Tech4You. "Haarp": come usare le microonde oltre che per cuocere pop-corn

Saturday, 9 August 2008
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di Sergio Fornasini

“Haarp” ovvero High Frequency Active Auroral Research Program.
Viene descritta quale la più grande installazione elettromagnetica al mondo. La prima stazione è stata posizionata in Alaska dal governo degli Stati Uniti, scopi dichiarati: la ricerca scientifica e lo sviluppo delle comunicazioni radio ad uso militare. La porzione più macroscopica dell’impianto consiste in una serie di giganteschi piloni metallici, ben 180 attualmente, equipaggiati con antenne radio a dipoli incrociati, apparato aereo dalle caratteristiche di grande direzionalità e guadagno.

Ma, forse, non hanno detto proprio tutta la verità al riguardo della ricerca scientifica, vediamo di saperne di più. Il progetto in realtà non è recente, nasce nel 1993 nell’ambito della ricerca per le cosiddette “Guerre Stellari”. Sfruttando un principio scientifico noto da lungo tempo, questa gigantesca installazione può indirizzare enormi potenze radio verso la ionosfera.

Questo è uno degli strati più esterni della nostra atmosfera, come sanno bene i radioamatori ha una proprietà particolare: se viene colpita da onde radio in determinate condizioni, queste invece di essere disperse nello spazio siderale vengono riflesse sulla terra con un angolo proporzionale a quello di incidenza. A sua volta la terrà può rifrangerle di nuovo verso la ionosfera e così via.
Se la potenza utilizzata dall’apparato trasmittente è adeguata, con il sistema di carambole tra cielo e terra si può raggiungere in pratica tutto il pianeta. “Haarp” sfrutta le caratteristiche peculiari della ionosfera per le trasmissioni radio su larga scala.

Con i cospicui investimenti messi in campo dagli Usa il progetto è cresciuto, arricchendosi di nuove soluzioni e di possibili utilizzi. Quelli dichiarati dal sito ufficiale, consultabile QUI, sono appunto scientifici e militari: sviluppo e miglioramento delle comunicazioni e dei sistemi di sorveglianza. Più si sperimentava e meglio si comprendeva come le gigantesche potenze applicate permettessero di individuare installazioni militari di altri paesi anche a profondità di chilometri sotto al livello del suolo, oltre a comunicare in modo sicuro con la flotta sottomarina dispiegata negli oceani. I possibili impieghi del sistema però sono cresciuti notevolmente dall’origine, ben oltre le previsioni.

Fonti indipendenti guardano con forte preoccupazione alle potenzialità oscure di “Haarp”, sospettando che sia un mezzo tanto potente da poter indurre variazioni climatiche su larga scala e addirittura terremoti. Anche se non esistono conferme ufficiali è scientificamente provato che grandi potenze radio applicate alla ionosfera possono arrivare a mutarne profondamente lo stato naturale, inducendo variazioni tali da incidere sulle condizioni climatiche fino a giungere in teoria alle catastrofi “naturali”.

Pochi minuti prima del terribile terremoto che ha colpito la Cina poi, nella regione dello Sichuan, filmati amatoriali mostrano in cielo una sorta di aurora boreale in pieno giorno e ad una latitudine insolita per il fenomeno.

Gli impianti in Alaska utilizzano una gamma estesa di frequenze, dalle onde extra lunghe per le comunicazioni con i sottomarini alle VHF per scopi non completamente definiti. La potenza dell’impianto radio dichiarata è di circa 3,6 MegaWatt. Tanto per commisurare a qualcosa di noto gli effetti delle microonde e la scala di potenza, fra l’altro concentrata dal tipo di antenna utilizzata da HAARP, consiglio la visione del filmato sotto linkato. Si tenga presente che un telefono cellulare può arrivare ad erogare una potenza massima di 2 Watt ma in modalità “burst” ovvero intermittente, mentre HAARP eroga con continuità nel tempo i sui bravi 3 mega e rotti.

Per farsi un’idea di cosa bolle nel pentolone di HAARP e contemporaneamente incuriosirsi fino a preoccuparsi (già che ci siamo) anche del fenomeno delle scie chimiche nell’atmosfera, segnalo un sito per approfondire ulteriormente: >link<

Le istallazioni del progetto HAARP sembra che stiano crescendo, viene segnalato un nuovo sito dall’aria sospetta e spacciato per stazione radar in Svezia per il progetto EISCAT, potenza stimata 1.000 MegaWatt (equivalenti alla potenza max di picco di 500 milioni di telefonini). Altri siti segnalati a Puerto Rico (Arecibo) e addirittura uno in Russia.

Come forse non tutti sanno, l’uso di frequenze radio non è potenzialmente pericolosa solo quando ti installano l’ennesimo ripetitore vicino casa. Nel caso non lo abbiate ancora visto in rete, ora godetevi il filmato su alcuni effetti delle onde radio, dopo di che riflettete su quanto tempo passate ogni giorno con il telefono cellulare incollato all’orecchio.

P.S.: il video è un fake, ma i telefonini non fanno del bene con le loro microonde

Ulteriori interessanti aprofondimenti su Haarp in Wikipedia (in inglese)

CULTUR@. L'evento. 9 agosto 1918 – 9 agosto 2008. A Padova si ripete il volo di d'Annunzio su Vienna

Saturday, 9 August 2008
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Oggi e domani a Padova verrà commemorata l’impresa che Gabriele d’Annunzio compì il 9 agosto di novanta anni fa, volando su Vienna con l’87esima squadriglia «La Serenissima» e gettando volantini con messaggi pacifici dopo un viaggio di oltre mille chilometri, di cui 800 su territorio nemico. (Nella foto, Gabriele d’Annunzio e Natale Palli nel giorno del volo, con firma autografa di d’Annunzio, 9 agosto 1918).  Dal nostro inviato, Nicoletta Salata

Il 2008 è un anno ricco di ricorrenze dannunziane. Il primo marzo sono stati ricordati i 70 anni dalla morte, il 25 aprile sono trascorsi 100 anni dalla consegna del manoscritto “La nave” donato dal Vate al Comune di Venezia e dalla prima dell’opera teatrale, oggi 9 agosto sono esattamente 90 anni dal volo su Vienna.

La trasvolata fu tentata da undici S.V.A. (acronimo delle iniziali dei cognomi dei due progettisti e della ditta costruttrice: Savoja, Verduzio, Ansaldo) dell’87a squadriglia, detta “La Serenissima” in omaggio alla città di Venezia.

Dieci erano monoposto ed un biposto pilotato dal Capitano Natale Palli. Il Maggiore Gabriele d’Annunzio, comandante della Squadra Aerea “S. Marco”, era nell’abitacolo anteriore.

Alle ore 05:50 gli undici apparecchi si levarono dal campo di aviazione di San Pelagio (Due Carrare – Padova, il cui castello è oggi sede del Museo dell’Aria) ma solo sette riuscirono a raggiungere Vienna alle 9:20 su cui lanciarono migliaia di copie di un manifestino in italiano preparato da d’Annunzio recante impressa una bandiera tricolore. Nel viaggio di ritorno gli apparecchi attraversarono indisturbati il territorio austriaco e giunsero al campo di partenza dopo aver sorvolato Venezia sulla quale il Poeta lasciò cadere un breve messaggio con l’annuncio del compimento dell’impresa.

L’impressione che questo raid produsse in Italia e nel mondo fu enorme. d’Annunzio fu premiato con una medaglia d’oro e fu promosso tenente colonnello. A Roma fu lanciata la proposta d’incoronarlo sul Campidoglio, ma egli rifiutò. Anche i Viennesi rimasero molto colpiti. Pochi giorni dopo il giornale austriaco Arbeiter Zeitung apriva infatti le sue pagine con il titolo “Dove sono i nostri d’Annunzio?”

Per rievocare questo evento un programma consistente in due tappe: la prima a Pescara ieri mattina alle ore 11:00 con il sorvolo della città da parte di una squadriglia di aerei i cui piloti provengono da vari aeroclub d’Italia e il lancio di manifestini su Piazza Salotto, alle 18.30 a Casa d’Annunzio la proiezione del filmato “D’Annunzio e il volo” di Stefano Falco e alle 21.00 una lettura di testi dannunziani sullo sfondo di musiche d’epoca in collegamento dall’Ambasciata italiana di Vienna.

Seconda tappa invece quella di Padova da dove si libreranno all’alba di oggi quattordici aerei tra cui due velivoli di supporto per le riprese, molto simili a quelli usati da d’Annunzio. Sfidando le turbolenze del volo a bassa quota, la squadriglia supererà le Alpi e le pianure austriache per lanciare sul centro di Vienna, intorno alle 14:00, un migliaio di volantini.

L’occasione di questa ricorrenza consente di segnalare un’importante iniziativa mirata a salvaguardare e rivalutare, laddove si sia attuata quella diffusa condanna o indifferenza nei confronti del poeta e dell’uomo, del controverso profeta del “vivere inimitabile”, la sua figura nella letteratura e nella storia italiana.

Particolarmente rilevante è il Progetto d’Annunzio Online che la società Netlife di Venezia in collaborazione con Codess Cultura e con il Patrocinio della “Fondazione Il Vittoriale degli Italiani” ha messo in cantiere quest’anno. Un progetto scientifico rigorosamente strutturato a disposizione di tutti coloro che studiano il Vate il cui Comitato Scientifico è costituito da eminenti studiosi dannunziani. (www.archiviodannunzio.it)

Sempre quest’anno è stato pubblicato da Mondatori “D’Annunzio. L’amante guerriero” di Giordano Bruno Guerri (sotto proponiamo l’intervista di Alain Elkann a Giordano Bruno Guerri).

In autunno si terrà il convegno nazionale di studio “D’Annunzio vivo” in collaborazione con la Provincia di Pescara: tra i partecipanti Stefano Zecchi. Sempre in autunno si terrà il VI Premio internazionale di poesia “Gabriele d’Annunzio”. Inoltre ad ottobre è previsto, a Vienna, il convegno “D’Annunzio nella Mittleeuropa”, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna. Infine sarà pubblicato il volume “D’Annunzio essenziale”, a cura del Centro Studi dannunziani e dalla casa editrice Ediars.

Nell’ambito della Rassegna Cortinaincontra Estate 2008 “Processo in Piazza” il primo agosto è andato in scena l’imputato D’Annunzio, “ il decadente, il playboy, il fascista, il vizioso,il debitore, ma anche il grande poeta, l’uomo di guerra, lo scrittore prestato alla pubblicità (suoi neologismi come Rinascente, Automobile, Vigili del Fuoco).
Per visionare il “processo” vai sul link (per chi ha fretta il verdetto è al minuto h.1.17.00, www.cortinaincontra.it/Pagine/Dett_Video.aspx?IdVideo=19)

Ricordando uno tra i motti dannunziani “Io ho quel che ho donato” concludo riprendendo la domanda che novant’ anni or sono si pose il giornale austriaco e considerando quanto, anche se davvero poco, sopra riportato rispondo: d’Annunzio è qui.

(sotto la videointervista di Alain Elkann a Giordano Bruno Guerri autore del libro “D’Annunzio. L’amante guerriero).

Pavarotti day il 12 ottobre in Giordania. Nicoletta Mantovani: "Un sogno che diventa realtà"

Saturday, 9 August 2008
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Il prossimo 12 ottobre, giorno in cui il compianto Luciano Pavarotti avrebbe compiuto 73 anni, si terrà a Petra (Giordania), evento mondiale per il Pavarotti-day.

«E’ una iniziativa nata su sollecitazione della principessa Haya, figlia del defunto Re Hussein di Giordania, che conobbe Luciano grazie alla loro comune passione per i cavalli – ha spiegato Nicoletta Mantovani – proprio in occasione di una partecipazione di Haya ad un concorso ippici parlando di musica e concerti si parlò di un desiderio di Re Hussein che divenne subito uno dei sogni di Luciano: un concerto nella splendida cornice di Petra.

Quel sogno diventerà realtà e io sono immensamente grata a Sua Altezza Reale, Principessa Haya, per aver permesso di trasformare quel sogno in realtà». (Paolo Martocchia)

Dal premier-spazzino al premier-massaia. I mille mestieri di Silvio Berlusconi

Saturday, 9 August 2008
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Gli metti una scopa fra i polpastrelli, e diventa un premier-spazzino, come l’altro giorno a Napoli. Gli piazzi un paio d’uova sul palmo della mano, come ieri a Roma mentre si fa un giro al mercato di Campo dei Fiori dove chiede «quanto costano? Un euro? Ecco, almeno le uova non hanno subito aumenti!», e si trasforma in un premier-massaia. Silvio Berlusconi è fatto così. E’ un premier multiuso e poli-funzionale.

Da premier-spazzino a premier-massaia, il salto è stato fulmineo, ma non spiazzante.

Silvio si presenta fra le bancarelle del mercato e spiega: «Sono venuto per aggiornarmi sui prezzi dei generi alimentari. Chiede: «Quanto costa un chilo di pomodori?». «Da un euro e mezzo a due euro», gli viene risposto. «Un po’cari», fa lui: «Ma forse, sono io che non ho più orecchio sui prezzi».

Una volta ha narrato: «Accompagnavo sempre mia mamma a fare la spesa. Lei era bravissima a scoprire i banchetti dove i prezzi sono più bassi. Così dovrebbero fare tutte le massaie».

Un intero paragrafo del libro Berlusconate di Pietro Criscuoli e Alessandro Corbi è dedicato a «I mille mestieri di Silvio». Ovvero il premier-operaio, il premier contadino («Anch ‘io ho raccolto patate, ho fatto la mietitura, ho dormito nelle stalle»), il premier-imprenditore, il premier-presentatore, il premier-cantante («Ora però lavoro cosi tanto che non riesco a finire il nuovo disco con Apicella», ha annunciato ieri), il premier-allenatore di calcio, il premier-missionario, il premier-intellettuale («Citerei Pascoli, se non mi prendessero in giro», disse il 31 luglio del 2001), il premier-scultore («Le sculture che fa per noi Pietro Cascella sono frutto di un lavoro comune.

Quello di un artista e di un committente stimolante ed esigente»), il premier-floricultore («Stofilmando i bulbaggi di molte piante») e via così.
Ora, il premier-massaia ha appena concluso il suo giro al mercato romano e commenta: «Dopo questa diagnosi sui prezzi attuali, ho verificato che che ci sono stati aumenti fino al trenta per cento. Sono l’effetto a cascata dell’incremento del prezzo del greggia, della benzina e dei trasporti».  (tratto da Il Messaggero)

NONSOLOSOLDI. Commissione massimo scoperto, dura a morire. Mentre arriva la "Dif"

Saturday, 9 August 2008
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Il Blogiornale si arricchisce di un’altra prestigiosa firma, quella di Gianluigi De Marchi, vero esperto di questioni bancarie e finanziarie, nell’ambito di una nuova rubrica “Nonsolosoldi”. L’esordio è sulla Commissione di massimo scoperto, un balzello che può mettere in ginocchio risparmiatori e imprese.

di Gianluigi De Marchi

L’idra dalle sette teste che rinascono continuamente; l’araba fenice che risorge dalle sue ceneri…

Sono tante le immagini che potrebbero essere usate per descrivere la lotta contro la commissione di massimo scoperto applicata dalle banche sui fidi utilizzati, che sembra si concluderà con una vittoria di Pirro, cioè con la semplice sostituzione della CMS (Commissione Massimo Scoperto) con un altro balzello.

La sensazione si ricava dalle dichiarazioni dei principali istituti di credito di questi giorni.

Intesa San Paolo, ad esempio, ha dichiarato che: “Dal primo di ottobre – con efficacia a partire dal primo gennaio 2009 – offriremo ai nostri clienti la possibilità di scegliere quale formula preferiscano per l’accesso al fido bancario; la proposta è rivolta sia ai nuovi clienti che a coloro che già intrattengono rapporti con noi e che potranno trasformare il contratto. Stiamo valutando la sostituzione della CMS con altre forme di remunerazione innovative assicurando un adeguato livello di trasparenza per i clienti.”

Unicredit, invece, è già avanti, e le scadenze sono immediate.

Dal 21 luglio sono infatti disponibili il nuovo “Genius Ricaricabile” per i privati e il nuovo “Conto Flat” per le imprese.

“Il sistema di prezzo alternativo a quello con la CMS” ha dichiarato Renato Martini, Responsabile Marketing Piccole Imprese – UniCredit Divisione Retail “è analogo a quello che vige oggi all’estero ed è molto più semplice e trasparente, oltre ad essere completamente precalcolabile. Ad esempio, su un fido di 100mila euro verrà pagata un’unica commissione percentuale fissa, al posto della CMS e delle diverse altre voci commissionali oggi presenti, che potrà aggirarsi indicativamente nello 0,3-0,5% in funzione del profilo del cliente. Parallelamente su tutti i contratti con CMS, per i clienti che decideranno di mantenere comunque il vecchio sistema, abbiamo deciso di eliminare progressivamente, a partire da fine anno, l’applicazione della CMS sugli “scoperti di valuta”, eliminando anche in questo caso uno degli aspetti più critici dell’attuale meccanismo di prezzo.

La nuova commissione omnicomprensiva sarà denominata DIF (Disponibilità Immediata Fondi). I vecchi clienti – privati o imprese che siano – potranno scegliere se mantenere la vecchia struttura di prezzo o optare per quella nuova.

Nel caso della nuova clientela Imprese verrà mantenuta la facoltà di scegliere tra il nuovo sistema con CMS (ma eliminando il caso degli scoperti di valuta) ed il vecchio. Per motivi di semplicità e minori esigenze di personalizzazione, invece, per i nuovi clienti Privati l’offerta con la nuova struttura senza CMS sarà l’unica modalità disponibile.”

La nuova DIF sarà una commissione unica calcolata in percentuale sull’importo del fido e ponderata sulla base dei giorni effettivi di affidamento e sarà percepita in via posticipata, in occasione della liquidazione trimestrale degli interessi. Da notare che la commissione sarà pagata indipendentemente dall’utilizzo: concesso il fido, per un trimestre l’azienda pagherà 0,3% o 0,5% sull’importo concesso, anche se, caso limite, non prelevasse neppure un centesimo. Una situazione che rischia di essere più onerosa della precedente, per la quale occorrerà farsi calcoli precisi in sede di scelta tra vecchio e nuovo sistema.

Insomma, abolita la commissione di massimo scoperto, se ne introduce un’altra; come dicono cinicamente i romani, “Morto un papa, se ne fa un altro…”.

Ma possibile che per ricuperare la CMS, sia indispensabile inventare una “commissione di concessione fido”, una “commissione per messa a disposizione del credito”, una “commissione per l’analisi del merito creditizio” o altre etichette simili a mascherare a realtà?

Facciamo noi una proposta, semplice e lapalissiana.

L’unico costo per il debitore sia il tasso d’interesse. Un costo commisurato all’entità dell’utilizzo ed alla sua durata, senza le distorsioni provocate da commissioni che, essendo “flat”, penalizzano comunque chi utilizza meno.

Punto e basta, senza balzelli, commissioni, rimborsi spese, ricuperi a vario titolo.

Il cliente dà un’occhiata al tasso, capisce immediatamente quanto gli costa, cerca alternative più convenienti.

Signori banchieri, pensateci, non è mai troppo tardi per ricuperare un rapporto di fiducia con la clientela.

Signor Ministro Tremonti, ci pensi, non è mai troppo tardi per intervenire a fare pulizia e chiarezza.

Grazie a nome di tutti…

Roberto Saviano s'incazza e L'espresso carica: "Per contattarlo basta rivolgersi ai carabinieri di scorta"

Friday, 8 August 2008
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Risposta al veleno de L’espresso alla stizzita lettera di Domenico Marchetta, segretario del comitato dei garanti per le celebrazioni del 150esimo anniversario dell’Unita’ d’Italia. Marchetta puntualizza che: “Roberto Saviano non ha mai partecipato alle riunioni del comitato, che del resto non ha mai ricevuto dallo stesso alcuna comunicazione in proposito”.

Replica stizzita del settimanale diretto da Daniela Hamaui: “Roberto Saviano non abita nel casertano, dove lei ha inviato le convocazioni, dall’inizio delle minacce contro di lui: e’ cosa nota a mezza Europa. Allo stesso tempo e’ facilissimo contattarlo: basta rivolgersi alla Prefettura o ai Carabinieri che lo scortano”.

Alla faccia!

Il Ministro Bondi contro Fasanella e Pannone per il film (pagato dallo Stato) sulle Br. "Sgradevole. E' vergognoso che rappresenti l'Italia"

Friday, 8 August 2008
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Il Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi (foto a sinistra), si scaglia contro Gianfranco Pannone (bravissimo regista e documentarista tra i migliori d’Italia, foto a destra) e Giovanni Fasanella (giornalista di Panorama) per la pellicola “Il Sol dell’avvenire“, un film sul terrorismo in proiezione al Festival di Locarno finanziato dallo Stato e patrocinato dal Ministero dei Beni culturali.

«Ho visto il film solo ieri – ha detto Bondi a Luca Telese del Giornale – perché mi è stato segnalato dal signor Berardi, parente di una vittima delle Brigate Rosse. Berardi mi era parso molto amareggiato. Sostiene, da anni, che il cinema italiano parte sempre dal punto di vista dei ex terroristi. Mi sono letteralmente precipitato a controllare, negli incartamenti del ministero, le schede in base al quale il progetto era stato approvato».

E cosa ha scoperto? «Si parlava di un documentario. Nulla lasciava presagire quello che avrei visto poi».

Cosa l’ha colpita di più? «In tutta la pellicola si offre agli spettatori un solo e unico punto vista: quello degli ex terroristi. Anzi, peggio…Dal punto di vista del contesto, ho notato subito, e l’ho trovato sgradevole, un senso di amarcord… brigatista».

Ovvero? «I protagonisti rievocavano le loro gesta quasi con nostalgia. Con una memoria spensierata, scevra da alcun senso di pentimento. Mi sono vergognato di quello che era accaduto, agli occhi di Berardi e non solo: anche se non avevo nessuna responsabilità, diretta o indiretta, visto che il progetto era stato approvato quando io non ero ancora incarica».

«Visto che appare il patrocinio del ministero, io credo che sia un nostro dovere rispondere dei prodotti che vengono finanziati. Ritengo immorale che lo Stato possa finanziare un film che rappresenta il tentativo di ricostruire in maniera di parte, eventi delicatissimi e controversi».

Gli autori ricordano che alla fine si vedono le foto delle vittime delle Br. «Oh sì. Ma sa come?». No, me lo dica lei. «Senza alcun commento, e per pochi secondi, si vedono scorrere dei volti. Si metta nei panni di un ragazzo: nulla capisce, e nulla può capire, lo spettatore medio, di cosa rappresentino quelle immagini».

Ma lei andrà a Locarno? «Sta scherzando?».
«Guardi, se io potessi, se solo ne avessi il potere…Rievocherei immediatamente quella pellicola. Provo solo vergogna all’idea che un simile film possa rappresentare il nostro Paese all’estero».

OLIMPIADI. Antikithera sta per dare il via?

Friday, 8 August 2008
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di Nicoletta Salata

A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino, al cui inizio mancano ormai solo poche ore, una scoperta scientifica aggiungeva fascino e mistero a questa manifestazione dal valore universale.
La rivista Nature ha svelato infatti che Antikythera, il misterioso meccanismo in bronzo di epoca greca risalente a 2.100 anni fa ritrovato nel 1900 in fondo al mare in un relitto navale del I secolo a.C. nelle acque antistanti l’omonima isola greca, non sarebbe solo un calcolatore astronomico ma teneva traccia dell’antico ciclo olimpico di quattro anni.
Uno dei quadranti di questo calcolatore antico sarebbe dunque servito a tenere il computo del tempo del calendario olimpico, come dimostrano le iscrizioni dei 12 mesi corinzi su uno degli ingranaggi e i quattro settori incisi su un quadrante che richiamano i Giochi Panellenici (cioè di tutti i greci) Olympia, Isthmia, Nemea e Pythia. Leggi il resto –> »

Penitenziari fantasma e carceri d'oro

Friday, 8 August 2008
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di Gabriele Mastellarini per “Il Mondo”

Venticinque nuove carceri, di cui dieci in costruzione, per un totale di 2.855 posti. Queste le principali cifre del piano per l’edilizia penitenziaria, annunciato dal sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, sollecitata da un’interrogazione del Senatore Antonio Paravia del Popolo delle Libertà. Ma il quadro dei penitenziari italiani non è affatto roseo.

Per una serie di case mandamentali inutilizzate (a Bovino, Codigoro, Mileto, Morocone, Pisticci, Pontecorvo, Revere e San Valentino) erano state avviate le procedure di cessione, con successiva realizzazione di nuovi penitenziari adeguati. Eppure, passati cinque anni, le società Patrimonio dello Stato (incaricata della vendita) e Dike Aedifica (cui spettava la realizzazione) «non hanno prodotto alcun risultato concreto». Così gli otto istituti di pena restano chiusi, senza aver mai ospitato nemmeno un detenuto. «Si tratta di strutture di ridottissima capienza – ha riferito il sottosegretario Alberti Casellati – e pertanto antieconomiche sotto il profilo della gestione, prive di idonei sistemi di sicurezza, non in linea alle prescrizioni legislative successivamente introdotte». In via di dismissione anche la casa circondariale femminile di Pontremoli, per la quale si «sta programmando una riconversione per un diverso utilizzo».

Penitenziari fantasma, come quelli di Pescia, Minervino Murge, Volturara Appula, Castelnuovo della Daunia, Monopoli, Accadia e Villalba, dei quali si era occupata in passato anche la trasmissione satirica di Canale 5, “Striscia la notizia”. «Sono ex case mandamentali – ha riferito il sottosegretario – non più destinate a finalità penitenziarie. Pertanto il ministero le ha assegnate ai singoli comuni, con conseguente responsabilità dei Sindaci per tutto ciò che riguarda la custodia, la manutenzione l’utilizzazione». Vere e proprie cattedrali nel deserto, abbandonate al proprio destino. «E i 2.800 nuovi posti previsti nel piano, sono francamente pochi», ha sostenuto il senatore Paravia.

Travaglio c'è: "Berlusconi millantatore: mai assolto per Villa Certosa (non era imputato) e in attesa di giudizio per Telecinco"

Friday, 8 August 2008
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di Marco Travaglio (tratto da L’espresso di oggi, rubrica “Signornò”)

Da imputato, il premier Silvio Berlusconi ha sempre dato il peggio di sé: dal 2004, cassato il lodo Schifani, perse tutte le elezioni fino al 2006. Tutt’oggi la sola idea di tornare imputato lo fa uscire di testa.

Dice: “Mi hanno assolto per gli abusi a Villa Certosa e in Spagna per Telecinco”. Ma nel primo processo lui non era nemmeno imputato (lo era un amministratore, Giuseppe Spinelli, che l’ha sfangata grazie ai condoni); e nel secondo hanno assolto solo i coimputati, mentre la sua posizione, stralciata nel 2002, è ancora da giudicare. Insomma, lodo o non lodo, millanta processi e sentenze inesistenti. Per fargli perdere definitivamente la trebisonda, nulla di meglio che restituirlo al suo habitat naturale: i tribunali.

Jovanotti: non sei solo

Thursday, 7 August 2008
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di Nicoletta Salata

Questa è una scherzosa e sperimentale dimostrazione di come due canzoni, diverse per stile ed interpreti, possano combinarsi concatenandosi:

Ma a proposito del presunto plagio da parte di Jovanotti che con la sua canzone “A te” avrebbe scopiazzato Alejandro Sanz, vorrei esprimere il mio pensiero.
Certo non sono, né lo sono mai stata, una fan di Jovanotti, ma il Cd Safari l’ho comperato subito perché le due canzoni A te e Fango (che ha vinto tra l’altro il premio Mogol per il miglior testo ed è stata anche interpretata insieme a Ben Harper in una versione altrettanto convincente) mi sono piaciute immediatamente. E anche altre poi scoperte ascoltando il Cd (per es. Come musica e Antidolorificomagnifico, ingegnosa costruzione di parole a descrivere impensabili ingredienti!)

Frasi come “io lo so che non sono solo anche quando sono solo, e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango” e “ l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente” se da un lato sono semplici e scontati concetti niente di nuovo e niente di che, accompagnati da una musica lineare tipicamente costante e ripetitiva, parlati più che cantati alla maniera di Jovanotti, palesati tra l’altro in un video tutto natura e raccoglimento sullo sfondo della imponente cascata di Iguazu, con lui che nel momento clou di questa sorta di preghiera al mondo e alla natura leva il braccio e lo sguardo verso il cielo, acquisiscono la capacità di farsi notare, ascoltare, canticchiare. E anche riflettere. Rappresentano, certo non per tutti ma comunque per molti, uno di quei numerosi spunti che ci vengono dati per posare lo sguardo, ed il pensiero, un poco altrove.
Perché la musica è relax, evasione, ispirazione, coinvolgimento, slancio e fonte di energia, nonché invito a pensare.
La musica è anche consolazione. E la frase di A te “a te che io ti ho vista piangere nella mia mano, fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’, e poi ti ho vista con la forza di un aeroplano prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo” per una come me che l’ha scampata bella, diventa perfino condivisione e conforto.

“C’è musica nell’aria. C’è musica nelle persone. C’è musica nel cielo, nello spazio infinito. C’è musica perfino sotto un tombino o in un bidone della pattumiera. La musica è sempre attorno a noi. Basta ascoltare”. È quanto afferma August Rush, il ragazzino permeato di una inspiegabile melodia nel delicato film “La musica nel cuore” il cui filo conduttore dell’intera vicenda è la musica, intesa come collante universale.

Detto questo aggiungo solo che anche il maestro Morricone ha dichiarato che “le combinazioni armoniche sono ormai esaurite”, ma vorrei pregare Jovanotti di lasciar da parte Johann Sebastian Bach il quale con tutto il rispetto per Lorenzo che qui ho dichiarato, credo abbia in comune con lui solo l’iniziale del primo nome (che nel suo caso poi è un soprannome)!

È forse in questo preludio (Suite n.1) interpretato dal magnifico violoncellista Yo Yo Ma che si cela il giro armonico cui egli allude? A me, sinceramente, sembra tutta un’altra musica!

Jovanotti ha plagiato lo spagnolo Sanz? Ascoltate e giudicate

Thursday, 7 August 2008
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CLICCA PLAY PER ASCOLTARE I DUE PEZZI A CONFRONTO

La faccenda è un po’ imbarazzante per tutti. E, primo fra tutti, per Jovanotti, la cui canzone più amata e cantata degli ultimi mesi – la dolcissima «A te» – viene apertamente accusata di plagio sul sito del quotidiano spagnolo El Mundo: il quale rilancia l’evidente assonanza del brano jovanottesco con «A la primera persona» di Alejandro Sanz.

E’ simile, in qualche modo, pure l’impianto del testo, una dedica appassionata: «..A la primera persona que me ayude a sentir otra vez/Pienso entregarle mi vida, pienso entregarle mi fe..», canta Sanz, mentre Lorenzo fa «A te che sei l’unica al mondo/L’unica ragione per arrivare fino in fondo..».

Cosa sarà successo, dunque? Difficile pensare che Jovanotti, persona sincera talvolta fino al masochismo, si sia all’improvviso bevuto il cervello, e non abbia nemmeno deciso di citare il “sample” di Sanz se davvero lo aveva ascoltato, mentre scriveva i crediti per la copertina di «Safari», cd uscito quest’anno e di tanto grande successo che gli echi sono arrivati – con esiti poco gradevoli, come s’è visto – fino in Spagna.

Lorenzo, strappato a una breve vacanza dall’antipatica accusa, si è fatto vivo ieri: «Mi avevano segnalato da tempo questa canzone di Sanz, dicendo che assomiglia alla mia “A te”: una canzone che ho scritto di getto, come succede spesso alle canzoni che poi arrivano al cuore della gente». Ammette di aver seguito «un’armonia presente in tante canzoni (è un giro armonico che dicono abbia inventato Bach)». Si inquieta: «Mi dispiace che qualcuno possa pensare che l’ispirazione melodica non sia genuina, perché per me la nascita di questa canzone è stato un vero e proprio momento magico per il quale non finisco mai di provare un senso di gratitudine». Esclude: «Quando sono andato a sentire la canzone di Sanz, mi è sembrata proprio un’altra storia».
Il pezzo di Sanz è del 2006, quello di Jovanotti è uscito quest’anno. Ma se andiamo un po’ indietro nel repertorio di Lorenzo, al 1999, troviamo nel disco «Capo Horn» un pezzo dedicato alla figlia Teresa che si intitola «Per te»: e in quelle altre tenere righe, e perfino nella musica, si coglie una eco ormai lontana che ora potrebbe rivelare un buon punto di partenza sia per l’ispirazione di Lorenzo che per quella di Sanz.

(Tratto dal blog di Marinella Venegoni, giornalista de “La Stampa)

Tech4You. "FlexiSpy", 150 dollari per spiare chi vuoi

Thursday, 7 August 2008
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Un tempo, quando si nutrivano sospetti sulla sincerità o la fedeltà del proprio partner o si volevano conoscere i segreti di un rivale in affari, bisognava ingaggiare un detective che ne seguisse i movimenti e confermasse o sfatasse i nostri sospetti. Al giorno d’oggi, la tecnologia ha messo nelle nostre mani uno strumento potentissimo e onnipresente: il telefonino. L’ultimo software in ordine di tempo a salire agli onori delle cronache si chiama FlexiSpy. 

E’ in grado di monitorare in remoto e registrare, tra le altre cose, tutti i log delle chiamate, la rubrica, i messaggi di testo, gli mms e le tracce di navigazione, nonché di conoscere la durata di ogni telefonata, di ascoltare le chiamate in real-time e di attivare il microfono del telefonino anche quando non è in uso, per ascoltare le conversazioni del malcapitato proprietario al modico prezzo di 150 dollari.

I dati catturati vengono inviati ai server della società produttrice – la tailandese Vervata – e sono accessibili attraverso uno speciale sito web.

La legalità del software, ovviamente, cade in un’area grigia: un conto è monitorare il telefonino di un figlio, che magari è anche intestato al genitore spione; un altro è monitorare quello del partner, di un vicino di casa o di un rivale in affari.

Il programma, che si è guadagnato consensi tra i genitori apprensivi e vogliosi di controllare i pargoli ma, ovviamente, ha allargato ben presto la sua sfera di azione – ha suscitato le perplessità di una società di sicurezza che lo ha equiparato a un Trojan. La F-Secure, infatti, ha etichettato il software come un programma malizioso che si maschera da innocua applicazione.

“Quando FlexiSpy si installa nel telefonino, il programma si nasconde nei processi del menu e non ha alcuna interfaccia o icona visibile. L’unica indicazione della sua presenza è la voce ‘phones’ nel menu di rimozione, che tra l’altro non può essere eliminata con l’application manager”, spiega F-Secure.

L’interfaccia nascosta di FlexiSpy.A è infatti accessibile soltanto alla persona che ha acquistato il software e conosce il codice speciale dell’applicazione.

Il programma, oltre a essere utilizzato da chi, con intenzione, vuole spiare qualcuno, può dunque anche essere inviato via Bluetooth e, sfruttando la curiosità di chi lo riceve, essere installato nel telefonino.

Vervata non ha rilasciato alcun commento e sul sito si limita ad avvertire che “mettere un telefonino sotto controllo senza il consenso del proprietari potrebbe essere illegale” e che, a differenza di un virus o di un trojan che si diffondono automaticamente, “deve essere installato volontariamente”.

Tech4You. Tempi duri per i plagi sul Web

Thursday, 7 August 2008
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Nuova rubrica sul blogiornale. E’ Tech4You, che si occuperà tecnologia, Hi-Tech, Internet, informatica e Scienze.

di Sergio Fornasini

Ricordate la storica frase: “Taci, il nemico ti ascolta”? Molto più attualmente oggi potremmo coniare: occhio, se plagi testi dal Web vieni sicuramente scoperto.

Il World Wide Web è immenso, a luglio 2008 Google annuncia il raggiungimento di un record storico: un trilione di URL unici localizzati in rete ed indicizzati dal celebre motore di ricerca. Un trilione di links a destinazioni uniche, un numero immenso: 1.000.000.000.000. Nessuno può sapere con esattezza quante sono le pagine pubblicate in totale sulla rete, crescono di qualche miliardo al giorno.

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E'SPORT! All'asta le maglie del bomber Lucarelli con il 99

Thursday, 7 August 2008
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A partire da ieri, la prima e la seconda maglia ufficiale n.99 di Cristiano Lucarelli sono all’asta sul suo sito (www.cristianolucarelli.com). L’asta si chiuderà alle ore 17 del 31 agosto prossimo. La base d’asta è di 300 €: al miglior offerente andranno entrambe le maglie che saranno firmate e consegnate dal centravanti livornese, ora in forza al Parma. (Paolo Martocchia).