Cassazione: Reato usare software duplicati

Friday, 20 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SENTENZE

da Il Sole 24Ore di oggi

Anche il semplice «utilizzo» in azienda di software duplicati integra la violazione penale della legge sul diritto d’autore e non una semplice sanzione amministrativa.

Lo ha ribadito la Cassazione (terza sezione, sentenza n. 25104/2008, depositata il 19 giugno), dichiarando inammissibile il ricorso presentato da un professionista di Lecco.

L’imputato, trovato in possesso di versioni non originali di prodotti Adobe System incorporated e Symantec Corporation, aveva impugnato il patteggiamento sottoscritto davanti al Gup lariano nel giugno del 2007 (9.400 euro di multa, di cui 5400 in conversione di quattro mesi di reclusione), sostenendo che il giudice non aveva rilevato un’errata applicazione di legge: secondo la difesa, l’articolo 171-bis della legge 633/1941 colpirebbe «l’illecita riproduzione di software finalizzata al commercio», mentre il professionista lecchese si era limitato a utilizzarli nel suo studio. Pertanto, stando al ricorso, non era neppure sussistente il« dolo specifico», e la sentenza si sarebbe fondata su una sorta di responsabilità oggettivaper il titolare dello studio.

La Corte ha però respinto entrambe le argomentazioni, condannando il ricorrente anche al pagamento di 1.500 euro di spese processuali. Per la configura-bilità del reato dell’articolo 171bis, scrive l’estensore, è sufficiente «il fine di profitto» e non più quello «di lucro», essendosi così determinata «un’accezione più vasta che non richiede necessariamente una finalità direttamente patrimoniale e amplia quindi i confini della responsabilità dell’autore».

La detenzione e l’utilizzo di numerosi programmi software nello studio professionale, illecitamente riprodotti, «rende manifesta la sussistenza del reato contestato» sia sotto il profilo oggettivo sia sotto quello soggettivo.
A. Gai.

AMARCORD L'espresso. I costi delle sedi regionali a Bruxelles

Friday, 20 June 2008
Pubblicato nella categoria AMARCORD, SPRECHI E SPRECONI

di Gabriele Mastellarini per L’espresso del 12 novembre 2007

I fondi europei, a saperli intercettare, sono una bella torta. Sarà per questo che le regioni italiane non badano a spese pur di avere uffici propri a Bruxelles. E che uffici.

È costata 9 milioni 246 mila e 20 euro la nuova sede della Regione Piemonte a Bruxelles, in rue du Trone 62. Sei piani per un totale di 2.597 metri quadrati da destinare a sede unica di Euroregione Alpi-Mediterraneo, macro-area formata da Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e dalle francesi Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Rodano-Alpi. Un altro milione e 270 mila euro il Piemonte li ha investiti per spese notarili, traduzioni, oneri fiscali, mobili e connessioni telematiche. Nei giorni scorsi, la Regione ha rivenduto alcuni locali alla Provenza a 1,478 milioni di euro, mentre non si sono ancora fatte vive Valle d’Aosta e Liguria, che restano nei loro uffici.

I valdostani sono al civico 49 di rue de Treves: affitto e costi di gestione incidono per 285 mila euro l’anno. In rue de Luxembourg 15 c’è ‘Casa Liguria’: 800 metri quadri, pagati 1,350 milioni, con oneri annui di 283 mila euro. L’ultima ad insediarsi in locali nuovi di zecca è la Regione Veneto che da luglio è in avenue de Tervueren 67, pagando un milione e mezzo di euro più spese ulteriori per ristrutturazioni (1,629 milioni), arredi e impianti (262 mila), parcelle ai due architetti (180.600).

Al 62 di Avenue de Tervueren c’è ‘Casa Puglia’, acquistata a luglio 2006 a 2,1 milioni, più opere edili per 600 mila euro. In attesa della fine dei lavori, i pugliesi sono in affitto a rue de Luxemburg 3, dove occupano 150 metri quadri e un posto macchina. In rue de Pascale 45/47 ci sono le Province Autonome di Trento e Bolzano e la Provincia di Innsbruck che, in tre, hanno versato 2,323 milioni. Il Molise ha pagato 1,3 milioni gli uffici di rue de Toulose 47, mentre il Friuli Venezia Giulia è dal 2005 in rue du Commerce 49. L’immobile dei friulani è costato 2 milioni e mezzo, recuperati in parte attraverso i subaffitti di alcuni locali alla Regione dell’Istria e al Land della Corinzia, rispettivamente 8.619 e 41.460 euro l’anno. In Avenue Louise 210 c’è CasAbruzzo, pagata 1,4 milioni più 750 mila euro per i lavori di sistemazione dei tre piani di uffici, dépendance e giardino.

L’Abruzzo non versa più i 375 mila euro d’affitto per i locali Rond Point Schuman 14, dove sono rimaste Lazio, Marche, Toscana e Umbria. L’uscita degli abruzzesi ha convinto gli altri governatori a fare il grande passo e comprarsi un ‘angolino’ a Bruxelles. La Toscana ha preso 489 metri quadri al quinto piano, altrettanti al sesto, 456 metri quadri all’ottavo (in comproprietà), una terrazza, quattro posti auto esterni, dieci box coperti e quattro cantine. Costo complessivo: 12,776 milioni, versati nell’aprile 2005. I toscani hanno pagato anche per Umbria e Marche che, nei mesi successivi, hanno restituito 1,229 milioni ciascuno, versando in contanti altri 1,4 milioni a saldo delle compravendite. L’anno scorso, la Toscana è riuscita a chiudere un altro affare rivendendo alcune stanze alla Regione Lazio. La Calabria versa 172 mila euro l’anno per 489 metri quadrati, tre parcheggi e un archivio al terzo piano di piazza Broqueville.

La Campania ha inaugurato nel 2002 la propria sede che costa 333.700 euro l’anno, mentre la Lombardia nell’ultimo bilancio ha dichiarato 245 mila euro “per spese di rappresentanza del presidente, della delegazione di Roma e dell’ufficio di Bruxelles”. La Sicilia, dal 2002, corrisponde un canone di 120 mila euro per il quartier generale di 14 stanze a Place du Champ de Mars 5. L’unica regione non presente a Bruxelles è la Basilicata.
In certi casi è meglio distinguersi.
Aggiornamento giugno 2008: anche la Basilicata sta per sbarcare a Bruxelles con una sontuosa sede

De Bortoli a Repubblica: la smentita del direttore

Thursday, 19 June 2008
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(da dagospia.com) Oggi il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio de Bortoli, ha inviato una secca letterina a “Italia Oggi”per smentire – definitivamente – i boatos su un suo eventuale trasloco a Repubblica (roba vecchia di settimane). Chissà cosa c’è sotto a tanta ”attenzione” dei giornali del Gruppo Class a De Bortoli…

Per quel poco che conosco Ferruccio de Bortoli, persona veramente squisita (un autentico gentleman) e professionista di autentico spessore, non posso che accettare la sua lettera a “Italia Oggi”. Certo se arrivasse veramente a Repubblica, riuscirebbe in un record che nessuno nella storia del giornalismo italiano ha mai toccato: dirigere i primi due giornali nazionali e il primo quotidiano economico.
VAI DIRETTORE

Con stima
un umilissimo Gabriele Mastellarini

Attacco a Guzzanti: concordi Trillo e Farina jr: Senatore si sbaglia!

Thursday, 19 June 2008
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Riceviamo e pubblichiamo

Gabriele, non è che si pretenda da te anche una larga esperienza come hacker o cracker, però come programmatore mi sa che sei rimasto al BASIC, magari a quello del Commodore 64. In questo caso comunque io e te non siamo a livelli troppo distanti come compilatori di listati.

Diverso è il caso degli attacchi Denial of Service, che più volte hanno fatto notizia in quanto sotto i loro colpi siti molto blasonati se la sono vista brutta. È anche vero che in molti casi si è avuto il forte sospetto che ci fossero servizi di paesi stranieri dietro. Essendo necessario un numero considerevole di computer che nello stesso arco di tempo richiedono l’accesso ad un dato server, è assolutamente certo che quel tipo di attività abbia una premessa fondamentale: un’organizzazione a regia dell’attacco.

Talvolta l’attacco DoS è stato utilizzato invece da associazioni che volevano attuare una protesta contro qualcuno, come? Semplice, una volta raccolte le adesioni, tutti i partecipanti, consapevoli in questo caso, accedevano allo stesso sito ripetutamente e navigando all’impazzata al suo interno.

Se le adesioni erano sufficienti, l’attacco aveva successo ed il sito diventava o irraggiungibile del tutto o molto (ma molto) lento da navigare.

Nel caso specifico, mi piacerebbe parlare con i loro tecnici per sapere come hanno fatto a trovare “estremamente probabile” che un Paese, o una entità come un grande servizio segreto con potenti mezzi tecnici” abbia deciso di scatenarsi contro di loro. È proprio una curiosità a livello tecnico la mia, mi piacerebbe proprio vedere i logs dei loro server, devono essere illuminanti. Oppure hanno dei tecnici con grandi capacità come veggenti, io mi farei dare anche sei numeri da giocare.  (by Trillo)

Tommaso Farina (giornalista, figlio di Renato) Caro Paolo, un po’ di computer ne mastico. Anch’io ho appena subito un DoS (Distribuite denial of service), o perlomeno l’ha subito il mio server. Questi attacchi non sono mai diretti contro un singolo sito, ma contro grandi server che ospitano numerosi clienti.

Quindi non credo che sia un attacco ad personam contro di te. E’ una roba banalmente criminale, ma non diretta a Paologuzzanti.it, credo. Lo dico per tranquillizzarti.

Paolo Guzzanti: Caro Tommaso, io non voglio fare la vittima ma ripeto quel che mi hanno detto i tecnici. L’attacco è deliberato e non è frutto di macchinalità impazzita. E’ stato constatato che l’attacco ha lo scopo di colpire il mio blog che è il sito maggiore. L’attacco contro di me danneggia anche altri clienti e per questo hanno deciso di spostare il blog Rivoluzione Italiana su una macchina dedicata, non perché questo mi metta al riparo da nuovi attacchi, ma affinchè gli attacchi contro di me non danneggino gli altri. Mi è stato anche detto che la dimensione dell’attacco presuppone una grandiosità di mezzi che nessun privato può permettersi, motivo per cui hanno ipotizzato che si tratti di un attacco di Stato. L’attacco di ieri è scattato immediatamente dopo l’immissione del video.

Conclusioni di Gabriele Mastellarini: caro Trillo, so benissimo cos’è un troian (cavallo di Troia) e non sapevo cosa fosse un DoS, cosa ben diversa dal Dos che – comunque la si metta – è ancora alla base dei sistemi operativi in Windows. Comunque grazie per il tuo intervento, stai diventando una vera risorsa per il blog. Se continua così, tra qualche decennio ti contrattualizzo!

Carte Moro: Mi domando e dico

Thursday, 19 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, DOSSIER CASO MORO

Tra le altre cose (e siamo in attesa della pronuncia del Tar Lazio), nei giorni scorsi ho fatto regolare richiesta all’Archivio Storico del Senato di accedere alla lettera inviata il 28 agosto ’98 dall’allora Ministro dell’Interno, Giorgio Napolitano al presidente della Commissione Stragi, Giovanni Pellegrino. Richiesta estesa anche a tutto il materiale citato nella lettera.

Questa importante missiva contiene l’elenco di tutta una serie di documenti (i cosiddetti 100 faldoni del caso Moro, come li ha chiamati “Panorama” in un articolo apparso il 7 marzo con commenti del dottor Giovanni Pellegrino) che sarebbero (il condizionale è quanto mai d’obbligo) stati consegnati alla Commissione Stragi.

La lettera è regolarmente depositata presso l’Archivio del Senato e classificata con la dicitura “RISERVATO”. Classifica che, vista la nuova legge 124/2007, RISULTA AUTOMATICAMENTE DECADUTA DOPO 5 ANNI e quindi quella lettera dal 2003 è ACCESSIBILE A CHIUNQUE NE ABBIA INTERESSE.

Così il 6 giugno ho scritto la mia domanda all’Archivio del Senato, ma come vedete dall’allegato mi hanno risposto picche, perché “le classifiche di riservatezza apposte dagli enti originatori non sono state a tutt’oggi rimosse”.

Ora ho fatto ricorso (ancora una volta) alla Commissione d’accesso agli atti di Palazzo Chigi, mentre vedo che altri giornalisti hanno addirittura pubblicato la copertina di quella lettera sui loro blog.

Ma se questa lettera è ancora “Riservata”, come mi dice il Senato, perché (seppure solo in parte) è liberamente sul web?

Ricordo che diffondere materiale sul quale è apposta una classifica di riservatezza, significa violare il codice penale.

Clicca per vedere la lettera pervenuta dal Senato.

Attacco Dos a Guzz senior….

Thursday, 19 June 2008
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Il lettore Fabio mi fa notare che DoS (Denial of Service) è anche un attacco ai sistemi web, come confermato dallo stesso sito del Ministero della Difesa.

Noto però che un attacco di questo genere non mi sembra compatibile con le tesi dei tecnici guzzantiani.

Però la cosa mi interessa, magari domani pure io potrei esser vittima di un attacco Dos, perché ho parlato di Guzzanti.

(dal sito www.difesa.it) “La notizia di un attacco di tipo DOS effettuato contro un sito WEB molto conosciuto suscita sempre un grande clamore anche fra i non addetti ai lavori, in quanto dimostra come chiunque possa potenzialmente divenire vittima di tale attacco.

L’attacco DOS risulta difficile da prevenire e da distinguere dalla normale attività della rete, esistono comunque alcuni sintomi che ne potrebbero indicare la presenza.

Che cosa è un attacco Denial-of-Service (DoS) ?

Lo scopo di questo tipo di attacco è quello di rallentare o bloccare le attività di un server e di fare in modo da negare l’accesso alle informazioni ed ai servizi agli utenti legittimi. Un malintenzionato può essere in grado di impedirci ad esempio di aver accesso alla nostra casella di posta o ad alcuni siti WEB.

Il più comune degli attacchi appartenente a questo tipologia, prevede un “flood” (allagamento) della rete o della connessione a cui il computer vittima appartiene con disparate informazioni non richieste. In pratica viene sfruttatata una limitazione del sistema che può accettare solo un numero finito di richieste da parte degli utenti. Nel momento in cui un malintenzionato risulta in grado di lanciare in modo automatico un gran numero di interrogazioni verso un sito WEB esaurirendone così le risorse, questo avrà  come conseguenza il blocco delle funzionalità del sito stesso.

Come evitare di essere attaccati ?

Sfortunatamente, non ci sono rimedi sicuri per evitare di diventare vittima di questi attacchi, si possono però mettere in pratica determinati accorgimentii in modo da ridurre la probabilità di essere coinvolti in questi tipi di attacchi :Installare e mantenere aggiornato il proprio programma antivirus; Installare un personal firewall e configurarlo in modo di limitare il traffico in uscita ed in ingresso al solo traffico desiderato; Seguire le istruzioni di sicurezza per quanto riguarda la casella di posta. Ad esempio, applicando un filtro anti-Spam,  si potrebbe diminuire la quantità di posta indesiderata.

Le cassate di Guzz senior

Thursday, 19 June 2008
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Qui sotto vi riporto un passo (che ritengo davvero esilarante, ma è un mio parere) tratto dal blog di Paolo Guzzanti il quale sostiene di esser vittima di un tremendo ATTACCO DOS.

Da vecchio programmatore, ricordo che il Dos è il sistema operativo alla base del windows. E’ di fatto un programma software. E non ho MAI SENTITO PARLARE DI ATTACCHI DOS

In un altro passaggio il Guzz senior dice però che “i tecnici non si sbilanciano” ma, allo stesso tempo, sono certi che “si tratta di un Paese straniero” o forse di “un’entità grande come un servizio segreto”.

Se i servizi sono ridotti ai fantomatici “attacchi Dos”, siamo messi molto male. (gmast)

(E continuo a preferire Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti!)

Dal blog di Paolo Guzzanti

IL BLOG E’ SOTTO ATTACCO.

I TECNICI MI HANNO SPIEGATO CHE SI TRATTA DI UN PAESE STRANIERO CON UNA POTENZA DI GRAN LUNGA SUPERIORE ALLE CAPACITA’ DI UN PRIVATO.

GLI ATTACCANTI USANO IL “DOS” SATURANDO LE RISORSE DI RIVOLUZIONE ITALIANA.

IERI, APPENA PUBBLICATO IL DOCUMENTO DI LITVINENKO, QUESTA POTENZA HA PARALIZZATO IL BLOG E SEGUITA A FARLO QUANDO E COME VUOLE.

NOI RESISTEREMO CON LE UNGHIE E COI DENTI, ATTACCANDO A NOSTRA VOLTA CON LA VERITA’ PER RESISTERE AL SABOTAGGIO INFORMATICO…

vi prego tutti di vedere e ascoltare i tre video di Litvinenko. Il blog è stato paralizzato da un attacco DOS subito dopo aver caricato i filmati.

I tecnici non si sbilanciano ma “non escludono”, anzi trovano “estremamente probabile” che un paese, o una entità come un grnde servizio segreto con potenti mezzi tecnici, possa scatenare quasi ogni giorno un attacco con cui satura le nostre risorse

Intanto ho avuto conferrma che il nostro Blog è uno dei più importanti sotto ogni punto di vista in Italia e che in una sola notte, benché oscurato e bloccato, ha avuto poco meno di 4000 contatti.

Se alla nostra tenace e spavalda ostentazione della verità e dei suoi documenti questi reagiscono con attacchi tecnologici costosi, vuol dire che gli stiamo facendo male.

SMETTEREMO DI DIRE LA VERITA’ SUL LORO CONTO QUANDO LORO SMETTERANNO DI DIRE BUGIE SUL NOSTRO.

Paolo Guzzanti – Blog Rivoluzione Italiana

Pillole (di Daniele Luttazzi)

Thursday, 19 June 2008
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La discarica di Chiaiano perfetta per le carte del processo Mills.

Il matrimonio Briatore-Gregoraci spinge alla tregua Israele e Hamas.

Finita la carriera politica, Prodi messo a fare lo stallone.

Sindaco veneto: «Le Ss esprimevano solo il disagio di alcune fasce giovanili».

I timori di una stagflazione spingono molti a cercare sul vocabolario la parola “stagflazione”.

La Russa: «Incrementare l’arruolamento volontario con medaglie più scintillanti».

Copyright Daniele Luttazzi (Ultim’ora, il manifesto)

La democrazia e i suoi avversari

Thursday, 19 June 2008
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Sulla rivista “Lettera Internazionale” segnalo un interessante saggio del prof. Francesco M. Biscione, storico di vero spessore, già consulente delle commissioni stragi e Mitrokhin, nonché autore di ottimi saggi sul caso Moro e sul memoriale dello statista Dc ucciso dalle Brigate Rosse.

Biscione ha scritto anche “Il sommerso della Repubblica”, pubblicato qualche anno fa per Bollati Boringhieri.

Nel saggio “La democrazia e i suoi avversari”, Biscione espone i mali profondi e sommersi del nostro Paese, a partire dal 1861. Mali, forse corresponsabili dell’attuale situazione politica italiana e dell’ascesa al potere di Silvio Berlusconi. Questo il sommario completo della rivista che trovate in libreria. (www.letterainternazionale.it)

Sommario 96

Il nuovo mondo globale

Dove finisce l’Europa, Joschka Fischer

Dal capitalismo industriale al capitalismo finanziario, Giorgio Ruffolo

 

Le nostre radici  laiche

I roghi fumano ancora, Franco Ferrarotti

Liberiamoci dai Concordati, Federico Coen

Il baluardo laico della Costituzione, Gianni Ferrara

Il cosmo infinito di Giordano Bruno, Maria Mantello

Dal Rinascimento alla scienza moderna, Francesco De Martini

Gli orrori della Santa Inquisizione, Mario Alighiero Manacorda

Identità religiosa e cittadinanza costituzionale, Gian Enrico Rusconi

 

L’anomalia italiana

La democrazia italiana e i suoi avversari, Francesco M. Biscione

Fu colpa di Garibaldi?, Roberto Alajmo

 

La violenza e lo Stato

Il lato oscuro della modernità, Mark Mazower

I miei nemici, i miei maestri, Liao Yiwu

Mondo senza pace, Norman Manea

Resistenza, terrorismo, speranza, intervista ad André Malraux, di Jean Daniel

 

Primavera di Praga

C’era una volta Praga, Jakub Patočka

Il destino ceco, Milan Kundera

Le illusioni di Kundera, Václav Havel

Le illusioni di Havel, Milan Kundera

 

La Cuba di Fidel

Il regno di Alipio, Reinaldo Arenas

Vivere all’Avana, Juan Villoro 

 

Musica per i giovani

La musica nella formazione dei giovani, Luigi Berlinguer

La musica, una rivoluzione formativa, Simona Marchini

La musica e il viaggio, Ivanka Stoianova

Solo la musica potrà salvarci…, Elio Matassi

Il ritmo dell’esistere, Massimo Donà

 

I Libri

Recensioni a cura di Dario Gentili

 

 

 

 

 

Rivoluzione: de Bortoli a Repubblica, Giannini a L'espresso

Thursday, 19 June 2008
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da Italia Oggi

Dopo la notizia dell’incontro tra Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore e Carlo De Benedetti, presidente del gruppo l’Espresso, finalizzata alla nomina dell’attuale direttore del Sole 24 Ore a direttore di la Repubblica, Italia Oggi ha pubblicato la smentita del portavoce del gruppo l’Espresso. Però da vertici attendibili del giornale di Largo Focchetti, ItaliaOggi ha successivamente appreso ulteriori particolari dell’operazione relativa cambio di dirczione a la Repubblica.

Ferruccio De Bortoli, riferiscono questi ambienti che Italia Oggi ritiene attendibili, ha già chiesto, come condizione per la sua direzione di La Repubblica, alcuni interventi. In primis, l’azzeramento dei vicedirettori e il potenziamento di alcuni settori.

Non a caso il gruppo l’Espresso sta studiando le soluzioni e ha avviato alcuni interventi che vengono interpretati come preliminari per preparare l’ingresso di De Bortoli al vertice de la Repubblica.

I vicedirettori Gregorio Botta e Mauro Bene sarebbero infatti designati alla direzione di due giornali Finegil, mentre Massimo Giannini avrebbe la condirezione dell’espresso e un ruolo di editorialista a tutto campo.

De  Bortoli  ha chiesto anche un nuovo capo del politico e un potenziamento dell’area economica che anche Carlo De Benedetti vuole più spostata sulla finanza.

Il ridimensionamento di R2 e del Domenicale (che sono due iniziative editoriali largamente deludenti perché sono costose e hanno appesantito il giornale) è già, in parte, avviato, tanto è vero che è stata ridotta la foliazione, spariscono anche i Diari accorpati nella Cultura. Chiudono Viaggi e Salute, che resteranno su internet e avranno alcune pagine dedicate nel quotidiano (per Salute).

Critica e avrai la poltrona: Travaglio nel cda Rai?

Thursday, 19 June 2008
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da “Il Giornale” del 19 giugno p. 8

ATTENZIONE PERICOLO TRAVAGLIO

Antonio Di Pietro ha un’arma segreta in più per «convincere» Walter Veltroni e tutto il Pd a votare compatto la nomina di Leoluca Orlando a presidente della commissione di Vigilanza Hai.

La lethal weapon è Marco Travaglio. In caso di un siluramento dalemiano di Orlando, l’Italia dei Valori sarebbe pronta a «sponsorizzare» il giornalista come componente del nuovo consiglio di amministrazione di Viale Mazzini.

Il Pd, quindi, è avvisato: sulla candidatura dell’ex sindaco di Palermo non saranno tollerati scherzi oggi in commissione. Ma il messaggio è chiaro anche per il centrodestra: è meglio votare il portavoce Idv in Vigilanza o sorbirsi le censure di Travaglio sui compensi di conduttori e dirigenti?

AMARCORD L'espresso (scoop). Agcom, Garanti Bocciati

Thursday, 19 June 2008
Pubblicato nella categoria AMARCORD
Ecco cosa scrivevo (solo io!) su L’espresso di un paio di mesi fa
di Gabriele Mastellarini
Non riceveranno la richiesta buonuscita i sette membri dell’Authority per Comunicazioni. Tra essi, l’ex presidente Enzo Cheli, giudice costituzionale fino al 1996, Alfredo Meocci, già dg della Rai, dichiarato incompatibile e attualmente vice sindaco di Verona, Antonio Pilati ritenuto l’ispiratore della legge Gasparri, e Giuseppe Sangiorgi, indicato tra gli esperti del ministro Paolo Gentiloni.
Nei giorni scorsi il Tar Lazio ha bocciato la loro istanza finalizzata a ottenere il trattamento di fine rapporto, calcolato su ogni anno di nomina. Sembra che gli stessi ex commissari abbiano anche sollecitato gli uffici del Garante affinchè corrispondano loro gli arretrati sugli adeguamenti stipendiali, non percepiti quando erano in carica.   
Aggiornamento del 10 Giugno 2008

L’ex presidente Enzo Cheli e i suoi colleghi all’epoca esponenti dell’ufficio del Garante per le tlc (Alfredo Meocci, Mario Lari, Alessandro Luciano, Paola Manacorda, Vincenzo Monaci, Antonio Pilati, Giuseppe Sangiorgi e Silvio Traversa) hanno presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che, lo scorso gennaio, ha negato agli ex membri dell’Autorita’ il trattamento di fine rapporto. Lo apprende Radiocor.

Oggetto del contendere e’ il trattamento di fine rapporto relativo all’incarico svolto in qualita’ di commissari dell’Autorita’ per le Garanzie nelle comunicazioni, pari ad alcune decine di migliaia di euro per ciascuno degli ex componenti. La controversia era nata da una interpretazione discordante della norma sugli emolumenti dei componenti dell’ufficio. La norma in questione rinvia infatti al trattamento complessivo utilizzato per i giudici costituzionali. L’Autorita’ ha stabilito, l’11 ottobre del 2006, che ai propri componenti non spettano “i trattamenti di quiescenza e di previdenza”.
Secondo i ricorrenti, il Tfr doveva invece essere incluso nel trattamento economico. Da qui il ricorso che e’ stato rigettato dal Tar del Lazio. I giudici amministrativi, lo scorso gennaio, avevano ritenuto che “i componenti le Authority non sono dipendenti pubblici con un rapporto di lavoro peculiare. Il connotato dell’autonomia e dell’indipendenza, che caratterizza l’attivita’ svolta dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni rispetto all’organizzazione dello Stato apparato, porta ad escludere che i componenti di detto organo possano essere annoverati tra i dipendenti dello Stato. Essi sono, invece, funzionari onorari”.
Gli ex membri dell’ufficio del Garante sostengono invece, nel ricorso di 28 pagine presentato al Consiglio di Stato, che “l’incarico di componente delle Authorities si concreta nell’espletamento di un munus pubblico che sottintende una relazione di lavoro e di servizio la quale non si discosta da quella di qualsivoglia lavoratore dipendente, sia esso pubblico o privato; tanto piu’ se si considera che, ai fini fiscali, la percezione di simili indennita’ e’ equiparata agli emolumenti derivanti da lavoro dipendente”. I difensori degli ex componenti dell’Autorita’ sottolineano inoltre l’incostituzionalita’ dell'”ingiusta sperequazione tra situazioni corrispondenti”, relativa al diverso trattamento dei membri dell’Autorita’ garante per la concorrenza e il mercato rispetto e i componenti dell’Autorita’ per le tlc.

Cartatravaglio/4 "Giornalista copia e incolla" (by Filippo Facci)

Wednesday, 18 June 2008
Pubblicato nella categoria CARTATRAVAGLIO

Riceviamo e pubblichiamo da Filippo Facci (“Il Giornale” – “Il Riformista”)

Incredibile, i primi effetti della prossima legge sulle intercettazioni si fanno già sentire: Marco Travaglio ha copiato un virgolettato senza citare la fonte (e sin qui niente di pazzesco) ma per la prima volta nella storia l’ha fatto non dalle carte di un magistrato, ma di un avvocato. E’ la rivoluzione.
Ecco i due frammenti identici: il primo è in un Ansa del 15 giugno con dichiarazioni di Caterina Malavenda, uno dei maggiori esperti italiani sul diritto dell’informazione (e avvocato di Travaglio nella causa contro Mediaset/Confalonieri, ndr) ; il secondo, il giorno dopo, è estratto da “Ora d’Aria”, la rubrica di Marco Travaglio su l’Unità. (F.F.)

INTERCETTAZIONI. MALAVENDA: “DDL VIETA LA CRONACA GIUDIZIARIA”.

Ansa Palermo, 15 giugno 2008.  (…) «Chi scrive qualcosa facendo riferimento agli atti giudiziari sarà punito con l’arresto da uno a tre anni e con l’ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. «Le due pene, detentiva e pecuniaria – spiega Malavenda – non sono alternative, ma congiunte. Il che
significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dove è difficilissimo finire dentro (condizionale fino a due anni, pene alternative fino a tre), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione, non meno di nove mesi per volta, si superano i due anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l’accesso ai servizi sociali e non resta che la cella». (…)
«D’ora in poi – spiega l’avvocato Malavenda – le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché la violazione del segreto con  questo disegno di legge è stato fatto rientrare nella legge 231 sulla responsabilità
giuridica delle società editoriali. Significa che l’editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge». Dispaccio Ansa, 15 giugno 2008

Chi scrive qualcosa è punito con l¹arresto da 1 a 3 anni e con l¹ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene – detentiva e pecuniaria – non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov¹è difficilissimo finire dentro (condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per
volta), si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l¹accesso ai servizi sociali e non resta che la cella.
(…) D’ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché il “nuovo” reato vien fatto rientrare nella legge 231
sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che l¹editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge.
Marco Travaglio, “Ora d’aria”, “L¹Unità” del 16 giugno 2008.

Voci dal Forum su Gabriele Mastellarini (in www.marcotravaglio.it)

Wednesday, 18 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Salve a tutti.  Seguo Travaglio da un po’ e devo dire che, all’inizio, sono rimasto shockato dalla querelle Travaglio-Mastellarini. Alla fine leggendo il blog di quest’ultimo e le considerazioni su questo forum ho capito fondamentalmente che la diatriba tra i due è inutile. Come tutte le discussioni che ne scaturiscono. Però mette in luce una cosa che non mi piace di Travaglio: quando “offende satiricamente”. È lo stesso difetto che ravviso nelle esternazioni di Grillo e in quelle delle controparti “delle Libertà”.  La satira è una cosa, ma sminuire l’avversario con uno sfottò sminuisce automaticamente la critica ai fatti che Travaglio espone. Se Travaglio si attenesse all’esposizione giornalistica-critica oltre a risultare inattaccabile, secondo me, sarebbe anche più incisivo. OrlandoAdramelch

Cmq, al di là di tutto non capisco l’atteggiamento del gruppo Espresso. Se avvero hanno segato Mastellarini senza nessuna spiegazione (anzi, lasciando che dilagassero le illazioni sul presunto aut-aut di Travaglio) sono davvero un manipolo di stronzi e dementi.  Per quanto rampante, scorretto o arrivista, un collaboratore segato ha sempre diritto ad una spiegazione, ci mancherebbe. Così come il prestigioso collaboratore và salvaguardato da ogni minimo sospetto di essere l'”oscuro censore”. Arthemisia

Veramente la querelle non è Mastellarini-Travaglio,ma Mastellarini-resto del mondo. In merito alla satira, non sono d’acordo. Mi piace l’arroganza culturale. Altrimenti ti devi mettere allo stesso piano di tutti (ad esempio anche di quelli che sostengono la persecuzione giudiziaria di Berlusconi). Non è possibile e non basta una vita. Sono arrivato fino a qui facendomi un culo così, tu chi sei? Nessuno, mi attacchi e non sei nessuno? Non meriti nemmeno la mia considerazione. Già tanto un po’ di sarcasmo. Ad alcuni sarà antipatico,del resto, non si può essere simpatici a tutti. Frankie

 
 
 
 

 

 

 

Radio Capital, Linus ha fatto flop

Wednesday, 18 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Sergio Fornasini (alias Trillo)

Lo scorso anno a Radio Capital è arrivato “Linus” (Pasquale Di Molfetta all’anagrafe) ras di radio DJ altra emittente del gruppo L’espresso-Repubblica, ma storicamente ben diversa e leggera.

Visto che è chiaramente un genio, lo fanno anche consigliere di amministrazione della Elemedia. Praticamente un assegno in bianco con su scritto: fai quello che vuoi della radio.

E lui non si è fatto pregare, ha defenestrato Carlo Mancini, che quale direttore artistico aveva portato la radio a livelli eccellenti di ascolto. Ma non solo, ha sbattuto fuori anche Gegé Telesforo e Sergio Mancinelli, due grandi personaggi del mondo della musica.

Ha ridotto in un agolino una professionista seria e molto apprezzata dal pubblico come Isabella Eleodori (prima tutti i giorni in onda, ora solo il sabato e la domenica, e magari ha preteso anche un grazie).

Anche altre voci apprezzate hanno purtroppo dovuto lasciare la radio (tipo Nicoletta Simeone), sotituite da melensi conduttori (però anche figli/e d’arte, ma guarda che combinazione).

I risultati? Non si sono fatti certo attendere: dai dati Audiradio Radio Capital ha perso circa 198.000 ascoltatori fino al 2007, e nel 1° bimestre 2008 ha perso 580.000 ascoltatori.