SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/10 FINE. Le foto del residence "Golden Hill 3" con maxipiscina

Thursday, 11 September 2008
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SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/9. Travaglio presenta l'altro assegno: "La vacanza del 2003 l'ho pagata mille euro".

Thursday, 11 September 2008
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Dal blog di Marco Travaglio (voglioscendere.ilcannocchiale.it)

Al nuovo attacco di Giuseppe D’Avanzo ho replicato punto per punto in una lettera che ho inviato al direttore di Repubblica. Mi preme però far subito sapere che chi, come D’Avanzo su Repubblica e Facci sul Giornale, ora sposta le insinuazioni dalle mie vacanze del 2002 a quelle del 2003, dovrà inventarsi qualche altra balla. Perchè ho anche l’assegno del 2003.

D’Avanzo, nel suo articolo del 14 maggio, sosteneva che l’avvocato di Michele Aiello aveva raccontato come il suo assistito mi avesse pagato le ferie del 2002 in un hotel di Trabia (il “Torre Artale”, segnalatomi dal maresciallo Ciuro). Dunque ritenni che quella voce falsa e calunniosa si riferisse alle mie vacanze del 2002 nell’hotel di Trabia.

Dissi subito che me le ero pagate io e promisi di dimostrarlo con le carte. Dopo lunghe ricerche, ho rintracciato l’estratto conto della mia carta di credito Diners con cui pagai la metà del conto (2 mila euro) e la fotocopia dell’assegno con cui saldai il resto (2.526,70 euro). Li ho pubblicati sul mio blog.

Speravo che fosse finita, ma mi sbagliavo. Oggi D’Avanzo mi ha dedicato tre quarti di pagina, cambiando le carte in tavola. Dopo aver sempre parlato del 2002 e di Trabia, ora sostiene che “quei documenti provano poco”: stavolta devo dimostrare che pagai anche la vacanza del 2003 in un residence di Altavilla Milicia (“è il saldo del soggiorno al Golden Hill a dover essere confermato”). E butta lì un simpatico “anche se quei documenti saltassero fuori.”.

Bene, sono felice di comunicargli che il mio soggiorno di dieci giorni in un villino del residence Golden Hill ad Altavilla lo saldai con la proprietaria (il cui nome, se vuole, gli fornirò in privato) in data 21 agosto 2003 con un assegno della mia banca, San Paolo-Imi di Torino: assegno di 1000 euro numero 3031982994.

Per la fotocopia, farò subito richiesta alla banca e spero di averla tra qualche settimana, come l’altra. Casomai D’Avanzo gradisse qualche ragguaglio sulle mie ferie precedenti o successive (le faccio tutti gli anni), posso fornirgli la documentazione completa, onde evitare di dovergliene render conto a rate. Dopodichè il collega potrà, magari, occuparsi anche lui del passato di Schifani. Sarebbe la prima volta.

Marco Travaglio

Mille euro. Economiche le vacanze in Sicilia. Forse ci andrò pure io l’anno prossimo. gmast. Attendiamo la copia dell’assegno e chiudiamo la storia.

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L’editoriale di Filippo Facci sul Giornale

L’editoriale di Gabriele Mastellarini

Una ricostruzione della vicenda

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SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/8. Dagospia titola "MARCO TRAVAGLIATO "

Thursday, 11 September 2008
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da www.dagospia.com

“LA REPUBBLICA” DEI PUGNALI VOLANTI: NUOVO ROUND TRA TRAVAGLIO E D’AVANZO E SONO BOTTE DA ORBI E COLPI SOTTO LA CINTURA TRA IL VICE DIR. E IL SUO COLLEGA “IO, SVACANZO A SPESE DELLA MAFIA? ECCO L’ASSEGNO!” (MA È DELL’ANNO SBAGLIATO)

SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/7. Quei pochi chilometri tra Trabia e Altavilla

Thursday, 11 September 2008
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Considerazioni di natura geografica e turistica, ispirate da alcuni commenti pervenuti.

Premetto di non essere mai stato da quelle parti, ma Trabia e Altavilla Milicia (le due località in provincia di Palermo di cui si parla in questo speciale) distano l’una dall’altra circa 12 chilometri, appena 11 minuti in macchina. Quindi si può dire che sono attaccate ed è anche facile equivocarle. Nel comune di Trabia risulterebbero i residence Golden Hill 1 e Golden Hill 2, che distano dal centro di Trabia circa 5 chilometri e quindi sette da Altavilla.

Lì vicino, non è chiaro se nel territorio del comune di Altavilla o in quello di Trabia, località contrada Sperone, dovrebbe esserci il Golden Hill 3, altro residence con piscina e appartamenti alcuni in vendita (vedi l’annuncio sotto).

Non so in quale Golden Hill siano stati in vacanza Travaglio e Ciuro. L’avvocato di Aiello parla di Altavilla Milicia e quindi dovrebbe trattarsi del Golden Hill 3 ma è una supposizione. Di certo Travaglio era in un appartamento di una signora (il giornalista dice di aver pagato la pigione alla proprietaria, quindi una femmina).

Per il resto non so. Vi lascio solo queste cose sotto. gmast

Partenza: Trabia, Trabia      
           
1
  Continuare su: Piazza Ungheria      
           
2
  A Trabia, continuare 0.2km    
Continuare su: Via Monsignor di Matteo (0.1km)    
Girare a destra (0.1km)    
        0.2km 00h00
3
  In prossimità di Castello Lanza, Girare a sinistra: Strada Statale 113 2km    
        2.5km 00h04
4

A19
E90
Continuare su: A19 / E90 9km    
Seguire la direzione:

PALERMO
  3km 00h05
Pagano   3.5km 00h05
Prendere l’uscita in direzione:

ALTAVILLA MILICIA
  11km 00h10
Seguire la direzione:

SS113
  12km 00h11
        12km 00h11
5
  Girare a sinistra: Strada Gelsi Neri in direzione di:

SS113
0.2km    
        12km 00h11
6
SS113
Girare a sinistra: SS113 0.2km    
        12km 00h11
7
  Girare a destra 0.1km    
        12km 00h11
  Arrivo: Altavilla Milicia, Altavilla Milicia      
        12km 00h11
La frazione di Golden Hill I- II appartiene al comune di Trabia, in provincia di Palermo, nella regione Sicilia. La frazione di Golden Hill I- II dista 4,62 chilometri dal medesimo comune di Trabia cui essa appartiene.

ANNUNCIO DI VENDITA: Porzione di villa quadrifamiliare all’interno del residence golden hill 3,ottimamente arredata,ottimo stato (altavilla milicia) Terrazzi n.: 0 Stato Immobile: Ottimo stato. Arredato

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SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/6. D'Avanzo (Repubblica) torna alla carica: "La sua difesa e' alquanto debole. Fa confusione. Da rintracciare anche i cedolini di pagamento del 2003"

Thursday, 11 September 2008
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di Giuseppe D’Avanzo per La Repubblica (forse ispirato da questo blog, che e’ stato il primo a dare la notizia…ma non siamo citati neanche qui. gmast)

Ricapitoliamo, una buona volta questo affare, le questioni che sono in discussione e i benedetti “fatti” che, per Marco Travaglio, dovrebbero farmi vergognare.  Partiamo dai “fatti”.  Travaglio non parla mai di Giuseppe Ciuro, come se la presenza di questo signore fosse marginale. Al contrario, è essenziale. E non per sostenere che l’integrità di Travaglio è compromessa dalle vacanze comuni con un infedele poliziotto poi definito da una sentenza “criminale” e condannato a quattro anni e mezzo di galera.

Quando vi ho fatto cenno in maggio, volevo dimostrare quanto fragile e pericoloso fosse un metodo di lavoro che – abusando della parola “verità” – declina la conoscenza di Schifani con un tizio, quattro anni dopo indagato per mafia, come prossimità alla mafia. Come mafiosità.  Travaglio sembra non comprendere di che cosa voglio discutere. O forse non ne ha voglia. Gli interessa soltanto difendere se stesso (lo capisco) e insultare e invitare i suoi lettori a farlo (lo capisco meno). 

Purtroppo anche la sua difesa, presentata come definitiva, come esaustiva, è alquanto debole, se si deve proprio parlarne. Cincischia un po’ sulle mie fonti. Fa confusione. Fa credere che la mia fonte sia l’avvocato di Michele Aiello. Chi lo ha mai detto o scritto?  Ho scritto: “Marco [Travaglio] e Pippo [Ciuro] sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un’ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l’avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l’albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia”. E’ di tutta evidenza che l’avvocato di Aiello non è la mia fonte, nonostante gli sforzi di confondere le acque. 

Ma queste, come direbbe Michele Santoro, sono “quisquilie”. Travaglio vuole dimostrare, “carta canta”, che si è pagato di tasca sue le sue vacanze siciliane. Travaglio tiene, soprattutto, a smentire una frase del mio articolo. Questa: “[Dice l’avvocato che] Aiello ha pagato l’albergo a Marco”. Con enfasi, annuncia dal suo sito: “Ho finalmente trovato l’assegno e l’estratto conto della carta di credito Diners con cui pagai il conto di quella vacanza all’hotel Torre Artale di Trabia. L’assegno, emesso il 19 agosto 2002 dal mio conto presso il San Paolo-Imi di Torino e poi negoziato dal Banco di Sicilia (che lo conservava nei suoi archivi di Palermo), ammonta a 2.526,70 euro. I restanti 2 mila euro li pagai con la carta Diners (versamento datato 18 agosto 2002)”. 

Ora Travaglio sa – e lo ha ammesso – che con il “criminale” Giuseppe Ciuro ha trascorso una vacanza nel 2003. 
 Racconta al Corriere della Sera (15 maggio 2008): ” [L’anno successivo, mese di agosto del 2003] Andai con la famiglia per dieci giorni al residence Golden Hill di Trabìa [si confonde: il Golden è ad Altavilla Milicia] dove di solito alloggiavano Ciuro e Ingroia [è un pubblico ministero del pool di Palermo] e ci fu quella buffa storia dei cuscini poi finita nei brogliacci delle intercettazioni”. “Ma al Golden Hill chi pagò il conto?”, chiede il Corriere. Risponde Travaglio: “Io ho pagato la prima volta il doppio di quanto stabilito e per il residence ho saldato il conto con la proprietaria. Tutto di tasca mia, fino all’ultima lira e forse se cerco bene trovo pure le ricevute”. 

E’ il saldo del soggiorno al Golden Hill, dunque, a dover essere confermato, se proprio si vuole. Perché l’avvocato di Aiello indica, come pagato dal suo assistito a vantaggio di Travaglio, il soggiorno al residence di Altavilla (2003) e non le vacanze all’Hotel Artale di Trabìa (2002).  Dice infatti al Corriere (15 maggio 2008) l’avvocato Sergio Monaco, difensore di Aiello (e naturalmente le sue parole, come quelle di Aiello, non sono oro colato): “Posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio”. 

Ora sono sicuro che Travaglio, come ha trovato i cedolini del pagamento del 2002, possa agevolmente rintracciare anche quelli dell’anno successivo. E’ quel che mi auguro perché Travaglio dovrebbe sapere, come lo so io, che vivere delle colpe altrui è un po’ “come vivere a spese altrui”. 

Per vergognarsi c’è allora tempo. Più urgente è ragionare. Non di Aiello, ma di Ciuro e di un modello giornalistico. 

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L’editoriale di Filippo Facci sul Giornale

L’editoriale di Gabriele Mastellarini

Una ricostruzione della vicenda

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Leggi l’articolo di Dino Martirano del Corriere

Leggi i commenti dal blog di Travaglio

Leggi tutto l’articolo di Giuseppe D’Avanzo dal sito di Repubblica

SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/5. Facci (Il Giornale) c'e': "Le ricevute pubblicate da Travaglio sono quelle sbagliate. Ora i suoi ammiratori vogliono capire"

Thursday, 11 September 2008
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di Filippo Facci per Il Giornale (forse ispirato da questo blog, ma non siamo citati. gmast)

Si sta infilando in un ginepraio, Marco Travaglio. Il vicedirettore di Repubblica Giuseppe D’Avanzo, ricorderete, aveva citato un’intercettazione telefonica dalla quale si apprendeva che Travaglio era andato in vacanza con un certo Pippo Ciuro, un tizio poi condannato per favoreggiamento del mafioso Michele Aiello.

Il residence della vacanza, in Sicilia, era stato consigliato proprio da questo Ciuro a cui Travaglio si era rivolto anche per avere uno sconto. E questo è acclarato. Non lo è per niente, invece, un’altra accusa che continua a sembrarci improbabile: l’intera vacanza di Travaglio, cioè, sarebbe stata pagata dal succitato mafioso Michele Aiello. L’avvocato di quest’ultimo ha confermato l’accusa.

Posto che non ce ne frega più di tanto (Travaglio in ogni caso non conosceva la mafiosità dei suoi interlocutori) resta che Travaglio sporse subito querela e ne fece una malattia, dicendo che avrebbe esibito tutte le ricevute del caso. Ora le ha finalmente esibite, ma sono quelle sbagliate. Come hanno riconosciuto anche tanti ammiratori dei suoi blog, Travaglio ha mostrato le ricevute dell’Hotel Torre Artale di Trabia, anno 2002, e non quelle del residence Golden Hill di Altavilla Milicia, anno 2003, luogo e anno del contendere come Travaglio stesso spiegò a suo tempo.

C’è un errore da qualche parte, ma tanti suoi ammiratori ora insistono, vogliono capire, non si accontentano, accusano. Li ha cresciuti proprio bene. (Nella foto Filippo Facci)

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Leggi l’editoriale di Gabriele Mastellarini (http://dituttounblog.com/editoriali/travaglio-trabia-goldenhill)

Una ricostruzione della vicenda (http://dituttounblog.com/articoli/travaglio-trabia)

I lettori ci scrivono (http://dituttounblog.com/lettere/travaglio-trabia-ricevute)

Leggi l’articolo di Dino Martirano del Corriere (http://dituttounblog.com/amarcord/travaglio-ciuro-trabia)

Leggi i commenti dal blog di Travaglio (http://dituttounblog.com/articoli/dal-blog-di-marco-travaglio)

Leggi l’articolo di Filippo Facci dal sito del Giornale (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=289781)

SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/4. Commenti dal suo blog: "Se ha rintracciato senza troppe difficoltà le ricevute del 2002, Marco con ancor meno difficoltà certamente rintraccerà quelle del 2003 dei pagamenti effettuati ad Altavilla"

Wednesday, 10 September 2008
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Riportiamo alcuni commenti tratti da http://voglioscendere.ilcannocchiale.it, il blog di Marco Travaglio
 A me dispiace molto, cara Rossana, e comprendo il tuo affetto e la tua fede che sono ottime disposizioni d’animo.
Ma i 450 messaggi trionfali qui sopra non sono dovuti a fede, ma alla copia dell’assegno di un HOTEL che è cosa completamente diversa dal residence di Altavilla Milicia, pur nei dintorni di Tradìa, che secondo l’Avvocato Sergio Monaco, con dichiarazione riportata nell’articolo linkato qui sopra da indignato60, il suo cliente Aiello sosterrebbe di aver retribuito a beneficio di Travaglio.
Quindi sono molto dispiaciuto, ma le ricevute che ha rintracciato faticosamente Marco, non bastano a fugare i dubbi, proprio per niente.
Ma io sono certissimo che troverà anche le altre, così magari, coi documenti giusti alla mano, potrà ritornare a parlare di querele come fece a caldo, perchè mi dispiace che ora si sia ridotto semplicemente a richiamare il collega “alla vergogna”.

L’anno successivo Marco è ad Altavilla Milicia, al Golden Hill 3, un posticino frequentato da Ciuro, Ingroia e famiglie. Ed è lì che a detta dei maligni ci sarebbe stata, questa volta sì, una “sistemazione” della nota finale per tranquillizzare un Marco incazzatissimo. “Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l’albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.” Scrive d’Avanzo. Ma poi arriva la precisazione del legale di Aiello sul Corriere, che afferma che il suo cliente Aiello sostiene di aver pagato il conto ad Altavilla Milicia. Tutto questo è documentato dai vari articoli, e se si insiste nel sostenere che quel “2002” di D’Avanzo non è un lapsus, tutto quanto scritto successivamente, ed anche e soprattutto da Marco, diviene incongruente ed assurdo.
Ma niente paura: Marco non avrà sicuramente problemi ad esibire anche le ricevute del 2003, a fugare ogni dubbio.

Non sanno proprio a cosa attaccarsi. Quando si devono confrontare con persone oneste non hanno più argomenti, non si capacitano del fatto che possano esistere persone pulite, non ci sono abituati, non le frequentano. Che tristezza che mi fanno ‘sti uomini fatti di niente con molto da nascondere.
Marco sei un grande.

Se ha rintracciato senza troppe difficoltà quelle del 2002, Marco con ancor meno difficoltà certamente rintraccerà quelle del 2003 dei pagamenti effettuati ad Altavilla Milicia.

Leggi sopra: Marco Travaglio non ha dimostrato nulla.
La ricevuta che taglia la testa al toro e’ quella del 2003, ma lui ha presentato quella del 2002!

Purtroppo la prova di Travaglio non vale una cippa: l’anno caldo e’ il 2003 non il 2002. D’Avanzo parla di 2002 sbagliando. Per amissione dello stesso Travaglio, l’intercettazione delle telefonata e la storia dei cuscini e’ da posizionarsi nel 2003. E’ in questo stesso anno che gli inquirenti credono gli sia stata pagato il residence. Sicuramente sarai stato indotto ad errore da D’Avanzo stesso, quindi rimane la mia stima nei tuoi confronti. Quindi siccome credo nella tua buona fede, mi aspetto ora l’esibizione della prova per quanto riguarda il 2003.

Ciao Marco, per curiosità sono andato a vedermi cosa diceva il “grande” Mastellarini sul suo blog…E’ andato a ricercarsi anche la questione del Golden Hill dell’anno dopo. Così, secondo lui, tu dovresti anche mostrare altre ricevute per dimostrare i pagamenti dell’anno dopo e risultare immacolato. Considerando che, ammesso anche che Ciuro abbia chiesto di “offrirti” l’albergo ad Aiello, tu non sapevi nulla della provenienza del dono, quindi ne esci comunque pulito e lindo. Fermo restando che la decisione spetta a te, se farti l’altro lavoraccio di andare a trovare le ricevute e pubblicarle rimane il fatto che questo qui proprio non abbia niente da fare se non farti i conti in tasca.

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Leggi l’articolo del Corriere (http://dituttounblog.com/amarcord/travaglio-ciuro-trabia)

SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/3. I fan (tranne uno) non abboccano. E vogliono vedere i pagamenti della vacanza 2003

Wednesday, 10 September 2008
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Messaggi dal Forum www.marcotravaglio.it

Non dubito della buona fede di MT. Purtroppo pero’ la prova presentata non vale nulla, aspettiamoci quella del 2003 allora.
Purtroppo pero’, temo che la vicenda sia stata considerata conclusa (erroneamente) dal gionalista…e quindi non avremo mai la prova definitiva.

Su questo ti do ragione, ma ha anche svincolato alla grande dalla vicenda.
Lui sa benissimo che la telefonata riguarda il 2003, perche’ mai allora sbatte la una prova che lui stesso sa non significare nulla (errori di D’Avanzo a parte)?

D’Avanzo parla di inquirenti che suppongono il pagamento nell’anno della telefonata sui cuscini, che a detta dello stesso Travaglio e’ del 2003 e non del 2002.
D’Avanzo sbaglia con il 2002: le intercettazioni e i dubbi riguardano l’anno successivo.

La prova di Marco riguarda invece il 2002. La prova quindi dimostra l’errore di D’Avanzo riguardo alla data, ma non risolve la vicenda. O sbaglio?

Perdonami Roberto ma è Travaglio stesso a collocare la telefonata nell’anno successivo: “c) ho conosciuto il maresciallo Giuseppe Ciuro a Palermo quando lavorava alla polizia giudiziaria antimafia (aveva pure collaborato con Falcone). Mi segnalò un hotel di amici suoi a Trabia e un residence ad Altavilla dove anche lui affittava un villino.
Il primo anno trascorsi due settimane nell’albergo con la mia famiglia, e al momento di pagare il conto mi accorsi che la cifra era il doppio della tariffa pattuita: pagai comunque quella somma per me esorbitante e chiesi notizie a Ciuro, il quale mi spiegò che c’era stato un equivoco e che sarebbe stato presto sistemato (cosa che poi non avvenne). L’anno seguente affittai per una settimana un bungalow ad Altavilla, pagando ovviamente la pigione al proprietario. Ma i precedenti affittuari si eran portati via tutto, così i vicini, compresa la signora Ciuro, ci prestarono un paio di cuscini, stoviglie, pentole e una caffettiera. Di qui la telefonata in cui parlo a Ciuro di “cuscini”. Ecco tutto. ”

Secondo me Travaglio non aveva il dovere di dimostrare nulla, visto che l’accusa di D’Avanzo era talmente generica e imprecisa da sbagliare addirittura l’anno. Però concordo con chi dice che a questo punto dovrebbe cercare e pubblicare anche la ricevuta dell’anno successivo; quella che secondo l’avvocato di Aiello sarebbe stata pagata dal suo cliente. Giusto per completezza.

Roberto Morelli (moderatore Forum): “Se qualcuno ha il coraggio di rompergli le balle anche per l’anno successivo che si faccia pure avanti. Per me, ripeto, ne ha già avuta parecchia di pazienza”.

Gabriele Mastellarini (giornalista): “Ecco Morelli, io ho coraggio di rompergli ancora le balle anche e soprattutto per il 2003”.

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Leggi l’articolo del Corriere (http://dituttounblog.com/amarcord/travaglio-ciuro-trabia)

SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/2. Le vacanze di Travaglio e i "cuscini" che non ci sono. Arrivano le ricevute di pagamento…dell'anno prima

Wednesday, 10 September 2008
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di Gabriele Mastellarini

Riassunto delle puntate precedenti. Giuseppe D’Avanzo di Repubblica scrive di un’intercettazione tra il condannato Giuseppe (Pippo) Ciuro e il giornalista Marco Travaglio. Una telefonata nella quale si parla di “cuscini” non meglio identificati. D’Avanzo scrive: “Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei “cuscini”. Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un’ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l’avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l’albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia”. Aiello è il patron delle cliniche siciliane, braccio destro del boss mafioso Provenzano.

Si legge chiaramente che l’avvocato di Aiello non è la fonte di D’Avanzo (come equivocato da Travaglio), ma il legale è stato semplicemente sentito dagli “investigatori” e quindi fa bene lo stesso avvocato a spiegare successivamente a Repubblica di non aver mai parlato con D’Avanzo.  Il legale è l’avv. Sergio Monaco che, intervistato dal “Corriere” (da Dino Martirano), ha comunque confermato: «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio».  Di questa intervista al “Corriere”, Travaglio ovviamente non dice nulla limitandosi a sottolineare la rettifica di Monaco a Repubblica.

D’Avanzo nel suo articolo fa riferimento a una data: l’8 agosto del 2002, ma è lo stesso Travaglio a smentire che la telefonata dei “cuscini” si riferisca all’estate 2002. Si tratterebbe, infatti, dell’estate successiva, quella del 2003 quando Travaglio è in vacanza al residence “Golden Hill” di Altavilla Milicia (stessa località indicata dall’avv. Monaco). Un residence splendido con piscina, campi da tennis, nel quale secondo Travaglio mancava di tutto, dai cuscini alla moka. Dice Travaglio, sempre al Corriere: “Andai con la famiglia per dieci giorni al residence Golden Hill di Trabìa dove di solito alloggiavano Ciuro e Ingroia e ci fu quella buffa storia dei cuscini poi finita nei brogliacci delle intercettazioni. Io chiamai Ciuro e gli dissi: “Qui manca tutto. I cuscini, la macchinetta del caffé perché i precedenti affittuari si erano portati via tutto. Poi gli ospiti del residence mi aiutarono: chi con un cuscino, chi con la Moka… ».

Quindi la storia dell’intercettazione, dei cuscini e del conto non pagato non dovrebbe riferirsi all’hotel Torre Artale di Trabia (per il quale Travaglio produce ricevute di pagamento), ma al residence “Golden Hill” di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo (sul quale Travaglio tace).

Ma al Golden Hill chi pagò il conto?, chiede il giornalista Martirano a Travaglio. Risponde Travaglio: «Io ho pagato la prima volta il doppio di quanto stabilito e per il residence ho saldato il conto con la proprietaria. Tutto di tasca mia, fino all’ultima lira e forse se cerco bene trovo pure le ricevute. Ma poi vai a sapere cosa cavolo diceva questo Ciuro al telefono. Magari millantava…».

Ecco, arriviamo alle ricevute. Travaglio dice di poter esibire le ricevute pagate alla proprietaria di un appartamento al residence Golden Hill nel 2003, mentre ieri sul suo blog voglioscendere.ilcannocchiale.it, presenta un altro conto relativo al 2002, quando alloggiò all’hotel Torre Artale.

In effetti D’Avanzo scrisse “8 agosto 2002” ma la telefonata sui “cuscini” dovrebbe riferirsi al 2003, come confermato da Travaglio stesso.

Scrive ancora Travaglio sul suo blog: “Sono spiacente di informare lorsignori che, dopo lunghe ricerche, ho finalmente trovato l’assegno e l’estratto conto della carta di credito Diners con cui pagai il conto di quella vacanza all’hotel Torre Artale di Trabia. L’assegno, emesso il 19 agosto 2002 dal mio conto presso il San Paolo-Imi di Torino e poi negoziato dal Banco di Sicilia (che lo conservava nei suoi archivi di Palermo), ammonta a 2.526,70 euro. I restanti 2 mila euro li pagai con la carta Diners (versamento datato 18 agosto 2002). (…) Ma pubblico entrambi i documenti, infischiandomene della privacy, perché non ho nulla da nascondere e mi auguro che chi diffuse e amplificò quella falsa notizia voglia renderli noti ai suoi lettori per riparare, sia pur tardivamente e parzialmente, all’enorme danno fatto alla mia onorabilità personale. So che nessuno mi chiederà scusa per aver messo in circolo quelle menzogne sul mio conto. Ma spero almeno che, in cuor suo, si vergogni”.

Eppure nessuno deve (ancora) chiedere scusa a Travaglio nè vergognarsi di quanto scritto, perchè la questione dei “cuscini” e della “vacanza pagata” è ancora tutta in piedi, anzi il mistero si infittisce. Riguardo alla privacy, è Travaglio stesso a dichiararsi disponibile “a cercare le ricevute”. Attendiamo, dunque, fiduciosi assegni ed estratti conto risalenti all’estate 2003 pagati per il residence Golden Hill di Altavilla Milicia dal sig. Travaglio Marco. Se avrà ragione potrà procedere nel querelare l’avvocato di Aiello e lo stesso ingegnere braccio destro di Provenzano, ma ad oggi Travaglio non ha provato proprio nulla, salvo aver comunicato a tutti l’importo versato per una vacanza siciliana nel 2002, quando di “cuscini” nessuno aveva parlato.

Ma ha fatto intendere di poter facilmente procedere all’acquisizione di assegni e ricevute risalenti a sei anni fa. Per quelle di cinque anni fa, dovrebbe essere ancora più facile. O no?

P.s. Se non ci sono i cuscini in albergo, di solito uno chiama il proprietario e non chi ti ha “consigliato” la struttura. Boh!

LEGGI ANCHE

http://dituttounblog.com/articoli/travaglio-trabia

http://dituttounblog.com/lettere/travaglio-trabia-ricevute

Leggi l’articolo del Corriere (http://dituttounblog.com/amarcord/travaglio-ciuro-trabia) 

SPECIALE TRAVAGLIO A TRABIA/1 Marco pubblica gli assegni della prima vacanza (2002)…Ma dimentica il residence Golden Hill (ESTATE 2003). E i dubbi restano

Tuesday, 9 September 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Questa storia del/dei residence di Trabia e delle vacanze di Marco Travaglio in compagnia di soggetti condannati (il sig. Ciuro Giuseppe), continua a non quadrarmi. Occhio alle date e alle insegne.

Oggi Marco Travaglio scrive che: “Dopo lunghe ricerche, ho finalmente trovato l’assegno e l’estratto conto della carta di credito Diners con cui pagai il conto di quella vacanza all’hotel Torre Artale di Trabia. L’assegno, emesso il 19 agosto 2002 dal mio conto presso il San Paolo-Imi di Torino e poi negoziato dal Banco di Sicilia (che lo conservava nei suoi archivi di Palermo), ammonta a 2.526,70 euro. I restanti 2 mila euro li pagai con la carta Diners (versamento datato 18 agosto 2002). L’assegnoL’estratto conto della carta di credito. (Fonte http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=85820)

Eppure, Travaglio sapra’ che i giornali avevano parlato anche di un’altra vacanza, quella de (cito “Il Corriere”) “L’anno successivo, mese di agosto del 2003, Travaglio torna in vacanza in Sicilia: «Andai con la famiglia per dieci giorni al residence Golden Hill di Trabìa dove di solito alloggiavano Ciuro e Ingroia e ci fu quella buffa storia dei cuscini poi finita nei brogliacci delle intercettazioni. Io chiamai Ciuro e gli dissi: “Qui manca tutto. I cuscini, la macchinetta del caffé perché i precedenti affittuari si erano portati via tutto. Poi gli ospiti del residence mi aiutarono: chi con un cuscino, chi con la Moka… ».

Ma al Golden Hill chi pagò il conto? Risponde Travaglio: «Io ho pagato la prima volta il doppio di quanto stabilito e per il residence ho saldato il conto con la proprietaria. Tutto di tasca mia, fino all’ultima lira e forse se cerco bene trovo pure le ricevute. Ma poi vai a sapere cosa cavolo diceva questo Ciuro al telefono. Magari millantava come fece con Aiello quando gli raccontò che lui e Ingroia avevano ascoltato a Roma un pentito il quale, in realtà, non si era mai presentato».

Anche se dopo il suo arresto non ha più visto il giornalista Travaglio, l’ex maresciallo Ciuro ricorda bene quella vacanza al «Golden Hill» con Travaglio e il dottor Ingroia durante la quale «si stava insieme, si giocava a tennis e si facevano lunghe chiacchiere a bordo piscina ma poi ognuno faceva la sua vita anche perché c’erano i figli piccoli».

L’avvocato Sergio Monaco, difensore di Michele Aiello ha dichiarato al Corriere (mai smentito): «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio».

ECCO TRAVAGLIO, VISTA LA SUA TRASPARENZA POTREBBE PUBBLICARE LE RICEVUTE DEL RESIDENCE “GOLDEN HILL” DEL 2003 OLTRE A QUELLE DELL’HOTEL “TORRE ARTALE” DEL 2002???…TANTO PER DISSIPARE OGNI DUBBIO…IN FONDO HA DIMOSTRATO CHE E’ FACILE REPERIRE ASSEGNI E RICEVUTE DI CARTE DI CREDITO RISALENTI ADDIRITTURA AD ANNI PRECEDENTI…O NO?

(Gabriele Mastellarini)

Ps. Attendo commenti….

Pps. Non devo scusarmi di nulla, perche’ attendevo le ricevute del Golden Hill e sono arrivate quelle di un altro albergo (verifica su http://dituttounblog.com/lettere/travaglio-trabia-ricevute)

Pps. (@ Tequilero). D’Avanzo parla dell’estate 2002, ma in seguito si parlo’ anche della successiva vacanza al Golden Hill del 2003. In proposito l’avvocato Sergio Monaco, difensore di Aiello ha dichiarato al Corriere (mai smentito): «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio».

Ppps. Mi viene il dubbio che D’Avanzo abbia addirittura sbagliato anno nel suo articolo pubblicato su Repubblica, visto che lo stesso Travaglio conferma che “la buffa storia dei cuscini finita nei brogliacci delle intercettazioni” si riferiva al 2003 (Golden Hill) e non al 2002 (altro albergo per il quale si producono le ricevute).

Dimenticavo. Sapete dove si trova il residence Golden Hill? Ad Altavilla Milicia. Provincia Palermo.

Leggi l’articolo del Corriere (http://dituttounblog.com/amarcord/travaglio-ciuro-trabia)

Le guardie bianche dei fannulloni

Tuesday, 9 September 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SPRECHI E SPRECONI

di Tommaso Farina

Ieri, che a Dio piacendo era il mio giorno libero di questa settimana, mi è arrivato via email un interessante comunicato. Ve ne riporto una parte:

Domani (oggi, mercoledì 10 settembre, per il lettore. Ndr), a partire dalle ore 10, nelle sedi degli Enti del Parastato la RdB-CUB affiggerà la scritta “NON CI SERVE LA VIGNETTA PER CAPIRE CHI E’ BRUNETTA. DIGNITA’”, ed attuerà iniziative di informazione a lavoratori e cittadini, mentre dalle 12.00 a Roma si svolgerà un presidio di lavoratori pubblici sotto la sede del Ministero guidato da Brunetta.

“Rivendichiamo il rispetto della nostra dignità – esordisce Daniela Mencarelli della direzione nazionale RdB-CUB Pubblico Impiego – calpestata da una campagna diffamatoria che serve a distogliere l’attenzione dei cittadini e dei lavoratori dallo smantellamento del welfare. Domani –– prosegue Mencarelli – nei posti di lavoro del Parastato informeremo cittadini e utenti sul pericolo di avere una pensione pubblica ridotta ad assegno sociale per favorire forme di previdenza privata finanziata dagli stessi lavoratori con il proprio TFR”.

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ABRUZZO Arresti & Elezioni. Del Turco in Tribunale, mentre Berlusca valuta Chiodi presidente

Tuesday, 9 September 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Francesco De Remigis per Il Foglio

“Un partito liberale non chiude le porte a nessuno, figuriamoci a chi appartiene alla stessa famiglia europea e professa identici valori di fondo”. Eccolo il leit motiv del nuovo centrodestra italiano. Indicato direttamente nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi, i colonnelli azzurri lo adoperano ora per superare le perplessità di An su un possibile accordo con l’Udc.

A oggi, limitato alle elezioni abruzzesi del 30 novembre. Il Cav. non ha mai nascosto che “sarebbe auspicabile” ricompattare il voto dei moderati. In via dell’Umiltà, l’Abruzzo viene dunque considerato soltanto un punto di partenza. Pur di convincere An a superare quelli che gli azzurri definiscono “piccoli mal di pancia”, Silvio Berlusconi ha avviato un dialogo con il reggente Ignazio La Russa, una strategia che in verità gli sta riservando qualche piccola lamentela da parte dei suoi.

Per esempio quella per aver inaugurato, quasi in solitaria con An, la trattativa sui futuri coordinatori regionali: quello pugliese sarà molto probabilmente Adriana Poli Bortone (An) e non un colonnello azzurro come gli era stato chiesto. Un segnale per An certamente positivo.
Ma il Cav., in vista della costituente del Pdl, è deciso a comunicare molto francamente con l’alleato e le elezioni abruzzesi offrono la possibilità di chiarire definitivamente che il Popolo della libertà deve nascere come un soggetto “aperto a tutti”. Daniela Santanchè compresa e certamente Casini.
Un incontro tra il Cav. e il leader Udc è già in preparazione, perché entro quindici giorni, Silvio Berlusconi punta a elaborare un’alleanza di massima per l’Abruzzo. Prima su un programma comune, poi sul candidato.
L’homo novus ci sarebbe: Gianni Chiodi. Il suo dossier è sulla scrivania del Cav. con un suggerimento: puntare sull’ex sindaco di Teramo, e non sui colonnelli azzurri, per facilitare un accordo. Assieme all’Udc, Chiodi ha governato Teramo con buoni risultati e, non appartenendo all’establishment forzista, potrebbe essere sostenuto da An. Sicché, da un secco “no” agostano, anche il reggente La Russa pare aver ammorbidito le sue posizioni.

“L’intesa con l’Udc non viene esclusa”; ha chiarito che c’è da superare “la politica dei due forni”e quella “delle mani libere”. Ma in via dell’Umiltà sostengono che la direzione di marcia sia ormai tracciata: “Con An stiamo discutendoda tempo di elezioni abruzzesi, ora abbiamo iniziato a farlo con Casini, che sembra orientato a convergere verso un patto comune”. Il leader Udc è stato a Pescara nel fine settimana. Lì ha
espresso la piena disponibilità a confrontarsi su un programma, “presupposto di ogni alleanza”, e ha evocato una “discontinuità con le passate amministrazioni”. D’altronde, ha chiarito ieri, con la scelta di correre da solo alle politiche “non è che abbiamo fatto voto di castità”.

CULTUR@. Il 9 settembre di Cesare Pavese e Lucio Battisti

Tuesday, 9 September 2008
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di Nicoletta Salata

Il motivo principale dell’associazione risiede nel fatto che oggi ricorrono i cento anni dalla nascita di Cesare Pavese (9/9/1908) e i dieci anni dalla morte di Lucio Battisti (9/9/1998).
Letteratura e musica, due mondi diversi, sicuramente con tratti comuni, appartenenti del resto allo stesso universo:l’Arte.
Legittimo pensare: che assurdità, cosa c’entrano questi due, dov’è l’attinenza.
In effetti letteratura colta/impegnata e poesia drammatica accostate ad una musica leggera, pop, tutt’al più un decisivo spartiacque tra il melodioso canto italiano e la musica moderna cosa ci fanno una di fronte all’altra?
Il fatto è che proprio oggi, poiché il pensiero del rimpianto e della nostalgia si sdoppiano e si dirigono verso due uomini che ciascuno nel suo modo e nel suo stile hanno suscitato profonde emozioni e tutt’oggi esercitano tangibili influenze, perché non evidenziarne alcune non improbabili analogie.

Pavese dal carattere introverso, timido, amante della natura, sempre pronto ad isolarsi, a nascondersi, bisognoso d’amore, in conflitto tra l’apertura verso gli altri e un destino di solitudine, di amarezza, di disperata sconfitta.
Battisti dal sorriso malinconico, un po’ impacciato, andatura goffa e non sciolta che rivela intricati pensieri, schivo, poco propenso a mostrarsi con frequenza in televisione, quasi a voler nascondere una complessa interiorità.

Pavese afflitto irrimediabilmente da quel male di vivere, da un senso di inadeguatezza ed incapacità di accettazione di una realtà difficile, estranea.
Battisti che comunque ad un certo punto della sua vita decide di ritirarsi dalla scena, e vivere in un isolamento di cui non si sono mai comprese le motivazioni oltre al desiderio di salvaguardare la privacy.

Pavese che nella letteratura e nella poesia trova rifugio e significato alla vita, espressione del suo dramma esistenziale.
Battisti che nella musica e attraverso le poetiche e più moderne parole di Mogol trova il suo modo di esprimere sentimenti ed emozioni.

Pavese che scrive parole incatenate e lucidamente disperate, indelebili nel tempo.
Battisti che canta parole più sciolte e meno tragiche, indelebili nel tempo.

Pavese che a 42 anni nella stanza n.43 dell’Albergo Roma di Torino si arrende volontariamente e si toglie la vita.
Battisti che a 55 anni nella stanza n.9 dell’ospedale San Paolo di Milano si arrende inconsapevolmente e si spegne per una mai ben risaputa malattia.

Pavese che scrive:

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte a avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come aspettare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Battisti che canta:

E le emozioni scivolano ancora, intense e sofferte, sulla pagina ora bianca e limpida, ora inchiostrata e cupa della vita.

Roberto Saviano: Dead Man Walking

Monday, 8 September 2008
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di Sergio Fornasini

In questo periodo post-ferragostano non sono circolate molte notizie dall’Italia, colpa del caldo e delle vacanze. Così BBC News in un articolo a firma di Annalisa Piras volge allora il suo sguardo su una persona che forse nella sua vita non vedrà mai più vacanze normali: Roberto Saviano. Il titolo del pezzo fa rabbrividire ma è triste e dimenticata realtà: Dead Man Walking, morto che cammina. Una bella situazione per un uomo, un ragazzo di soli 29 anni che ne ha dedicati molti alla brama di capire e poi trascrivere la sua vita e le sue esperienze, un giovane di Casal di Principe.

Come conseguenza, scrive la Piras, Roberto Saviano è un uomo ricercato dalla camorra e che vive nascosto, sotto costante minaccia di esecuzione. Il suo unico quotidiano contatto umano è con i Carabinieri che lo proteggono.

Scrivendo in un modo così franco su un argomento che è una sgradevole verità nel nostro paese, Saviano è disdegnato da alcuni settori del pubblico italiano che aggrotta le sopracciglia davanti alle sue rivelazioni, indicandolo come anti patriottico.

Oggi il 29enne Roberto Saviano può parlare con il mondo esterno solo via telefono. Questo non è facile per un uomo che ha fatto della sua vita la missione di investigare e parlare dei comportamenti criminali che avvengono nella sua terra. Saviano dice che la sua storia è vitale, dato che la Camorra prospera sul silenzio. Ignorare le attività criminali è pericoloso non solo per l’Italia ma per Europa ed il resto del mondo.

L’articolo prosegue poi con una interessante analisi dei massicci investimenti della Camorra in Gran Bretagna.

“La mia vita non è una vita. Oggi e giornalmente vivo in un cappotto di legno, una bara. Questo è il termine che la Camorra usa per un morto che cammina”

(Link all’articolo da BBC News)

E-nose & affini. Ma chi ha naso sceglie Arpav!

Monday, 8 September 2008
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di Nicoletta Salata

Dall’1 al 15 settembre presso il Centro Olfattometrico di Vicenza, che fa capo all’Arpav (Agenzia Regionale Prevenzione e Protezione Ambiente Veneto) si svolge la curiosa selezione per…aspiranti annusatori.

Gli odori molesti, causati da emissioni di gas/vapori affligge sempre più la popolazione costretta a convivere in un ambiente inquinato da fenomeni odorigeni.

Tramite un olfattometro comandato da un apposito software vengono misurati gli odori tramite olfattometria dinamica: diluizione del campione, presentazione alla commissione di valutazione, registrazione delle risposte (sento/non sento), elaborazione statistica dei risultati.

Il campione di aria odorosa viene raccolto alla sorgente emissiva con un apposito dispositivo di campionamento che lo aspira in sacchetti di nalophan (capacità circa 8 litri) e deve essere valutato entro 30 ore dal prelievo.

Come si misura la molestia olfattiva? La Norma Uni En 13725:2004 stabilisce che la soglia di percezione si ha quando il 50% della popolazione, annusando il campione, percepisce un odore.

Il candidato ideale deve avere i seguenti requisiti:

– un’età compresa fra i 20 e i 30 anni

– obbligo di presenza nel laboratorio olfattometrico almeno 15 minuti prima dell’inizio delle misure per consentire l’adattamento delle capacità percettive all’ambiente neutro dello stesso.

– divieto assoluto di fumare, mangiare, bere (eccetto acqua), o masticare chewing-gum o dolciumi nei trenta minuti antecedenti la prova e durante la prova stessa.

– estrema attenzione a non interferire con la percezione olfattiva propria o degli altri membri del

gruppo a causa di scarsa igiene personale o, al contrario, con l’uso eccessivo di profumi, deodoranti,

lozioni, cosmetici, ecc.

All’esaminatore giudicato idoneo, che entrerà a far parte di un panel di “rinoanalisti” viene proposto un contratto che riconosce un compenso di € 38 per ogni sessione di misura alla quale partecipa.

Buona annusata!

Ancora a proposito di naso, che qui era di tipo umano, negli ultimi anni nella versione e-nose, cioè naso elettronico, l’organo preposto all’odorato convertito in sofisticato strumento tecnologico è stato ispiratore in diversi paesi di numerose innovazioni in campo medico, agroalimentare e non solo.

In campo medico esistono apparecchiature e-nose per rilevare tumori alla pelle e al polmone, in campo alimentare questo sistema viene utilizzato per valutare freschezza dei prodotti, maturazione, presenza di microtossine, alimenti adulterati.

In Italia l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (Prof. A.D’Amico) in campo medico e il DiSTAM di Milano (Dipartimento Scienze Tecnologie Alimentari e Microbiologiche Prof. Saverio Mannino) in campo alimentare, sperimentano da anni l’utilizzo di questo apparecchio ampliandone le applicazioni.

Dopo l’efficace analisi del miele tramite e-nose, per esempio, che ne ha rivelato dall’odore l’origine botanica, la qualità e la provenienza geografica si è arrivati alla recente applicazione in ambito enologico, sempre presso il DiSTAM.

Un “sommelier” elettronico ha assaggiato 53 campioni differenti di vino, riuscendo ad individuare il vitigno, la regione di provenienza e le proprietà organolettiche di ciascuno. La notizia, apparsa anche sul Washington Post, ha destato stupore e scetticismo di intenditori e appassionati di enologia. I quali giustamente tremano all’idea che possa venir meno quell’aspetto plateale descrittivo da parte del sommelier intento a declamare con ricercata e suadente terminologia le qualità del vino proposto.

Ma ancora più allarmati i graffitari, categoria spesso perseguitata quando i suoi affiliati imbrattano muri e superfici pubbliche o private, che ora temono anche la minaccia del torvo ed incombente e-nose in grado di fiutare ad una distanza di 45 metri i vapori delle vernici spray.

Inventato dall’ente australiano di ricerca Csiro, l’apparecchio inala tramite una ventola particelle di aria circostante e quando riconosce i fumi della vernice invia un messaggio radio agli agenti di sicurezza.

Sembra che qualche ex graffitaro scienziato stia pensando di inventare una maschera antigas da applicare, una volta intercettato, al famigerato naso elettronico.

Tempi duri per gli odori!