SCOOP! Il nuovo governo dell'Iraq è già in bolletta

Thursday, 7 August 2008
Pubblicato nella categoria EDITORIALI, SENTENZE

di Gabriele Mastellarini

Particolarissima decisione del Tar Lazio che, per la prima volta nella sua storia, ha dovuto risolvere un contenzioso promosso dal Consiglio dei Ministri della Repubblica dell’Iraq, dal Ministero irakeno della Pianificazione e dall’ambasciana dell’Iraq presso la Repubblica italiana, rappresentate dagli avvocati italiani Mauro Rubino Sammartano e Stefano Vinti.
Il governo irakeno chiedeva lo sblocco di alcuni fondi che l’Italia gli aveva destinato. Soldi pignorati nelle casse di Banca Intesa, Deutsche Bank e Upm, per un totale superiore ai 5 milioni.

Per gli avvocati di parte bisognava “fermare le ingiuste e spregiudicate azioni esecutive nei confronti del governo Irakeno avviate sulla base di provvedimenti giurisdizionali ad essi del tutto ignoti” ma il Tar ha rigettato e i soldi passeranno ora ai creditori.

E il governo di Bagdad, già in bolletta, dovrà pagare anche le parcelle di Sammartano e Vinti.

Posta e risposta. La nostra Italia e le spedizioni che non arrivano mai

Thursday, 7 August 2008
Pubblicato nella categoria LETTERE

Gentilissimo Dott. Mastellarini,

scusi la se la disturbo, ma volevo sottoporre alla sua attenzione quello che ritengo un caso di normale sopruso e mal servizio tra i tanti che quotidianamente vengono consumati in Italia e che pochi evidenziano in quanto il danno non è esorbitante.

Siamo una ditta italiana nel settore dell’elettronica e stiamo eseguendo un progetto di ricerca per il quale abbiamo richiesto una campionatura di connettori ad una ditta americana che ce li ha spediti utilizzando il loro servizio di posta celere. I due connettori sono partiti dagli Stati Uniti (Goleta in California) l’8 di luglio, le Poste Italiane li hanno caricati nel loro magazzino di Milano il 14/07/08 e con la celerità che li contraddistingue ci hanno avvisati che la spedizione era giacente presso gli uffici doganali in attesa di nostre indicazioni il 23/07. Nella stessa giornata abbiamo inviato un fax con tutti i dati richiesti. Oggi 07/08/2008 la merce è ancora da sdoganare. Mi chiedo come facciano tutti gli altri spedizionieri a sdoganare in meno di un giorno, a consegnare merce dagli Stati Uniti o dalla Cina in tre giorni?

Non sarà che qualcuno invita a non usare il servizio postale e a fare in modo che gli Italiani siano obbligati ad utilizzare servizi diversi che forse hanno fondi utili a velocizzare lo sdoganamento?

Se una telefona al numero verde delle Poste Italiane le gentili signorine rispondono candidamente che se non sono passati 30 giorni non possono inviare un sollecito.

Ricevuto questo chiaro invito per tutte le prossime spedizioni pregherò i miei corrispondenti di non utilizzare la posta perché in Italia il servizio è notoriamente deficitario, e che la privatizzazione serve solo a rendere più lente le procedure oppure qualcuno sta boicottando.

Volevo solo porre una domanda a cui forse qualcuno sa rispondere: gli uffici doganali sono un ente pubblico? Se si consiglierei al Ministro di preoccuparsi di moralizzare, oltre alle assenze per malattia e le lunghe degenze, quegli strani connubi che esistono a diversi livelli in svariati Enti dove il diritto perde valore e diventa cortesia.

Cordiali saluti

Gerlando

Caro Gerlando,

pubblico questa sua storia, sperando che qualcuno dei nostri governanti s’indigni. Lei pone un problema serio, oltre al suo danno personale. Pone il problema della competitività delle aziende italiane all’estero e i rapporti oltreoceano. Noi italiani, grazie a realtà come la sua, siamo apprezzati in tutto il mondo ma quando cerchiamo di relazionarci e di avviare importanti attività e transazioni commerciali, siamo penalizzati da uno Stato che non funziona, dai lacci e lacciuoli di una burocrazia insopportabile, rappresentata da una serie di inutili e costosi call center che ti fanno attendere per ore, senza riuscire a cavare un ragno dal buco.

Lei si pone interrogativi – a mio avviso – molto sensati. C’è “qualcuno” che “mangia” dietro ai disservizi pubblici? Io credo proprio di sì. Anzi ne sono convinto ma – a parte le continue e giustificate denunce come la sua – ho poche prove per sostenerlo pubblicamente.

Ma chi ha orecchie da intendere, certamente intenderà.

La ringrazio e la saluto cordialmente, sperando che prima delle ferie il suo calvario postale si risolva.

Gabriele Mastellarini

Tutto quello che avreste voluto sapere su Antonio Di Pietro (…ma non avete mai osato chiedere)

Thursday, 7 August 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Articolo tratto da www.casadellalegalita.org

Il Giornale è tornato a parlare di Antonio Di Pietro. Di Pietro è tornato a parlare de Il Giornale. Siamo ad un nuovo, perfetto, gioco delle parti che si inserisce perfettamente nel disegno di normalizzazione della politica, necessario a far dividere il Paese in due, facendogli credere che ci sia una contrapposizione, una differenza… una maggioranza ed un opposizione.

Il Giornale non affronta la questione Di Pietro ed Italia dei “Valori” in modo corretto, ma funzionale alle non risposte di Di Pietro, garantendogli la facile via di fuga dell’urlare alla diffamazione ed alla calunnia. Il Giornale infatti non affronta notizie certe, inconfutabili… evita di parlare degli aspetti gravi e disdicevoli su cui Di Pietro evita efficacemente di replicare a quanti li pongono da tempo, come noi, DemocraziaLegalità, Elio Veltri e la Voce delle Voci ancora di recente.

Già Silvio Berlusconi soccorse Di Pietro non molti mesi fa, urlando, di punto in bianco “Di Pietro mi fa orrore”, proprio mentre Di Pietro spiegava al GIP di Roma, in una dichiarazione spontanea, che lui era vittima di una persecuzione mediatica chiaramente finalizzata a colpirlo durante la campagna elettorale. Ed in questo gioco delle parti, non si parla, ad esempio, delle questioni etiche e morali per cui Di Pietro è chiaramente identico agli altri, per nulla diverso o alternativo. Proviamo a ricapitolarle.

1) Antonio Di Pietro è un amico di Cesare Previti. Non a caso è proprio presso lo studio Previti che incontrò Silvio Berlusconi, prima dell’insediamento del primo governo presieduto proprio dal già ben “noto agli uffici” (soprattutto a quelli da cui Di Pietro proveniva!) Silvio Berlusconi.

2) Antonio Di Pietro ha costituito un associazione di tre persone denominata “Italia dei Valori”. Oltre a lui siedono in questa: Silvana Mura (nominata da Di Pietro alla carica di tesoriere) e Susanna Mazzoleni (moglie di Di Pietro e titolare del dominio internet www.italiadeivalori.it, ma senza alcun ruolo all’interno del Partito (notizia scoperta da questo blogiornale ma gli amici della Casa della Legalità non lo dicono, ndr). A questa associazione solo Di Pietro può ammettere altri soci, con apposito atto notarile, nessuno, infatti può altrimenti entrarvi. E’ a questa associazione (dei tre) che viene versato il “rimborso elettorale”, alias il finanziamento pubblico ai partiti (per il 2008 una cifra pari a circa 8 miliardi di vecchie lire), e non al “partito” che partecipa alle tornate elettorali.

3) Secondo l’art. 10 dello Statuto del Partito, pubblicato sul sito dell’IdV, il presidente del partito Italia dei Valori è il presidente dell’Associazione “Italia dei Valori”, ovvero Di Pietro, che per decadere dovrebbe dare le dimissioni o essere sfiduciato dalla moglie e dalla Mura. Nessun organo del partito può sostituire il Presidente. Il bilancio del Partito è approvato dal Presidente e nessun organo interno può sindacarlo, come non è sindacabile qualunque altra decisione del Presidente. Come ha sottolineato Elio Veltri, in sintesi: se il Gran Consiglio del Fascismo fosse stato costituito come l’Associazione Italia dei Valori, Mussolini non sarebbe mai stato sfiduciato, rimosso e non sarebbe stato arrestato.

4) Antonio Di Pietro ha legittimamente costituito una società a responsabilità limitata a socio unico (lui) per la gestione di immobili. Si tratta dalla “Antocri“. Con lui nel Cda sedevano inizialmente Silvana Mura (la tesoriera dell’associazione “Italia dei Valori” e del partito “Italia dei Valori”) e Claudio Bellotti, che sarà e resta l’Amministratore della società, anche quando Di Pietro e la Mura, in coincidenza con l’elezione di entrambi, nel 2006, usciranno dal CdA.

5) L’Antocri acquista degli immobili. Uno di questi nello stesso palazzo del gruppo SINA di Marcellino Gavio. L’Antocri di Antonio Di Pietro, secondo le dichiarazioni pubbliche, acquista gli immobili pagando una parte del valore con i soldi ricavati dalla vendita degli uffici di Busto Arsizio e coprendo l’altra parte con un mutuo.
I bilanci dell’Antocri dicono che le uniche entrate della società che permettono di pagare il mutuo sono i canoni di affitto.
E chi ha in affitto quegli immobili? L’Italia dei Valori. E quali introiti ha l’Italia dei Valori? Il rimborso elettorale, alias il finanziamento pubblico. Di chi saranno gli immobili acquistati dall’Antocri srl una volta concluso il pagamento del mutuo, che come abbiamo visto viene pagato attraverso le entrate degli affitti versati dall’Italia dei Valori che percepisce i rimborsi elettorali? Saranno del socio unico dell’Antocri, ovvero di Antonio Di Pietro.

6) Antonio Di Pietro ha anche aperto una società estera, in Bulgaria, la “Suko“. Di Pietro qui è socio con Tristano Testa. Tristano Tesa è entrato nel CdA e poi anche nel Comitato Esecutivo della “Brebemi spa”, mentre Antonio Di Pietro era al Ministero delle Infrastrutture.

7) Antonio Di Pietro ha attivato una partecipazione molto attiva alle lottizzazioni degli Enti e delle Società partecipate ove governa a livello locale, ma anche durante il suo ministero.

8 Antonio Di Pietro ha promosso ad esempio il suo legale – ed ex candidato dell’IdV – Sergio Scicchitano, nel consiglio di amministrazione dell’ANAS.

9) Antonio Di Pietro ha sempre promosso scelte di persone estremamente dubbie: Franco La Rupa, ex Sindaco di Amantea (Comune sciolto per infiltrazioni mafiose), già indagato per corruzione e poi arrestato per i suoi consolidati rapporti con le cosche della ‘ndrangheta. Poi c’è la realtà della Campania. Qui il consigliere regionale dell’IdV (anche responsabile provinciale di Napoli) è Nicola Marrazzo, il cui fratello aveva diverse società che operavano nella “partita rifiuti”. A tali società è stata negata la certificazione antimafia, a seguito di indagini della DDA, in quanto le società della famiglia Marrazzo sono state indicate quali riconducibili al clan camorristico dei Casalesi. Il Tar ed il Consiglio di Stato hanno confermato la decisione della Prefettura e negato le certificazioni.

10) Anche i comportamenti di governo e parlamentari di Antonio Di Pietro e dell’Italia dei Valori sono stati abbastanza, crediamo, significativi. Quando i propri voti possono essere determinanti per fermare provvedimenti scorretti e pericolosi non si fa nulla, quando invece i propri voti non sono determinanti allora si può tranquillamente fare i “duri” e conquistare la fiducia di quanti ancora non hanno compreso che i due schieramenti (non solo PDL e PD, ma complessivamente i due schieramenti) sono in realtà complementari. Esempi? Quanti se ne vuole. Vediamone alcuni.

– Istituzione della Commissione Antimafia nella passata legislatura. Nel voto parlamentare per impedire che condannati eletti potessero entrare a far parte nella Commissione d’inchiesta, l’Italia dei Valori (tranne un solo parlamentare) ha votato con i “nemici” per permettere anche ai condannati di entrare (come poi è stato) nella Commissione Antimafia.

– Istituzione della Commissione d’Inchiesta sul G8 nella passata legislatura. Una Commissione che, alla luce del lavoro svolto dalla magistratura, accertasse anche la responsabilità politica della gestione delle “giornate” di Genova, come ad esempio: perché mentre il Prefetto dormiva nei suoi appartamenti per tutta la durata delle mobilitazioni anti-G8, l’allora Vice-Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, era in Questura, mentre il suo “colonnello” Bornacin era al Comando regionale dei Carabinieri? Od anche per capire quali siano state le responsabilità dei comandi assegnati ai reparti anti-sommossa durante le manifestazioni; capire quali responsabilità vi sono state nella gestione del Ministro degli Interni e delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella dislocazione dei reparti (chi conosceva Genova nella “Zona Rossa” e chi non conosceva la città lungo le strade delle manifestazioni con conseguente disorientamento totale). Non quindi una sovrapposizione alla Magistratura, bensì l’esatto opposto: non delegare alla magistratura il compito della politica! Di Pietro e l’IdV si sono schierati contro la Commissione ed hanno votato insieme a Fini e Scajola!

– Grandi Opere e TAV. Antonio Di Pietro, in qualità di Ministro dei Lavori Pubblici, dopo aver promosso tutti gli uomini della gestione Lunardi, ha deciso di sconfessare il Consiglio di Stato! Infatti l’organo giudiziario aveva dichiarato che i progetti, gli incarichi ed i costi delle opere assegnate dal Ministro Lunardi durante il Governo Berlusconi, potevano essere rescissi, per procedere ad una rivalutazione ed assegnazione con una gara d’appalto europea, garantendo anche costi inferiori. Di Pietro invece ha scelto di confermare i progetti, gli incarichi e gli elevati costi che Lunardi aveva fatto su tutte le Grandi Opere e sulla Tav, in piena linea con il voto parlamentare espresso a favore del Ponte sullo Stretto.

La disinformazione è anche questo: far credere, ciascuno ai propri, che lo scontro si fa duro, quando invece, è il banco che vince sempre, perché al banco sono seduti tutti… a perdere sono solo i cittadini, ma finché i cittadini non si svegliano – o per meglio dire: non vogliono svegliarsi – nulla potrà cambiare!

Per leggere lo speciale su Di Pietro e l’Idv pubblicato su questo blogiornale clicca QUI poi QUI ancora QUI, poi QUI e infine QUI.  Per l’editoriale di Gabriele Mastellarini su SuperTonino il link e’ questo QUI

Scomparsa di Gianni Masciarelli. Le condoglianze dei lettori

Thursday, 7 August 2008
Pubblicato nella categoria BEVI&MANGIA

Grazie Gianni per avermi dato la possibilità di condividere il tuo sogno… Ti prometto il mio impegno a tenerlo vivo, a cercare sempre il massimo!
Antonella

Ho avuto la fortuna di conoscere Gianni il 19 maggio del 2007 nella sua splendida azienda.Rimane il ricordo di una giornata indimenticabile con una persona dal carattere forte e sincero ma con l’umanità che traspariva da ogni sua parola e in ogni suo gesto. ci mancherai ma quando berremo il tuo vino tu ci sarai!ciao Gianni.
Luciano

Anche la mia azienda fa parte della fondazione symbola unica realta’ produttiva del Molise aderente a questa eccezionale idea del fondatore Gianni Masciarelli. Da parte mia e della mia famiglia un pensiero di ringraziamento con l’unico rammarico di non avere potuto godere della conoscenza personale di questo grande figlio delle nostre terre dalla comune identita’ culturale. Restera’ per sempre in questa storia e ci continuera’ a indirizzare. Condoglianze alla famiglia
Franco Di Nucci e la sua famiglia

Ti guardavo sempre con un po’ di soggezione, ma l’ultima immagine che ho di te è mentre tieni in braccio il piccolo Riccardo….quella dolcezza del tuo sguardo lo serberò sempre nella mia memoria.
Marilisa

Le nostre piu sentite condoglianze alla famiglia. L’abruzzo ha perso un’altro monumento del vino. Addio Gianni
Benito

Un forte abbraccio a un valoroso abruzzese. grazie per quanto hai contribuito a far conoscere la nostra regione nel mondo enogastronomico italiano e estero. Sarai per sempre nei nostri cuori.
Gianna

Non ci sono tante parole… c’è solo un enorme tristezza!!!
Ciao Gianni
Lina

Clicca e leggi lo speciale sulla morte di Gianni Masciarelli

CULTUR@. Il cacciatore di rarità

Thursday, 7 August 2008
Pubblicato nella categoria CULTUR@


di Nicoletta Salata

Blair Hedges, biologo ricercatore del Pennsylvania State University, è lo scopritore del più piccolo serpente al mondo il cui ritrovamento, risalente al 2006 e avvenuto in una foresta orientale dell’isola caraibica di Barbados, viene reso noto in questi giorni dopo che la notizia è stata pubblicata dal giornale Zootaxa.
Appartenente alla specie Leptotyphlops carlae questo serpentello non raggiunge i 10 cm. di lunghezza, è di colore grigio-marrone scuro e ha due striscie gialle sul dorso, non è velenoso, mangia termiti e larve ed è stato trovato (in duplice copia, due esemplari di femmina) sotto un sasso.

Per quanto riguarda la grossezza viene universalmente paragonato ad uno “spaghetto” e questo onora e rende più partecipi della scoperta noi italiani che insieme ai cinesi ci contendiamo l’invenzione del suddetto formato pasta, che nelle sue varianti prevede infatti anche il “vermicelli”.
(La leggenda vuole infatti che sia stato Marco Polo ad introdurlo dal suo rientro dalla Cina nel 1295, ma una testimonianza di un secolo prima da parte del geografo e viaggiatore arabo Idrisi, stabilitosi nel 1145 in Sicilia, che scrive “vermicelli prodotti nel villaggio di Travia “induce a ritenere che già a Palermo lo spaghetto si gustasse!).

Tornando allo scienziato acchiappa guinness, ricordiamo che, essendo di fatto una sua specialità il ritrovamento di minuscoli esemplari, nel 1996 scoprì a Cuba la più piccola rana vivente, tale “Eleutherodactylus iberia” di 9,8 mm. e nel 2001 la “Sphaerodactylus ariasae” (in onore di Yvonne Arias, pioniera della conservazione nella Repubblica Dominicana), una mini lucertola scovata appunto nell’isola caraibica di Santo Domingo, di 16 mm, bestioline che come si può notare vengono d’abitudine fotografate sopra minuscole monetine per darci la percezione della loro dimensione.

Egli è scopritore in totale di 72 specie tra anfibi e rettili, 5 farfalle e inventore del “print clock”.
“E’ un orologio speciale: senza quadrante, lancette o ingranaggi, ma con un “cuore” composto da macchine fotografiche ad alta risoluzione e formule matematiche. Il suo inventore, Blair Hedges, docente di biologia e grande esperto di libri, l’ ha creato per misurare con precisione i danni lasciati dal tempo sulle pagine dei testi antichi, e per datare i volumi che non contengono l’ indicazione dell’ anno in cui sono stati stampati: un autentico rompicapo, spesso, per gli studiosi e i collezionisti. In effetti sono numerosi i volumi, soprattutto del Cinquecento e del Seicento, che presentano questo «mistero», e alcuni portano anche firme piuttosto illustri, come quella di Shakespeare. Il metodo messo a punto dal biologo americano utilizza fotocamere digitali e scanner, per analizzare nei più fini dettagli le imperfezioni presenti sui caratteri e sulle illustrazioni dei libri antichi.

Questi testi venivano stampati usando matrici di legno o lastre di rame, molto costose all’ epoca, che i tipografi cercavano poi di riutilizzare il più possibile per le edizioni successive, anche a distanza di decenni. Con il passare del tempo, però, il legno tendeva a riempirsi di fessure e fori, perché subiva le aggressioni dei tarli e di altri parassiti, mentre le lastre di rame andavano incontro a un’ inevitabile corrosione, che i proprietari delle tipografie tentavano di cancellare, lisciandole e limandole.

Ebbene, Hedges ha dimostrato che questi danni sono in buona parte prevedibili e misurabili, e ha elaborato una serie di equazioni per collegarli al trascorrere del tempo. E’ però necessario avere un punto di partenza, cioè almeno una copia con una data certa: solo in questo caso, esaminando le imperfezioni presenti nella stampa e applicando le formule di Hedges, è possibile ricostruire gli anni in cui anche le altre edizioni sono state pubblicate, senza notizie precise. Hedges ha elaborato le sue equazioni esaminando 2.674 stampe prodotte nel Rinascimento. Lo studioso americano ha sperimentato il suo «orologio» su copie diverse di tre atlanti pubblicati fra il 1528 e il 1621: l’ «Isolario» di Benedetto Bordone, «L’ isole più famose del mondo», di Tommaso Porcacchi, e «Geographiae Universae», di Giovanni Antonio Magini. Ed è riuscito a datare una versione dell’ Isolario su cui gli esperti discutevano da due secoli. I dubbi, in verità, non mancano. «La datazione di un oggetto antico, libro o altro, deve poggiare su molte e diverse analisi – dice Angela Nuovo, professore associato di biblioteconomia all’ Università di Udine. – Già in altre occasioni si è cercato, con metodi tratti dall’ osservazione matematica, fisica o chimica, di fare a meno della storia, dell’ archeologia, o della bibliologia… Ma non credo che si possa nutrire un’ assoluta fiducia in questi nuovi metodi»”.(Corriere della Sera -12 dicembre 2006)
Per saperne di più e vedere la foto dell’eclettico biologo (non su monetina!) vai su:

http://evo.bio.psu.edu/hedgeslab/People/sbh.htm

CLAMOROSO! BERLUSCONI SALVA VISCO SUI REDDITI ON LINE

Wednesday, 6 August 2008
Pubblicato nella categoria EDITORIALI

di Gabriele Mastellarini

Con un emendamento dell’ultim’ora introdotto dalla Camera dei Deputati, viene sancita la sanatoria per la diffusione dei dati dei contribuenti avvenuta negli scorsi mesi ad opera dell’Agenzia delle Entrate.

Nel corso della conversione in legge del decreto 112/2008, manovra fiscale estiva, all’articolo 42 sull’accesso agli elenchi dei contribuenti e’ stato aggiunto un apposito comma che, nascondendo il vero fine, da’ il definitivo via libera all’operazione di diffusione dei dati che tante polemiche aveva suscitato. Un po’ come quei contratti scritti in minuscolo, dove nessuno ci capisce nulla ma qualcuno se ne avvantaggia.

Ma andiamo con ordine. Il sito dagospia.com pubblica la seguente lettera.

Caro Dago, ennesima legge “ad personam” approvata dal Parlamento. Tuttavia stavolta non è una “salva premier” che farà gridare allo scandalo i dipietristi dell’Italia dei valori immobiliari e l’Unità, ma una “salva Visco” che entrerà in vigore nel silenzio generale della grande stampa.
Infatti nella manovra d’estate, nel prevedere che nel futuro le liste delle dichiarazioni dei redditi non saranno più esposte alla mercé della curiosità e dell’invidia di amici e vicini di casa, per quanto concerne il passato si prevede una sanatoria “tombale” per lo sputtanamento online (illegale, come ha stabilito il Garante) di Visco e Romano, l’ex strapagatissimo capo delle Entrate.

Cosi’ abbiamo ripreso l’ultima versione della norma ed ecco spuntare il codicillo inserito all’ultimo istante dai parlamentari. Leggete con attenzione:

1-bis. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, relativamente agli elenchi, anche già pubblicati, concernenti i periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2004, e comunque fino alla data di entrata in vigore del presente decreto, la consultazione degli elenchi previsti dagli articoli 66-bis, commi secondo e terzo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e 69, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, come da ultimo modificati dal comma 1 del presente articolo, può essere effettuata anche mediante l’utilizzo delle reti di comunicazione elettronica come definite dall’articolo 4, comma 2, lettera c), del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

In maniera piu’ esplicita: non si applicano le nuove disposizioni (che comportano il divieto di pubblicazione con qualsiasi “mezzo”) per gli elenchi dell’anno 2005 anche se diffusi attraverso la rete Internet.

Inciucio?

CASSAZIONE. Chi lavora saltuariamente non e' sempre un precario

Wednesday, 6 August 2008
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Non e’ precario il lavoratore che svolge attività in maniera occasionale e viene pagato con ritenuta d’acconto. Se è vincolato agli orari e alle direttive dell’azienda, puo’ equipararsi a un dipendente.

Lo ha stabilito la Suprema corte con la sentenza n. 21031 del 1 agosto 2008, disponibile su www.cassazione.net

E'SPORT! SCOOP. Minnucci, driver di Varenne, sospeso e mazziato. Chiedeva un risarcimento, ma sarà lui a pagare

Wednesday, 6 August 2008
Pubblicato nella categoria E'SPORT!

Giampaolo Minnucci, il famosissimo driver del cavallo dei sogni, Varenne, (entrambi nella foto) è stato sospeso per 15 giorni dall’Unire (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) ed è stato condannato a pagare ulteriori 1.500 euro di spese processuali.

A deciderlo è il Consiglio di Stato con la sentenza n. 3667 depositata nei giorni scorsi. “Il provvedimento in questione – si legge – inibisce al ricorrente al ricorrente lo svolgimento delle attività di guida a correre ed allenare su tutto il territorio nazionale, ed anche all’estero”, per un periodo di 15 giorni.

Minnucci chiedeva l’annullamento della squalifica e il risarcimento danni, ma il Consiglio di Stato ha respinto le sue tesi, condannandolo a pagare le spese processuali all’Unire di 1.500 euro più oneri accessori.

Di seguito la sentenza del Consiglio di Stato.

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
N.3802/08
Reg.Dec.
N. 3667 Reg.Ric.
ANNO 2008
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente
DECISIONE
sul regolamento di competenza n. 3667/2008 proposto dall’Unione Nazionale Incremento Razze Equine in persona del legale rappresentante in carica rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato presso i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi n. 12, è domiciliata;
contro
il sig. Giampaolo Minnucci rappresentato e difeso dall’avv. Renato Magaldi ed elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avv. Francesca Caldoro in Roma, via Baiamonti n. 10;
in ordine al giudizio
n. 1000/2008 pendente davanti al Tribunale Amministrativo per la Campania, sede di Napoli, Sez. III, proposto dal sig. Giampaolo Minnucci.
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio della parte intimata;
Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;
Visti gli atti tutti della causa;
Alla camera di consiglio del 27 maggio 2008 relatore il Consigliere Manfredo Atzeni. Udito l’avv. Magaldi;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
FATTO
Con ricorso al Tribunale Amministrativo per la Campania, sede di Napoli, il sig. Giampaolo Minnucci impugnava la decisione n. 719/A/T con la quale la Commissione di Disciplina d’Appello dell’Unione Nazionale Italiana Incremento Razze Equine (UNIRE), Area Trotto, in virtù del tradivo rinnovo della licenza per l’anno 2004 gli aveva comminato la sospensione dalle qualifiche di allenatore e guidatore per giorni quindici e la decisione della Commissione di Prima Istanza n. 172/07, confermata con il provvedimento d’appello, nonché la circolare UNIRE, Area Trotto, n. 30 in data 15/12/2003, chiedendo inoltre il risarcimento dei danni.
Con istanza di regolamento di competenza, notificata il 12 marzo 2008 e depositata il successivo 21/3, la difesa erariale ha eccepito la incompetenza del TAR adito adducendo che la competenza spetterebbe al TAR del Lazio, sede di Roma, essendo stati impugnati atti di organi centrali, aventi effetto in tutto il territorio nazionale.
Con ordinanza n. 318 del 18 aprile 2008 il Tribunale Amministrativo per la Campania, sede di Napoli, Sezione III, ha disposto la trasmissione dell’istanza di regolamento di competenza, con gli atti relativi, al Consiglio di Stato.
DIRITTO
Il regolamento di competenza in epigrafe è stato proposto tempestivamente, essendo stato notificato entro venti giorni dalla data nella quale il ricorso di primo grado doveva essere depositato, dopo la sua notifica, presso la Segreteria del Tribunale adito, a nulla rilevando la data dell’effettivo deposito, avvenuto prima della scadenza del termine di cui si tratta (in termini, C. di S., VI, 16 giugno 2006, n. 3548).
Il suddetto regolamento di competenza è, inoltre, fondato.
Il provvedimento impugnato è stato adottato da un’amministrazione centrale. La sua efficacia non è limitata territorialmente alla circoscrizione del Tribunale amministrativo regionale adito. Il provvedimento in questione, infatti, inibisce al ricorrente al ricorrente lo svolgimento delle attività di guida a correre ed allenare su tutto il territorio nazionale, ed anche all’estero.
Il ricorso per regolamento di competenza, pertanto, deve essere accolto e va affermata la competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, ai sensi dell’art. 3, commi 2 e 3, della l. 6 dicembre 1971, n. 1034.
Le spese del giudizio, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l’effetto, dichiara la competenza del Tribunale amministrativo per il Lazio, sede di Roma.
Condanna il sig. Giampaolo Minnucci al pagamento, in favore dell’UNIRE, di spese ed onorari del presente giudizio, che liquida in complessivi € 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre agli accessori di legge.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, il 27 maggio 2008 dal Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale – Sez.VI – nella Camera di Consiglio, con l’intervento dei Signori:
Claudio VARRONE Presidente
Carmine VOLPE Consigliere
Luciano BARRA CARACCIOLO Consigliere
Aldo SCOLA Consigliere
Manfredo ATZENI Consigliere Est.

Presidente
CLAUDIO VARRONE
Consigliere Segretario

MANFREDO ATZENI STEFANIA MARTINES

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 29/07/2008
(Art. 55, L.27/4/1982, n.186)
Il Direttore della Sezione

CONSIGLIO DI STATO
In Sede Giurisdizionale (Sezione Sesta)

Il panettone che nasce in carcere

Wednesday, 6 August 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, BEVI&MANGIA


di Tommaso Farina

Le cene galeotte di Volterra non sono l’unico esempio di intelligente lavoro svolto dai detenuti per non dimenticare il loro ruolo di esseri umani attivi e inseriti nel mondo. La cooperativa Giotto, attiva nel carcere di Padova, ha insegnato ai detenuti a sfornare golosissimi prodotti da pasticceria. La veneziana e il panettone li ho provati, sono leggeri, gustosi, eccezionali. Leggi il resto –> »

I guadagni di Travaglio e gli scodinzolii di Fede

Wednesday, 6 August 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Filippo Cusumano (*)

Ultimamente uno degli sport più diffusi tra i politici e i giornalisti di destra è diventato quello di puntare il dito contro i guadagni di Marco Travaglio o, recentemente, anche di Gianantonio Stella: scrivono quello che scrivono perchè hanno scoperto un nuovo filone d’oro..

Più documentano le malefatte dei politici e dei potenti più si arricchiscono, sostengono i loro detrattori. I due giornalisti sono talmente documentati che argomentare contro di loro opponendo dei fatti è molto difficile: più semplice attribuire loro un interesse personale. Devo dire che sentire questi discorsi mi fa sentire meglio.

Considero il massimo dell’offesa pensare di uno scrittore, di un giornalista o di un politico che si esprimano in un certo modo, non per esercitare la loro libertà di pensiero, ma per interesse economico. Attenzione però, perchè questo modo di ragionare o si applica a tutti o a nessuno. Applichiamolo a tutti.

Berlusconi, allora, diventa non il nuovo Aldo Moro,come oggi farnetica qualcuno, ma semplicemente colui che è sceso in campo per salvare se stesso dalla galera e le sue aziende dal fallimento (una volta lo ha pure confessato, ma adesso lo nega disperatamente: colui al quale lo ha confessato – Enzo Biagi – è morto)

Mario Giordano, Filippo Facci, Carlo Rossella, Maurizio Belpietro, Emilio Fede, Clemente Mimun, Vittorio Feltri, Renato Farina e molti altri ( alcuni di questi guadagnano più di Travaglio) sono scribacchini scodinzolanti che non esprimono il loro pensiero, ma quello del padrone che li paga.

Mi sento meglio.

Prima mi sentivo un po’ in colpa a pensarla così. Adesso che so che anche il “loro” modo di pensare è questo ( cioè che si può attribuire un interesse economico a chiunque esprima un pensiero) so di essere capito se non condiviso anche da “loro” quando giudico applicando questa regola i “loro” maestri di pensiero e di giornalismo.

(*) tratto da www.fainotizia.it/user/filcusum

(Nella foto, Emilio Fede)

Berlusconi sente l'odore dei soldi di Travaglio e Veltri

Wednesday, 6 August 2008
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AMARCORD. di Gabriele Mastellarini per “L’espresso”, rubrica Riservato, dell’11 gennaio 2007.

Risarcimenti per un totale di 15 milioni di euro richiesti dall’ex premier Silvio Berlusconi per i saggi “L’odore dei soldi” (foto in alto della copertina)  e “Le toghe rosse”, pubblicati nel 2001 e nel 2002.

I legali del Cavaliere hanno depositato presso la Corte d’Appello di Roma il ricorso per l’annullamento della sentenza di primo grado che aveva rigettato l’originaria querela, tornando a rivendicare un indennizzo per danni morali di 10 milioni nei confronti degli autori Elio Veltri e Marco Travaglio e della Editori Riuniti.

Va avanti anche la causa per altri 5 milioni contro lo stesso Veltri e la casa editrice Baldini Castoldi Dalai per “Le toghe rosse”. In questo caso, la Corte d’Appello di Milano ha accolto un’eccezione formulata da Berlusconi, ordinando la ripetizione del processo davanti a un’altra sezione del Tribunale.

Tornano le "cene galeotte" al carcere di Volterra

Wednesday, 6 August 2008
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Ritorna come ogni mese fino a dicembre (luglio escluso) il singolare e benefico appuntamento delle Cene Galeotte. Lo storico carcere di Volterra apre nuovamente le porte al pubblico per la terza cena che vedrà i detenuti vestire gli insoliti panni di chef, maitre e camerieri.

Ventisette i carcerati impegnati nell’organizzazione della serata e nella preparazione di un menu, questa volta realizzato con l’aiuto dello chef Luca Marin del noto ristorante fiorentino Il Santo Bevitore.

Dopo un piacevole aperitivo i partecipanti potranno degustare i piatti preparati dai detenuti e i vini serviti dai sommelier Fisar nel suggestivo cortile del carcere sotto le mura del Maschio di Volterra. Le tavole saranno impeccabilmente imbandite, solo le posate, per ovvie ragioni di sicurezza, saranno di plastica.

Promossa da Unicoop Firenze , l’evento, giunto alla terza edizione, è realizzato in collaborazione con il Ministero di Grazia e Giustizia , Fisar , Slow Food e la direzione della Casa di reclusione di Volterra . Il ricavato è integralmente devoluto alla campagna internazionale “ Il Cuore si scioglie ” (www.ilcuoresiscioglie.it ), che dal 2000 vede impegnata Unicoop Firenze, insieme al mondo del volontariato laico e cattolico, in progetti di solidarietà per realizzare scuole e centri di accoglienza, per garantire cure mediche, per creare opportunità di lavoro e per promuovere l’adozione e l’affidamento a distanza dei bambini in otto paesi del Sud del mondo: Brasile, Burkina Faso, Camerun, Filippine, India, Libano, Palestina e Perù.

L’incasso della cena del 27 giugno sarà donato al progetto Agata Smeralda per il Brasile
Il prezzo della cena è di 35 euro a persona, 100 i posti a serata e prenotazione obbligatoria.

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Per la cena del 27 giugno è previsto il seguente menu realizzato da Luca Marin del ristorante Il Santo Bevitore di Firenze in collaborazione con Silvana Vivoli della Gelateria Vivoli di Firenze :

Variazione di ghiacciati Toscani:
Gelato al miele di castagno con pecorino di Pienza
Sorbetto al fico con salame Toscano
Ghiacciato di melone con prosciutto del Casentino

Trittico marinato di mare:
Branzino all’olio di semi di pachino
Aringa alla mela verde e yogourth
Salmone e cetrioli su crema di burrata

Crema di cecina con gamberi dorati e anelli di calamari in guazzetto crudo

Tagliatelle di pasta fresca al coltello mantecate ai frutti di mare in cartoccio croccante su coulis di datterini e mentuccia

Trancio di tonno alla piastra su caponatina di verdure bagnate con crema di zafferano e limone

Granita di Mojito

Coscio di agnello alla lavanda spolpato con taccole e fagioli occhio di pernice

Toscano di cioccolato fondente con salsa al rhum e gelato al tabacco

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Calendario completo delle cene in programma:
18 aprile
Cena in favore di: Movimento Shalom – Burkina Faso
Chef: Marco Stabile del RISTORANTE ORA D’ARIA – FIRENZE
16 maggio
Cena in favore di: suore Francescane di S. Elisabetta – India
Chef: Benedetta Vitali del RISTORANTE ZIBIBBO – FIRENZE
27 giugno
Cena in favore di: Progetto Agata Smeralda – Brasile
Chef: Luca Marin del RISTORANTE SANTO BEVITORE – FIRENZE
8 agosto
Cena in favore di: ARCI – Libano
Chef: Fabrizio Innocenti del RISTORANTE GRAND HOTEL INCANTO – FIRENZE
19 settembre
Cena in favore di: Movimento dei Focolari – Camerun
Chef: Fabrizio Marino del RISTORANTE PEPE NERO DI SAN MINIATO (PI)
24 ottobre
Cena in favore di: Centri Missionari della Toscana Diocesi di Fiesole – Palestina
Chef: Matia Barciulli del RISTORANTE OSTERIA DI PASSIGNANO – TAVARNELLE VAL DI PESA (FI)
28 novembre
Cena in favore di: ARCI – Filippine
Chef: Gaetano Trovato del RISTORANTE ARNOLFO – COLLE VAL D’ELSA (PI)
19 dicembre
Cena in favore di: ARCI – Perù
Chef: Giuseppe della Rosa del RISTORANTE ORVM HOTEL WESTIN EXCELSIOR – FIRENZE

IL VIDEO DI PARIS HILTON IN COSTUME DA BAGNO CONTRO McCAIN. "HEY AMERICA, CI VEDIAMO ALLA CASA BIANCA"

Wednesday, 6 August 2008
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Hey America, sono Paris Hilton e sono una celebrità. Però, non provengo dai vecchi tempi e non prometto cambiamento come quell’altro tipo. Sono semplicemente hot
Voglio che l’America sappia, che sono assolutamente disponibile ad assumere il comando
Ci vediamo alla Casa Bianca. Oh, la ridipingerei di rosa – spero sia okay per voi, ragazzi.

I piani di Carlo Toto per l'Alitalia (tanti soldi e figlio vicepresidente)

Wednesday, 6 August 2008
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II conferimento dell’intera AirOne alla nuova Alitalia in cambio di denaro e di azioni della società che nascerà dalle ceneri della compagnia di bandiera. In aggiunta anche la vicepresidenza.

E’ lo schema, secondo quanto risulta a Radiocor, su cui Intesa SanPaolo sta trattando la partecipazione di Carlo Toto alla ristrutturazione di Alitalia. L’accordo, a quanto risulta, è abbastanza vicino. Un po’ perché il boom del petrolio rende inevitabili i matrimoni in cielo. Un po’ perché Toto ha la possibilità di mettere in sicurezza il suo investimento nel settore aereo.

L’unione con la nuova Alitalia gli consentirebbe di uscire con grande onore da un business che sta diventando sempre più complicato. Lo conferma l’alto numero di vettori che hanno chiuso le ali dall’inizio dell’anno. Il nodo è rappresentato dalla vantazione di Air One. La richiesta iniziale di Toto era di almeno 400 milioni. Attualmente però si sta trattando su valori intorno a 250-300 milioni.

Una parte della somma, non meno di 100 milioni verrà reinvestita in una partecipazione di Toto nella nuova Alitalia. Il resto servirà al costruttore di Chieti per dare ristoro alle casse del suo gruppo su cui pesa un debito di un miliardo. A un esponente di Air One toccherà la vicepresidenza.

Presumibilmente toccherà ad Alfonso, il più grande dei figli di Toto che già lavora in azienda. La compagnia inoltre, ha acceso dei finanziamenti per l’acquisizione di novanta aerei da medio raggio A320, di cui sedici sono già in flotta mentre gli altri saranno consegnati entro il 2013. (tratto da Liberomercato)

Leggi l’articolo di Gabriele Mastellarini per “Il Mondo” – Corriere della sera su Airone (clicca QUI direttamente dall’Archivio del Corriere della Sera) e l’articolo su questo Blogiornale sui debiti della compagnia di Carlo Toto (clicca QUI)

In arrivo le zone-Bengodi (niente tasse per tutti)

Wednesday, 6 August 2008
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di Gabriele Mastellarini

Comuni in bancarotta, quartieri da sempre degradati e continuamente sovvenzionati, cittadine del Sud che si dichiarano «in condizioni di particolare degrado economico» e tendono la mano per l’ennesimo finanziamento statale. Stavolta la manna in arrivo dal Governo centrale, ha un nome, anzi un acronimo: Zfu.

Sono le Zone franche urbane, un’idea dell’ex Ministro Pierluigi Bersani, copiata pari pari dalla Francia (dove si chiamano “Zones franches urbaines”, tanto per non farsi riconoscere) e ora ripresa dal Governo Berlusconi che ci ha messo i soldi.

Sul piatto cento milioni di euro da dividere tra pochissime zone dell’Italia meridionale dove, per cinque anni, non si pagheranno tasse né contributi. Candidati 70 quartieri di 66 comuni, ma solo in 18 riusciranno a spuntarla, accaparrandosi il titolo di Zona franca. Nessuna imposta sui redditi fino al 2012 e per gli anni a seguire «un’uscita graduale dal regime di esonero» (quindi meno tasse per tutti gli abitanti della zona prescelta). In questi quartieri “eletti” anche l’Irap (l’imposta regionale per le attività produttive inventata dall’ex Ministro Vincenzo Visco) sarà solo un brutto ricordo e fino al 2012, ogni impresa avrà un bonus fino a 300 mila euro. Non sarà dovuta nemmeno l’Ici ai Comuni per gli stabili posseduti e utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche. E, sempre fino al 2012, nelle 18 zone franche non dovranno essere versati neanche i contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti: a corrisponderli sarà direttamente lo Stato, con il placet dell’Unione Europea.

E ora sono tutti lì, ai nastri di partenza. Immancabile Taranto, il comune finito in dissesto con un “buco” enorme che ora chiede una piccola Zfu e, sembra, la otterrà. L’Abruzzo ha proposto Pescara, Chieti, Lanciano, Montesilvano e Vasto, ma solo uno dei cinque potrebbe farcela. Il Molise presenta i due capoluoghi, Campobasso e Termoli, solo uno sarà “eletto”. La Basilicata propone Matera, mentre la Campania ha messo in prima fila Torre Annunziata, Mondragone, Napoli-Est, San Giuseppe Vesuviano e Benevento. Seguono uno stuolo di comuni pugliesi, sardi e siciliani. La Puglia ha inviato al Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola una lista di 15 comuni, compresi i capoluoghi, Foggia, Lecce, Brindisi e, appunto, Taranto. Dalla Sicilia altre 12 realtà, con Catania e Messina in prima fila, mentre la Sardegna del Governatore Renato Soru ha indicato nove quartieri “a rischio” (spiccano Cagliari, Sassari, Oristano e Alghero). E il nord? Non è rappresentato, fatta eccezione per la candidatura di Torino-quartiere Mirafiori, destinata alla bocciatura e per le proposte toscane di Massa e Carrara. «I parametri avvantaggiano solo il sud», ha affermato l’assessore all’industria del Piemonte, Andrea Bairati, in una lettera al Ministero. E i piccoli comuni montani o i paesini della Bassa padana? Anche quelli restano fuori, perché c’è il limite minimo dei 25 mila residenti e serve anche un tasso di disoccupazione di almeno il 7,7% rispetto alla media nazionale.

Tutti requisiti che strizzano l’occhio al Mezzogiorno dove, gira che ti rigira, arrivano sempre incentivi dagli stanzoni del potere romano. Raffaele Lombardo, Presidente siciliano, già gongola: «La fiscalità di vantaggio resta una priorità» e l’assessore campano alle attività produttive, Andrea Cozzolino, ci mette il carico: «Con questa iniziativa possiamo risolvere specifiche esigenze e necessità che sono state evidenziate direttamente dai territori». Guarda anche al futuro? «Se la sperimentazione avrà i risultati sperati, sono convinto che replicheremo».

Stando ad alcune indiscrezioni, Campania, Sicilia e Puglia, prenderanno almeno tre Zfu a testa, mentre a Calabria e Sardegna ne spetteranno due e una ciascuno per Abruzzo, Basilicata e Molise. Restano in ballo altri quattro posti e potrebbe esserci spazio per il Lazio che ha avanzato sette candidature, compresi i capoluoghi Latina e Viterbo. La parola finale ai Ministri Scajola e Tremonti, ma c’è già chi incrocia le dita sperando, tra qualche giorno, di ritrovarsi nella zona-Bengodi.

(tratto da “Libero”)