Sgarbi – Mr. X ad Annozero – 1 maggio 2008

Saturday, 7 June 2008
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Comments Off on Sgarbi – Mr. X ad Annozero – 1 maggio 2008

SANTORO: Andiamo avanti, andiamo avanti  però sul tema…il tema è…ripeto: Grillo pone una questione. Al di là… 

SGARBI: Non pone questioni,  pone stronzate! 

SANTORO: Allora, senti Sgarbi, Grillo pone una questione.

SGARBI: Non la pone.

SANTORO: E la questione è: i cittadini per votare debbono essere correttamente informati…

SGARBI: E i cittadini sono molto più informati di lui.

SANTORO:…in Italia, lo sono, o i fatti scompaiono? Travaglio…

Mr X: Ma è chiaro che se…che se Grillo facesse questi discorsi in Finlandia, in Inghilterra…

SANTORO: Fermo restando che i giudizi personali son tutti di Grillo, non sono nostri….

SGARBI:  No no, tu che cosa pensi di Veronesi? Che ha ragione lui (Grillo – ndr) ? Dillo, dillo! …che Veronesi è un criminale…un uomo d’affari…

Mr X:…se avesse fatto questo discorso in una democrazia normale, evidentemente bisognerebbe internarlo, perché porrebbe un problema che nessuno sentirebbe. Se andasse negli stati Uniti a dire che non c’è pluralismo dell’informazione, si metterebbero a ridere, in Inghilterra si metterebbero a ridere, in Franc… Detto in Italia, evidentemente…eeehhh…forse è poco, quello che sta dicendo. Basta…

SGARBI: Ma cosa dici, “che è poco”? C’è una democrazia normale, in Italia! Non dire stronzate!

Mr X: Io vorrei finire la frase….

SGARBI: Ma non de…. non dici frasi, dici stronzate. Siamo in democrazia. C’è Santoro, ci sei tu, che diffamate continuamente….come non c’è democrazia?

SANTORO: …e però, se non ci fai parlare… Non siamo più in democrazia. Allora…

SGARBI: Non siamo più in democrazia!

SANTORO: Non sospendiamo la democrazia proprio stasera….

SGARBI: No, l’ha detto lui…

SANTORO: Dacci qualche puntata ancora, dai, Sgarbi!

SGARBI: La fate voi la puntata, con sta roba….che mandate in onda…

SANTORO: eehhh…(Mr. X)…ehi, sta roba…sta roba son 50.000 persone in piazza. Se li vogliamo mettere… (parole poco comprensibil, pare “se li vogliamo mettere nei fondi della memoria…”i –ndr)…

SGARBI: 50.000 persone in piazza ce l’ha anche Celentano, ce l’ha anche Michael Jakson…

SANTORO:….facciamo noi, non so, son 50.000 persone che vanno a sentire delle cose.

SGARBI: Vanno a sentire lo spettacolo di un idiota.

SANTORO: E’ uno spettacolo “idiota”….

SGARBI:  Si raccontano delle cose, divertenti….

SANTORO:…con 50.000 persone che si divertono…

SGARBI: Si divertono, giustamente, se parlano male di…se parlano male di te si divertono sicuramente, …c’è quel Santoro, con quei capelli tinti….si mettono a ridere.

SANTORO: …manco io non mi diverto….(Mr. X).

Mr X: Noi siamo il paese che ha scoperto che la Parmalat era cotta, tre o quattro anni dopo, che la Parmalat è cotta…perché? Non abbiamo analisti finanziari in grado di spiegare ai risparmiatori che non devono comprare i bond della Parmalat quando le banche, sapevano da anni.
Io ho visto una vecchietta un giorno ad uno spettacolo di Grillo, che lo ringraziava dicendo: “Ah, la ringrazio perché anni fa son venuta a vedere un suo spettacolo, e lei mi ha detto che la Parmalat era cotta, io ho ritirato tutti i soldi che avevo nei bond della parmalat, e mi sono salvata. Mia cugina, che non mi ha voluto credere, ha perso tutto.” E’ normale che uno debba apprendere da uno spettacolo di un comico che la Parmalat, eeehh, è morta?

SGARBI: Capita anche in America, capita anche in America, non sputtanare l’Italia! Anche in America crollano aziende su cui persone hanno investito.

SANTORO: …però vanno in galera, in America. In Italia no!

SGARBI: Non dire puttanate, Non disinformare, come fai sempre!

SANTORO: Quello dice Grillo.

SGARBI: Sta dicendo stronzate. Sulla Parmalat, se le inventa lui…

SANTORO: No, non sta dicendo stronzate…te lo posso dire, sta dicendo la verità.

SGARBI: Vale anche per l’America, non vale solo per l’Italia. Vale anche per l’Inghilterra.

SANTORO: In America sono puniti, questi reati. E i processi non durano 25 anni.

SGARBI: E anche in Italia sono puniti.

Mr X: Si, la pena massima è la Presidenza del Consiglio, in Italia.

SGARBI: Non dire stronzate. (in sala, applausi a Mr. X – ndr) Bravi, bravi… abbiamo stabilito che il presidente del Consiglio è una criminale, e che era giusto fare…questo è il tuo pubblico…

SANTORO: vai, vai, vai….…non divaghiamo…

SGARBI:…però poi vince la destra lo stesso…coi vostri applausi del cazzo.

SANTORO: Stiamo sul fatto…stiamo sul punto…stiamo sul punto.

SGARBI: Applaudite questa testa di… (Sgarbi tronca volontariamente la frase – ndr)…di niente.

SANTORO: Stiamo sul punto. (Tentativo di applauso dal pubblico – ndr) No no no no…fermi così. Andiamo avanti.

Mr X: Basterebbe prendere le cronache …

SANTORO: Qui si mantiene la calma. …. ‘ndiamo avanti.

SGARBI: No, abbiamo capito che il presidente del consiglio è un criminale, perché l’ha detto lui.Questa è la trasmissione di Veronesi che….

SANTORO: Guarda che mando dei pezzi di Grillo …di fila, eh?

SGARBI: E mandali, si, mandali, così arresteranno anche te.

Mr X: Basterebbe prendere le cronache finanziarie dove si parlava di Roul Gardini come di un genio della finanza, basterebbe prendere le cronache finanziarie che dipingevano Romiti come il salvatore della Fiat, mentre ci è voluto 5 o 6 anni di lacrime e sangue, degli operai naturalmente, per risollevarla da parte finalmente di un manager serio come Marchionne. Cioè, eehhh.. se non fossimo l’Italia, se non avessimo l’informazione in queste condizioni, se non avessimo i telegiornali in queste condizioni, se non fossimo il paese che dopo la cacciata di Enzo Biagi non ha visto i giornalisti…

SGARBI: Enzo Biagi ha scritto il libro su Romiti, lodando Romiti, e facendo stampa di disinformazione. Lodi Biagi, e critichi Romiti. Perché sei un bugiardo.

SANTORO: Ma non l’hanno cacciato per questo.

SGARBI: Sei un bugiardo, un falsario.

SANTORO: Quando l’ha scritto, non l’hanno cacciato.

Mr X: Enzo Biagi non ha mai…

SGARBI: E maguarda un po’, guarda un po’.Enzo Biagi è un santo e Romiti è uno stronzo. Perché l’ha detto il signor (Mr. X)

SANTORO: No…no…di santo ci son solo io qui. Andiamo avanti. Allora…

Mr X: Enzo Biagi non ha mai scritto libri su Romiti. Ne ha scritti tanti, su Romiti gli manca. In ogni caso..eehhh…se non fossimo il paese che siamo, se non fossimo…

SGARBI: 

Siamo un grande paese, con un pezzo di merda come te. Questo siamo.

 

SANTORO: Aahhhh Sgarbi dai, basta, basta. No, adesso basta. Basta…

SGARBI: Siamo un grande paese! Siamo un grande paese, con un diffamatore abituale.

SANTORO: Sgarbi…quando sei in difficoltà, tiri fuori queste cose….

SGARBI: Non sono affatto in diffic…, siete in difficoltà voi. Ma quale difficoltà ….dice solo delle puttanate!

SANTORO:E alloora..ascolta…siccome sei tanto bravo, sei tanto intelligente, rispondi con argomenti. Le offese non servono a niente.

SGARBI: Ma cosa c’entra l’intelligenza? Dice solo stronzate. Romiti è un incapace, quell’altro non…tutto così. Tutto così.

SANTORO: E va bene. Fai finire di parlare. Sgarbi….

SGARBI: De Benedetti com’è? Diciamo com’è De Benedetti. Dimmi com’è De Benedetti.

SANTORO: Allora, andiamo avanti.

Mr. X: Se non fosse, se non fossimo…

SGARBI: Se non fossimo il paese di merda che siamo….come dici tu, …se fossimo un paese civile, non ci sarebbe Sgarbi, giustamente.

Mr. X: Se non fossimo il paese che quando è stato cacciato Enzo Biagi con una raccomandata con ricevuta di…

SGARBI: Non è stato cacciato da nessuno. Gli hanno proposto di lavorare e lo hanno continuato  a pagare..

SANTORO: Va beè, ma è un’opinione…

SGARBI: Non è stato cacciato. Gli hanno chiesto di andare a un altro ramo. Hanno chiesto anche a me, e ci sono andato.

SANTORO: Sgarbi, Allora la nipotina, la nipotina di Sgarbi (sic –ndr) quell’anima santa…è convince…è convinta che è stato cacciato.

SGARBI: Non è stato cacciato affatto.
SANTORO: Berlusconi e te, siete convinti che non è stato cacciato.  
SGARBI: Non è stato affatto cacciato.
SANTORO: Ci sono due linee di pensiero…
SGARBI: Gli hanno proposto un’altra trasmissione, e non l’ha voluta fare …non è stato cacciato
SANTORO: Ci sono due linee di pensiero. Chi pensa che è stato cacciato, e chi pensa di no.
SGARBI: Le vostre sono due linee di pensiero, false. False. Fa…
SANTORO: E le tue son giuste.
SGARBI: E le mie sono vere.
SANTORO: E andiamo avanti. Chi se le vuole comprare, s’ accomodi. Andiamo avanti.
Mr. X: Se non fossimo il paese dove quando hanno cacciato Enzo Biagi…
SGARBI: Non hanno cacciato Enzo Biagi.
M. X:….con una raccomandata con ricevuta di ritorno…
SGARBI: Hanno arrestato Guareschi. Non hanno cacciato Enzo Biagi. Hanno arrestato un uomo che diceva la verità.
SANTORO: Sgarbi, allora Sgarbi, non vuoi fare andare avanti la trasmissione?
SGARBI: No, non voglio fare andare avanti questo che dice solo delle balle. Deve portare i documenti che è stato cacciato Biagi. Gli hanno proposto di andare su RAITRE e non ha accettato.
SANTORO: Allora, lui porta, lui porta i suoi argomenti e tu li ascolti.
SGARBI: Non ha argomenti. Dice bugie.
SANTORO: E tu li ascolti.
SGARBI: Non ascolto bugie. (parole incomprensibili – ndr) …fin troppo, qua.
SANTORO: Eehh…purtroppo siamo all’inizio di un nuovo governo e quando siamo all’inizio di un nuovo governo…c’è sempre…
Mr. X: E’ la casa delle libertà o il popolo delle libertà…
SANTORO: La casa delle libertà…
SGARBI: Ma non sfottere, che tu sei il popolo del nulla, questo sei tu.

SANTORO: Però il popolo del nulla, ti fa…
SGARBI:…ti fa ascoltare queste stronzate.
SANTORO:…girare i cosiddetti. Allora…bruci sul nulla!
Mr. X: Allora, diciamo…diciamo che è il popolo della libertà provvisoria, via, ecco, così…
SANTORO: Sembra… (frase incomprensibile – ndr) … quando parla.
SGARBI: Certo, tutti avanzi di galera. Però casualmente…Veronesi…
SANTORO: Senti, Vuoi dire una frase breve…però una fra…devo chiedere una cosa a Norma che mi mi…mi mi prude il cervello.
Mr. X: Volevo dire che se la nostra categoria avesse fatto un minuto di sciopero, quando è stato cacciato Enzo Biagi con raccomandata e ricevuta di ritorno…
SGARBI: Non è stato cacciato Enzo Biagi.
SANTORO: Non sarebbe stato cacciato? Questo volevi dire?
SGARBI: Non è stato cacciato Enzo Biagi. Gli hanno proposto di lavorare a raitre, e non ha accettato.
SANTORO: Non sarebbe stato cacciato?
SGARBI: Non è stato cacciato Enzo Biagi. Non è stato cacciato Enzo Biagi. Ecco.
SANTORO: Allora scusa…
SGARBI: Gli hanno proposto un programma diverso. A te forse no.
SANTORO: Vai, vai, vai, vai pure, lascia andare…
SGARBI: Andate a vedere, e vediamo com’è.
SANTORO: Va bene.
SGARBI: Va bene. Certo che è così.
SANTORO: Va bene…Certo che non è così.
SGARBI: Certo che è così.
SANTORO: Ma, ma… assolutamente no.
SGARBI: Hanno cacciato te, forse.
SANTORO: Assolutamente no. Però, volevo porre..
SGARBI: Ha rifiutato un programma delle 18,45 su RAITRE.
SANTORO: Sgarbi, adesso basta.
SGARBI: Dite delle bugie, siete dei bugiardi.
SANTORO: E vabbè, siamo dei bugiardi, non fa niente. Lasciamo….
SGARBI: Chi l’ha cacciato, Chi l’ha cacciato…
SANTORO: Voglio porre un problema adesso…
SGARBI: Chi l’ha cacciato? Chi l’ha cacciato? Berlusconi?
SANTORO: Scusa Sgarbi, Vorrei porre un problema più serio…
SGARBI: Non c’è un problema più serio, perché le bugie sono il problema più serio.
SANTORO: No, c’è un problema più serio…
 Mr. X: Ma non c’è la neurodeliri, in questo studio, che lo porta via? (applauso del pubblico – ndr)
SANTORO: ….Norma…
Ringrazio il lettore Enrix per avermi segnalato il suo blog con la trascrizione. E lo ringrazio anche per la solidarieta’ (gmast)

 

Mi scrive Marco Travaglio

Saturday, 7 June 2008
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Cito alcuni sms pervenuti ora sul mio cellulare da Marco Travaglio:

“Vai a studiare il diritto di critica nelle vere democrazie. E vergognati per quello che hai scritto, xxxxx che non sei altro. Mi discpiace una sola cosa: che il mio nome compaia sulla copertina di un tuo libro”.

Replico io: “Guarda che tu a me non hai mai scritto nulla” (infatti la prefazione è stata scritta da Tranfaglia)

Ancora Marco Travaglio: “Non hai niente da rettificare, perché io non ho mai scritto di te. L’articolo del tuo fan Facci mi ha fatto confodere con un giornalista autore di un libro sul maccartismo cui avevo fatto la prefazione. Meglio così. In compenso ho appena letto le cazzate sul tuo blog. Quelle sì diffmatorie. A mai più risentirci”.

I fatti vanno raccontati tutti, chi ne censura qualcuno è un disonesto che prima o poi viene smascherato. (Indro Montanelli, anche se non l’ho conosciuto di persona…)

MIA RETTIFICA AD ARTICOLO SUL GIORNALE DI OGGI

Saturday, 7 June 2008
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Al Direttore responsabile de “Il Giornale” Milano

Al dott. Marco Travaglio

c/o Red. “La Repubblica” – Torino

OGGETTO: RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE RETTIFICA AI SENSI DELLA LEGGE SULLA STAMPA

Giulianova, 7 giugno 2008

In rif. all’articolo apparso in data odierna su “Il Giornale” pp. 1-9

Innanzitutto prendo atto della mail ricevuta stamane dal sig. Filippo Facci e la riproduco: “Oggi (sabato) ho scritto un articolo sul Giornale dove prima ti nomino correttamente (Gabriele Mastellarini) e poi trasformo il tuo nome in Palombarini, poi ancora in Mastellarini, insomma faccio casino. E’ che, chissà perchè, mi tornava in mente continuamente il magistrato Paolo Palombarini. Sorry. Non è voluto, ovviamente: non avrebbe senso. Non sono mica Emilio Fede”.

Infatti il mio cognome non è Palombarini ma Mastellarini.

Con la presente vorrei però SMENTIRE CATEGORICAMENTE ALCUNI PASSAGGI DEL TESTO CHIEDENDO L’INTEGRALE PUBBLICAZIONE DI QUANTO SOTTO:

1) NON E’ VERO CHE MARCO TRAVAGLIO HA SCRITTO PREFAZIONI A UN MIO LIBRO TRE ANNI FA. IL SAGGIO IN QUESTIONE “ASSALTO ALLA STAMPA” (EDIZIONI DEDALO) E’ STATO SCRITTO CON LA PREFAZIONE DEL PROF. NICOLA TRANFAGLIA E LA COPERTINA E’ RIPORTATA SUL SITO WWW.GABRIELEMASTELLARINI.COM, CHE IL SIG. FACCI HA CONSULTATO IN MANIERA FIN TROPPO SUPERFICIALE E PRO DOMO SUA;

2) IN REALTA’ AVEVO CHIESTO UNA PREFAZIONE A MARCO TRAVAGLIO PER UN PROSSIMO LIBRO, MA QUESTI PROPRIO STAMANE IN UNA TELEFONATA AL VETRIOLO HA RITIRATO OGNI DISPONIBILITA’ IN TAL SENSO.

3) IL SIG. FACCI CERCA DI MISTIFICARE LE CARTE. NEL MIO BLOG PARLAVO CHIARAMENTE DI CONDANNA CIVILE E NON PENALE DI TRAVAGLIO SUL CASO MEDIASET-CONFALONIERI, COME PERALTRO DOCUMENTATO DALLO STESSO MARCO TRAVAGLIO SUL SITO WWW.MARCOTRAVAGLIO.IT.

4) NON CREDO CHE MARCO TRAVAGLIO SIA STATO CONDANNATO PENALMENTE ALLA STREGUA DI ALTRI POLITICI NE’ TANTOMENO L’HO SCRITTO, MA PARLAVO SOLO DI CAUSE CIVILI (ANCHE SE SI E’ PUR SEMPRE IN PRESENZA DI UNA CONDANNA COMMINATA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO);

5) RIGUARDO ALLA VICENDA TOSI MI RIMETTO A QUANTO GIA’ AMPIAMENTE SCRITTO.

CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE INTEGRALE AI SENSI DELLE VIGENTI LEGGI, SALUTO DISTINTAMENTE.

Gabriele Mastellarini

WWW.GABRIELEMASTELLARINI.COM

“Il Giornale” dell’8/6/2008 pubblica la mia lettera con questo corsivo firmato F.F. (Filippo Facci)

Egregio Mastellarini, si calmi. Io ho visto la copertina del suo libro, riportata in piccolo sul suo blog, e ho scambiato la dicitura «Prefazione di Nicola Tranfaglia» per «Prefazione di Marco Travaglio». Fine. La cosa è irrilevante perchè il mio articolo non parlava nè del libro nè della prefazione. Per il resto, io no ho mistificato assolutamente nulla e il mio articolo è chiarissimo. Unica cosa: non Le dispiacerà, visto che Lei ha ritenuto di dover pubblicare una mia mail privata, se di seguito riporto il testo degli sms che Marco Travaglio le ha scritto dopo aver letto il mio articolo, e che lei ha pubblicati sul suo blog. Da essi, ed è quantomeno divertente, si apprende che l’arrabbiatissimo Travaglio non le ha scritto in effetti nessuna prefazione ma è convinto di avergliela scritta: preciso come al solito. Cordialità (F.F.)

Il Giornale

L'articolo di Facci sul "Giornale" di oggi (che mi cita, seppur impropriamente)

Saturday, 7 June 2008
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In tv va in onda la fine del “travaglismo”

di Filippo Facci su “Il Giornale” del 7 giugno 2008

È finita anche la stagione di Annozero, e perdonerete se continuo a pensare che sia una trasmissione da preservare e al tempo stesso vergognosa. No, non sono le due facce di una stessa medaglia: che alcune puntate siano state interessanti e persino utili, indipendentemente dalle fazioni in campo, è qualcosa di palesemente o segretamente condiviso. Così pure il contrario: che alcune puntate siano state delle mere imboscate, con parterre imbarazzanti per squilibrio, con vacue e inutili piazze urlanti che atterrivano il livello della discussione, con la parola data o tolta secondo fazioso mestiere, beh, su questo c’è stata nondimeno una discreta convergenza.

La propensione al martirio e al vittimismo è direttamente nel dna di Michele Santoro, c’è poco da fare, e così pure alcune sue idee sul concetto di servizio pubblico e sul suo ruolo di conduttore nell’universo. In definitiva è solo colpa di Santoro se Marco Travaglio, alla fine, è diventato ed è restato la discriminante tra la decenza e l’indecenza di ogni singola puntata. Il fatto che per sistemare le cose basti dare il benservito a Travaglio, ne consegue, è qualcosa di palese e di inevitabile che ha un retrogusto ricattatorio: e sorry, è colpa di Santoro anche di questo.

In fondo Travaglio, terminata anche la sua stagione di soliloqui televisivi, alla fine fa quasi tenerezza. Quasi: perché sembrava, alla fine, uno di quei pugili cui hanno decretato il kappaò tecnico ma che non l’hanno capito, e menano fendenti patetici mentre l’arbitro lo riaccompagnava all’angolo dove l’allenatore, un salernitano coi riccioli, gli mormorava che resta il migliore. La lezione nozionistica impartitagli giovedì sera da Alfredo Mantovano (dopo che Travaglio aveva detto che «a Napoli il commissariato fa più o meno le stesse cose della camorra») è stata annichilente. Ma è stato tutto l’ultimo round stagionale a essere micidiale. Prima Giuseppe D’Avanzo di Repubblica, come ricorderete, se l’è cucinato spiegando che Travaglio e la sua famiglia erano andati in vacanza con un tizio poi condannato per favoreggiamento di un mafioso, già prestanome di Provenzano: e anche questo si è rivelato un «fatto». Poi, ad Annozero, Roberto Castelli ha smentito Travaglio in diretta, spiegandogli che lui, diversamente da come Travaglio aveva scritto in articoli e libri, non è mai stato condannato per nessun reato: sul suo capo pende solo una richiesta economica da parte della Corte dei Conti.

Sempre ad Annozero, inoltre, nella stessa puntata, Travaglio ha dovuto persino prendere delle lezioni di diritto elementare dal sindaco di Verona Flavio Tosi: il quale gli ha spiegato la mera differenza tra corruzione e finanziamento illecito dei partiti (si parlava di un reato commesso da Umberto Bossi 18 anni fa) e poi ha amabilmente ricordato che Travaglio in precedenza l’aveva definito «cavernicolo» e «troglodita» anche se le sue condanne per istigazione all’odio razziale, ricordate puntualmente da Travaglio, erano state cancellate con rinvio dalla Cassazione. Anche Tosi, insomma, come Castelli, era incensurato e però il documentato Travaglio non lo sapeva. Eppure, quindici giorni prima, l’aveva scritto proprio l’Espresso, settimanale cui Travaglio collabora: a essere preciso l’aveva scritto il suo collega Gabriele Mastellarini, cui Travaglio un paio d’anni fa ha scritto la prefazione di un libro. Ora, sul suo blog, l’ingrato Palombarini ha da dolersi: «Travaglio sul caso è disinformato», scrive, «Tosi non ha nessuna condanna sul groppone. Mi spiace che Travaglio non legga le pagine dell’Espresso, dove scrive tutte le settimane. Mi permetto di citare Indro Montanelli: “I fatti vanno raccontati tutti: chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato”». E questo è un uppercut: Montanelli citato contro Travaglio.

Sempre durante Annozero, poi, Travaglio si era difeso dall’accusa di essere un «pregiudicato» ammettendo d’esser stato condannato solo in sede civile. Ed è un classico schema di Travaglio: da un lato la precisione del maestrino, dall’altro, a proposito di se stesso o dei suoi amici, sciatteria e omissioni a non finire: «Travaglio dimentica la condanna del Tribunale di Torino a indennizzare Fedele Confalonieri e Mediaset per un totale di oltre trentamila euro», ha ricordato ancora Palombarini sul suo blog. Il quale ha precisato, oltretutto: «Travaglio sul suo sito offre stranamente una versione diversa della sentenza. Lui che è sempre molto preciso sulle condanne altrui, scrive che “dovrò pagare 10 mila euro più le spese al dottor Fedele Confalonieri”, mentre in realtà sono 12.000 e dimentica la pubblicazione dell’estratto sul Corriere della Sera, che ha un costo non indifferente. Travaglio non riporta anche la condanna a risarcire Mediaset spa per 14.000 euro, e soprattutto non dice che davanti al giudice ha definito la propria rubrica “di carattere satirico”».

E questa mancava: Travaglio fa satira. Lo sostiene lui. In una sua memoria difensiva datata 4 febbraio 2007, infatti, Travaglio ha scritto che la sua rubrica sull’Unità sarebbe stata appunto «di evidente contenuto satirico». Lui è un satiro. Un comico. E noi potremmo anche concordare, ma è il giudice che nel gennaio scorso l’ha condannato a risarcire Mediaset che non l’ha pensata così: «Non sono ravvisabili i caratteri della satira: questa infatti è una modalità di rappresentazione di fatti e/o persone che mira a suscitare ilarità del pubblico», e però «nella pubblicazione oggetto del procedimento tali caratteristiche non sono in alcun modo ravvisabili». Cioè: Travaglio non fa neanche ridere. L’ha detto un giudice. Per sentenza.

Redditi 2005: Vespa-Iannini seconda coppia d'Italia

Saturday, 7 June 2008
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Al primo posto nella classifica dei redditi 2005 c’è la coppia formata da Rosario Fiorello (3.637.437) e Susanna Biondo (6.808) con un totale di 3.644.345 euro. Al secondo posto ecco Bruno Vespa (2.856.998) e Augusta Iannini (235.967) con 3.092.965. Terzo posto per Claudio Amendola (1.862.286) e Francesca Neri (304.683) con la considerevole cifra di 2.166.969 euro.

Quarta posizione per una coppia inossidabile: Mike Bongiorno (1.298.909) e Daniela Zuccoli (69.372) accumulano un totale di 1.368.281 euro. Al quinto posto la coppia televisiva formata da Luca Giurato (339.962) e da Daniela Vergara (137.521) che totalizzano 477.483 euro.

Scendendo ancora troviamo al sesto posto Francesco Rutelli (132.500) e Barbara Palombelli (304.454) con un totale di 436.954 euro (questo è uno dei due casi in cui la moglie guadagna più del marito). Settimo posto per la coppia regina uscente di Roma, vale a dire Walter Veltroni (376.264) e Flavia Prisco (948) con un totale di 377.248 euro.

Ottava posizione per la coppia formata da Giuseppe “Pino” Insegno (157.312) e da Roberta Lanfranchi (89.002) con un totale di 246.314 euro. Al nono posto il neo sindaco di Roma Gianni Alemanno (188.055) e la moglie Isabella Rauti (57.709) con un totale di 245.764. All’ultimo posto di questa classifica vip dei redditi 2005 troviamo la coppia televisiva TG5- SkyTG24 formata da Salvatore “Salvo” Sottile (101.483) e da Sarah Eugenia Varetto (128.156) che hanno a disposizione la non disprezzabile cifra di 229.639 euro (e questo è il secondo caso in cui la moglie porta a casa più del marito).

Fonte: dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate e pubblicate dai vari giornali, anche su http://tpi-back.blogspot.com/2008/05/il-gioco-fiscale-delle-coppie.html

LE INTERCETTAZIONI VESPA-SOTTILE

Friday, 6 June 2008
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VESPA: E COME CONTRADDITORE?

SOTTILE: NON SO TU CHI C’HAI? FASSINO? CHI C’HAI?

VESPA: E NO, NON LO SO. UNO CHE PROPONEVAMO NOI SE LUI NON HA NIENTE IN CONTRARIO SAREBBE RUTELLI. NON GLI VA?

SOTTILE: NON LO SO, NON LO SO. ASPETTA UN ATTIMO

Senza privacy lo stipendio del Garante

Friday, 6 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SPRECHI E SPRECONI

Gabriele Mastellarini per “Il Mondo” in edicola, p. 109

 

Diventano trasparenti anche i compensi dell’Autorità Garante per la privacy, presieduta da Francesco Pizzetti, l’unica finora a non aver comunicato gli emolumenti percepiti.

Nei giorni scorsi sono state diffuse le cifre, in ottemperanza alle norme inserite nella Finanziaria per il 2007.

 

Francesco Pizzetti incassa 289.984 euro lordi annui, il vicepresidente Giuseppe Chiaravalloti e i componenti Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato prendono 193.323 euro.

Poi ci sono i consulenti. Al dottor Carlo Tixon, presidente del servizio di controllo interno, l’Authority versa 24.380 euro per il 2008, altri 16.200 euro ciascuno ai due componenti dello stesso servizio, Piergiorgio Della Ventura e Artidoro D’Auria.

 

Incarico biennale da 30.000 euro (15.000 l’anno) al dottor Nicola Verola in qualità di presidente del gruppo di esperti.

 

Altri 15.000 sono pagati all’avvocato Caterina Flick, per un incarico professionale necessario «a individuare i tempi delle unità organizzative responsabili dei procedimenti amministrativi presso il Garante».

Novità in libreria: "Spazzanapoli"

Friday, 6 June 2008
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SPAZZANAPOLI

Storie di monnezza da una città rifiutata

a cura di ENZO ANGELINI, GIORGIO Di GENNARO e ROBERTO SANTORO, Leconte editore, in libreria. Con un racconto di Sergio Nazzaro e una vignetta di Massimo Bucchi

Storie di un sud consumato da speculazioni e compromessi nei racconti lancinanti di uomini non illustri, quella maggioranza silenziosa che la spazzatura non la racconta, la vive. Dall’affarista che nel degrado si arricchisce, alla bambina che muore di monnezza, fino al poveraccio che protegge il colluso e finisce per credergli.

E in appendice tutte le promesse di politici diversi ma con la medesima demagogia. Tutto questo per rispondere a una domanda pericolosa: chi vuole il male di Napoli?

L’ESTRATTO

“li pomodoro si mischia allo sciroppo scaduto per La tosse. La merda dei panno-Uno si mischia con la crema per il corpo. li iimonceiio avanzato scoia via dada bottìglia e penetra nel casatìello di Pasqua. Lo spaghetto alle vongole veraci strìscia subdolamente nel barattolo di mais. Le lische e le teste di pesce fanno un brodetto nella lattina dell’olio per auto. Non ci sono distinzioni o razze nel sacchetto. Tutto si mischia, si fonde, si solidifica”. – Sergio Nazzaro

GLI AUTORI

Enzo Angelini (Teramo, 1957) giornalista e scrittore, scrive per il manifesto, II Corriere Adriatico e II Paradiso degli Orchi.

Giorgio Di Gennaro (Monterotondo, 1978) insegna Letteratura italiana. Ha collaborato con Nottetempo e Bollettario di Edoardo Sanguineti. Si occupa di critica e società per la rivista Storie. Roberto Santoro (Bari, 1972) giornalista, redattore della rivista Storie, collabora con II Quotidiano di Lecce. Insegna Letteratura italiana. Per Leconte ha curato “GoogleCrazia” (2008).

ESCLUSIVO: le sentenze integrali Mediaset-Europa 7

Friday, 6 June 2008
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Pubblico le sentenze integrali del Consiglio di Stato sul caso Europa7-Mediaset.

CLICCA E SCARICA LA SENTENZA CHE RESPINGE IL RICORSO DI RTI (MEDIASET) CONTRO EUROPA 7, OBBLIGANDO IL MINISTERO A INTERVENIRE SUBITO (doc)

Qui sotto pubblico le altre due sentenze relative alle richieste di risarcimento di Europa 7 al Ministero delle Comunicazioni.

SENTENZA 2622

SENTENZA 2623

Querelle Mastellarini-Iannini su dagospia.com

Thursday, 5 June 2008
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Gentile D’Agostino, a seguito del nuovo intervento della dottoressa Iannini le invio qui sotto il pezzo apparso sul Corriere della Sera il 26 febbraio 2003, evidenziando alcuni passaggi in neretto. Nella prima lettera della dott.ssa Iannini (da voi pubblicata) si dice che De Benedetti ha beneficiato della prescrizione “per il reato di corruzione, (ammesso dinanzi a me sin dal momento dell’arresto nel 1993)”, mentre come si legge dall’articolo per il reato di corruzione l’ing De Benedetti è stato prosciolto come indicato nel mio precedente intervento.

Gabriele Mastellarini

Tangenti, prosciolti De Benedetti e Andreotti
Sette imputati su 72 a giudizio. No al patteggiamento per «l’ideatore del sistema di corruzione»
ROMA – Non ha «comprato» i politici. Non ha versato tangenti per far ottenere alla sua Olivetti forniture miliardarie alle Poste. Per la seconda volta in otto mesi, Carlo De Benedetti è stato scagionato dalle accuse che la Procura della Capitale gli aveva mosso nel ‘ 93. Il presidente della Cir non sarà processato per corruzione: lo ha deciso il gup Roberta Palmisano, lo stesso giudice a giugno aveva prosciolto l’ ingegnere dai reati di peculato, falso ideologico e abuso d’ ufficio. Dopo dieci anni l’inchiesta che aveva coinvolto 160 politici, imprenditori e dirigenti è svanita nel nulla. Azzerati sia il primo filone, la vendita di apparecchiature obsolete alle Poste, sia il secondo, le mazzette pagate tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Con De Benedetti sono stati prosciolti Giulio Andreotti, Giorgio La Malfa, l’ ex cassiere della Dc Severino Citaristi, Giuseppe Ciarrapico, Vincenzo e Mario Lodigiani. Su 72 imputati soltanto sette sono stati rinviati a giudizio. Ad altri tre, fra i quali Giuseppe Parrella, ex ispettore generale delle Poste, definito dal gup «l’ideatore di un vasto sistema di corruzione all’ interno del ministero», Palmisano ha negato il patteggiamento: la loro posizione sarà esaminata da un altro giudice. «L’ingegner De Benedetti – sottolineano in una nota i difensori, Massimo Krogh e Marco De Luca – ha vissuto la sua dolorosa vicenda giudiziaria in un clima di civile e serena aspettativa di giustizia, che questa sentenza premia». Opposta la valutazione del procuratore aggiunto Maria Cordova, titolare dell’ inchiesta: «Attenderò di leggere le motivazioni per decidere se fare appello. Vorrei capire come mai le attenuanti generiche siano state concesse agli imputati maggiori e negate a quelli minori». La differente applicazione del Codice ha fatto scattare la prescrizione, che ha travolto due degli episodi contestati all’ ex presidente dell’ azienda di Ivrea. Ma per altre due presunte tangenti De Benedetti è stato scagionato con le formule «il fatto non costituisce reato» e «per non aver commesso il fatto». Anche Andreotti, accusato di ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, è stato prosciolto nel merito. Secondo la Procura, il presidente della Cir, tra l’ 86 e il ‘ 91, aveva pagato a Parrella e al suo braccio destro, Giuseppe Lo Moro, una tangente «non inferiore a dieci miliardi e 25 milioni di lire mediante versamenti estero su estero, al fine di assicurare alla società Olivetti, in violazione dell’ obbligo di imparzialità della pubblica amministrazione e a condizioni e costi svantaggiosi per la stessa, l’ affidamento da parte del ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni di forniture di telestampanti, software e hardware». È questo il capo di imputazione che, il 29 novembre ’93, provocò l’ arresto-lampo di De Benedetti: 12 ore nel carcere romano di Regina Coeli, giusto il tempo di essere interrogato dai magistrati. Poi l’ ingegnere tornò alla solita vita, in attesa di un verdetto che ci ha messo dieci anni ad arrivare.

Lavinia Di Gianvito

IL CASO LA SENTENZA Carlo De Benedetti, per la seconda volta in otto mesi, è stato scagionato dalle accuse che la procura romana gli aveva contestato nel 1993. Non sarà dunque processato per corruzione il presidente della Cir

L’ inchiesta aveva coinvolto 160 politici, imprenditori e dirigenti. Prosciolti per le forniture obsolete alle Poste anche Giulio Andreotti, Giorgio La Malfa e l’ ex cassiere della Dc, Severino Citaristi.

(26 febbraio 2003) – Corriere della Sera, pagina 20

I testi del primo e del secondo intervento della dott.ssa Iannini in Vespa.

E Bruno invitò il "capo" della moglie

Thursday, 5 June 2008
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A “Porta a Porta”, Bruno Vespa ospita il neo Ministro di Grazia e Giustizia, Angelino Alfano, responsabile del dicastero di via Arenula del quale il magistrato fuori-ruolo (ma regolarmente stipendiata) Augusta Iannini in Vespa è capo dell’ufficio legislativo, fresca fresca di nomina ministeriale. Di Alfano da Vespa m’è rimasta questa sua affermazione: “Vorrei sviluppare un ragionamento che non è a mio avviso pleonastico”.

 

Bruno Vespa ha fatto pubblicità occulta del suo libro

Wednesday, 4 June 2008
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Bruno Vespa e gli altri giornalisti-scrittori non potranno più presentare propri libri in trasmissioni Rai: è una forma di pubblicità occulta.

La parola definitiva arriva dal Consiglio di Stato che ha confermato la diffida emessa dell’Autorità Garante per le comunicazioni, intervenuta dopo la messa in onda di una puntata di “Quelli che il calcio” (Raidue), in cui il comico Maurizio Crozza intervistava Bruno Vespa, mentre le telecamere indugiavano sulla copertina del saggio “Il Cavaliere e il Professore”, scritto dal conduttore di “Porta a Porta”.

 «Il fermo immagine del libro» è spiegabile solo nella «logica promozionale» sostengono i giudici. L’intervista ironica curata da Crozza, non aveva certamente bisogno del «supporto visivo del prodotto editoriale» e «seppure non sono state utilizzate parole che incoraggino espressamente all’acquisto del libro – si legge ancora nella sentenza n. 420/08 che riporto qui sotto – l’esposizione insistita e ripetuta della copertina, trova la sua ragione esclusivamente nella finalità promozionale, rafforzata anche dalla presenza dell’autore in trasmissione».

La sentenza del Consiglio di Stato sulla pubblicità occulta del libro di Vespa (doc)

Ahi! Mi ha punto la Vespa

Wednesday, 4 June 2008
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Tra le carte segrete del caso Moro e i preparativi della prossima udienza al Tar, mi tocca pure occuparmi della signora Augusta Iannini in Vespa che – seppur senza nominarmi – mi tira in ballo in una lettera di risposta a un mio pezzo (“Vendetta Augusta”) apparso su L’espresso di venerdì.

Il direttore Daniela Hamaui, il gruppo editoriale e i valenti colleghi responsabili della rubrica sapranno certamente rispondere a tono (o forse scrolleranno solo le spalle), mentre per ciò che mi riguarda faccio solo pochi rilievi:

1)  Scrive la Iannini che il “settimanale si occupa di me in termini certamente poco lusinghieri”, mentre il giornalista (cioè io) si esprime “acidamente” nei suoi confronti. Dice ancora il neo capo del legislativo di via Arenula che “Il postino, per l’Espresso, suona solo una volta , quando bisogna diffamare”, ma non spiega quali siano le diffamazioni contenute nell’articolo, visto che non ce ne sono. Si tratta di fatti veri e ampiamente risaputi da chi bazzica un po’ le pagine di cronaca giudiziaria e in fondo la Iannini (essendo pagata dallo Stato, cioè da tutti noi) è personaggio “pubblico” ed è giusto che il cittadino-contribuente sappia. Stavolta devo un caffè a Travaglio: mi sta succedendo quello che era accaduto a lui con Schifani.

2) La Iannini chiede al direttore dell’espresso: “Insegni al Suo cronista a documentarsi: la circolare sulle spese di giustizia cui fa riferimento è lunga 20 pagine”. Avendo la Iannini un giornalista in casa, avrebbe potuto consigliarmi lui come maestro. E poi, mica potevo riepilogare tutte le 20 pagine della circolare, ho riportato la parte relativa alle intercettazioni. Di certo, se ne potrebbe parlare più diffusamente in una puntata di Porta a Porta con il criminologo Bruno, il prof. Crepet, Vissani, Taormina e quanti altri.

3) La Iannini ricorda uno dei suoi provvedimenti più noti (forse l’unico) da Gip di Roma, vale a dire l’arresto di De Benedetti. “Arresto indispensabile” scrisse nelle motivazioni il 2 nov. 93, mentre a febbraio 2003 il Gup Palmisano prosciolse l’editore de L’espresso perché “il fatto non costituisce reato” e “per non aver commesso il fatto”.

4) Chi volesse leggere le intercettazioni per le quali la Iannini ha incassato “ottimi risarcimenti”, segnalo il pezzo sul Corriere del 20/9/96, dal titolo “Giudici manager la lobby miliardaria”. Il link lo trovate sotto.

Cari saluti dalla portone di casa mia

Giudici manager la lobby miliardaria, “Il Corriere della Sera” 20 settembre ’96

Lettera di Augusta Iannini a L’espresso e dagospia.com del 3 giugno ’08

I costi delle Regioni. Gli stipendi di Governatori e C.

Monday, 2 June 2008
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Ecco quanto guadagnano i Presidenti di Regione, quelli di Consiglio Regionale, i loro vice, segretari e capigruppo.

CIFRE DA CAPOGIRO TRA DIARIE FISSE E RIMBORSI

SCARICA LA TABELLA COMPLETA REGIONE PER REGIONE (pdf) 

La dottoressa Iannini in Vespa. Ne ho scritto su "L'espresso"

Monday, 2 June 2008
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Gabriele Mastellarini per “L’espresso” del 30 maggio

INTERCETTAZIONI: VENDETTA AUGUSTA

Il ritorno di Berlusconi porta in dote un nuovo incarico per il magistrato fuori ruolo Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa. Nei giorni scorsi, il neo ministro Angelino Alfano l’ha messa a capo dell’ufficio legislativo di via Arenula. Ripercorriamo alcune tappe fondamentali della sua “storia”.

Il 21 gennaio 1996, la Iannini è al bar Tombini di Roma, seduta al tavolo con il capo dei gip di Roma Renato Squillante e l’avvocato Vittorio Virga, legale di Paolo Berlusconi. Sotto un portacenere viene scoperta una cimice, messa dai magistrati che indagavano sulla corruzione giudiziaria al Tribunale di Roma. Nel settembre ’96 la Iannini è iscritta nel registro degli indagati a La Spezia nell’inchiesta sull’Alta velocità; nel ’97 presenta una denuncia per diffamazione dopo la diffusione di una conversazione intercettata tra il dc Rocco Trane e il finanziere ‘Chicchi’ Pacini Battaglia.

Più di recente, lady Vespa è intercettata al telefono dal pm di Potenza Henry John Woodcock, che indaga su Vittorio Emanuele di Savoia. Da un collega del ministero vuol sapere “come è messo quel soggettino di giù”, riferendosi proprio a Woodcock. La Iannini ha pensato di ridurre le intercettazioni: lo scrive in una circolare ministeriale del 15 marzo 2006, nella quale pretende “maggiore accortezza possibile all’autorizzazione di intercettazioni, ordinarie e preventive, per non appesantire eccessivamente il capitolo di bilancio in questione”.