abitudine di Berlusconi di tagliare il dibattito su leggi importanti chiedendo voti di fiducia, “il Parlamento è diventato una farsa” ha detto. Quanto sia diventato una farsa è diventato chiaro all’inizio della nuova legislatura, quando un fotografo ha catturato, grazie al teleobiettivo, il testo di un bigliettino che Berlusconi ha mandato a due giovani deputate alla Camera, Gabriella Giammanco e Nunzia De Girolamo:

Gabri, Nunzia, siete bellissime insieme! Grazie per essere qui, ma non è necessario. Se avete qualche appuntamento galante per pranzo, vi autorizzo ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!! Il “vostro” presidente.

Il fotografo ha anche catturato l’inizio della loro risposta:
Caro [Presidente], noi accettiamo appuntamenti romantici solo da lei.

Cinque anni fa, Berlusconi vide una bella annunciatrice televisiva di 23 anni chiamata Virgina Sanjust di Teulada mentre dava la notizia uno dei suoi decreti economici. Il giorno successivo le spedì un bouquet di fiori con un messaggio di congratulazioni. Lei ringraziò con un biglietto che conteneva il suo numero di cellulare. Subito dopo, il Presidente del Consiglio era in linea, e la invitava a pranzo a Palazzo Chigi. Lei accettò. Dopo pranzo, in base a un resoconto del suo ex marito Federico Armati, pare che Berlusconi le diede un braccialetto di diamanti e le offrì una consulenza di due mesi e mezzo all’ufficio del Presidente del Consiglio, pagata circa 50.000 dollari. Questo fu fatto con un formale decreto ministeriale, che fu immediatamente ritirato quando la stampa lo venne a sapere. Ma successivamente la Sanjust ottenne il suo spettacolo televisivo alla RAI e il suo ex marito, che lavorava per i servizi segreti del paese, ottenne un trasferimento altamente desiderabile; poi, dopo che lui e la ex moglie rimasero invischiati in una battaglia per la custodia dei figli, Armati fu degradato.

Gli avvocati di Berlusconi insistono che lui non abbia fatto niente di sbagliato e che stava solo aiutando una donna che ne aveva bisogno. Gli avvocati di Sanjust negano qualsiasi malefatta. Come per la conversazione con Saccà, non sapremo mai se Berlusconi abbia infranto la legge o no in questo caso, grazie alle leggi che i suoi avvocati hanno fatto approvare in Parlamento che danno al Presidente del Consiglio l’immunità dall’azione giudiziaria finché è in carica. Armati, da buon agente dei servizi segreti, ha documentato le relazioni della ex-moglie con Berlusconi per un possibile uso futuro. Ha affermato che Sanjust abbia usato la sua influenza con Berlusconi per farlo trasferire e per aver fatto diminuire la sua paga. (Fu riassegnato a un lavoro di basso livello in un tribunale e la sua paga fu ridotta da circa 7 mila dollari al mese a un misero stipendio di 25.000 dollari. Quando Armati minacciò di rendere pubblici i documenti che parlavano dei rapporti di Berlusconi con la sua ex-moglie, afferma che gli fu immediatamente assegnata un’altra posizione, con un salario di circa 8.000 dollari al mese.) Armati ha messo insieme la sua versione degli eventi in una denuncia che ha sottoposto al Tribunale dei Ministri, che supervisiona la cattiva condotta a livello ministeriale.
Armati insiste anche che Berlusconi diede considerevoli somme di denaro in contanti alla sua ex-moglie – ma gli avvocati di Berlusconi negano, insistendo che la loro relazione era puramente di amicizia.

Sebbene non ci sia documentazione per i presunti pagamenti in contante, sembra ci siano stati accordi per far vivere Sanjust in un appartamento affacciato su Campo de’ Fiori, una delle più belle piazze di Roma, dove in passato aveva vissuto Armati. Il compratore ufficiale era Salvatore Sciascia, il direttore dei servizi fiscali del gruppo Fininvest di Berlusconi. E’ stato accusato di aver corrotto membri della Finanza a nome di Berlusconi. (Dice che da allora è stato “riabilitato”). Invece di licenziare Sciascia per il suo ruolo nell’affare di corruzione, Berlusconi lo ha portato al Senato, dove è uno dei vari senatori condannati per gravi reati.

Che niente di tutto questo preoccupi il pubblico italiano la dice lunga sull’opposizione di centro-sinistra che Berlusconi affronta. “Il vero dramma qui non è la farsa del sesso ma il totale collasso e la frammentazione del centro-sinistra” ha detto un mio amico. Berlusconi – nonostante i suoi due precedenti scialbi mandati – è stato rieletto quest’anno a causa dei fallimenti del governo abortito di centro-sinistra di Prodi. Con la sua maggioranza di un solo voto al Senato, una fratturata coalizione di 9 partiti che non poteva mettersi d’accordo su niente di importante, il governo Prodi non era capace di affrontare nessuno dei problemi più importanti del paese, fra cui la protratta crisi dei rifiuti di Napoli. Il risultato è stato che la maggioranza degli italiani è stata contenta di dare a Berlusconi una quantità straordinaria di potere decisionale. Ha immediatamente eliminato le tasse di proprietà sulla prima casa di tutti gli italiani, e la decisione è stata molto popolare. Chiamando l’esercito, ha agito velocemente per togliere la spazzatura dalle strade di Napoli, e ha affermato di aver riportato la città nel mondo occidentale in soli 58 giorni.

La sensazione generale è che l’Italia sia precipitata seriamente verso il basso durante in 14 anni in cui Berlusconi ha dominato la politica italiana. Il capitalismo basato sull’amicizia ha dimostrato di essere inefficiente e anche corrotto. All’inizio degli anni ‘90, il prodotto interno lordo italiano era più alto del 15% circa di quello inglese; ora la sua economia è più debole del 23%. Quando Wall Street ha avuto il tracollo e la corrente crisi finanziaria ha travolto l’Europa, Berlusconi ha esortato i suoi concittadini a non nascondere i loro soldi nel materasso ma a continuare a comprare azioni – ha raccomandato Mediaset, fra le altre – e a spendere. Per dare l’esempio, si è diretto in discoteca, dicendo alla folla presente, secondo il quotidiano La Repubblica, “Se dormo per tre ore, ho ancora abbastanza energia per fare l’amore per altre tre ore”. La catastrofe finanziaria ha solo accresciuto il suo potere, dato che come Presidente del Consiglio avrà senza dubbio il controllo dei soldi pubblici da destinare al salvataggio delle compagnie private.

Persino il sessismo rampante nel comportamento di Berlusconi verso le donne in politica – l’uso delle donne come trofeo politico – non è senza conseguenze economiche. L’Italia ha la percentuale più bassa di donne al lavoro di qualsiasi nazione europea – un serio freno alla crescita economica e alla produttività che serve a spiegare perché il paese è rimasto indietro e si trova in fondo alla lista delle nazioni civilizzate. Un recente studio della Banca d’Italia dimostra che se i livelli di impiego fra le donne italiane fosse lo stesso di quello fra gli uomini il prodotto interno lordo del paese sarebbe del 17% più alto. Altri studi collegano il tasso di nascite dell’Italia, fra i più bassi al mondo, alla asimmetria grandissima fra gli uomini e le donne. E’ probabile che tutto ciò non sarà curato dal tocco reale.

(Nella foto Evelina Manna)

Tempi duri per Sky

Tuesday, 9 December 2008
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di Sergio Fornasini

Dopo l’aumento dell’IVA, in arrivo altre contrarietà per il colosso della pay TV: in ottemperanza a quanto previsto dal cosidetto decreto Bersani bis ed alla delibera n. 484/08/CONS dell’Autorità per le comunicazioni, il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Sky, che applicava penali in caso di recesso anticipato dal contratto di abbonamento. Ora recedere costa al massimo 10.48 Euro, regalo di Natale ai consumatori.

La vicenda è iniziata nel 2007, con la denuncia di Adiconsum all’Agcom. Prima del pronunciamento del Tribunale Amministrativo del Lazio l’azienda di Murdoch applicava forti penali (fino a 220 Euro) per chi recedeva durante il primo anno di abbonamento, rifiutando di applicare la normativa vigente. Inoltre applicava la clausola del silenzio-assenso sul rinnovo dello stesso, prolungandolo di altri dodici mesi. Se nel frattempo si cambiava idea, a nulla valevano gli invii di raccomandate: da parte di Sky venivano comunque addebitati i cosidetti “costi dell’operatore” con penali diverse in funzione del tipo di contratto sottoscritto.

Dopo molto tempo e vari passaggi legali, il TAR sembra aver messo la parola fine alla vicenda. Attenzione però alle promozioni natalizie: apparentemente durano tre mesi, dopo di che si può decidere di non continuare oltre. In realtà, avvisa Adiconsum, se non viene comunicata a Sky la propia volontà o meno di proseguire nella promozione, l’abbonamento diviene automaticamente annuale. Per maggiori dettagli segui il link al sito dell’associazione di consumatori.

UNA GNOCCA IN MENO AL GRANDE FRATELLO

Tuesday, 9 December 2008
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Lettera di Giulia Innocenzi a Dagospia (Fonte: www.giuliainnocenzi.com)

Caro Dagospia,

Ieri Santoro ha citato la notizia riportata dal suo sito sul mio provino al Grande Fratello. Avevo già smentito tale notizia, smentita ripresa da Francesco Rigatelli, come le riporto qui sotto:

“C’è chi, invece, come il diabolico dj Pierluigi Diaco, l’ha fatta a entrambi i candidati. […] Incontrando lei per strada, strappandole il titolo per il DiacoBlog: «Altro che giovani del Pd, Giulia sogna il Grande Fratello». Spiega Innocenzi: «Ho fatto il provino perché valeva anche per Che tempo che fa e Mattino 5. Non credo che parteciperei al GF, ma dimostrare in tv che oltre a veline e culturisti nella società sia presente un’altra parte di giovani mi piacerebbe. Quando l’ho detto a Diaco, mi ha risposto: “Sei troppo pura per la politica”».

Sotto la notizia da lei riportata:

7 – Luciano Verre per il settimanale TU
Giulia Innocenzi, 24 anni, volto da velina, era candidata alle elezioni della segreteria PD Giovani. Ma non ha vinto, al suo posto è salito Fausto Raciti con il 72% delle preferenze (a Giulia il 12%). Subito ha inviato una lettera al suo leader Walter Veltroni comunicando che avrebbe fatto altro. E che cosa? Ha raggiunto gli studi di Cinecittà a Roma e ha partecipato ai provini per la prossima edizione del Grande Fratello. Ora, fonti vicine alla Endemol (casa produttrice del programma di Canale 5), sussurrano che Giulia è convincente. Da Veltroni al Grande Fratello per dimenticare la politica? Del resto, Luxuria insegna.

Spero potrà smentire sul suo sito tale notizia. Addirittura il provino risale agli inizi di ottobre e nel video dico espressamente che “non sono interessata al Grande Fratello”. Vero è che è si può approfittare dello spunto per una riflessione: durante le primarie dei Giovani Democratici l’elettorato di riferimento erano i ragazzi dai 14 ai 29 anni. La fascia dai 14 ai 20 non è raggiungibile comunicativamente nè attraverso i quotidiani, nè con i salotti televisi come Porta a Porta o Ballarò. Milioni di ragazzi, però, guardano il Grande Fratello o Uomini e Donne: format televisivi che presentano una società di aspiranti veline e culturisti. Perchè, allora, anziché snobbare tali trasmissioni e semplicemente volgersi dall’altra parte, non mostriamo ai ragazzi una società in cui sono presenti anche giovani che fanno politica, che si divertono e che vogliono trasmettere quella passione? Non so se sarei disposta io stessa a immolarmi per tale “missione”, certo è che potremmo svegliarci un giorno in cui la tv al ribasso avrà sortito i suoi effetti nella società reale…

On. Giulia Innocenzi

VIAGGIO NELLA GIUNGLA DEI FONDI PENSIONE

Tuesday, 9 December 2008
Pubblicato nella categoria NONSOLOSOLDI

di Gianluigi De Marchi per www.dituttounblog.com

Hanno compiuto 10 anni proprio nel momento più brutto della loro esistenza, i fondi pensione. Brutto compleanno, nel pieno della tormenta che sta sconvolgendo i mercati e gli investimenti (anche quelli più tranquilli) e che sta mettendo a repentaglio anche quegli strumenti (come i fondi pensioni) che erano stati creati per cercare di assicurare una serena vecchiaia ai lavoratori. Invece…

Invece anche loro non si sono salvati, ed hanno mostrato gran parte degli stessi difetti strutturali che caratterizzano tutte le forme di “risparmio gestito” (più qualche altro). Basta dare un’occhiata ai rendimenti più recenti per rendersi conto di quale delusione stiano patendo i partecipanti, e di quante preoccupazioni stiano vivendo. Dall’inizio dell’anno la media dei risultati raggiunti è stata pari al -5%. Certo, la Borsa ha perso il 50%, ma non è questo il confronto giusto; il confronto giusto è con il TFR (il caro, vecchio trattamento di fine rapporto depositato in azienda che rende poco ma sicuro). Chi ha scelto la forma “moderna” di previdenza ha perso il 5% in media; chi è rimasto attaccato alla forma “antiquata” ha portato a casa un modesto, ma solido, 3% abbondante. Ed anche nel lungo periodo la “guerra” è persa per fondi pensione: come evidenziato dalla Covip (che non è un’associazione di risparmiatori arrabbiati, ma la Commissione di vigilanza sui fondi pensioni…) tra il 2003 ed il 2008 la media dei fondi ha conseguito un risultato del 15% complessivo (quindi il 2,8% annuo), mentre il TFR ha maturato il 17,5% (3,3% annuo).
E in prospettiva, almeno per un po’, i risultati potrebbero continuare ad essere simili, finché mercati finanziari (non solo quelli azionari, ma anche quelli obbligazionari, ancora molto nervosi) non troveranno un equilibrio stabile.
Anche con gli attuali bassi tassi, il meccanismo di rivalutazione del TFR protegge il dipendente: 1,5% annuo di rendimento fisso, più una quota variabile pari al 75% dell’indice ISTAT dei prezzi. Con un’inflazione bassissima come l’attuale, il rendimento complessivo supera il 2,25%.
Il bello è che, proprio due settimane fa, un responsabile di un fondo pensione ha candidamente dichiarato che “Il TFR è troppo difficile da battere; i fondi pensione più prudenti possono attualmente difendere il capitale con un rendimento massimo del 2%”. Come mai? Semplicissimo, come al solito è un problema di costi applicati ai fondi con la scusa della “gestione”, una gestione che purtroppo a volte non dà risultati positivi ma negativi.
In più i fondi “negoziali” (quelli costituiti per i dipendenti di settori produttivi, come ad esempio i chimici, i metalmeccanici, gli edili) hanno un condizionamento (forse non pesante, ma indubbiamente esistente) costituito dal fatto che nei consigli d’amministrazione sono presenti anche rappresentanti sindacali, che non hanno certo competenze specifiche nel settore finanziario.
Che fare?
Chi ha mantenuto il TFR se lo tenga stretto ancora per un bel po’, tanto avrà sempre diritto di passare ai fondi pensione quando crede (mentre chi è nei fondi non può “tornare indietro”, un’assurdità senza senso imposta dalla legge).
Chi ha fondi pensione di tipo azionario forse farebbe bene a ridurre, almeno per qualche anno, il rischio passando ad una linea meno rischiosa come quella bilanciata o addirittura obbligazionaria.

GLI INTOCCABILI

Tuesday, 9 December 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Francesco Costa per il suo blog

Ieri Dagospia (che essendo diretto da un giornalista e non da un blogger è fonte di notizie verificate e attendibili) ha ripreso una notizia pubblicata sul settimanale Tu (altra testata diretta da giornalisti e non da blogger) secondo cui Giulia Innocenzi, la candidata dei radicali alle primarie dei giovani del Pd, avrebbe partecipato a dei provini per prendere parte al Grande Fratello. La notizia sarebbe stata raccolta da Diaco (altro giornalista professionista) ed è stata poi citata da Michele Santoro (giornalista professionista) durante l’ultima puntata di Annozero.

Apriti cielo: il Grande Fratello! In parecchi vanno sul blog della Innocenzi e su Facebook a chiedere conto e lei smentisce di avere mai fatto provini per il Grande Fratello. Cose che capitano: Michele Santoro non ha verificato le sue fonti e ha dato una notizia falsa.

Si pone un problema, però, perché Michele Santoro è un untouchable, è come marcotravaglio, osabinaguzzanti, o beppegrillo: oracoli, totem, gente che ha sempre ragione, ché in certi consessi se osi criticarli vieni osservato come se avessi i vestiti sporchi di sangue. Quindi? Cosa fa il complottista quando i conti non tornano, e si incrina il teorema per cui chiunque-vada-contro-Berlusconi-è-bravo-e-ha-ragione? Niente. Per il complottista-tipo i conti tornano sempre e il dogma si conferma dogma in tutta la sua Verità, sempre. Non esistono possibilità di avere dubbi. Segue la risposta di un commentatore, una risposta che è sintesi perfetta di quanto sopra. C’è tutto.

E’ evidente che avendo sentito la notizia da Santoro mi sono fidato della sua buona fede, ma ora che so che c’è lo zampino di Diaco devo ricredermi. Ti chiedo scusa per l’equivoco, ovviamente non sono più così deluso come dicevo prima (anche se il provino per Mediaset in generale mi fa un po’ di tristezza… perdonami)

Et voilà!

 

I giornalisti esteri che criticano Berlusconi: querelati e messi a tacere

Tuesday, 9 December 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Rachel Donadio per The New York Times, tradotto da Gabriele Mastellarini per Italiadallestero.info

ll premier che controlla i telegiornali, querela i giornalisti critici

ROMA. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, governa con una maggioranza solida, controlla la Rai, la televisione di stato, e possiede il principale gruppo televisivo privato del Paese.
Quindi perché, con tutti i mezzi a sua disposizione, il Presidente del Consiglio continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non in televisione o sui giornali ma con querele?

Qualche anno fa Berlusconi ha fatto causa al settimanale “The Economist” per avere scritto che lui non era “adatto a guidare l’Italia” e al giornalista inglese David Lane per il suo libro del 2004 “L’ombra di Berlusconi”, che investigava sulle origini della sua ricchezza, evidenziando che alcuni dei suoi collaboratori sono stati incriminati per legami con la Mafia. Berlusconi ha perso queste cause in tribunale, ma o ha già chiesto l’appello o ha ancora la possibilità di chiederlo.

Ora lui ha puntato le proprie attenzioni su Alexander Stille, il più conosciuto degli “italianisti” in America e una delle voci anglofone più critiche nei confronti del Presidente del Consiglio. Martedì scorso, al tribunale di Milano, era attesa la sentenza della causa per diffamazione contro Stille, intentata da un collabotore di Berlusconi. Ma martedì il giudice ha rinviato la decisione alla metà di gennaio, accogliendo la richiesta dell’accusa, come riferito dall’avvocato di Stille.

Berlusconi non è il solo a denunciare giornalisti. In Italia – dove la stampa va spesso oltre i fatti e il sistema processuale è molto attento a proteggere l’onore delle persone – politici, magistrati e altri personaggi pubblici querelano i giornalisti così frequentemente che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha istituito un fondo di solidarietà per aiutare a pagare le spese legali e i danni a terzi.

“Questa è una delle tecniche di intimidazione adottate dalla classe politica” dice Franco Abruzzo, professore di giornalismo ed ex-caporedattore del quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.

Ed è anche un modo di fare bipartisan. Nel 1999, Massimo D’Alema, ex comunista e già Presidente del Consiglio del centro-sinistra, querelò un vignettista politico per un disegno che lo mostrava mentre con il bianchetto cancellava nomi del Dossier Mitrokin sulla cooperazione dell’Occidente con l’Unione Sovietica durante la guerra fredda.

Ma quando l’accusa è Berlusconi, la situzione inevitabilmente prende altre dimensioni.
“A fare la differenza è il fatto che lui è il politico più potente e l’uomo più ricco della nazione” dice Lane, il corrispondente da Roma dell’Economist, un altro obiettivo delle denunce di Berlusconi. “Controlla i media. E’ in una posizione di massima forza”.

Effettivamente, alcuni vedono queste querele come una parte del disegno con cui Berlusconi prova a intimorire la stampa – anche se dichiara che le stesse aziende editrici da lui controllate sono contro di lui.

Nel 2002 Berlusconi criticò tre critici di sinistra – il comico Daniele Luttazzi, il presentatore televisivo Michele Santoro ed il giornalista Enzo Biagi – tanto che la Rai cancellò prontamente i loro programmi. (Luttazzi e Santoro sono infine tornati in televisione e Biagi è morto l’anno scorso).

Oggi la risposta Italiana a Tina Fey [N.d.T. una comica americana], Sabina Guzzanti, famosa per le imitazioni dei membri del Governo, e Beppe Grillo, un provocatore sullo stile di Michael Moore, ottengono un po’ di spazio in televisione, per ragioni complesse e nonostante il largo seguito del pubblico. E uno dei principali show-tv comici “Striscia la Notizia” abitualmente prende in giro i governanti e la trasmissione va in onda su Mediaset, il network del gruppo Berlusconi.

Nella causa che si doveva svolgere martedì a Milano, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, aveva denunciato alcuni passaggi del libro di Stille del 2006 in merito alla scalata di Berlusconi, “Il Sacco di Roma”.
Confalonieri contesta a Stille di aver riportato che nel 1993 era stato indagato per finanziamento illegale al partito socialista, senza far notare che era stato scagionato di recente da quelle accuse.
Ha trovato erronee le affermazioni di Stille secondo cui Berlusconi “ha fuso i propri affari e la propria vita privata quasi completamente”, come confermato dalla nomina di Confalonieri, il “suo vecchio compagno di classe”, alla guida di Mediaset.
Inoltre ha contestato a Stille di aver sostenuto che qualcuno avrebbe detto che molti degli stretti collaboratori di Berlusconi basavano la loro amicizia “sul ricatto”, perchè sapevano dove “erano nascosti gli scheletri negli armadi”.

Benchè queste affermazioni non fossero nuove ed fossero già state riportate dalla stampa italiana, Confalonieri ha continuato la causa perché riteneva “gravamente danneggiata l’onorabilità e la reputazione” delle persone coinvolte. Confalonieri e Mediaset hanno inoltrato una richiesta di risarcimento.
Un avvocato di Confalonieri, Vittorio Virga, dice che altri giornalisti hanno evitato le querele pubblicando una ritrattazione, dove dichiaravano di considerare Confalonieri “un vero signore”.
“Ci siamo stretti la mano e arriverderci” dice l’avvocato Virga. Ma Stille, ha aggiunto Virga, “non ha fatto nessun passo per accordarsi pacificiamente”.

Da parte sua, Stille, professore di giornalismo alla Colombia University e autore di libri sull’Italia ottimamente recensiti, ritiene che essere stato denunciato per aver pubblicato fatti veri è “un’esperienza kafkiana”.
“Se fossero stati veramente interessati a mettere le cose in chiaro e stabilire la verità, avrebbero avuto modi più semplici per farlo” commenta Stille.

L’avvocato di Berlusconi, Nicolò Ghedini, spiega che i giornali italiani raramente puniscono i giornalisti che sbagliano, così i personaggi pubblici sono costretti a difendere la propria onorabilità in tribunale. E aggiunge: “Perché un giornalista dovrebbe avere il diritto a diffamare?”
Secondo la legge italiana, anche scrivere che qualcuno è sotto inchiesta equivale a diffamarlo. Eppure queste cause sono difficili da vincere e i personaggi pubblici, solitamente, le perdono.

Tuttavia Stille e altri sostengono che il punto non è quello di vincere una causa, ma soprattutto di intimidire i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione, facendo presagire un lungo e costoso processo se scriveranno qualcosa di negativo. “Ognuna di queste cause può influenzare i comportamenti di altri 100 giornalisti” aggiunge Stille.
Così la causa sembra avere effetto.

Lane dell’Economist riferisce che stava pensando di eliminare tutti i riferimenti a Berlusconi nella versione italiana – ma non in quella inglese – del suo prossimo libro sulla Mafia. “Sono stanco di spendere i miei soldi” dichiara. “Non si vincono medaglie con l’essere querelati da Berlusconi”.

Toro in crisi, si cambia: torna Novellino

Monday, 8 December 2008
Pubblicato nella categoria E'SPORT!

di Paolo Martocchia

TORINO –  La pesante sconfitta interna contro la Fiorentina è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Cairo, il “patron” del Toro ha riflettuto, giusto il tempo di una notte. Poi, poche ore fa, la decisione: sulla panchina granata torna Walter Novellino  sostituendo De Biasi. Una scelta quasi obbligata quella di Cairo:  Novellino era a libro paga della società dopo essere stato esonerato a metà della scorsa stagione.

L’ex allenatore della Samp ed ex giocatore del Toro è anche l’allenatore che pone meno problemi tecnici. “Monzon” Novellino conosce bene la squadra e nonostante l’esonero pare che il rapporto con il patron granata sia rimasta abbastanza buono. La scelta di Novellino è trapelata nel primo pomeriggio. In mattinata Gianni De Biasi senza attendere altre notizie aveva deciso di lasciare Torino e come si usa in questi casi aveva lasciato libero l’ufficio. Per De Biasi è il terzo esonero dal Toro. Il primo arrivò nel’estate del 2006 apenna dopo una faticosa promozione in serie A. De Biasi lasciò all’inizio della stagione lasciando la panca a Zaccheroni. Richiamato a metà stagione, salvò il Toro dalla serie B ma venne esonerato nuovamente. Ritornato pochi mesi fa dopo l’allontanamento di Novellino, lascia adesso la squadra in una difficile situazione di classifica.

ABBIAMO PROVATO LA PALLA DI GRILLO!

Saturday, 6 December 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Riceviamo e pubblichiamo da una lettrice del BloGiornale che ha provato la Biowashball, esaltata da Grillo.

Caro Mastellarini,

Con estremo dono della sintesi ti aggiorno sull’efficienza della biowashball: capeggia tronfia sul mio albero di Natale, tra una palla di raso e una argentea.

E puzza ancora.

Buon week end.

F. M.

E'SPORT! Pignoramenti per il Pescara Calcio

Saturday, 6 December 2008
Pubblicato nella categoria E'SPORT!

di Paolo Martocchia

PESCARA – Dopo Terni gli ufficiali giudiziari visitano la sede del Pescara calcio. Ed hanno pignorato tutto il pignorabile. Il Pescara è ancora nel caos, ed in un contesto simile fa scalpore l’iniziativa annunciata dai Pescara Rangers, l’unico gruppo storico della curva nord, meritevole di menzione per la costituzione dell’associazione “Pescara siamo noi”. A tal proposito, è stato già aperto un conto corrente tramite il quale i tifosi del Delfino potranno sostenere le casse (vuote) della società biancazzurra.  Tra le altre cose, alla società dell’ex presidente, l’on. Soglia (deputato della Pdl, in quota forzista) viene  imputato il mancato pagamento dell’IVA per un ammontare complessivo che sfiora i 2 milioni di euro. Che a Pescara si sia toccato il fondo è confermato anche dal fatto che 13 tesserati della prima squadra stiano spedendo le lettere di messa in mora della società per il mancato pagamento degli stipendi. E domenica il Pescara giocherà in casa con il Potenza, o almeno dovrebbe. (p.m.)

SCOOP! Che match Ferilli-Bellillo. L'ex deputata dichiarava al Corriere "Piuttosto che andare all'estero per la fecondazione, il figlio lo adotta qui". La Sabrinona nazionale querela, Bellillo si scusa, ma la denuncia resta!

Friday, 5 December 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Gabriele Mastellarini

L’ex parlamentare dei Comunisti Italiani Katia Bellillo, detta “Katia la rossa”, già al centro di un “match” a Porta a Porta con Alessandra Mussolini, è in causa con l’attrice Sabrina Ferilli che l’ha querelata (procedimento penale n. 53966/07 RGNR-Tribunale Milano) per un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2005.

Come riportato nel capo d’imputazione, “l’allora deputato Katia Bellillo. intervistata telefonicamente dalla giornalista Giovanna Cavalli, avrebbe tra l’altro affermato: «Come se avesse detto Forza Lazio (e in passato forse così fu) … La diva cresciuta alla sezione PCI di Fiano Romano, magari si pente di quell’intervista premaman… un’icona dei media non andava bene come testimonial. Ha preso i soldi, ha fatto il suo lavoro e poi da saggia popolana ha deciso che piuttosto che andare all’estero per la fecondazione il figlio lo adotta qui».

La vicenda prende le mosse dalla pubblicazione sul settimanale “Gente” di un servizio-intervista a Sabrina Ferilli relativo alla sua decisione di fare domanda per l’adozione, ma la Bellillo ricordava che pochi mesi prima Sabrina Ferilli era stata testimonial del referendum abrogativo della legge n. 40 del 2004 sulla procreazione assistita

Il 27 giugno 2006, interrogata presso la questura di Roma, la Bellillo negò con decisione di aver pronunziato la frase alla giornalista, ma la causa andò avanti e lo scorso 3 ottobre 2008 la ex deputata ha scritto una lettera a Pierluigi Castagnetti, presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere (CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA)  nella quale affermava di “aver porto delle scuse a Sabrina Ferilli, sottolineando che non aveva mai affermato che l’attrice avesse percepito un regolare compenso ma solo che avesse tratto un tornaconto di accresciuta notorietà dal prestare la propria immagine alla campagna referendaria”.

Eppure, le scuse non sono state sufficienti a convincere Sabrina Ferilli al ritiro della querela, perché il suo avvocato il 27 ottobre 2008 “manifestava la definitiva volontà di proseguire nella coltivazione della lite”.

Ora a salvare la Bellillo dal processo potrebbe essere la Camera dei deputati che dovrà votare sulla “insindacabilità” delle sue parole. La Giunta per le autorizzazioni ha già detto sì.

Ecco perchè la sinistra esce a pezzi dalla vicenda Sky

Friday, 5 December 2008
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da Agoravox.it

L’opposizione. Vale a dire “Parabola rossa” alla riscossa. Pensateci un po’. La sinistra italiana è ridotta a difendere i privilegi di un miliardario (Murdoch), al mantenimento del suo privilegio ai danni delle casse dello Stato. E non solo, per difendere un miliardario attacca un altro miliardario, Berlusconi. E’ questa la sinistra? E non è finita qui. E’ quattro giorni che l’opposizione italiana difende il privilegio di Sky. E’ questo il messaggio che è passato. Davvero non c’era niente altro di cui parlare? Davvero il governo non poteva essere, più legittimamente, attaccato su altri provvedimenti?
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Giovanni Mercadante, ex deputato regionale siciliano di FI indagato per mafia: nel '96 chiesi ai miei amici di Corleone di votare per Schifani

Friday, 5 December 2008
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Palermo, 4 dic. – (Adnkronos)

– “Non ho mai conosciuto Bernardo Provenzano ne’ il figlio Angelo o la moglie”. Lo ha detto l’ex deputato regionale siciliano di Forza Italia, Giovanni Mercadante, nel corso dell’interrogatorio del processo che lo vede imputato per associazione mafiosa. Visibilmente dimagrito, giacca grigia e gilet di lana blu, Mercadante si e’ presentato davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale scortato dagli agenti penitenziari. Nel corso dell’interrogatorio, che dura ormai da quasi tre ore, Giovanni Mercadante ha ripercorso la sua carriera politica fino ad arrivare al suo arresto, avvenuto il 10 luglio del 2006. Leggi il resto –> »

Fenomeno Beppe Grillo: davvero è già finito?

Friday, 5 December 2008
Pubblicato nella categoria WEBNEWS

da l’Espresso online

Lo mandano via dalle manifestazioni. Ha fallito la raccolta di firme per i referendum. Si è preso casa in Svizzera. Ed è inciampato sulla Biowashball, l’alternativa ai detersivi che si è rivelata una bufala. Così in molti dicono che il fenomeno Grillo è già al tramonto. Ma lui rilancia con le “liste civiche a cinque stelle”. Che cosa ne pensate? Leggi il resto –> »

Il senatore Guzzanti furioso con il parlamento, e il mistero del post di Filippo Facci scomparso da macchianera.net

Friday, 5 December 2008
Pubblicato nella categoria WEBNEWS

Senza mezze misure, il senatore Paolo Guzzanti si sfoga in un articolo su “Il Giornale” del 2 dicembre, per lui lo Stato spende inutilmente soldi per mantenere in piedi un vero baraccone, per di più in pieno stato di sfacelo. Lo stesso giorno l’articolo è ripreso su macchianera.net da Filippo Facci, nel quale annunciava anche di non voler scrivere più nulla su quel blog. Poi il post scompare misteriosamente! Ma noi lo abbiamo recuperato, segui il link in fondo all’articolo per visualizzarlo. Grazie a Wil per la segnalazione. (sf) Leggi il resto –> »