Inchiesta/4. Di Pietro festa e fiera (100 mila euro al dì), la sede del parito (chez Tonino?) e le obbligazioni Sanpaolo

Wednesday, 6 August 2008
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Il partito dell’Italia dei Valori ha organizzato, dal 3 al 5 ottobre 2007, la seconda Festa Nazionale dell’Italia dei Valori che si è svolta a Vasto (CH) che ha comportato spese complessive per € 306.629,48.

“Tale importo è giustificato – si legge nel bilancio del partito di Antonio Di Pietro – oltre che dalle spese di allestimento della manifestazione nel suo complesso e dalle spese per una campagna di affissioni su tutto il territorio nazionale per pubblicizzare l’evento, anche dalle spese sostenute per assicurare l’ospitalità degli intervenuti ai dibattiti (esponenti della politica nazionale, delle associazioni di categoria e della società civile) e dei giornalisti inviati al seguito dell’evento, oltre che dall’organizzazione di due spettacoli musicali e dalla distribuzione di gadgets promozionali con il logo del Partito”.

L’Italia dei Valori ha anche cambiato sede: a Bergamo da Via Taramelli n. 28 a Via Locatelli n. 29. Ma questo indirizzo è lo stesso citato nell’inchiesta de “La Voce delle Voci”, ripresa da “Il Giornale”: “Spunta fuori un altro appartamento di Antonio Di Pietro. Il leader dell’Italia dei Valori l’ha acquistato il 16 marzo del 2006 a Bergamo. 178 metri quadrati di superficie catastale, 9 vani, il tutto per una cifra molto bassa: 261.661.000 euro. L’immobile si trova al terzo piano di via Locatelli 29, una delle arterie piu’ pregiate della “city” orobica. Abbiamo consultato un immobiliarista del posto e ci ha detto che un appartamento di quella grandezza, in quella zona, nel 2006 poteva essere tranquillamente venduto a non meno di 500.000 euro”.

L’Italia dei Valori ha in portafoglio: Obbligazioni Sanpaolo € 400.000; Fondi Gestielle BT Euro € 27.265; Fondi Bipitalia Liquidità € 18.924.

Per leggere lo speciale su Di Pietro e l’Idv pubblicato su questo blogiornale clicca QUI poi QUI ancora QUI, poi QUI e infine QUI.  Per l’editoriale di Gabriele Mastellarini su SuperTonino il link e’ questo QUI

Elio Veltri (gia' coautore con Travaglio): "Di Pietro razzola male"

Wednesday, 6 August 2008
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di Elio Veltri (coautore de L’Odore dei Soldi, scritto insieme a Marco Travaglio)

Nell’incontro del 2 Aprile a la Spezia, presenti Marco Travaglio ed io, alcuni dei partecipanti hanno chiesto informazioni su Di Pietro e sulle vicende di cui si parla da tempo sui giornali: immobiliari in Italia e all’estero, affitto al partito di due case di sua proprietà, gestione del finanziamento pubblico, direzione teocratica dell’IDV.

Travaglio ed io abbiamo dato valutazioni diverse (cosa nota), ma io ho raccontato un fatto che ho scoperto da poco tempo e che forse nemmeno Travaglio conosceva, tanto divertente ( si fa per dire) da ricordare la caduta di Mussolini ad opera del Gran Consiglio.

Il fatto è questo: accanto al partito Italia dei Valori, opera un’Associazione costituita davanti al notaio (e anche questo si sapeva) che ha caratteristiche e poteri unici almeno in Europa (e questa è la scoperta recente).

Infatti nello Statuto datato 2004 c’è scritto:

L’associazione è costituita da Antonio Di Pietro Presidente, da Silvana Mura Tesoriera e dall’avvocato Susanna Mazzoleni moglie di Di Pietro;

Nel consiglio dell’Associazione si può entrare solo con il consenso del Presidente davanti al notaio;
Il finanziamento pubblico che lo Stato da all’Italia dei Valori va all’Associazione e non al partito che si finanzia con i soldi degli iscritti;
La Presidenza del partito è del Presidente dell’associazione, cioè di Di Pietro a meno che egli nonvi rinunci;
La Tesoreria del partito è della tesoriera dell’associazione e cioè della Mura.
Quindi, Camera e Senato distribuiscono il finanziamento pubblico convinti di darlo al partito ma li danno ad un’Associazione privata impenetrabile.

Di Pietro rimane Presidente a vita del partito perché né gli iscritti né un eventuale congresso può sfiduciarlo e certo non lo faranno la moglie e la Mura. E anche Silvana Mura è nominata tesoriera a vita.

Come esempio della riforma della politica non è male ed è anche un caso più unico che raro. Ma che c’entra Mussolini? C’entra, perché se avesse fatto il Gran Consiglio con donna Rachele e la Petacci il 25 luglio non lo avrebbero mandato a casa e il Re non lo avrebbe fatto arrestare.

Tonino predica bene e razzola male. Gli piace tanto la democrazia. Ma quella degli altri. Però, in un paese come il nostro, è davvero una Bazzecola.

Ringrazio il lettore per la segnalazione.

Nella foto Tonino Di Pietro

I grandi giornali che non citano la fonte (se è on-line)

Wednesday, 6 August 2008
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da www.affaritaliani.it
I cosiddetti grandi giornali… affollati di piccoli giornalisti

Dal Corriere della Sera a Repubblica, dalla Stampa a Libero passando per Il Sole 24 Ore. Praticamente tutti i quotidiani cartacei di mercoledì riprendono con grande enfasi l’intervista rilasciata dal sindaco di Venezia ad Affaritaliani.it e in particolare il “non firmo” di Massimo Cacciari relativo all’iniziativa ‘Salva l’Italia!’ lanciata da Walter Veltroni.

Ampio spazio alle critiche, dure, alla gestione del Partito Democratico.
Peccato che ancora una volta i cosiddetti grandi giornali siano affollati di piccoli giornalisti. Nessuno, infatti, ha citato la fonte. Lo sbianchetto ha eliminato Affaritaliani.it e così la correttezza è finita sulla spiagge a prendere il sole anziché restare nelle redazioni. Unica eccezione, positiva, il Riformista: piccolo giornale ma grande giornalista…Antonio Polito, il direttore, che ha citato Affaritaliani.it riprendendo l’intervista a Cacciari. Grazie.

Ad Affari, lunedì è stata una giornata particolarmente intensa (per la serie, le notizie vanno cercate). Due interviste esclusive sull’Expo, a Ignazio La Russa e a Matteo Salvini, hanno messo in luce una lite intestina nella maggioranza. Una lunga confessione (esclusiva anche questa) di Silvia Ferretto, neoespulsa da An, ha dato uno squarcio della realtà interna al partito di Fini. Insomma, due filoni esplorati “alzando il culo”, come si dice a Oxford.

Cosa hanno fatto i giornali? Ci hanno seguiti sui due filoni. Per carità, nulla di male. Il problema è che c’è una sottile linea di decenza tra la “copiatura” e la “ripresa”. Una linea che il Corriere della Sera, primo quotidiano italiano, non ha oltrepassato, riprendendo l’intervista alla Ferretto citando la fonte. Un riconoscimento leale del lavoro dei colleghi. Anche Libero ha fatto altrettanto per La Russa: lo stile non è acqua. Per proseguire la lista dei virtuosi, il Riformista ha dedicato alla Ferretto un lungo articolo. Citando. Ben diverso il comportamento di Repubblica, dove evidentemente il pensiero del lettino in spiaggia, ha fatto prendere un colpo di sole. Così, Repubblica ha ritenuto tanto buono il commento della Ferretto da promuoverlo addirittura sul nazionale.

Grazie, cari colleghi. E voi, cosa pensate abbiano fatto dopo? Hanno cercato la Ferretto? Assolutamente no. Hanno copiato pari pari il pezzo di Affari. Ovviamente, si sono scordati di citare la fonte. Idem sul Sole-24 Ore. Per la serie, ancora una volta (purtroppo), grandi giornali e piccoli giornalisti sotto il sole d’agosto.

SPECIALE SU DI PIETRO E IDV. Di nuovo su "Affari Italiani"

Wednesday, 6 August 2008
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“Affari Italiani”, il primo quotidiano on-line, cita di nuovo il bravo Gabriele per la sua analisi sulle spese in Web dell’IdV (ecco il link). Per leggere lo speciale su Di Pietro e l’Idv pubblicato su questo blogiornale clicca QUI poi QUI ancora QUI, poi QUI e infine QUI.  Per l’editoriale di Gabriele Mastellarini su SuperTonino il link e’ questo QUI

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Tutte le case di Tonino Di Pietro e l'Italia dei Valori immobiliari

Tuesday, 5 August 2008
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DI PIETRO IMMOBILIARE STORY

di Giulio Sansevero per la Voce delle Voci

Spunta fuori un altro appartamento di Antonio Di Pietro. Il leader dell’Italia dei Valori l’ha acquistato il 16 marzo del 2006 a Bergamo. 178 metri quadrati di superficie catastale, 9 vani, il tutto per una cifra molto bassa: 261.661.000 euro. L’immobile si trova al terzo piano di via Locatelli 29, una delle arterie piu’ pregiate della “city” orobica. Abbiamo consultato un immobiliarista del posto e ci ha detto che un appartamento di quella grandezza, in quella zona, nel 2006 poteva essere tranquillamente venduto a non meno di 500.000 euro.

Un vero affare dunque per l’ex pm di Mani Pulite. Come ha fatto a pagarlo cosi’ poco? L’ha acquistato dall’Inail, che, proprietario di tutto lo stabile, lo ha ceduto nell’ambito della cartolarizzazione del suo patrimonio immobiliare. La vendita e’ avvenuta il 10 novembre 2004 tramite un’asta con offerte segrete presso il notaio Giuseppina Santangelo. Il prezzo base era di 204.085 euro. A parteciparvi pero’ non era Di Pietro stesso, ma Claudio Belotti, il compagno di Silvana Mura, deputata e tesoriera, nonche’ socia dell’Associazione Italia dei Valori, la donna che insieme a Tonino controlla con pugno di ferro le finanze del partito. Belotti in un primo momento veniva escluso dal notaio e l’appartamento se lo aggiudicava per 245.000 euro la Bergamo House srl.

Il “signor Mura” pero’ non desisteva e presentava un primo ricorso al Tar, che lo respingeva e infine al Consiglio di Stato, che invece lo accoglieva. In giudizio nessuno dei soggetti interessati resisteva al Belotti, nemmeno l’aggiudicataria provvisoria. E siccome l’offerta targata Belotti era piu’ alta, l’appartamento veniva venduto definitivamente a lui. Quindi all’atto del rogito, Belotti, che aveva partecipato all’asta per persona da nominare, rivelava che questa persona era Antonio Di Pietro. L’ex pm pagava con 5 assegni non trasferibili della Banca Nazionale del Lavoro e diventava cosi’ proprietario dell’appartamento. Se si consulta l’elenco telefonico di Bergamo, ci si imbatte in due numeri (uno e’ un fax) intestati a Silvana Mura. Entrambi fanno riferimento alla stessa abitazione, sita proprio in via Antonio Locatelli 29. I due numeri, inoltre, sono gli stessi dell’ufficio di via Taramelli 28, ex sede storica della tesoriera nazionale dell’Italia dei Valori. La coincidenza fa pensare che ora la tesoreria sia stata trasferita nell’appartamento acquistato da Di Pietro.

Sarebbe interessante sapere se per caso la Mura sia semplicemente sua ospite (visto il notorio disinteresse per il denaro dell’ex magistrato) o se per caso l’appartamento in questione sia stato affittato all’Italia dei Valori, esattamente come accaduto per quelli di via Casati a Milano e di via Principe Eugenio a Roma, sempre di proprieta’ di Di Pietro. In ogni caso niente di illecito, naturalmente; ma se cosi’ fosse, sarebbe la conferma che nell’Italia dei Valori cariche e proprieta’ immobiliari, partito e parentele, sono come gli assegni: circolari. Per Di Pietro, peraltro, e’ stata una vera fortuna che tutto si sia concluso prima della formazione del governo Prodi, perche’ se fosse stato ministro, per effetto di norme interne dell’Inail, non avrebbe potuto aggiudicarsi l’appartamento.

Se ogni cosa, come sembra, e’ in regola, l’ex titolare delle Infrastrutture dovrebbe tuttavia spiegare alla pubblica opinione dove trovi tutti questi soldi per comprare un cosi’ cospicuo numero di appartamenti. Perche’ a questo punto cominciano ad essere davvero tanti. Soprattutto per uno che nel 2005 e nel 2006 ha dichiarato un imponibile rispettivamente di 175.000 e 183.000 euro.

Ma vediamo di ricapitolare il patrimonio immobiliare del leader dell’IdV. Fin quando e’ stato magistrato Di Pietro ha acquistato una villetta a Curno dove era andato a vivere con l’allora compagna Susanna Mazzoleni e poco dopo, esattamente nel 1994, un’altra villetta attigua, di otto vani, dove attualmente risiede quando si reca nella cittadina lombarda e dove in una stanza “bunker” conserva il suo archivio personale.

Quando nel 1995 diventa docente all’Universita’ di Castellanza, acquista a Busto Arsizio, con un mutuo e i proventi di alcune cause per diffamazione vinte, un grande appartamento di circa 300 metri quadri che trasforma in sede operativa del partito. La spesa e’ intorno ai 250 mila euro. L’80 per cento dell’importo viene coperto con un mutuo agevolato. Una parte di questo appartamento nel 2001 ha ospitato un gruppo di carabinieri inviati in servizio a Malpensa dopo l’11 settembre.

Poi nel 1999, appena eletto nel Parlamento Europeo, acquista a Bruxelles un bilocale di 80 metri quadrati. Prezzo ignoto. Lo shopping immobiliare continua e il 3 gennaio 2002 compra un appartamento in via Merulana, a Roma, quello dove vive quando si trova nella capitale. Altri otto vani, per un totale di 180 metri quadrati. Un quarto piano molto luminoso pagato intorno ai 650 mila euro grazie anche ad un mutuo di 400 mila euro acceso con la Bnl.

4 febbraio 2003. Di Pietro acquista a Montenero di Bisaccia, per suo figlio Cristiano, un attico di 173 metri quadrati. Sei vani e mezzo poi ampliati a otto e a 186 metri quadrati (piu’ 16 di garage) grazie al condono edilizio del 2003. La spesa sostenuta e’ all’incirca di 300 mila euro.
Meno di due mesi dopo, il 28 marzo, Di Pietro compra a Bergamo un quarto piano agli altri due figli, Anna e Toto. Sette vani e mezzo per un totale di 190 metri quadrati. L’appartamento e’ situato in un elegantissimo palazzetto liberty di via dei Partigiani, una delle strade piu’ belle del centro citta’.

Un giorno frenetico, quel 28 marzo. Presso lo studio del notaio Nosari, infatti, Susanna Mazzoleni, moglie di Di Pietro e madre dei tre ragazzi, acquista un appartamento di 48 metri quadrati, collocato anch’esso al quarto piano. La lista della spesa viene completata con due cantine e un garage, tutti in via dei Partigiani, tutti acquistati presso l’Immobiliare San Michele, rogitati lo stesso giorno e presso lo stesso notaio. Un esborso, dicono esperti immobiliaristi bergamaschi, intorno agli 800 mila euro. Chi ha pagato? Antonio Di Pietro o Susanna Mazzoleni?
Chi conosce Di Pietro sostiene che a pagare non puo’ che essere stato il leader dell’Italia dei Valori. Nel 2004, consigliato da un notaio, Di Pietro decide di intestare all’An.To.Cri. (la societa’ che prende il nome dalle iniziali dei suoi tre figli e che viene finanziata con prestiti personali del socio unico Di Pietro) l’appartamento che acquista a Milano in via Felice Casati: 9 vani per un totale di 190 metri quadrati. Il rogito avviene il 20 aprile. Il prezzo pagato e’ 620 mila euro. Poco dopo An.To.Cri acquista a Roma un appartamento di 10 vani (stessa superifice, i canonici 190 metri quadrati) in via Principe Eugenio, non distante da via Merulana, dove Di Pietro abita. La spesa sostenuta e’ intorno ai 900 mila euro. Di Pietro si accolla due mutui che accende presso la Bnl, 276 mila euro da rimborsare entro il 2015 per l’appartamento milanese, 385 mila per quello romano, da restituire entro il 2019. E com’e’ noto le rate dei mutui Di Pietro le ricavera’ (salvo poi ripensarci in seguito alle poche notizie comparse sull’affaire), dall’affitto versato all’An.To.Cri. dall’Italia dei Valori.

Siamo al 2005: il 23 dicembre Susanna Mazzoleni acquista un piccolo appartamento di due vani e mezzo nella centralissima via del Pradello e sempre lo stesso giorno diventa proprietaria di un ufficio di quattro vani e mezzo, 90 metri, ubicato nella medesima palazzina. Totale del valore tra i 400 e 500 mila euro. Ha pagato l’avvocato Mazzoleni che, come e’ noto a Bergamo, di fatto non esercita piu’ alcuna attivita’ forense? Nel 2006, come sappiamo, Di Pietro acquista l’appartamento di via Locatelli a Bergamo, mentre nel 2007 l’ex ministro avvia l’impegnativa ristrutturazione della masseria di famiglia a Montenero di Bisaccia.

La casa viene interamente demolita e ricostruita ex novo, con un considerevole ampliamento, giungendo ad un’estensione di circa 450 metri quadri, articolati in 12 vani e mezzo. La spesa per i lavori supera i 180 mila euro.

Nel corso degli anni Di Pietro, sempre nella natia Montenero, ha messo insieme 32 appezzamenti di terra, molti dei quali minuscoli, per un totale di 16 ettari di proprieta’. Alcuni di questi li ha ereditati dal padre e altri li ha riscattati dai familiari, difficile pero’ ricostruire quanto abbia speso. Nel 2008, infine, il leader dell’Italia dei Valori acquista per sua figlia Anna un altro appartamento a Milano, in piazza D’Ergano: 60 metri quadrati nel quartiere della Bovisa. Costo intorno ai 300 mila euro.

A fronte di queste spese, Di Pietro ha venduto l’ufficio di via Milano, a Busto Arsizio, 300 metri in un zona piuttosto depressa che insieme ai garage di pertinenza ha fruttato intorno ai 400 mila euro, una parte dei quali, almeno 100 mila, restituiti alla banca che aveva erogato il mutuo. Secondo quanto ha dichiarato al giudice romano Luciano Imperiali con questi soldi, non piu’ di 300 mila euro, avrebbe acquistato l’appartamento di via Felice Casati a Milano e quello di via Principe Eugenio a Roma, poi venduto nel corso del 2007.

Ma i conti non tornano. All’appello mancano tra i 400 e i 500 mila euro. E tutti i soldi per comprare gli altri appartamenti? Perche’ Di Pietro tra il 2002 e il 2008 ha sborsato oltre quattro milioni di euro per acquisire immobili, per se’ o per la famiglia. Incassando per vendite circa un milione di euro al netto dei mutui restituiti. A questo si aggiungano le spese sostenute per mantenere la moglie, i tre figli e i tre nipotini, tutti con un tenore di vita altissimo. A differenza di lui, Tonino, che da vero contadino spende poco sia per vestire che per mangiare e quello che risparmia lo investe tutto nel classico mattone.

LEGGI LO SPECIALE SU ANTONIO DI PIETRO SU QUESTO BLOGIORNALE: 1) IL SITO DELL’IDV INTESTATO ALLA MOGLIE, 2) I COSTI PER IL WEB DEL PARTITO, 3) I CONTRIBUTI INCASSATI DALLO STATO

BEVI&MANGIA. Anche in cartone il vino Doc: era proprio necessario?

Tuesday, 5 August 2008
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di Tommaso Farina

Cito dall’Agi:

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha autorizzato con decreto la possibilita’ di confezionare i vini a denominazione di origine controllata (DOC) in contenitori alternativi al vetro, in particolare nei cosiddetti “bag in box”. Da questa possibilita’ sono esclusi i vini DOC designabili con l’indicazione della sottozona, della menzione “riserva”, “superiore”, “vigna” e delle altre menzioni tradizionali. L’uso dei citati contenitori e’ vietato per tutti i vini DOCG.
Leggi il resto –> »

Inchiesta/3. I rimborsi elettorali di Tonino Di Pietro dell'Italia dei Valori

Tuesday, 5 August 2008
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Nel corso del 2007 l’Italia dei Valori-Lista Di Pietro ha percepito 3,7 milioni di contributi elettorali e ha crediti dallo Stato italiano per oltre 9 milioni. Vediamo il dettaglio:

Per le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale del Molise (5 e 6 novembre 2006), all’Italia dei Valori-Lista Di Pietro è stato attribuito dalla Camera dei Deputati il rimborso di € 145.467,70 per l’intero arco della legislatura regionale, di cui € 29.093,54 erogati nell’anno 2007.

Inoltre, nel corso dell’esercizio 2007 il Partito ha percepito i seguenti rimborsi elettorali:
– € 2.780.490,21 dalla Camera dei Deputati
– € 940.641,56 dal Senato della Repubblica quale seconda quota del rimborso per le elezioni per il rinnovo del Senato della Repubblica dell’anno 2006.
Il totale dei rimborsi elettorali percepiti nell’esercizio 2007 è pari a € 3.750.225,31.
Al 31 dicembre scorso, il partito vantava crediti per contributi elettorali per 9.062.541 euro.

Inchiesta/2. L'Idv ha speso mezzo milione per il sito web

Tuesday, 5 August 2008
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Dal bilancio dell’Italia dei Valori: “Nell’anno 2007 sono stati sostenuti investimenti per sviluppare la relazione e la comunicazione via Internet pari a € 469.173,36.

In continuità con il 2006 abbiamo sviluppato nuove iniziative attivate tramite il blog del Presidente del partito On.Antonio Di Pietro.

Tra le più importanti gli appuntamenti settimanali di relazione da parte del Ministro On. Antonio Di Pietro sulle attività del Consiglio dei Ministri, a cui si sono aggiunte, con l’utilizzo della tecnologia streaming, sperimentazioni di comunicazione in broadcasting.

Parte degli investimenti sono stati indirizzati principalmente verso due canali di comunicazione. Il primo canale è quello della rete virtuale di Second Life su cui il partito ha aperto, acquistando un’isola, un proprio spazio e dove il Presidente del Partito, On. Antonio Di Pietro, ha svolto due conferenze stampa virtuali.

Il secondo canale di investimento ha sviluppato e portato a compimento da ottobre il nuovo portale dell’Italia dei Valori-Lista Di Pietro on-line che ha contribuito a rafforzare la visibilità del Partito amplificandone i messaggi attraverso la Rete.

Come ho scritto sotto il portale dell’Idv è intestato alla moglie di Di Pietro Susanna Mazzoleni, come abbiamo scritto QUI.

Inchiesta/1: Il sito dell'Idv è della signora Di Pietro

Tuesday, 5 August 2008
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Sapete a nome di chi è registrato il sito web dell’Italia dei Valori (pagato con i soldi del partito)? Alla signora Susanna Mazzoleni, moglie di Antonio Di Pietro che a me non risulta avere nessun ruolo nel partito. Qui sotto gli estremi di registrazione del dominio www.italiadeivalori.it. La fonte è il registro ufficiale presso il Cnr.
Domain: italiadeivalori.it
Status: ACTIVE
Created: 2002-07-24 00:00:00
Expire Date: 2008-09-10
Last Update: 2008-03-14 13:58:11

Registrant
Name: Susanna Mazzoleni
ContactID: SM3637-ITNIC

Admin
Name: Susanna Mazzoleni
ContactID: SM3637-ITNIC

Tech
Name: ANTONIETTA DI PASQUA
ContactID: ADP789-ITNIC
Address: Via Bellini, 18
71036 – Lucera (FG)
IT
Phone: +39.0881520934
Fax: +39.0881520934
Email: contratti@itsnet.it
Created: 2007-12-12 07:48:49
Last Update: 2008-03-12 21:50:04

Registrar
Organization: ITSNET Provider s.r.l.
Name: ITSNET-MNT

Nameservers
moka.itsnet.it
dns2.itsnet.it

Il Financial Times: Italia dura con i criminali ma tenera con i corrotti

Tuesday, 5 August 2008
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di Sergio Fornasini

Ci risiamo, l’autorevole organo di informazione inglese torna a bacchettare l’operato del governo italiano.

Guy Dinmore, corrispondente da Roma del Financial Times, ci va giù critico già dal titolo dell’articolo: “L’Italia tiene duro sul crimine ma trascura la corruzione”. Attribuisce poi la recente vittoria elettorale di Berlusconi alla percezione dell’umore del nostro paese, più preoccupato per la sicurezza che per il benessere economico.

Prendendo spunto dalla notizia, ampiamente riportata dall’informazione internazionale, dello schieramento dell’esercito nelle strade con compiti di ordine pubblico, il Financial Times giudica con molto scetticismo la misura ed attribuendo lo stato di emergenza prevalentemente alla lotta contro gli immigrati clandestini, affermando anche che nel nostro paese è iniziato il censimento con la registrazione delle impronte digitali degli zingari e prevedendo molte espulsioni.

In un altro articolo del FT pubblicato ieri, l’onorevole Italo Bocchino del PdL avrebbe dichiarato che i 3.000 soldati previsti in questa prima fase potrebbero diventare 30.000 in futuro (link).

Secondo l’autore “gli studi di Unione Europea e delle Nazioni Unite indicano che i tassi di criminalità dell’Italia sono sotto la media europea” e di conseguenza “I Romani potrebbero essere sorpresi di trovare che sono più sicuri dei residenti di Londra, di Copenhaghen o di Amsterdam. Ma, come ogni politico sa, è la percezione che conta”.

Passando poi ai primi atti del governo in carica, Dinmore sottolinea come “i due atti più considerevoli dei primi mesi del governo Berlusconi in carica sono stati di approvare una legge che dà al primo ministro e alle altre tre cariche più alte dello Stato l’immunità e di sciogliere l’ufficio dell’alto commissario contro la corruzione. Il sig. Berlusconi, temporaneamente liberato da una prova di corruzione, dichiarata che “infine i magistrati possono più perseguitarmi ed io posso passare sabati a lavorare alla politica invece di conversare con i miei avvocati”.

Per motivare la soppressione dell’ufficio, il governo sostiene che si trattava di una piccola ed inefficiente realtà ed il suo lavoro sarà assorbito da altri ministeri. Sempre in tema di corruzione, un altro passo cita poi il caso della Calabria “probabilmente la regione più corrotta” ove è stato rimosso Salvatore Boemi, “il procuratore antimafia duro (e di sinistra)”. “Due delle sue indagini hanno riguardato senatori della coalizione di governo”.

L’articolo si conclude sempre in argomento, ricordando come anche lo schieramento di opposizione ha i suoi problemi con la corruzione: “Ciò non suggerisce che la corruzione sia solo dominio del centro destra. Due casi legali coinvolgono i capi dei governi regionali di sinistra nell’Abruzzo ed della Campania che sono accusati della corruzione nel settore sanitario e dei contratti sulla gestione dei rifiuti rispettivamente. Entrambi gli uomini negano gli addebiti. In questi casi il governo dice che la giustizia dovrebbe fare il suo corso”.

link al Financial Times

L'AGENDA QUOTIDIANA DI BERLUSCONI (CON GNOCCA TIME)

Tuesday, 5 August 2008
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Ecco l’agenda di una giornata tipo di Silvio Berlusconi (mercoledì 30 luglio)

VOLO IN ELICOTTERO In elicottero verso Civitavecchia all’inaugurazione della centrale Enel (impegno poi delegato al Ministro Claudio Scajola).

A PRANZO CON IL SEGRETARIO. Alle 13 incontro con il segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi.

COMPLEANNO DI COSSIGA. Colazione al Senato per gli 80 anni di Cossiga.

INCONTRO CON L’AVVOCATO. Appuntamento con il deputato-avvocato Niccolò Ghedini, forse per parlare della nuova legge sulle intercettazioni e del processo Mills.

CON IL GRAN CIAMBELLANO. Non può mancare uno scambio di idee con Gianni Letta.

TELEFONATA A BOSSI. Per rinsaldare l’alleanza è sempre necessario chiamare Umberto Bossi leader della Lega e Ministro del governo.

ORE 16 DA CESARE PREVITI. Come rinunciare all’incontro con l’avvocato-condannato ed espulso dal Parlamento? Appuntamento alle 16.

GNOCCA TIME. E per stemperare il clima ecco due incontri/telefonate con Evelina Manna e Antonella Troise, raccomandate da Berlusconi per delle fiction Rai. (Vedi anche QUI e QUI).

MAI DIRE RAI. Incontro con il consigliere della Rai Marco Staderini, in predicato di diventare Presidente. Determinante la sua posizione in cda sulla questione Saccà.

SERATA CON NUNZIA. Sull’agenda si legge «Di Girolamo», cognome che evoca il bigliettino inviato tempo fa alla deputata Nunzia De Girolamo e a una collega («…vi autorizzo ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!!»). Nunzia conferma l’incontro, “ma solo per parlare di lavoro”.

CANDELINE DELLA FIGLIA. La giornata si conclude con una nota familiare: «Sardegna per compleanno Barbara», la figlia.

MILAN E PRESIEDENTE N.1. In un appunto Berlusconi scrive del «Milan a. c. campione del mondo» e di se stesso: «Al presidente n˚1. Al presidente più vittorioso nella storia del calcio. N˚1 nella storia del calcio…».

CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMMENTO DI MARCO TRAVAGLIO SULL’AGENDA DI BERLUSCONI.

E'SPORT!. "Napoli fogna d'Italia" "Partenopei tubercolosi" "Ciao Colerosi". Striscioni offensivi Moratti deve risarcire tifoso del Napoli

Tuesday, 5 August 2008
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Che un club sia ritenuto responsabile anche delle offese e dei «danni esistenziali» arrecati dai propri tifosi ai sostenitori avversari sembra un caso destinato a fare giurisprudenza. Il match Inter-Napoli del 6 ottobre 2007, a quanto pare, non sarà ricordato soltanto per la doppietta di Cruz che sancì la vittoria dei nerazzurri spianando loro la strada per il terzo scudetto consecutivo: un giudice di pace del capoluogo partenopeo ha infatti condannato la società milanese a risarcire, per la somma di 1.500 euro più le spese legali, un privato cittadino «profondamente turbato» da striscioni e cori razzisti indirizzati alla tifoseria napoletana.

Al di là del risultato di 2-1 a favore dei nerazzurri, il tifoso napoletano lasciò il “Meazza” di San Siro indignato per gli striscioni denigratori, esposti nel secondo anello della curva nord occupata dagli ultra interisti: espressioni come «Napoli fogna d’Italia»; «Ciao Colerosi», «Partenopei tubercolosi» e «Infami».

Il sostenitore azzurro si è così rivolto all’avvocato Raffaele Di Monda, tra l’altro presidente dell’associazione «L’Ego di Napoli», che ha dato avvio a un’azione legale.  E il giudice di pace di Napoli, Renato Marzano, ha obbligato la società di Massimo Moratti a risarice il tifoso parneopeo.

(Tratto dal Sole24Ore)

Nella foto Massimo Moratti

L'italiano medio/3. "Perché non guardate il conto in banca di Travaglio? I libri più comprati e meno letti, ma fa molto "in"

Tuesday, 5 August 2008
Pubblicato nella categoria LETTERE, TRAVAGLIO'S

E basta!!!!invece di parlare di politica si deve sfrugugliare nel fango e nelle veline di questura o atti cosiddetti giudiziari!!

L’antiberlusconismo a Travaglio rende centinaia di migliaia di euro è un bel mestiere: dopo Eco sono i libri più comprati e meno letti; fa molto “in”.

Nessuno chiede conto ai De Benedetti, ai Prodi, ai Colannino, ai Geronzi, a Unicredit, ai Tanzi, ai De Mita, ai Tronchetti Provera, agli Agnelli della distruzione di un patrimonio industriale italiano che bene o male dava lavoro a migliaia di persone?

Piace attaccare il Berlusca perchè è uno che, anche con le amicizie politiche (si perchè De Benedetti non le ha?) ha costruito un impero economico che ha saputo mantenere nel tempo, diventando un leader politico, votato da una parte considervole di italiani (ah, scusate, quelli sono dei cretini) alla faccia di tanti politici di professione che al massimo hanno retto pochi mesi al governo (Rutelli, Veltroni, D’Alema, Prodi ecc).

I Tarvaglio, i Santoro, i Di Pietro, fanno parte del teatrino dei pupi, attenti al loro conto in banca che poi è quello che conta.

Franco (via email)

(Nella foto Marco Travaglio firma copie del suo ultimo libro)

Arresti Abruzzo. Del Turco "Solidarietà finta dai parlamentari"

Tuesday, 5 August 2008
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L’ormai ex Governatore abruzzese, Ottaviano Del Turco, se la prende con in parlamentari che – a suo dire – gli avrebbero dato pochissima solidarietà. Nonostante le lettere in carcere dove è detenuto (a Sulmona) siano arrivate copiose da tutti gli schieramenti, Del Turco si sarebbe lamentato e qualche suo amico ha ritenuto quei messaggi delle comunicazioni “di facciata”, stringate e inutili, “degli autentici pizzini”.

A evocare il paragone è stato il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera, Giuliano Cazzola, amico di Del Turco. Cazzola è stato anche in carcere a trovare l’ex Presidente abruzzese.

«Per Del Turco – ha detto Cazzola aprendo il suo intervento alla Camera sulla manovra economica – non vi è stata quella espressione di solidarietà collettiva che si è avuta in quest’Aula in altre occasioni. Anzi, i messaggi di solidarietà inviati a Del Turco sono stati sprezzantemente definiti da un altro collega, dei “pizzini”».

Commissario Montalbano: i costi della fiction di Zingaretti e Camilleri

Tuesday, 5 August 2008
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(tratto da “Libero”)

Questa volta il “caso Montalbano”, più che ad un giallo, assomiglia ad una “legai story”. Perché la polemica fra il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e il produttore Carlo Degli Esposti, titolare della Palomar (la società che produce i tv-movie tratti dei libri di Andrea Camilleri) e la Rai, oltre alle accuse e contro accuse, fa registrare una “fuga” di documenti riservati che escono dai cassetti di viale Mazzini.

Certo, il nodo della questione non è solo il rinnovo dell’accordo fra la Rai e la società Palomar, in base al quale la tv di Stato «acquisisce in esclusiva i diritti per trarre dalle opere di Camilleri», le sceneggiature per i tv movie, ma anche la sua congruità.  Ebbene, per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, si tratta di una spesa inutile.

 Stando alla documentazione di cui “Libero” è in possesso, la trattativa finita nel mirino di Gasparri vede una richiesta da parte della Palomar per il rinnovo dell’accordo – scaduto il 28 luglio scorso – di 2 milioni e 500 mila euro, contro gli 1 milione e 200 mila del precedente, ed un orientamento della Rai a concedere 1 milione e 600 mila euro per i prossimi cinque anni di esclusiva. Il precedente accordo quinquennale, stipulato il 29 luglio 2003, impegnava la Palomar a produrre nei 5 anni in oggetto quattro tv-movie da 100 minuti ciascuno.

In alternativa almeno due, tratti dai romanzi del ciclo del «Commissario Montalbano», ed un tv-movie o una miniserie, oppure almeno due tv-movie o miniserie, tratti dalle opere a carattere storico di Camilleri a fronte di un esborso da parte della Rai di 1 milione e 200 mila euro.

Per giustificare l’aumento della richiesta, la Palomar cita gli ottimi ascolti della serie su Montalbano, repliche comprese. Dato confermato anche dalla Rai.

(Nella foto Luca Zingaretti che interpreta Salvo Montalbano e Andrea Camilleri)