CULTUR@. Gianburrasca, se non capisci, nun t'impiccia'

Monday, 28 July 2008
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di Nicoletta Salata

Per Gianlodi (il cui commento ispiratore si legge su “La figura del fesso”) e tutti quelli (pochi per fortuna) che transitano in questo blog per attaccare briga e intendono perseverare nelle loro avvilenti incursioni, che se da un lato animano una parvenza di discussione, dall’altro piuttosto che sia questo il dialogo, meglio restare “….” (per individuare la parola magica, qui omessa, si veda titolo del mio ultimo inserimento – così’ almeno si è costretti a darci un’occhio!)

Prima di tutto non le permetto di associare il mio nome al termine “acquisto” (nonostante io sia sufficientemente obiettiva per comprendere che il riferimento è prettamente alla mia “intrusione” nel blog di G.M.). Poichè lei non l’ha certamente usato a caso.

Pertanto le preciso che:

– non c’è stata nessuna compravendita

– scrivo su queso blog in seguito ad un incontro casuale che ha fatto virtualmente incrociare la sottoscritta e G.M.

– lo faccio per piacere e passione, non per denaro nè in cambio di altra merce (dato che il termine “acquisto” da lei utilizzato implica comunque un “baratto”)

– se a lei fa schifo ciò di cui ho scritto, come lo scrivo e perchè lo scrivo, NO PROBLEM, l’incomunicabilità è una piaga diffusa

– ma lei non si permetta di offendere, neppure tra le righe

– e si candidi al premio per il miglior “inutile e penoso intervento”, che se non si chiama Pulitzer si chiamerà per l’occasione “Stupitzer”

Le aggiungo anche che, sebbene sia un fatto privato, ma tanto ho già una mezza idea di editare un nuovo testo dal titolo “E adesso vi denuncio tutti” (sto scherzando!), più volte qualcuno ha pensato che io di fronte a legittime ritrosie, potessi essere in vendita, e lei certo m’intende. Al punto che in un’occasione “cara tutto ha un prezzo, basta quantificare” è un’altra di quelle frasi squallide e indimenticabili che le mie orecchie, ed il mio cuore purtroppo, hanno sentito e mai dimenticato.

(proseguo nel racconto così mi può inquadrare meglio anche dal punto di vista professionale, o condannare, se preferisce )

E che mi ha costretta, senza esitazioni, ad interrompere, all’epoca dei fatti, la mia collaborazione con l’agenzia pubblicitaria per cui mi adoperavo, il cui “infimo” capo era il promotore dell’offerta.

Peccato sa, perchè un gruppo bancario di notevole rilevanza era uno tra i clienti di cui avrei dovuto occuparmi e “Carte di credito. Compagne di Vita”, più relativi testi a seguire, fu un mio lavoro.

Ma il mio ribrezzo era tale che la mia fantasia ebbe un cedimento e la mia diplomazia un crollo:la mia coscienza e la rispettabilità, quelle mai.

 Ma lei per essere appagato cosa vorrebbe da questo blog? Che le scrivessimo una poesia dedicandogliela? (Sappia a tal proposito che a M.T. suo protetto, e mia musa ispiratrice, ne ho già dedicate due, e forse anche di più!)

Guardi di solito io quelle le scrivo con tecnica instant writing ma, se proprio devo, posso provare a costruirne una ad hoc tutta per lei (naturalmente non mi sprecherò!) per cui il massimo che mi viene in mente in questo preciso istante è la seguente filastrocca:

Gianlodi oh caro  – come un  corsaro – all’arrembaggio – sul blog t’avventi.

Saccheggi e spari – su marinai erranti – che non han colpa – se non d’amare – il mare.

E l’infinito orizzonte – pulito e terso – che a lor dinanzi – ancora appare.

Se non capisci, nun t’impiccia’!

E cambi nick quando entra in questo blog: “gian-lodi” evoca la possibilità di un complimento, “gian-burrasche” le si addice di più”!

Sia perchè come si evince dalla filastrocca lei è un corsaro (e la burrasca è una tempesta di mare) sia perchè la “pappa” col pomodoro è un’ “azzuppata” di cui lei è certamente ghiotto.

Adieu!

Anti Travaglio a prescindere

Monday, 28 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, TRAVAGLIO'S

di Gabriele Mastellarini

Non potendo materialmente rispondere ai vari commenti odierni mi affido a questo post, per così dire, “riepilogativo” destinato ai vari Tania, Mastellaroni, Gianbi e chi più ne ha più ne metta.

Loro (e molti altri) si son chiesti: perché Gabriele Mastellarini ha intrapreso questa “crociata” contro Marco Travaglio? E si son dati le risposte più disparate: Mastellarini è invidioso, Mastellarini è incazzato per gli insulti ricevuti, Mastellarini vuol farla pagare dopo l’allontanamento dall’espresso, Mastellarini cerca pubblicità, Mastellarini è d’accordo con Facci, Mastellarini è Berlus-Feltriano, Mastellarini è Veltron-D’Alemiano, Mastellarini è contro Di Pietro e C., Mastellarini è….tutto ciò che vi pare.

Vi invito, cari lettori, a spostare per un attimo l’obiettivo. Travaglio è…. Già chi è Marco Travaglio? In alcuni post precedenti ho già risposto, parlando dell’attuale “attività” di Mr. T, di certo non un giornalista ma un oratore alle prese con un pubblico che pende dalle sue labbra e che recepisce tutto in maniera acritica per il sol fatto che a parlare sia lui. Uno show-man, insomma.

Io credo, invece, che la popolarità sia una delle più grosse droghe di questo mondo, quasi come il potere. E il giornalista Marco Travaglio, da quella maledettissima intervista di Daniele Luttazzi, è diventato un’altra cosa. Un uomo ovunque che dice ovunque le stesse identiche cose. Andate su Youtube e ascoltate le varie presentazioni in giro per l’Italia: tutte uguali, identiche, una storiella imparata a memoria.

Poi va in tv, parla di De Gregorio dicendo quello che aveva scritto Paolo Biondani su L’espresso. E poi attacca Schifani utilizzando le ricerche di Lirio Abbate. Parla con Tosi ma è disinformato. Spara a zero contro giornalisti autorevolissimi come l’ambasciatore Sergio Romano e l’ex direttore del Corriere, Piero Ostellino. Perché più son grossi e più fan rumore. Ma non ha mai scritto una riga contro De Benedetti e se avete letto qualcosa sulla trattativa De Benedetti – Angelini (la gola profonda dell’inchiesta sulla sanità abruzzese) lo dovete al sottoscritto, cari Tania, Mastellaroni, etc, etc.

Ma il sottoscritto deve andare “in punta di penna”, non può permettersi di paragonare il presidente del Senato (seppur criticabilissimo) ad un lombrico. E utilizzare la stessa metafora (ripetitivo come al solito) con Del Noce. E sparare a zero su Antonio Socci salvo poi, sigh sigh, chiedere scusa a mezzo stampa per ottenere il ritiro della querela. Offendere Napolitano e il Papa, prendere le parti di Antonio Di Pietro, un ex magistrato ora capopopolo.

No, cari signori. Io non ci sto. Contro questo qualunquismo di destra mascherato da estrema sinistra. Ma l’avete mai sentito Travaglio prendere le parti degli operai? Avete mai letto una sua inchiesta sugli sprechi della politica?  Solo libri fotocopia, venduti in larghissima parte nel corso di presentazioni che somigliano a spettacoli teatrali.

Alle presentazioni di libri anche importanti c’è sempre un manipolo di appassionati. A uno spettacolo tragicomico di un personaggio tv, c’è sempre il pienone (anche perché è gratis). E giù battutine contro Angelino Jolie, contro Uolter Veltroni o il cavalier Bellachioma. La satira, si dirà.

Cari signori, se è questo che volete potete accomodarvi in prima fila al teatrino.  Io resto fuori: anti Travaglio a prescindere.

La figura del fesso

Monday, 28 July 2008
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di Marco Caruso (ilpensatore.wordpress.com) con interventi di Gabriele Mastellarini (in corsivo)

Com’era prevedibile, il presidente Schifani ha querelato Travaglio, per il siparietto che il giornalista torinese gli riservò davanti a milioni di telespettatori dal palco di Fabio Fazio, Che tempo che fa. (In realtà Travaglio non dà conto di una querela penale, ma di una citazione in sede civile, particolare di non poco conto per ciò che leggeremo in seguito).

Com’era altrettanto prevedibile, il presidente Schifani ha optato per un’azione di tutela meramente civile del proprio onore, citando Travaglio davanti al Tribunale Civile di Torino. (Ecco, appunto)
La richiesta del danno patrimoniale e non è fissata in 1,3 milioni di euro. Pazzesco. (Perché “pazzesco”. Uno paragona al lombrico il presidente del Senato davanti a milioni di persone e trovi 1,3 milioni una cifra pazzesca. Basti pensare che Berlusconi ha chiesto 10 milioni di risarcimento per l’Odore dei soldi e la causa è pendente in Corte d’Appello).

Ma fu pazzesco anche ciò che disse il Travaglio durante la trasmissione di Rai 3 in cui definì Schifani il punto di arrivo di una parabola “a precipizio” dell’onorabilità di coloro che nel tempo hanno ricoperto la carica di presidente del Senato: “cioè, dopo c’è solo la muffa probabilmente…il lombrico come forme di vita…(incomprensibile)” e ancora: “…si curava con la penicillina (riferito alla muffa, evidentemente, ndr) quindi ho fatto un esempio sbagliato”; da lì, poi il racconto di alcuni fatti che hanno visto protagonista il presidente Schifani ai tempi delle sue consulenze col comune di Villabate. (Anch’io ho bevuto birra e mangiato pizza con una persona poi arrestata  ma, lo giuro, io sono sempre stato pulito e mica sapevo cosa facesse questo conoscente).

Ma siccome non c’è più martire di chi martire vuol essere a tutti i costi, eccotelo lì, il Nostro (Travaglio) che con quel suo ditino indice puntato rimprovera a Schifani la “sproporzione delle forze in campo”; uno “squilibrio che diventa abissale in conseguenza della Sua sopraggiunta invulnerabilità”.

Insomma: caro Schifani, perchè non pensa agli affari di tutti gli italiani e non si lascia insultare come ognuno meglio crede di poter fare?
E poi, si vergogni: se Travaglio volesse querelarLa per le infamanti accuse che Lei muove nel Suo atto di citazione, non avrebbe alcuna speranza di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, perché il Lodo Alfano La mette al riparo da qualunque conseguenza penale delle Sue parole e azioni, imponendo la sospensione degli eventuali processi a Suo carico.

E per finire…il lodo Alfano. Come dire, lo zucchero sulla pizza. Che c’azzecca, direte voi? Appunto…niente, non c’azzecca niente.

Il lodo Alfano, infatti, tutela le quattro più alte cariche dello stato dalle cause PENALI, imponendo una sospensione di quelle per non compromettere il regolare svolgimento delle attività istituzionali.
Non tutela invece (e affatto) dalle eventuali cause civili. (In effetti, la legge reca “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato”).

E siccome (come dimostrato dallo stesso Schifani) le cause circa le diffamazioni o le ingiurie possono essere perseguite anche attraverso tutela civilistica, se Travaglio non vorrà ricorrervi pur sentendosi offeso, beh…sarà solo e soltanto una scelta sua. (Anzi se Schifani ha rinunciato alla querela penale, e così sembra, si è messo sullo stesso piano del cittadino Travaglio).

Ripeto: non c’è martire peggiore di chi vuol per forza passare per tale. (Ma fare il martire conviene e, anzi, è molto redditizio soprattutto per chi ha un tour teatrale in giro per l’Italia e diversi libri in vendita).

Anche se poi finisce per fare la figura del fesso…(Parole sante!) 

CULTUR@. Laser o bomboletta: lo sprint dello spray

Monday, 28 July 2008
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di Nicoletta Salata

Che si tratti di un’evoluzione, di una variante, o semplicemente di una tra le tante sfaccettature del prismatico fenomeno “graffitismo”, che spesso raffigura infatti immagini tridimensionali e che senz’altro ha la capacità di scomporre la realtà urbana (nelle intenzioni si colora anche di messaggi sociali) la quale è spesso fatiscente e decadente (e non solo per quello che riguarda muri o cose in stato di degrado), il “graffiti laser” di cui in questi giorni si è parlato in un tg convince poco nella sua ambizione di sostituirsi al “murales”.
Molto suggestiva e d’effetto da un lato, perfino creativa e divertente, non credo che questa tecnica possa ritenersi dall’altro una soluzione all’effetto “vandalismo” dei graffiti, come qualcuno pare abbia ipotizzato o forse solo sperato.
Perché dietro al fenomeno del graffiti writing o più in generale della street art, risiedono tutta una serie di componenti e motivazioni; aspirazioni e capacità artistiche bramose di essere espresse, desiderio di ribellione e trasgressione. Leggi il resto –> »

Travaglio ha fatto pubblicità occulta da Fazio?

Monday, 28 July 2008
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Lettera aperta di Gabriele Mastellarini al Presidente dell’Autorità Garante per la Comunicazioni, dott. Corrado Calabrò e, per conoscenza, al dott. Bruno Vespa.

Egregio dott. Calabrò,
e, p.c. Gentile dott. Vespa,

Con sentenza  480/2008 il Consiglio di Stato ha confermato la diffida emessa dell’Autorità Garante per le comunicazioni, intervenuta dopo la messa in onda di una puntata di “Quelli che il calcio” (Raidue), in cui il comico Maurizio Crozza intervistava Bruno Vespa, mentre le telecamere indugiavano sulla copertina del saggio “Il Cavaliere e il Professore”, scritto dal conduttore di “Porta a Porta”.
Allo stesso modo, come si evince dai video allegati e presenti su YouTube, nel corso della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, in due diverse puntate vengono mostrate per diversi secondi le copertine dei libri “La scomparsa dei fatti” e “Se li conosci li eviti” del sig. Marco Travaglio, presente in studio e intervistato.

«Il fermo immagine del libro» è spiegabile solo nella «logica promozionale» sostengono i giudici, riferendosi al caso di Bruno Vespa. L’intervista ironica curata da Crozza, non aveva certamente bisogno del «supporto visivo del prodotto editoriale» e «seppure non sono state utilizzate parole che incoraggino espressamente all’acquisto del libro – si legge ancora nella sentenza n. 420/08 che riporto qui sotto – l’esposizione insistita e ripetuta della copertina, trova la sua ragione esclusivamente nella finalità promozionale, rafforzata anche dalla presenza dell’autore in trasmissione».

Allo stesso modo la stessa intervista di Fazio a Travaglio non sembra aver bisogno del supporto visivo della copertina del libro.

Si chiede pertanto all’Autorità di visionare il filmato e, del caso, aprire un procedimento nei confronti della Rai.

Cordialmente
Gabriele Mastellarini

La sentenza del Consiglio di Stato sulla pubblicità occulta del libro di Vespa (doc)

Proiettili di strada

Monday, 28 July 2008
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di Tommaso Farina

Incidenti spettacolari sulle strade italiane.
Tutti veri.
Tutti generati dall’indisciplina di alcuni automobilisti e dalla velocità smodata di molti camionisti.
Sarà mica il caso di darsi un po’ una calmata al volante? Ci si renderà mai conto che un camion lanciato a cento all’ora è un bestione pericolosissimo?

Schifani cita Travaglio chiedendo un risarcimento di 1,3 milioni

Monday, 28 July 2008
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Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha citato a giudizio Marco Travaglio chiedendo un risarcimento di 1,3 milioni di euro a seguito di quanto detto da Travaglio nella trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio e ad un articolo su “L’Unità”.

A dare la notizia è lo stesso Travaglio. Schifani gli ha fatto “recapitare in busta verde, da ben tre avvocati (uno dei quali pare sia un suo socio di studio), un atto di citazione presso il Tribunale civile di Torino” affinchè Marco Travaglio “compaia per essere condannato a risarcire dei presunti danni, patrimoniali e non”. Risarcimento che il Presidente del Senato ha quantificato in 1,3 milioni di euro.

Secondo Travaglio, le circostanze da lui indicate non sono mai state negate da Schifani “neppure nel suo fantasioso e spiritoso atto di citazione”. “Ho molto apprezzato – scrive ancora Travaglio – i passaggi nei quali fa rientrare quei fatti nell’ambito dei “commenti sulla vita privata delle persone”; e mi rimprovera di non aver rammentato come sia stato socio non solo di persone poi risultate mafiose, ma anche di altri “noti imprenditori mai coinvolti in episodi giudiziari”, e come abbia prestato consulenze non solo per comuni poi sciolti per mafia, ma anche per altri enti locali mai sciolti per mafia)”.

Travaglio chiede a Schifani di rinunciare al lodo Alfano. “In pratica, se io volessi querelare per le infamanti accuse che mi muove nel suo atto di citazione, non avrei alcuna speranza di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, perché il Lodo Alfano mette al riparo da qualunque conseguenza penale, imponendo la sospensione degli eventuali processi. Lei può dire e fare ciò che vuole, e io no – spiega Travaglio, riferendosi a Schifani – e riconoscerà che, dal mio punto di vista, la situazione è quantomai inquietante”.

“L’altro giorno, con nobile gesto, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rinunciato preventivamente al Lodo, dando il via libera al processo che lo vede imputato per diffamazione ai danni del pm Henry John Woodcock. Mi rivolgo dunque a Lei – scrive Travaglio a Schifani –  e alla prima carica dello Stato che quel Lodo ha così rapidamente promulgato, affinchè rassicuriate noi cittadini su un punto fondamentale: o ritirate le vostre denunce penali e civili finchè sarete protetti dallo scudo spaziale, oppure rinunciate preventivamente al Lodo in ogni eventuale processo che potesse eventualmente influenzare, direttamente o indirettamente, l’esito di quelle cause”.

Test medicina: l'Italia si spacca. Stesse prove annullate a Roma e Napoli, ma salve a Modena e Pescara

Monday, 28 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SENTENZE

A Roma e Napoli prove annullate, mentre resistono quelle di Pescara e Modena. (Nella foto, ragazzi impegnati a risolvere quiz rivelatisi errati).

di Gabriele Mastellarini per “Il Sole24Ore” Sanità”

Da Pescara e Bologna due sentenze importanti sui test per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, svolti l’anno scorso. Il Tar del Lazio aveva annullato le prove sostenute all’Università “La Sapienza” di Roma, ma nei giorni scorsi dai Tar dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna sono arrivate due sentenze di contenuto completamente opposto che “salvano” le prove tenute negli Atenei di Chieti-Pescara e Modena-Reggio Emilia.

Tutto ruota attorno ai vituperati quesiti errati, contrassegnati dai numeri 71 e 79, annullati dal Ministero dell’Università e non validi per la valutazione complessiva, effettuata sulla base di 78 domande, anziché 80. Il Tar del Lazio arrivava a contestare altri tre quesiti e bocciava la commissione per non aver lasciato traccia della propria attività di predisposizione dei test («Si è bruciata dietro le navi», scrivevano i giudici parafrasando Cortés). Di tutt’altro avviso il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo (sede di Pescara, prima sezione, sentenza n. 641 del 3 luglio) che ritiene logica e coerente la scelta operata dalle Amministrazioni Pubbliche. «La scelta della commissione era l’unica possibile date le circostanze, onde evitare di dover ripetere le prove di esame, comportando non pochi inconvenienti anche per i candidati e avrebbe leso gli interessi pubblici ad un ordinato inizio dell’anno accademico», scrive Umberto Zuballi, presidente del collegio ed estensore della decisione. I giudici abruzzesi sostengono di «non ignorare» le pronunce di alcuni Tar di segno contrario (va aggiunto anche quello di Napoli, sentenza 871/2008), ma non le condivide. «La diminuzione del numero di quesiti rispetto a quelli inizialmente previsti assume rilievo indubbiamente minore e comunque consente di salvaguardare la par condicio» tra i vari candidati, spiega il Tribunale pescarese, rigettando il ricorso di un’aspirante dottoressa.

Identica sorte per cinque ragazzi bocciati alle prove di ammissione tenute presso l’Università di Modena, anche se il Tar dell’Emilia Romagna (decisione n. 3151 del 30 giugno) ha fatto un ragionamento diverso rispetto agli altri, scindendo i due quesiti. Relativamente al n. 79 «la disposta espunzione dal questionario» è ritenuta «necessaria, sicché sul punto la decisione dell’amministrazione appare ineccepibile». Ma sulla domanda n. 71, i giudici (prima sezione, presidente Piscitello, estensore Fina) non trovano legittima «la cancellazione della domanda dal questionario, ben potendo farsi ricorso a soluzioni più adeguate alla situazione determinatasi e più rispettose della buona fede dei candidati. In definitiva – si legge ancora nella sentenza del Tar di Bologna – l’errore commesso nella formulazione del quesito n. 71 non doveva necessariamente condurre alla sua eliminazione, tenuto conto che la possibilità di fornire due risposte esatte costituiva senza dubbio un vantaggio nella valutazione della domanda, ma non determinava un’anomalia di tale gravità da alterare il risultato della prova». Per ottenere l’annullamento dei test, i candidati dovevano aver risposto correttamente al quesito n. 71 e darne prova ai giudici. Non avendolo fatto, il loro ricorso è respinto. Ma, ormai è certo, sarà il Consiglio di Stato a dire la parola fine, con un giudizio (si spera) univoco.

Clicca QUI per l’articolo sulla sentenza del Tar Lazio.

Clicca per leggere le sentenze dei Tar di PescaraBologna e  Napoli.

Misteri della Rete

Monday, 28 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Gabriele Mastellarini

Se fino a qualche anno fa la visibilità di una qualunque persona o azienda si calcolava attraverso la notorietà raggiunta nei rispettivi campi d’interesse o attraverso i volumi di fatturato, oggi tutto si “misura” attraverso Google e quello che gli espertoni chiamano posizionamento sul “motore di ricerca”.

Tutti dobbiamo prenderne atto. Più siamo “posizionati” meglio, più riusciremo ad ottenere contatti e a guadagnare in termini di notorietà e denaro. Conosco imprenditori che arrivano a pagare migliaia e migliaia di euro per piazzarsi sulle prime pagine di Google con determinate chiavi di ricerca.

Faccio un esempio. La settimana scorsa dovevo recupeare dei file di un vecchio hard disk che non si apriva più. Vado su google e digito “recupero dati” oppure “recovery” e scopro il signor Marco Paoli di Roma e la sua azienda. Immediatamente lo contatto e, in pochi giorni, ho risolto il problema (il servizio è ovviamente a pagamento). In altri tempi avrei aperto le pagine gialle, ma oggi non so più cosa siano.

Ciò significa che se io vendessi penne biro, aumenterei il fatturato in maniera proporzionale al mio posizionamento su Google alla chiave di ricerca “penne biro”.

Lo stesso può applicarsi per gli articoli di un blog o di un giornale. Più vengono stanati da Google, più avranno visibilità. Altro esempio: se andate sul motore di ricerca più cliccato al mondo e scrivete “bavaglio travaglio”, magari per sapere qualcosa in più sul nuovo saggio “Il Bavaglio”, nella prima pagina risultante, vi imbatterete in un articolo di questo blogiornale nel quale si dice pressappoco “il libro Bavaglio di Travaglio io non lo compro”. Un’ottima pubblicità per il blog che si piazza ai primi posti su oltre cinquantamila articoli. Di certo una pessima pubblicità per l’autore de “Il Bavaglio” che, a sua volta, non può neanche intervenire per far scivolare l’articolo verso posizioni più arretrate.

Ci sono però alcuni misteri, per me irrisolti. Spesso, facendo una ricerca su un determinato tema escono fuori, ben posizionate, delle cose nient’affatto attinenti con la materia voluta. Ad esempio, se andate su google.it immagini e chiedete una foto di “Scalfari” vi apparirà al secondo posto la foto sopra. A una prima vista, mi è sembrata decisamente più accattivante del buon “Barbapapà”, ma non ha nulla a che fare con il fondatore di “Repubblica” e cofondatore de “L’espresso”. 

Misteri della Rete.

Berselli (L'espresso) punta la Betancourt: "Faceva meglio a star zitta sulla testata di Zidane"

Monday, 28 July 2008
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L’editorialista de L’espresso, il prof. Edmondo Berselli, docente universitario e direttore della rivista “Il Mulino” non ha peli sulla lingua e punta l’obiettivo su Ingrid Betancourt.

Scrive Berselli su “L’espresso” di questa settimana: “La spedizione guidata da Marcello Lippi usciva da Calciopoli, si temprò nella bufera, divenne un gruppo inafferrabile e riuscì a battere squadre teoricamente più quotate, fino alla vittoria ai rigori contro la Francia, nella partita passata alla storia per la testata di Zidane a Materazzi (la signora Betancourt faceva meglio a stare zitta, invece di dire l’eterea sciocchezza secondo cui aveva “adorato” quel colpo di testa).

Tanto per rinfrescare la memoria riporto il lancio Ansa 

(ANSA) – PARIGI, 10 LUG – ‘Ho adorato la testata di Zidane a Materazzi, credo che anch’io avrei fatto lo stesso’. Lo ha detto Ingrid Betancourt. L’ex ostaggio delle Farc ha aggiunto: ‘Me la sono presa con chi lo ha criticato’. La donna – che dal secondo anno di prigionia nella giungla colombiana aveva a disposizione una radio – ha indicato la finale della Coppa del Mondo tra gli eventi degli ultimi 6 anni che l’hanno colpita di piu’. E dopo la sconfitta francese, ha spiegato di aver pianto.

Nelle foto in alto Ingrid Betancourt e Edmondo Berselli, sotto la testata di Zidane a Materazzi.

CULTUR@. "Cercate la passione"

Monday, 28 July 2008
Pubblicato nella categoria CULTUR@

di Nicoletta Salata

Randy Pausch, 46 anni, professore della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Pennsylvania) e direttore dell’Entertainement Technology Center presso la stessa università, esponente della Comunità di Interazione Uomo-Macchina, noto per le sue ricerche nell’ambito della realtà virtuale e dei videogiochi. È stato incluso per il 2008 nell’elenco delle 100 persone più influenti del pianeta dalla rivista Time.

Sento di non dover dire niente, forse solo che ci sono lezioni che non si possono dimenticare.

E che la parola passione è stata citata in un commento del blog da G.M. e N.S. proprio ieri nell’articolo “Presentazione del Bavaglio”.

Come dire che mentre una voce sostenitrice di questà verità si affievoliva qualcuno era già pronto a ravvivarla. Leggi il resto –> »

Presentazione del “bavaglio” di Travaglio: show tragicomico di pessimo gusto/2 (video)

Sunday, 27 July 2008
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Due video con l’intervento di Marco Travaglio alla presentazione di “Bavaglio”, tenutasi a Milano il 21 luglio presso la Camera del Lavoro. Giudicate voi! E per leggere le testimonianze di alcuni spettatori presenti cliccate QUI


 

La bufala corre sul web e la satira abbonda

Sunday, 27 July 2008
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di Dago Red (*)

Su un sito web, del quale non conosco l’indirizzo, è comparsa la trascrizione della famosa telefonata tra Fedele Confalonieri e Silvio Berlusconi di cui da giorni parlano tutti i media: peccato soltanto che sia falsa.

A parlarne, e a sbugiardarla, per primo è stato Roberto D’Agostino, sul suo sito Dagospia, che pure ha preso la decisione, apparentemente strana per un sito di “gossip”, di non riportarla, con motivazioni che mi sento di condividere.

Pare pure che l’amministrazione del sito che ha ospitato la finta trascrizione e che la polizia postale sta per oscurare, si sia già fatto vivo, specificando che si era trattato solo di uno scherzo. Giustificazione che non è stata accettata da D’Agostino, in quanto non di un semplice scherzo si può parlare, ma della degenerazione di un pettegolezzo fondato su una notizia inesistente, che da giorni rimbalza su giornali e tv, con l’evidente scopo di dannegiare le persone che di questo pettegolezzo sono vittime.

A questo punto mi aspetto da parte dell’autore del falso la solita autodifesa basata sul diritto di “satira”, che ormai la lotta politica sembra essere affidata ai comici e alla satira che, a parere di molti, darebbe il diritto di dire quello che ci pare su chiunque ci stia antipatico.

Perfino un giornalista politico, divenuto ormai famoso per le sue “inchieste giudiziarie”, come Marco Travaglio, si difende nelle cause per diffamazione che gli vengono mosse contro per quanto scrive nella sua rubrica sul quotidiano l’Unità, qualificando le sue opere dei testi satirici .

Praticamente abbiamo ormai in italia più autori satirici che giornalisti, più comici che politici. Sembra che l’oggettiva valutazione dei fatti sia ormai un superfluo esercizio lasciato a pochi. Rende molto di più lo spettacolo da guitto di piazza, nel quale si può dire qualsiasi castroneria, che tanto è solo satira (ammesso che possa veramente essere così definita), che tanto si è solo dei comici e si sa, il comico dice un sacco di cazzate, è il suo lavoro.

(*) http://dagored-ilmioblog.blogspot.com

http://dituttounblog.com/articoli/esclusivo-la-finta-telefonata-berlusconi-confalonieri-oscurata

MUTO

Sunday, 27 July 2008
Pubblicato nella categoria CULTUR@


di Nicoletta Salata

Posizionato tra un M.T. e l’altro, precisamente uno sotto e uno sopra, vedere per credere (G.M. non preoccuparti la battuta non mi scappa!), il mio articolo su Laser/Graffitismo si è perduto.

Sormontato da ben più interessanti e coinvolgenti argomenti è rimasto “stritolato” (nonostante la corposità peraltro forse eccessiva) tra un “M.T.-Fazio” e un “M.T.-Fesso”.

Evidente che non avevo chance!

Suggerendo la visione di questo video (dal titolo emblematico) strettamente collegato all’argomento “perito” nel duplice “attacco” (la street art), confido in una maggiore possibile attenzione e ringrazio quanti vorranno lasciare un commento “a caldo” (solo e soltanto sul video, grazie) relativo alla loro personale suggestione ed interpretazione su quanto qui viene rappresentato, o meglio “dipinto”!

Personaggi a confronto: Gabriele Mastellarini / Marco Travaglio

Sunday, 27 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Sergio Fornasini

Scusate l’intervento a gamba tesa ma secondo me vanno precisate alcune cose, tenendo sempre conto che in questo blog oltre a moderare con discontinuità i commenti ho anche l’opportunità di esprimere il mio personale punto di vista:

1) Travaglio è un professionista superlativo come comunicatore, ha grande visibilità sui media ed in particolare in TV. Ma da lungo tempo non può essere considerato un giornalista che pubblica notizie, le rielabora ed in funzione delle sue grandi qualità ne trae libri di grande successo e secondariamente articoli sugli organi di stampa per i quali scrive.

2) Mastellarini è di un’altra parrocchia, un ottimo giornalista che le notizie le cerca e le pubblica solo se fresche di giornata o rivisitate da un punto di vista decisamente interessante e diverso dal piatto conformismo dei media in generale.

Ergo, si tratta di professionisti che operano su piani diversi, fino a poco tempo fa si rispettavano. Poi GM ha pubblicato particolari sulle vicende giudiziare di MT, ha fatto il suo mestiere come sempre, niente di più. MT l’ha presa malissimo, insultando GM.

Il giudizio ed i commenti al riguardo tengano presente il quadro della situazione, per obiettività delle cose e non per tifoseria para-calcistica. In più gli articoli in questo blog in stragrande maggioranza non si occupano di MT ma di cose ben più serie, grazie.

Nelle foto: Gabriele Mastellarini alla presentazione di “Assalto alla stampa” e Marco Travaglio nello studio di “Annozero”