Questione di stile

Wednesday, 11 June 2008
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Cari amici (e anche ai nemici),

non so se nei prossimi numeri de “L’espresso” leggerete ancora la sigla “G. Mas.” che, non troppo velatamente, nascondeva il mio modestissimo nome.

Quello di un cronista che si è fatto da solo, che ha “bussato” alla porta dell’autorevole settimanale e ha trovato una piccola fessura per entrare. Senza raccomandazioni, senza padroni nè padrini.

Dopo un anno e mezzo, quel sogno sembra finito. E rischia di trasformarsi in un incubo.

Non so spiegarne i motivi o forse le mie sono solo elucubrazioni, degne di chi è abituato da sempre a dire ciò che pensa. Ma sempre secondo verità e senza dare il cervello all’ammasso.

Eppure la verità è scomoda e può dar fastidio a qualcuno e riversarsi addosso a chi ha detto il vero.

Ma così è. C’è poco da aggiungere. Bisogna solo riflettere. E interrogarsi. Sul futuro della stampa? Forse. Su chi tutela l’indipendenza dei giornalisti? Anche. Sulla mancanza in Italia di editori puri? Certamente.

Per quanto mi riguarda, continuerò sempre a difendere la verità e a battermi in nome della libertà.

Anche solo contro tutti.

E’ una questione di stile.

Gabriele Mastellarini

Ridateci Sabina! (e lasciamo a casa i finti satiri)

Wednesday, 11 June 2008
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Sono perfettamente d’accordo (e l’avevo ampiamente scritto nei post precedenti) con l’articolo del prof. Luca Ricolfi apparso su “La Stampa” di oggi in prima pagina. Eccone un estratto.

RIDATECI SABINA

di Luca Ricolfi

In breve, per me il bene primario è la sicurezza, perciò mi dispiacerebbe vedere che la politica mette i bastoni fra le ruote ai magistrati (anche se qualche ritocco alla disciplina attuale delle intercettazioni non guasterebbe). Quanto alla privacy e alla libertà di essere informati, mi sembra che proibendo la diffusione delle intercettazioni si può ottenere molta più privacy in cambio di ben poca informazione in meno.

Tanto più che alla (lievemente) diminuita libertà dell’informazione si può rimediare a costo zero.

Nessuna intercettazione in pasto ai media, ma in compenso: meno acquiescenza verso i politici, più inchieste a la “Report”, ritorno della satira sugli schermi, a partire dai fratelli Guzzanti (possibilmente in prima serata). Insomma, se proprio volete toglierci le conversazioni dei potenti, ma ridateci Sabina.

scarica l’articolo integrale (pdf)

Un mio articolo sul "Sole" di oggi

Wednesday, 11 June 2008
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L’ESAME FORENSE VA ALLA CONSULTA

Tar. Il voto numerico in contrasto con il “giusto processo”

Gabriele Mastellarini per “Il Sole 24Ore” di oggi p. 35 – “Norme e Tributi/Giustizia”

Nuovi problemi pei il punteggio numerico nell’esame di abilitazione forense. Un criterio istituito nel 1934 e tenuto integro dai giudici del Consiglio di Stato che «da oltre 18 anni» alternano decine e decine di pronunce, tutte con un’unica conclusione: basta il numerino a sancire la promozione o la bocciatura del praticante avvocato dalla prova scritta.
Adesso il più piccolo Tar d’Italia, quello di Trento, con un’ordinanza depositata il 5 maggio scorso (la n. 31) ha rinviato la questione alla Corte costituzionale (che già si era espressa sul punto, respingendo i dubbi di costituzionalità, ma sotto un dverso profilo). Al di sotto della decisione del Tar c’è l’evidente richiesta che «l’angusto» voto numerico venga sostituito da un ampio giudizio di merito, dal quale si possano comprendere i motivi dell’eventuale bocciatura. Nonostante i continui richiami a una maggiore trasparenza, le commissioni esaminatrici «continuano a conservare ingiustificatamente un’area di impenetrabile insidacabilità – scrive il Tar trentino – a fronte dell’affermata preclusione di ogni potenziale verifica degli eventuali vizi della motivazione, addotta di volta in volta».
Quel punteggio che sancisce la promozione o la bocciatura del praticante dagli scritti consente ai commissari d’esame di essere inattaccabili. In fondo, impugnare un mero e astratto voto numerico è impresa ardua, perché non da molti appigli. E in questo senso il diritto di agire in giudizio per far valere le proprie ragioni appare compromesso. Il Tribunale trentino sospetta in questo modo la violazione dell’articolo ni della Costituzione sul «giusto processo». Articolo, tra l’altro, posto a presidio della parità delle parti e del rispetto del contraddittorio.

Paperotto, impari come si fa satira

Tuesday, 10 June 2008
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Chapeau a Corrado Guzzanti.
Un vero genio della satira. Altro che giornalisti-satirici o aspiranti tali.
CORRADO TORNA IN VIDEO, MAGARI AL POSTO DI ANNOZERO. COSI’ DAI FALSI SATIRICI TORNEREMO ALLA VERA SATIRA (NON OFFENSIVA)

La vera intercettazione: "Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato"

Tuesday, 10 June 2008
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di Bruno Vespa (*)
«Quei due mi hanno sbancato…»

Lo scalpore suscitato dalla notizia dei soldi restituiti nella scatola da scarpe fu enorme. Sul «Corriere della Sera» Ernesto Galli della Loggia ricordò il tono sprezzante con il quale Di Pietro si rivolgeva ai percettori di tangenti: «Glieli davano avvolti nella carta i soldi? Erano cioccolatini?». La generosità di Gorrini e D’Adamo non era disinteressata. Gorrini era entrato nella Tangentopoli milanese tra il 1992 e il 1993. Interrogato a Brescia nell’estate del 1997, D’Adamo ricordò i buoni rapporti di Di Pietro con Maurizio Prada e Sergio Radaelli, che furono identificati poi come i percettori delle tangenti milanesi per conto della Dc e del Psi. (…) Radaelli e Prada furono poi arrestati all’inizio di Mani pulite, ma poche ore dopo ottennero gli arresti domiciliari. Entrambi furono difesi da Giuseppe Lucibello, un avvocato amicissimo di Di Pietro. Nel giugno 1995 Craxi diffuse dei tabulati telefonici che si era illecitamente procurato: nei giorni a cavallo dell’arresto si contano decine di telefonate tra Di Pietro, Lucibello e Radaelli.
A questo si aggiunga quel che disse Francesco Pacini Battaglia, un ricco e spregiudicato affarista che i magistrati del Pool di Milano collocarono «un gradino sotto Dio». (…)
Quando, nel settembre 1996, il banchiere – difeso anche lui da Giuseppe Lucibello – fu arrestato su ordine della magistratura di La Spezia insieme con Lorenzo Necci, amministratore delegato
delle Ferrovie dello Stato, uscirono alcune intercettazioni compromettenti. Disse Pacini Battaglia a proposito di Di Pietro e di Lucibello: «Se li arrestano, per me è solo un piacere … perché a me Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato…».

Di Pietro ovviamente si infuriò. Pacini Battaglia disse allora che lo «sbancato» era «sbiancato», «stangato», «stancato». Infine ammise di aver detto «sbancato», ma per riferirsi alla severità processuale di Di Pietro (e sostenne di aver pagato a Lucibello parcelle enormi).
Di Pietro subì molte indagini e ne uscì sempre con l’archiviazione. Se fosse rimasto in magistratura, tuttavia, gli sarebbero state inflitte verosimilmente pesanti sanzioni disciplinari, come riconobbe la stessa gip di Brescia Anna Di Martino, che pure fu attentissima alle ragioni del magistrato. Dunque, l’eroe di Mani pulite sarebbe stato umiliato.

(…)

(*) B. Vespa, Storia d’Italia da Mussolini a Berlusconi, Rai-Eri Mondadori

Carte Moro segrete: ricorso al Tar Lazio formato il collegio

Tuesday, 10 June 2008
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Sarà Pasquale de Lise, primo presidente del Tar Lazio, a presiedere (scusate il gioco di parole) il collegio giudicante che il 18 giugno prossimo esaminerà il mio ricorso contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’ottenimento dei famosi “100 faldoni” relativi al caso Moro  coperti da classifiche di segretezza e che sembrerebbero completamente inediti. Relatore in camera di consiglio il consigliere Roberto Politi, primo referendario Alberto Di Nezza. Il Tar si pronuncerà con una sentenza di merito che sarà depositata nei giorni successivi all’udienza davanti alla Prima sezione.

APPUNTAMENTO A ROMA, VIA FLAMINIA, IL 18 GIUGNO ORE 8.45

Data fiss. udienza:   18/06/2008 Tipologia udienza:   CAMERA DI CONSIGLIO
Relatore: ROBERTO POLITI Tipologia del relatore: CONSIGLIERE
Secondo componente: PASQUALE DE LISE Tipologia componente: PRESIDENTE
Terzo componente: MARIO ALBERTO DI NEZZA Tipologia componente: PRIMO REFENDARIO

Santoro dà l'addio a "Annozero": "Farò cose nuove"

Tuesday, 10 June 2008
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(dagospia.com; italiaoggi)

«Stiamo ancora lavorando per individuare un piano di lavoro», ha detto Santoro, «complicato dal fatto che il pubblico ha dimostrato di essere affezionato ad “AnnoZero”. Ho voglia, dopo tanti programmi, di schiodarmi da quella formula, di provare a immaginare cose nuove, però “AnnoZero” è andato molto oltre le nostre previsioni e questo anche con una squadra costituita per l’85% di persone nuove».

Dialogo tra satiri (2)

Tuesday, 10 June 2008
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Devo correggere quanto scritto in precedenza.
Bel confronto tra i due operatori della satira, Sabina (che fa una bellissima figura in video, dal punto di vista estetico e della corretta dizione, senza inflessioni dialettali) e il giornalista-satirico torinese (pessima la giacca color cacarella e sgradevole la sua voce stridula). Ripropongo l’esilarante scambio di battute.
Santoro: Però “Viva Zapatero” in televisione lo abbiamo visto, molto  (incompr)

Travaglio: Su Sky

Guzzanti Sabina: No su Sky non l’abbiamo mai visto…

Il lettore svizzero Zalewsky mi dice che è andato su Sky cinema e l’ho riscontrato.

Comunque lo scambio mi fa ridere lo stesso, forse di più.

Povera Clementina, ti hanno abbandonata!

Tuesday, 10 June 2008
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Sedotta e abbandonata. 

La dottoressa Clementina Forleo, valente giudice milanese che a me ha sempre fatto un’ottima impressione dal punto di vista della professionalità, è stata prima “usata” e poi gettata nel cestino dalla truppa di “Annozero”.

L’hanno invitata, sfruttandone l’immagine per ottenere ottimi ascolti, poi hanno addirittura lanciato una campagna dal titolo “Clementina facci sognare”, chiedendo alla Forleo di continuare sulla linea dura nel caso Unipol.

Ma dopo pochi mesi, l’hanno lasciata sola soletta e ora la prima commissione del Csm ne ha decretato l’incompatibilità ambientale per “carenza di equilibrio”. I vari opinionisti di Annozero nulla dicono, persino il blog http://www.clementinafaccisognare.ilcannocchiale.it/ è desolatamente bloccato al 3 aprile 2008, senza aggiornamenti, in balia delle onde. Proprio come la Forleo.

Dottoressa Clementina Forleo, le manifesto tutta la mia solidarietà. E scusi chi ha “sfruttato” la sua immagine.

Gabriele Mastellarini

“Forleo da trasferire manca di equilibrio” – “La Repubblica” 10 giu 2008, p. 6

ROMA — Clementina Forleo, il gip del caso Unipol Bnl, va trasferita per incompatibilità ambientale dagli uffici di Milano perché ha «una notevole propensione a condotte vittimistiche e una marcata carenza di equilibrio». Così si conclude la relazione della Prima commissione del Csm sulla vicenda Forleo sorta dopo le dichiarazioni del gip di Milano ad «Anno zero».
La decisione finale sarà adottata dal Csm in seduta plenaria. In sostanza, rilevano i consiglieri del Csm, «non sono state accertate» le denunce del gip milanese di aver subito pressioni o intimidazioni personali a causa dei procedimenti giudiziari da lei gestiti come gip, primo fra tutti il procedimento Unipol. I rilievi mossi ai pm titolari dell’inchiesta Bnl «dimostrano un rapporto con l’ufficio di procura caratterizzato da eccessiva disinvoltura e contrario ai più comuni canoni deontologici», nonché «potenzialmente indicativo di un pregiudizio accusatorio all’evidenza incompatibile con l’imparzialità richiesta al giudice nell’esercizio delle sue funzioni». Il suo atteggiamento è stato di «abnorme personalizzazione» confermata anche da altre vicende, come quella relativa al procedimento su una donna accusata di terrorismo islamico che ha portato la Forleo a conflitto con il procuratore aggiunto Armando Spa-taro e per cui il pg di cassazione ha avviato procedimento disciplinare nei suoi confronti. I componenti la Prima commissione hanno stigmatizzato con severità il comportamento di di Clementina Forleo.
«I suoi atteggiamenti—si legge nella relazione — denotano una tendenza alla personalizzazione delle vicende processuali a lei affidate, soprattutto quelle aventi forte carattere mediatico». Il riferimento è in particolare alle dichiarazioni pubbliche rese dalla Forleo «gravemente sproporzio nate rispetto ai fatti emersi così da procurare un allarme nei colleghi e un discredito anche della magi stiratura milanese obiettivamente infondati».
(a. cus. )

Dedicato al "paperotto" (ma sono soprattutto consigli preziosi per chi fa giornalismo)

Tuesday, 10 June 2008
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LE MIE TRE REGOLE

di Indro Montanelli

Ciò che distingue scrittore da scrittore e crea fra di essi una scala di valori, è il modo in cui questa ambizione viene perseguita. Io non ho la pretesa di esporre delle teorie sul piano filosofico. Io sono soltanto un mestierante. Ma un mestierante che, esercitando il suo mestiere da oltre sessantacinque anni, è probabile che alcune cose le abbia capite.

La prima cosa da conquistare come condizione di tutte le altre conquiste è la fiducia del lettore (sto parlando naturalmente dei cosiddetti mass media, non di letteratura, poesia, eccetera dove vigono altre regole). E questa conquista la si fa non ricorrendo mai ai falsi, che prima o poi vengono scoperti, e da quel momento è meglio cambiar mestiere.

L’idea di conquistare il lettore con le montature sensazionalistiche dei fatti può funzionare sulla breve distanza. Su quella lunga, procura solo discredito.

Sia chiaro che, quando si deve riferire su un fatto mentre accade, si può cadere in qualche inesattezza. Niente paura. Se, appena te ne accorgi, lo riconosci pubblicamente e ne chiedi scusa al lettore, questi ti perdona.

Seconda regola. Parlare al lettore nella sua semplice lingua, non in quella sussiegosa dell’Accademia, peste e dannazione di una cultura come quella nostra che per questo non è mai riuscita a diffondersi come sarebbe stato suo primo dovere di fare. Noi dobbiamo essere e restare al servizio del lettore, e in senso non astratto, ma concreto in quanto è lui che ci mantiene comprando i nostri giornali e libri. Ciò non vuol dire secondarne gli errori, o almeno quelli che a noi sembrano tali. Significa soltanto cercar di correggere l’errore senza mancre di rispetto a chi lo commette.

Terza regola, un po’ più ruffianesca. Nel resoconto di un avvenimento, non far sentire al lettore l’opinione che te ne sei fatto. Che te ne sia fatta qualcuna, è inevitabile; chi lo nega o è un imbecille o è un bugiardo. Ma non si può ne deve imporla al lettore; bisogna lasciargliela suggerire dai fatti secondo il modo in cui gli si raccontano.

I fatti vanno raccontati tutti; chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato.

Ma anche facendolo col massimo scrupolo, e perfino usando le stesse parole, si possono dire cose diverse, e anzi opposte. Per esempio, se io dico di qualcuno: “E’ una grande canaglia, ma molto intelligente”, dico che la sua intelligenza fa premio alla sua canaglieria e quindi ne do un giudizio in fondo positivo. Se dico: “E’ intelligente, ma una grande canaglia”, ne do un giudizio negativo. Ecco: questa scelta dell’ordine dei fattori è l’unico arbitrio che noi “comunicatori” possiamo consentirci nei nostri resoconti su uomini e fatti.

Indro Montanelli, estratto da La stanza di Montanelli, Il Corriere della Sera, 30 aprile 1997 e riportato “A futura memoria” in Come si scrive il Corriere della Sera, Milano, Bur, 2003.  

DONADONI VATTENE SUBITO

Monday, 9 June 2008
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Lettera aperta al presidente della F.I.G.C., Giancarlo Abete

Egregio presidente,

La pesantissima sconfitta contro l’Olanda e la conseguente umiliazione subita dagli arancioni dopo trent’anni devono indurla ad un’immediata decisione: MANDARE SUBITO A CASA L’INCAPACE SIG. DONADONI. Le spiego, rapidamente, i motivi principali:

1) La carriera del ct (Livorno e dintorni) è assolutamente inadeguata per una fase finale di un campionato europeo;

2) Completamnete sbagliata la formazione in campo nel primo tempo. Come si fa a lasciare GROSSO in panchina per 55 minuti. Egregio presidente, ricordi al sig. Donadoni che Fabio Grosso (mio amico) ci ha fatto vincere il campionato del mondo, quando l’Italia era guidata da un vero condottiero, Marcello Lippi;

3) Come si fa a lasciare a riposto DANIELE DE ROSSI, un autentico gladiatore, uomo simbolo della super Roma di quest’anno, trascinatore dell’Italia nelle qualificazioni e leader dello spogliatoio;

4) La difesa fa acqua da tutte le parti. Sembriamo la Longobarda di Oronzo Canà. Anzi meglio Lino Banfi che Donadoni;

5) Squadra senza idee, senza organizzazione, senza voglia, senza cuore, senza motivazioni, senza tecnica, pessima gestione dei cambi e scarsa capacità di adeguarsi all’avversario.

Egregio presidente, intervenga finché c’è tempo e, soprattutto, DONADONI GO HOME!

Cordialmente

gmast

Dagospia.com "Qui pro quo per Facci e Travaglio"

Monday, 9 June 2008
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QUI PRO QUO PER FACCI E TRAVAGLIO
Comica polemica tra giornalisti probabilmente storditi dalla dura stagione: Filippo Facci, Gabriele Mastellarini e Marco Travaglio.
In sintesi: Facci scrive un pezzo in cui (more solito) demolisce Travaglio e cita anche Mastellarini chiamandolo poi Palombarini, e annotando oltretutto che Travaglio due anni gli aveva scritto la prefazione di un libro. Ma in realtà la prefazione l’aveva scritta l’assonante Nicola Tranfaglia, circostanza che però Travaglio neppure ricorda, tanto che poi tuona via sms contro Mastellarini: «Mi pento d’averti scritto la prefazione». Che non aveva mai scritto.

E Fabio Fazio incassa miliardi

Monday, 9 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SPRECHI E SPRECONI


Dopo aver incassato una buonuscita miliardaria da La7, un altro “alfiere” del giornalismo nostrano strappa altri 6 milioni dalla Rai ai quali somma 4,69 milioni incassati nel precedente triennio. In tutto 10,69 milioni in 6 anni (20 miliardi di lire!!!).

Dissociarsi conviene.

Qui sotto l’articolo-scoop di Andrea Ducci per “Il Mondo”

In cda è filato via liscio ottenendo l’approvazione lo scorso 24 aprile. Eppure nei corridoi Rai di viale Mazzini qualcuno aveva eccepito di fronte alle condizioni economiche inserite nel rinnovo del contratto di Fabio Fazio. Il conduttore ligure dall’aria sorniona grazie al nuovo accordo triennale con la Rai si è infatti assicurato un compenso garantito di 2 milioni di euro all’anno. Un importo di fronte al quale chi cura la contrattualistica delle risorse artistiche ha ritenuto di predisporre una nota destinata al cda. Un documento riservato di due pagine in cui nero su bianco è spiegato che «una volta attestati su certe soglie di compensi, ci si espone a un effetto domino anche sulle prossime trattative da intraprendere con altri artisti». D’altra parte Fazio, che nell’accordo triennale in scadenza il prossimo 30 giugno aveva ottenuto complessivamente 4,69 milioni di euro (1,19 milioni nel 2006, 1,55 milioni nel 2007 e 1,95 milioni quest’anno), non ha inteso ragioni e ha preteso un aumento di quasi il 30%. A spiegarlo è lo stesso documento, secondo cui «il punto di partenza, rivelatesi irrinunciabile nel corso della trattativa, è stata la richiesta di un compenso garantito di 2.000.000,00 all’anno che sostanzialmente consolida e blocca per il prossimo triennio quanto Fazio andrà a percepire nell’ultima annualità del contratto in scadenza». Curioso che la cifra del rinnovo sia stata scritta per esteso con tutti gli zeri: forse un tentativo tardivo di suscitare reazioni nei consiglieri di viale Mazzini? Ma il sussulto non deve esserci stato visto l’accordo che ha fissato anche il compenso per un eventuale impegno al Dopo Festival per le prossime edizioni di Sanremo. L’importo forfettario complessivo è di 500 mila euro e pare accontentare tutti «avendo superato anche la richiesta di Fazio volta a ottenere la garanzia contrattuale dell’affidamento di una edizione del Festival di Sanremo». Da segnalare, infine, che il conduttore nel prossimo triennio ha dato la disponibilità a prendere parte gratuitamente alla campagna abbonamenti della stessa Rai. Facendo un passo indietro rispetto alla campagna per gli spot del 2006 quando aveva ottenuto uno specifico compenso di 150 mila euro.

AGGIORNAMENTO DEL 10/6 – QUESTA NOTIZIA E’ RIPRESA DA DAGOSPIA.COM NEGLI STESSI TERMINI

FAZIO NON È MAI SAZIO – DOPO LA BUONUSCITA MILIARDARIA DA LA7, STRAPPA ALTRI 6 MILIONI DALLA RAI (PER 3 ANNI) AI QUALI SOMMA 4,69 MILIONI DEL PRECEDENTE TRIENNIO – DISSOCIARSI CONVIENE…

 

Parole sante anche dai fan di Mr. X

Sunday, 8 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Riporto questo messaggio tratto dal forum del noto giornalista-satirico

Registrato: 08/02/07 13:40
Messaggi: 1024
Residenza: Stockhol –  Sab Giu 07, 2008 3:26 pm    Oggetto:
 

frugando nel blog di questo mastellarini ho trovato questo passo.A Marco – che spero possa leggere – devo comunque dei chiarimenti. In questi giorni molti amici comuni che gravitano attorno al glorioso settimanale che è L’espresso mi hanno criticato, dicendo di essere dalla sua parte e non dalla mia, perché Travaglio sta difendendo l’autonomia di un mestiere messa a serio rischio nei prossimi anni. Sia chiaro: io sono d’accordissimo con voi e con lui. Dico solo che non è ammesso scadere nel turpiloquio: dare a Schifani della muffa o del lombrico e scrivere che Confalonieri dovrebbe guardarsi allo specchio e sputarsi in faccia. E’ qui che Travaglio – a mio modestissimo avviso – sbaglia. Dovrebbe limitarsi a leggere le carte e lasciar giudicare gli altri, senza scadere negli insulti. Tutto qua.se sono queste le “cazzate” scritte da mastellarini, beh sono un cazzone pure io perchè la penso allo stesso identico modo. spero che ci siano motivi più seri dietro questo attacco di travaglio via sms.

 

http://www.marcotravaglio.it/forum/viewtopic.php?t=13613&postdays=0&postorder=asc&start=60

Trascrizione "Annozero" 15/5/2008 Santoro-Tosi-Castelli-Mr. X

Sunday, 8 June 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SENTENZE

Mr X: PERDERE UNA CAUSA CIVILE NON VUOL DIRE ESSERE CONDANNATI PER REATI PENALI…. (OMISSIS)…. PERDERE UNA CAUSA CIVILE NON VUOL DIRE ESSERE PREGIUDICATI, QUINDI E’ STATO INESATTO

SANTORO: NON E’ UN PREGIUDICATO. E’ STATO …… HA PERSO UNA CAUSA PER DANNI CON PREVITI

CASTELLI: E’ CONDANNATO

SANTORO: EH?

CASTELLI: E’ CONDANNATO

Mr X: HO PERSO UNA CAUSA CIVILE, NON SONO UN PREGIUDICATO

CASTELLI: VA BENE, SEI CONDANNATO

Mr X: VISTO CHE LEI NON E’ FERRATO IN MATERIA PENALE

SANTORO: (…Incompr..) UNA DOPPIA CONDANNA….(incompr)

Mr X: SI CHIAMA SOCCOMBENTE NON SI CHIAMA PREGIUDICATO

CASTELLI: PRENDO ATTO CHE IL CONDANNATO XXX, SCRIVE

Mr X: LEI E’ STATO MINISTRO PER 5 ANNI DELLA GIUSTIZIA E NON SA NEANCHE DI CHE STA PARLANDO

CASTELLI: PRENDO ATTO CHE IL CONDANNATO XXX DICE DI ME CHE SON CONDANNATO QUANDO NON E’ VERO

Mr X: SI CHIAMA SOCCOMBENTE NON SI CHIAMA CONDANNATO (segue)

(…)

TOSI:… IO HO LA TRASCRIZIONE NELLA QUALE XXX DA’ DEL TROGLODITA E DEL CAVERNICOLO AL SOTTOSCRITTO…

Mr X: SE FACCIAMO UNA RICERCA SU INTERNET CON LA VOCE TOSI CONDANNA ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE TROVIAMO CHE LEI E’ STATO CONDANNATO PER ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE. PER ME CHI ISTIGA ALL’ODIO RAZZIALE E’ UN CAVERNICOLO

TOSI: ECCO SA QUAL E’ IL PROBLEMA XXX. CHE ANCHE LEI SEMPRE NON E’ PRECISO NEI CONFRONTI DEGLI ALTRI LO DIMOSTRA ANCHE IN QUESTRA OCCASIONE

Mr X: NON E’ STATO CONDANNATO PER ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE? (domanda retorica)

TOSI: LE POSSO RISPONDERE…

Mr X:  IN APPELLO

TOSI: A LEI PIACE FAR POLEMICA GRATUITAMENTE A ME PIACE ESSER PRECISO. IO SON STATO CONDANNATO IN PRIMO GRADO, IN SECONDO GRADO, POI LA CASSAZIONE NON LA PRESCRIZIONE, LA CASSAZIONE HA ANNULLATO LA CONDANNA DI PRIMO E DI SECONDO DICENDO CHE ERA SBAGLIATA. GLIELO DICO SOLO PER …

Mr X: COSA SUCCEDE ADESSO?

TOSI CHE ADESSO TORNA IN APPELLO E L’APPELLO CON LE MOTIVAZIONI CHE HA LA CASSAZIONE NON PUO’ CONDANNARE

Mr X ASPETTIAMO

TOSI PERCHE’ LA CASSAZIONE HA FATTO A PEZZI LA SENTENZA DI PRIMO E DI SECONDO GRADO

Mr X SE HA ANNULLATO CON RINVIO VUOL DIRE CHE RITIENE CHE BISOGNA FARE UN NUOVO PROCESSO

TOSI L’AVEVAN FATTA A PEZZI ANCHE I CITTADINI DI VERONA QUELLA CONDANNA, MA ADESSO COMUNQUE CI HA PENSATO LA CASSAZIONE.

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE LA TROVATE AL LINK SENTENZE OPPURE DIRETTAMENTE SUL SITO DELLA CORTE DI CASSAZIONE WWW.CORTEDICASSAZIONE.IT, IL RESTO E’ SUL BLOG

“I fatti vanno raccontati tutti; chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato”

(Indro Montanelli, che non ho conosciuto di persona, ma almeno mi restano le sue pagine. Il passaggio è tratto da “A futura memoria. Le mie tre regole”, “Il Corriere della Sera – La stanza di Montanelli”, 30 aprile 1997, ora in “Come si scrive il Corriere della Sera”, Rcs-Bur, 2003, pag. 10)