Mi scrive Filippo Facci del Giornale, diventato ormai – e per questo lo ringrazio – assiduo lettore del blog.
Un blog che in passato lo ha anche criticato (si vedano i post precedenti), ma non per questo Facci mi ha insultato o cos’altro. E quindi, solo per questo, gli devo rispetto. Prescindendo dalle sue posizioni esplicitate su giornali e tv, che non condivido. Ma ognuno è libero di dire ciò che vuole, a patto che non sia un FALSARIO.
Ma si è veramente liberi? Credo che su questo blog la mia libertà sia all’ennesima potenza. Essendo io stesso l’editore e il direttore al tempo medesimo posso scegliere cosa scrivere e quando pubblicarlo.
Di certo non posso diffamare e o calunniare e neanche dire bugie. Non posso dire a un imprenditore che la mattina deve sputarsi in faccia quando si specchia (è una frase talmente livorosa che non direi neanche al mio nemico più acerrimo) nè posso paragonare chicchessia alla muffa o al lombrico. Queste sono regole auree.
Finora ho scritto solo verità, espresso giudizi più o meno condivisibili e qualche migliaio di lettori in un mese ha cliccato. Ha commentato. Qualcuno (come Facci, ma anche Libero o il blog di Guzzanti o dagospia) ha ripreso e se ne parla. So che in molte redazioni (anche di altri giornali) già se ne parla. E se qualcuno ne parla, il giornalista ha colto nel segno. E’ questa la lezione che i miei maestri di provincia mi hanno insegnato, perché io Montanelli non l’ho conosciuto, sia ben chiaro. Ma a quei maestri di provincia devo molto, mi hanno trasmesso il “senso della notizia” diffidandomi dal pubblicare rimasticature varie, come le chiama Caridi. Mi hanno spiegato che un giornalista deve avere rispetto dell’interlocutore, perché il giornalista è in una posizione di vantaggio e non può abusarne.
Vengo ora agli interventi di Francesco Caridi e Filippo Facci. Non perché siano più importanti degli altri ma perché Caridi e Facci sono giornalisti di fama nazionale, il primo era al Borghese, all’Italia settimanale ed è citato di recente in un libro sul caso Moro. Il secondo lo si legge dalle cronache del Giornale di Paolo Berlusconi (non certo un editore “puro”).
“Giornalisti di destra”, si dirà. Io penso che un giornalista sia tale sempre e comunque. E il suo valore è commisurato alla sua libertà. Dirò ad esempio che Caridi è più “libero” di Facci, perchè – vista la sua attuale posizione – può anche permettersi di criticare Berlusconi, ma certo potrebbe accadere che Facci su un suo blog personale attacchi lo stesso editore di riferimento. Qualcuno si stupirebbe e non oso immaginare la reazione di Mario Giordano: forse lo butterà fuori oppure gli spiegherà che le sue opinioni espresse altrove non rispecchiano certamente Il Giornale e quindi Facci potrà continuare a fare il suo lavoro e a portare a casa la pagnotta.
Vegno alla domanda di Facci e la riporto di seguito: “Credo sia davvero il caso che Gabrile Mastellarini dia spiegazioni più chiare. Su queste cose non si scherza. Se ha anche una remotissima idea di come possano essere andate le cose, penso che si dovrebbe sapere. C’è gente che su censure anche inesistenti ha costruito carriera, ora qui c’è uno che sparisce dall’Espresso senza spiegazioni convincenti. Eh no”. Filippo Facci
Caro Facci, sono sincero. Sto cercando anch’io di capire. Fino a venerdì scorso non mi erano arrivati strani “segnali”. Poi da venerdì a ieri sono successe due cose che tirano in ballo – INVOLONTARIAMENTE – il glorioso settimanale fondato da Eugenio Scalfari. Il primo è la querelle su dagospia.com con la dottoressa Augusta Iannini, moglie del più noto Bruno Vespa, sulla quale avevo scritto un pezzullo per il Riservato dell’espresso.
Siccome non sono riuscito ancora a spiegare, lo faccio ora.
1) Gli utenti di questo blog, molti amici e altrettanti colleghi (compreso Roberto D’Agostino, con il quale ci siamo visti di recente a Sabaudia) ricevono una MIA NEWSLETTER PERSONALE nella quale esterno il mio pensiero e annuncio quello che poi apparirà sul blog. Questa newsletter viene recapitata entro le 10 – 10.30 di mattina e in quel funesto venerdì parlava della mia polemica con la Iannini. Se avessi saputo che quel testo sarebbe stato pubblicato, avrei certamente abbassato i toni per il rispetto che si deve comunque a una signora-magistrato e moglie di un ex direttore del Tg1. Parlare io di loro e come se Facci parlasse di Albertini, quindi il rispetto è d’uopo.
2) Dopo ben otto ore la newsletter viene pubblicata su dagospia.com, come lettera di Gabriele Mastellarini e allora la frittata è fatta. Ma in fondo non rinnego quanto scritto (a parte i modi inizialmente brutali nei confronti della sig.ra Iannini) perché di mezzo c’era la mia immagine professionale e non mi va di passare per FALSARIO che SCRIVE CAZZATE.
3) Sul punto si accende una querelle, sul filo del sarcasmo e dell’educazione, con la dott.ssa Iannini che replica e controreplica. Alla fine, credo di aver ragione io.
Ma se della Iannini devo apprezzare il sarcasmo e il rispetto dell’interlocutore (ma noi abruzzesi siamo così, “forti e gentili”), lo stesso non si può dire per il secondo episodio accaduto nel weekend, vale a dire la polemica con un noto giornalista-satirico che d’ora in poi chiameremo Mr. X.
Polemica innescata proprio da Lei, caro Facci, riprendendo dei miei post ampiamente noti e pubblicati. Ma fino a quando erano alla portata di pochi “intimi” nessuno ha detto nulla, mentre quando sono stati resi noti si è scatenato un putiferio e mi sono trovato solo contro tutti. L’unico modo per difendermi, anche agli occhi dei lettori, era quello di dar seguito pubblicamente a un fatto di cronaca (cioè l’articolo del Giornale). Un espediente certamente “scortese” (ma ormai in Italia si pubblica di tutto, intercettazioni, sms, etc.) ma che è servito a far capire come stessero realmente le cose: e cioè che io ho scritto il vero e qualcun’altro non sa neanche a chi scrive le prefazioni. Ovviamente non ho reso noti ulteriori “apprezzamenti” nei miei confronti che sono pronto a far leggere SOLO ai responsabili de L’espresso, qualora ne siano interessati.
Chiuso l’incidente “diplomatico” con la mia lettera al “Giornale” da voi pubblicata e terminato il botta-risposta con la Iannini era finalmente finito il mio lungo weekend di paura. E ho ripreso a fare il mio onestissimo e modestissimo lavoro. Ho scritto un pezzo per “Il Mondo” in uscita venerdì, un altro è stato pubblicato sul “Sole 24Ore”, ho inviato i miei pezzulli per alcuni periodici del “Sole”. Come ogni mercoledì ho fatto pervenire anche alcune propostine per dei probabili pezzi sul “Riservato” de L’espresso.
Ma dopo poche ore – e vengo al post di prima – non ho ricevuto risposta. Qualche amico che lavora a Repubblica è riuscito a chiamarmi (trincerandosi nel bagno) e a dirmi che avevo fatto un casino, non so se riferendosi al caso Iannini o al caso Mr. X.
Di fatto a quelle proposte non è arrivata risposta, ma solo un sentore (fondato) che la mia collaborazione era stata sospesa sine die. Ho provato a chiedere un colloquio chiarificatore con i vertici del giornale, non per presunzione ma per spiegare la mia posizione umana e professionale. In fondo ho difeso la verità, sono stato insultato e non ho fatto nulla di male. Magari mi sarei scusato per la questione-Iannini, spiegando ciò che ho scritto nelle righe precedenti, che la prima lettera-risposta era, per certi versi, “involontaria”.
Ma ad oggi quel colloquio non mi è stato concesso e le spiegazioni, caro Facci, le dò a Lei e agli altri lettori del blog, sperando che qualcuno dell’espresso passi distrattamente da queste parti.
Un mio amico “analista”, saputa la vicenda, ha commentato: “Stando così le cose, ti hanno dato il benservito”…
Ho difeso la libertà e la verità, caro Facci, e ora eccomi.
Gabriele Mastellarini
ps. Nel post qui sotto ho rimesso l’editto bulgaro. Almeno mi consola.