Processo Mills – Berlusconi. Il "vero" stato dell'arte
Saturday, 19 July 2008di Donatella Stasio (tratto dal Sole24Ore)
Ancora non abbiamo deciso se proseguire o meno».Nicolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi nonché parlamentare Pdl, la butta lì così, in una pausa dell’udienza del processo in cui il suo assistito Silvio Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria con l’avvocato inglese David Mills (nella foto in alto).
Proseguire o meno» equivale a «rinunciare o a meno al Lodo», lo scudo per le e alte cariche voluto dal Governo per mettere il premier al riparo o da iniziative giudiziarie, nuove o pendenti.
Ora che lo scudo c’è (diventerà legge la prossima a, settimana e entrerà in vigore a fine mese), Ghedini dice che non sa ancora se consiglierà al lo suo assistito se avvalersene nel processo Mills. Per due ragioni. La prima è che «le cose si stanno mettendo molto bene», spiega, riferendosi in particolare alla deposizione della commercialista ClaudiaTavernari, ascoltata ieri come consulente della difesa, secondo la quale non ci sono tracce sui conti dell’armatore Diego Attanasio accesi presso Morgan Stanley o su quelli gestiti dallo studio Marrache a Gibilterra dei 600 mila dollari che, per l’accusa, sarebbero stati versati all’avvocato londinese Mills per rendere testimonianze reticenti nei processi sulle tangenti pagate alla Guardia di Finanza e in quello AD Iberian.
Una ricostruzione lunga, che in teoria dovrebbe proseguire alla prossima udienza, il 19 settembre, anche con il controesame da parte del Pm. La seconda ragione sta nella motivazione con cui la Corte d’appello, giovedì, ha respinto la ricusazione del presidente del Tribunale, Nicoletta Gandus: la Corte, sostiene Ghedini, è stata «chiarissima» perché ha ammesso che la Gandus è «fortemente politicizzata» salvo, poi, ritenere che il giuramento di fedeltà alla Costituzione sia una «garanzia sufficiente» della sua imparzialità come giudice. Una motivazione «contraddittoria», che fa gongolare Ghedini, convinto che sia il grimaldello per ottenere dalla Cassazione (alla quale verrà presentato ricorso) una decisione favo-
revole al premier.
Ma il verdetto della Corte non arriverà prima di novembre. Insomma, puntare sulla ricusazione potrebbe essere più vantaggioso del Lodo. Il processo Mills, infatti, riprenderà il 19 settembre, dopo l’entrata in vigore dello scudo. Quel giorno il Tribunale dovrà prendere atto dellalegge, stralciare la posizione di Mills (per il quale il processo proseguirà) e congelare quella di Berlusconi, fino al termine del suo mandato di premier (2012). Ma c’è un ma. Prima di decretare lo stop, la Gandus potrebbe decidere – d’ufficio o su richiesta del Pm Fabio De Pasquale – di rivolgersi alla Corte costituzionale per valutare la legittimità del Lodo. In tal caso il processo si fermerebbe lo stesso, ma fino alla sentenza della Consulta, quindi, per un periodo più breve di quello previsto dal Lodo. E se la Corte bocciasse le nuove norme (per esempio perché non sono state varate con legge costituzionale), la Gandus riprenderebbe da dove si era fermata, cioè a un passo dal verdetto.











