Processo Mills – Berlusconi. Il "vero" stato dell'arte

Saturday, 19 July 2008
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di Donatella Stasio (tratto dal Sole24Ore)

Ancora non abbiamo deciso se proseguire o meno».Nicolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi nonché parlamentare Pdl, la butta lì così, in una pausa dell’udienza del processo in cui il suo assistito Silvio Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria con l’avvocato inglese David Mills (nella foto in alto).

Proseguire o meno» equivale a «rinunciare o a meno al Lodo», lo scudo per le e alte cariche voluto dal Governo per mettere il premier al riparo o da iniziative giudiziarie, nuove o pendenti.

Ora che lo scudo c’è  (diventerà legge la prossima a, settimana e entrerà in vigore a fine mese), Ghedini dice che non sa ancora se consiglierà al lo suo assistito se avvalersene nel  processo Mills. Per due ragioni. La prima è che «le cose si stanno mettendo molto bene», spiega, riferendosi in particolare alla deposizione della commercialista ClaudiaTavernari, ascoltata ieri come consulente della difesa, secondo la quale non ci sono tracce sui conti  dell’armatore Diego Attanasio accesi presso Morgan Stanley o su quelli gestiti dallo studio Marrache a Gibilterra dei 600 mila dollari che, per l’accusa, sarebbero stati versati all’avvocato londinese Mills per rendere testimonianze reticenti nei processi sulle tangenti pagate alla Guardia di Finanza e in quello AD Iberian.

Una ricostruzione lunga, che in teoria dovrebbe proseguire alla prossima udienza, il 19 settembre, anche con il controesame da parte del Pm. La seconda ragione sta nella motivazione con cui la Corte d’appello, giovedì, ha respinto la ricusazione del presidente del Tribunale, Nicoletta Gandus: la Corte, sostiene Ghedini, è stata «chiarissima» perché ha ammesso che la Gandus è «fortemente politicizzata» salvo, poi, ritenere che il giuramento di fedeltà alla Costituzione sia una «garanzia sufficiente» della sua imparzialità come giudice. Una motivazione «contraddittoria», che fa gongolare Ghedini, convinto che sia il grimaldello per ottenere dalla Cassazione (alla quale verrà presentato ricorso) una decisione favo-
revole al premier.

Ma il verdetto della Corte non arriverà prima di novembre. Insomma, puntare sulla ricusazione potrebbe essere più vantaggioso del Lodo. Il processo Mills, infatti, riprenderà il 19 settembre, dopo l’entrata in vigore dello scudo. Quel giorno il Tribunale dovrà prendere atto dellalegge, stralciare la posizione di Mills (per il quale il processo proseguirà) e congelare quella di Berlusconi, fino al termine del suo mandato di premier (2012). Ma c’è un ma. Prima di decretare lo stop, la Gandus potrebbe decidere – d’ufficio o su richiesta del Pm Fabio De Pasquale – di rivolgersi alla Corte costituzionale per valutare la legittimità del Lodo. In tal caso il processo si fermerebbe lo stesso, ma fino alla sentenza della Consulta, quindi, per un periodo più breve di quello previsto dal Lodo. E se la Corte bocciasse le nuove norme (per esempio perché non sono state varate con legge costituzionale), la Gandus riprenderebbe da dove si era fermata, cioè a un passo dal verdetto.

Travaglio in politica dopo Berlusconi?

Saturday, 19 July 2008
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di Marco Caruso

Fare il giornalista d’inchiesta non significa stare dalla parte dell’accusa ma ricercare la verità.
E questo Travaglio proprio non lo fa. Per di più su un caso così complesso (il processo Mills) dove i fatti sono sostanzialmente numeri di conti correnti bancari, difficili da seguire senza l’aiuto di qualcuno che ti passa le informazioni necessarie.
Il capitolo Mills sarà sicuramente uno dei più interessanti e si capisce la posizione di Marco: Berlusconi è colpevole.

Perchè? Beh, c’è quella lettera confessione. Al diavolo tutto il resto. Che importa se seguendo quella lettera non torna niente, se non ci sono riscontri e se sono anni che la procura indaga senza cavare un ragno dal buco e i periti della difesa hanno già più volte smontato tutto.

Farsi processare? A queste condizioni? Fa proprio bene il cavaliere a difendersi; perchè non difende solo se stesso, ma anche la stabilità di questo cavolo di Paese. Ora sgranate gli occhi, ma…a me pare questo. E sono proprio quelli alla Travaglio che confermano il sospetto.

Oltretutto ormai Travaglio, più che un giornalista, mi pare essersi trasformato in un opinion leader…niente di più. A quando il suo ingresso in politica? (Forse dopo la caduta di Berlusconi, caro Caruso, n.d. gmast)

Ah…senza contare un’altra cosetta: oggi il suo è un pubblico quasi esclusivamente di sinistra.
Lui, però, ha sempre dichiarato di essere più di destra che progressista (anche se poi si oppone a qualunque riforma il centrodestra avanzi su giustizia e federalismo): mi chiedo cosa succederà quando Berlusconi uscirà dalla politica e lui non potrà più dire (riassumo) “sto a sinistra perchè qui ho trovato asilo”. Che faranno i suoi fans? Lo tratteranno come Mastellarini?
E il probabile ingresso di Travaglio in politica, magari in quota Italia dei Valori, è un motivo in più per il “NO TRAVAGLIO DAY” (gmast)

La premiata ditta Marco Travaglio/2

Saturday, 19 July 2008
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di Gabriele Mastellarini

Preambolo. Milano, 18 lug. (Apcom) –  Esce in questi giorni per i tipi di ChiareLettere il nuovo libro “Bavaglio”. Un titolo che fin dalla copertina spiega di cosa si parlerà: “Bloccare i processi, cancellare l’informazione, difendersi con l’impunità, ecco perché Berlusconi sta preparando il bavaglio”. Il volume è un nuovo duro atto d’accusa contro il premier.

“Sapremo  chi è stato ucciso, ma non sapremo nulla su chi è stato arrestato per l’omicidio. Silenzio fino al processo. Censura totale. Passerà dalla cronaca alla Storia della Repubblica l’estate del 2008. La chiameranno l’estate del bavaglio. Quando Silvio Berlusconi e la sua maggioranza votarono il decreto sicurezza per bloccare il processo Mills, limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche e impedirne la divulgazione. Ecco tutto quello che il regime berlusconiano non vorrebbe più farci sapere. E che cosa noi cittadini stiamo rischiando”. “Bavaglio” sarà presentato a Milano lunedì 21 luglio alle 21.00 presso la Camera del Lavoro di Corso di Porta Vittoria.

Considerazioni. 1) La blocca-processi non è passata, quindi non sarà fermato alcunché. Sul nuovo testo di legge c’è stato anche il parere positivo di Giancarlo Caselli che non è di certo un berlusconiano e anche l’Anm si è detta favorevole. Forse sarà “sospeso” e non bloccato (il che è diverso, perché si “congela” anche la prescrizione) uno e uno solo dei processi riguardanti Berlusconi, per effetto del lodo Alfano. Potrebbe essere il processo Mills, ma non credo che per questo motivo “l’estate 2008” (ancora tutta in corso di svolgimento) possa passare “dalla cronaca alla storia della Repubblica”. L’unico fatto importante accaduto in questo mese (l’estate è entrata il 21 giugno) sono le dichiarazioni di Carlos sulla trattativa Moro, rilasciate all’Ansa. Ma non se ne parlerà in “Bavaglio”.

Riguardo alla limitazione delle intercettazioni, mi sembra si tratti di un vecchio disegno di legge del centrosinistra (Mastella, Prodi e dintorni) condiviso dal centrodestra quindi non è corretto scrivere che “Silvio Berlusconi e la sua maggioranza vogliono la bloccare divulgazione ed effettuazione delle intercettazioni”. Inoltre questo progetto legislativo mi sembra piuttosto in alto mare. Riguardo alle intercettazioni sarebbe interessante sentire il parere della dottoressa Augusta Iannini in Vespa, attualmente capo legislativo al Ministero della Giustizia. In una relazione di qualche anno fa (da me documentata su L’espresso) evidenziò gli enormi costi delle intercettazioni telefoniche e l’esigenza di tagliare.

Ci sarà “Silenzio fino al processo”. Anche questo è falso. Per chi non lo sapesse è attualmente vigente (da decenni!) il segreto istruttorio che impedisce e punisce chi divulga informazioni prima del rinvio a giudizio, cioè fino all’inizio del processo…Cito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (22/11/2007) “Le intercettazioni sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c’e’ il segreto istruttorio”.

Conclusioni. “Non saranno cancellati i processi (forse ne verrà “sospeso uno”), l’informazione continuerà a essere com’è oggi (cioè i giornalisti pubblicheranno ciò che riterranno opportuno, nonostante il segreto istruttorio), nessuno si difenderà con l’impunità (il dizionario De Mauro classifica la parola “impunità” come “esenzione della pena”, ma in questa estate non è stata approvata nessuna legge di impunità. Ricordo l’indulto, ma è roba vecchia).

Dimenticavo: buona lettura. 

La premiata ditta Marco Travaglio

Friday, 18 July 2008
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Con questo articolo inizia la collaborazione di Marco Caruso su questo blog. Ci aspettiamo per il futuro dei pezzi anche “inediti” e delle notizie anche non riguardanti Mr. T.

di Marco Caruso

Travaglio il bavaglio non se lo fa mettere sulla bocca da nessuno.
Per esempio, lunedì uscirà il suo nuovo libro “Bavaglio” un istantbook, realizzato in quattro e quattr’otto, in fretta e furia, con Peter Gomez e Marco Lillo.
Di cosa ci parlerà mai?!

“Sapremo chi è stato ucciso, ma non sapremo nulla su chi è stato arrestato per l’omicidio. Silenzio fino al processo.”

Beh, pare che finalmente diverremo un Paese civile come tutti gli altri, dove i fatti di cronaca non sono usati per fare spettacolo o per vendere più copie di giornali e riviste, o di libri, e dove, soprattutto, una persona non sarà giudicata prima del dibattimento penale sulla base delle scarne informazioni che trapelano dai solo rappresentanti dell’accusa; dove una volta per tutte una persona non sarà condannata per il sol fatto d’esser stata coinvolta in un’inchiesta; dove, si spera, varrà per tutti la presunzione d’innocenza o, se volete, di non colpevolezza.

Ma il governo non si è fermato a questo.

“Passerà dalla cronaca alla Storia della Repubblica l’estate del 2008. La chiameranno l’estate del bavaglio. Quando Silvio Berlusconi e la sua maggioranza votarono il decreto sicurezza per bloccare il processo Mills”

Come dicono su Wikipedia, questa parte soffre di “recentismo”. Ovvero, non tiene conto degli ultimi sviluppi. Va bene che è un istantbook, ma Travaglio, il paladino dell’informazione corretta, della “controinformazione”, spaccerà per veri ed inconfutabili fatti che è la realtà stessa a smentire e confutare: nell’ultima versione del decreto sicurezza, infatti, non è più prevista la primitiva norma “blocca-processi” e nessun processo-Mills sarà mai toccato dalla sospensione.
Chissà che penseranno i suoi lettori quando, dopo aver letto tutto d’un sorso l’ennesimo pamphlet del “megafono delle procure”, usciranno per strada e leggeranno sui giornali l’esatto contrario di quello che gli era stato appena spiegato?

Peseranno che ha ragione Travaglio: che siamo al Regime più dissennato, dove l’informazione è succube del potere del Cavaliere. Come contraddire l’indiscutibile Travaglio. Lui ha sempre ragione.

Ma poi Travaglio, si ricorda d’esser non solo un opinionista, ma anche un giornalista, uno che racconta i fatti e allora…

“In appendice, come funzionano le intercettazioni negli altri Paesi e il testo del lodo Schifani del 2003 (replicato ora dal governo Berlusconi), con la bocciatura della Consulta”

In appendice…i fatti…e vedremo se saranno confutabili o meno (e più che altro, completi o come spesso capita a Travaglio, pieni di omissis).

Alla fin fine però, rimane lo scrupolo di chiedere una cosa a Travaglio e ai suoi lettori: perchè pubblicare libri e far spendere soldi alla gente quando poi si possono leggere le stesse identiche cose (perchè Travaglio dice sempre le stesse identiche cose in qualunque contesto egli si trovi), solo più aggiornate (vedi norma “blocca-processi”, ma anche “lodo Alfano”), su blog e forum in questi stessi giorni?

Cosa non si farebbe per qualche euro in più sul conto corrente.

Sgarbi sindaco di Salemi, ma il comune non ha un sito web

Friday, 18 July 2008
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di Gabriele Mastellarini

Sindaco: dott. Sgarbi Vittorio, professione critico d’arte, già parlamentare. Assessori, tra gli altri, Toscani Oliviero, fotografo professionista, già autore di campagne pubblicitarie per Benetton. Abitanti 11.578, almeno fino al 2001. Provincia: Trapani. Queste le informazioni che ho su Salemi, la città di Garibaldi affidata alle cure del primo cittadino Vittorio Sgarbi al quale andrà uno stipendio di 1.500 euro, mentre “Vitto e alloggio sono offerti dall’hotel Kempiski di Mazara, l’unico sette stelle della zona”.

Ieri il neo-sindaco ha giurato e celebrato un matrimonio con la fascia a tracolla, promettendo di trasformare Salemi in una città d’arte. Ma dovrebbe iniziare subito a dotarla di un sito web che, attualmente, è inesistente: caso ormai più unico che raro in Italia. Anzi avere un sito internet ufficiale per un’amministrazione pubblica è quasi un obbligo: perché vanno pubblicati i compensi, le delibere e va assicurata la trasparenza.

Almeno sapere chi sono gli altri assessori? Si era parlato di un assessore al “nulla”, ma nessuno potrà saperne nulla…

Nella “squadra” di governo cittadino che ieri ha giurato (secondo fonti giornalistiche, ovviamente) sarebbero accreditati Carlo Petrini di Slow Food, Milly Moratti (cugina di Letizia), e altri “teorici della perfezione” come li definisce la stampa.

“Di Salemi in se stessa non me ne frega nulla”, ha esordito l’assessore Toscani alla cerimonia di insediamento. Un ottimo inizio.

Ma vorremmo capirci qualcosa in più e, invece di pensare alle chiacchiere estive, sarebbe ora di iniziare subito a lavorare dotando la città di un sito web, in nome della trasparenza amministrativa e da utilizzare anche come “cartolina”.

Sempre se Sgarbi e Toscani ne avranno voglia…

Arresti Abruzzo: gli extraincarichi dei tre PM pescaresi

Friday, 18 July 2008
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di Gabriele Mastellarini

Nicola Trifuoggi, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, i tre magistrati sulla bocca di tutti per aver condotto le inchieste sulla corruzione in Abruzzo, chiedendo (e ottenendo) l’arresto del Presidente della Giunta, Ottaviano Del Turco, e di altri assessori, manager e funzionari.

Il sostituto procuratore Bellelli, oltre allo stipendio, ha percepito 480 euro (lordi) per 6 ore di lezione (80 euro l’ora) nei giorni 11 aprile e 23 maggio 2008, presso la scuola di formazione forense di Chieti dove ha svolto tre lezioni di diritto penale.

Giampiero Di Florio, altro Pm pescarese, ha percepito la medesima somma (480 euro) per 2 lezioni di diritto penale e una di procedura penale nella stessa scuola di formazione di Chieti, il 16 e il 31 maggio scorsi.

Il Procuratore capo Nicola Trifuoggi, visto insieme a Marco Travaglio nel corso della presentazione del libro “Mani sporche” a Pescara (come da foto in alto), è stato rimborsato con 120 euro per aver partecipato come relatore al seminario organizzato dal Ministero della Giustiza, dal titolo “La lotta alle organizzazioni mafiose”, tenuto il 14 marzo a Sulmona.

Il prete-papà di Padova: cacciato dalla Chiesa, ora chierichetto per Milingo. Insieme sull'altare domani e domenica vicino Vicenza

Friday, 18 July 2008
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di Cristiana Lodi (tratto da “Libero” del 18 luglio)

Cos’è rimasto di Sante, il reverendo dei Colli Euganei diventato papà? Come parroco ha perso il posto a Monterosso di Padova, per decreto pontificio gli è impedito di celebrare l’Eucarestia, lo hanno fatto dimettere dallo stato clericale e infine sospeso a divinis. A questo punto il signor Sante Sguotti (foto a destra) ha deciso di puntare tutto su Milingo. E l’Emmanuel venuto dallo Zambia, sempre monsignore per i fedelissimi, gli ha offerto un incarico come chierichetto. Il purgato e lo scomunicato saliranno sull’altare domani. (…)

Celebrano domani e domenica, alle 11 del mattino in un’autofficina della provincia di Vicenza. Il guaritore e il “divo” di Monterosso guarito dalla castità hanno già pronto altare, tabernacolo, con particola e una lunga lista di fedeli. Strana coppia Milingo e Sguotti, anche se non sono il Cochi e Renato della fede. (…)

Da quando ha perso canonica e parrocchia il signor Sguotti guadagna lo stipendio portando mattoni, cemento e lamiere su e già per i cantieri della Marca. “Ho una famiglia da mantere”, raccomnta mentre guida. Ma domani sull’altare allestito a Grumolo non prenderà soldi per fare il chierico: “Mi sono dimesso dallo stato clericale, però resto un sacerdote e la mia missione verso Dio e i cristiani non è cambiata. Nessuno mi può vietare di dire messa. E lo farò alla presenza della mia compagna e di mio figlio Rocco” (…)

Emanuel Milingo e Sante insieme davanti al tabernacolo. Le officine Carollo di via Nazionale 108 a Grumolo delle Abbadesse hanno affittato un appartamento al monsignore. E’ stato allestito un altare con i gradini di marmo, c’è una grande vetrata che dà sul cortile. Qui domani arrivano i fedeli, i malati, i bisognosi. Milingo riceve dopo la prima colazione, dalle 9. Alle 11 comincia la messa col chierico Sante a reggere il calice. Domenica si repllica. Stessa ora, stesso posto.

Mastellarini-Travaglio: un film già visto con Paolo Barnard di Report

Thursday, 17 July 2008
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di Gabriele Mastellarini

Conoscevo Paolo Barnard solo per le belle cose fatte in tv (splendida l’inchiesta sul comparaggio andata in onda su Report) e per i suoi libri, pubblicati da editori di primissimo piano. Ho saputo della sua “epurazione” da Report, avrei voluto scriverne ma non mi è stato consentito. Quindi ne parlo sul blog. Non sapevo di questa polemica a distanza con il signor Travaglio Marco da Torino. Non entro nel merito della questione (chi vuole può farsi un’idea sui post precedenti), ma voglio riportare lo scambio di email intervenute tra un lettore che chiedeva spiegazioni e il signor Travaglio.

1) Sent: Thursday, May 01, 2008 2:18 PM
Subject: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

SONO TUTTE BALLE.
SALVE
MT
__________

2) From: Sent: Thursday, May 01, 2008 3:31 PM
Subject: Re: Re:Lettera aperta a Marco Travaglio. Di Paolo Barnard

è che non ho tempo da perdere dietro ai delirii di uno squinternato che mi diffama su internet senza avermi mai visto nè conosciuto con processi alle intenzioni. ciao m,t

Cioè, ma avete letto? Definisce le riflessioni di Barnard i “deliri di uno squinternato”! Pazzesco.

Ma di  “scambi epistolari” del genere il nostro signor Travaglio Marco non è nuovo, basta ricordare gli sms inviati a me. Eppure, grazie a questo blog, qualcuno sta aprendo gli occhi e questo è un successo per il sottoscritto.

Penso, ad esempio, al commento di Francesco, uno di quelli che mi aveva criticato ma che oggi scrive: “Mastellarini, io non la conosco bene. Ma ho appena visto la sua data di nascita. E mi fa così incazzare la sensazione che Travaglio se la sia fatta con lei in quanto giovane e magari non acora potente! Non credo avrebbe mai scritto sms di insulti a Vespa (dico Vespa perché bersaglio di Travaglio. Ma anche uomo potente). Avrà pensato: insulto il giovanotto che tanto si caga sotto e si zittisce…. Bel sistema”

Grazie Francesco, grazie davvero. Questo messaggio per me vale più di cento, mille articoli su L’espresso.

Dimenticavo, riporto le parole di Barnard (che sottoscrivo in pieno) qui sotto a replica delle email del sig. Travaglio Marco:”Marco Travaglio, attento esaminatore di documenti, non ha letto nulla e non si è documentato su nulla in questo caso e spara sentenze esattamente come faceva Berlusconi quando gli contestavano i suoi misfatti prove alla mano: “Tutte balle”. Questa è ignoranza e tracotanza, Travaglio come Berlusconi, come Ferrara o Feltri. Vedete quanto poco ci vuole a replicare il Sistema?

“I delirii di uno squinternato“. Sono giornalista da quando Travaglio era al liceo. Ho co-fondato Report e ho lavorato in RAI per 14 anni partendo da Samarcanda, poi Report per arrivare a RAI Educational; sono scrittore e saggista pubblicato da alcune delle maggiori testate italiane; sono ideatore e membro di una Consulta presso il Ministero della Salute.
Giovanni Minoli ha detto pubblicamente di me: “Su un giornale e anche su un blog, leggevo di una polemica di un socio fondatore di Report, Paolo Barnard, che è stato sicuramente uno che a Report ha dato tantissimo, che ha fatto la maggior parte delle inchieste di grande successo dei primi anni di Report e anche successivamente. E lui era severo, severo con Milena . Però mi colpiva che un uomo etico come Barnard, una persona che dedica molto del suo tempo, della sua vita, ad assistere i malati terminali, quindi un uomo e una persona che ha un impegno sociale e civile di primissimo ordine, chiedeva conto a Milena del perché è stato abbandonato”.

Io ho posto a Marco Travaglio una questione che va al cuore dell’etica del nostro mestiere: il rapporto fra fama/potere e libertà di espressione. Lui non mi risponde e mi insulta volgarmente per interposta persona con, di nuovo, una tracotanza impressionante. L’impasto di ignoranza del tema trattato e di arroganza volgare sono in Marco Travaglio, qui, la replica esatta di come hanno sempre reagito i peggiori personaggi del Sistema Potere a chi li criticava o a chi ne esponeva le ipocrisie.

Paolo Barnard
Dimenticavo: inviterò Barnard per un intervento al “No Travaglio day”, speriamo aderisca. gmast

More info: www.reset-italia.net/2008/05/04/marco-travaglio-replica-a-paolo-barnard/

"No Travaglio Day". Il parere dei fan (e risposta)

Thursday, 17 July 2008
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Pubblico e replico a un commento intelligente dal Forum “No Travaglio day” sul sito non ufficiale di M.T.

Io posso benissimo ammettere e capire che due giornalisti, ancorché dalla stessa parte della barricata (però, però: che Mastellarini sia antiberlusconiano è ancora da stabilire…), possano prendersi a scaracchi. E’ normale.

Posso benissimo ammettere che Mastellarini abbia accusato Travaglio di averlo fatto cacciare dall’Espresso e che Travaglio gli abbia risposto per le rime (ossia, in modo diverso da “ma no, caro gentile amico, cosa stai dicendo? orsù, non scherzare”).

Posso benissimo ammettere che Mastellarini si senta così deluso da Travaglio da aver visto crollare un mito. Ma che da ciò addirittura nasca una CAMPAGNA anti Travaglio è per me assurdo, e se fossi uno che pensa male direi che dietro a Mastellarini c’è tutta una risma di gente (ed è tanta) che non vede l’ora di screditare Marco e che ha in Mastellarini uno dei tanti devoti megafoni.

Caro Forumista, lei dice molte cose giuste e una sola sbagliata, la seguente: “Ma che da ciò addirittura nasca una CAMPAGNA anti Travaglio è per me assurdo, e se fossi uno che pensa male direi che dietro a Mastellarini c’è tutta una risma di gente (ed è tanta) che non vede l’ora di screditare Marco e che ha in Mastellarini uno dei tanti devoti megafoni”.

Le mie precisazioni:
1) Va detto che questo blog sta decollando grazie anche alla polemica con Travaglio, ergo qualcuno vuole capire di più e comincia a respingere l’idea che M.T. è – effettivamente – come si mostra. Io, che ci ho sbattuto il muso, dico che purtroppo ci sono delle differenze;

2) Questo blog, dà anche notizie di vario genere, spesso addirittura “esclusive” che non troverà sui giornali: dal caso Moro alla condanna di Bossi, fino alla trattativa Berlusconi-Calvi per l’acquisto del “Corriere”;

3) Dietro di me non c’è proprio nessuno, compreso Facci che ho criticato pesantemente proprio ieri e che – coincidenza? – non scrive più da queste parti;

4) Non so cosa ne sarà di questo “No Travaglio day”. Per ora è un proposito, giusto o sbagliato lo decideranno gli altri. Ma fa discutere e questo è ciò che conta.

Buon forum a tutti
Gabriele Mastellarini

Posta: "Quegli insulti dai fan di Travaglio…"

Thursday, 17 July 2008
Pubblicato nella categoria LETTERE, TRAVAGLIO'S

Riceviamo e pubblichiamo

Caro signor Mastellarini,

Le scrivo per raccontarle brevemente una disavventura in cui io e la mia compagna siamo spiacevolmente incappati dopo esserci iscritti al forum non ufficiale di fans di Marco Travaglio, www.MarcoTravaglio.it. Crediamo che la nostra esperienza si assai indicativa del clima di bullismo e intolleranza che si respira in quel forum.ù gravi, ma ci hanno permanentemente escluso dal forum come se la colpa di questa brutta vicenda fosse nostra. Reputiamo paradossale che in un forum che fa della propria bandiera “la libertà di parola” e “il diritto di satira”, si sia mostrata una così scarsa tolleranza per le idee altrui.

In seguito a una richiesta “di solidarietà a Sanina Guzzanti” per il suo intervento al No-Cav-Day (ovvero gli insulti al papa e la allusioni sulla Carfagna, per intenderci), ho partecipato alla discussione nel forum, esprimendo le mie critiche all’intervento della Guzzanti in modo garbato e ragionevole. Immediatamente sono stato etichettato come un “cattolico bigotto”, insultato con vaffa e simili, finché l’amministratore del sito non mi ha “bannato” (=escluso permanentemente) con un banalissimo pretesto. Poiché non mi è stato concesso diritto di replica, mi sono registrato al forum con un’altra utenza per difendere le mie ragioni. La reazione degli utenti abituali, e degli stessi gestori del forum, è stata di una violenza verbale inaccettabile. Io e la mia compagna, che pure aveva partecipato alla discussione, abbiamo ricevuto gravi insulti, tra cui: “immondizie disoneste”, “poveretti repressi”, “vigliacchi”, eccetera. Dopo che i gestori avevano dato a intendere di aver tracciato il nostro indirizzo IP, abbiamo ricevuto da parte di alcuni utenti minacce del tipo: “Vengo a casa a sfondarti il PC”  e persino minacce di denuncia alla polizia postale—come se criticare la Guzzanti fosse un crimine!

Abbiamo informato i gestori che li avremmo querelati per ingiuria. Questi si sono immediatamente scusati per paura delle conseguenze penali e, dietro nostra richiesta, hanno cancellato dal forum gli insulti pi

 Distinti saluti,

 M.G.

Farina jr: "Solo in Italia esiste un'iscrizione per poter comunicare"

Thursday, 17 July 2008
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Con questo articolo inizia la collaborazione di Tommaso Farina su questo blog

di Tommaso Farina

Allora: diciamo che l’intervista di Renato Farina a Ottaviano Del Turco non è stato un vero e proprio scoop, ma il racconto di  un incontro con un carcerato per le prerogative-doveri dei parlamentari. Se un parlamentare sa anche scrivere, può essere solo di sostegno alla comunicazione della sua esperienza.

In ogni caso, solo in Italia qualcuno può pensare che occorra essere iscritti a qualcosa per comunicare su etere e su carta. L’unico precedente, credo, era l’Urss. Altrove, gli scoop (e anche i non scoop) si fanno e basta.

Detto questo, da giornalista professionista (ancora iscritto all’albo pubblicisti perché dopo il mio esame romano di gennaio non mi sono ancora recato negli uffici per espletare le pratiche statutarie e pecuniarie necessarie per l’iscrizione al Registro Professionisti, che Iddio mi perdoni)spero solo di riuscire a trovare argomenti e notizie comparabili a quelle che Renato Farina riesce a dare anche senza il tesserino.

Paragone (vicedirettore "Libero") dice "No" al "No Travaglio day"

Thursday, 17 July 2008
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Riporto quanto comunicatomi telefonicamente da Gianluigi Paragone, vicedirettore di “Libero”.

“Caro Mastellarini, non aderirò al “NO Travaglio day”, nè ad altre iniziative del genere contro colleghi. Mi hanno detto che avrei firmato un manifesto in tal senso, ma ciò – come ben sai – non è vero”.

Infatti, caro direttore, non è stato predisposto nessun “manifesto contro Travaglio”, ma – come ho scritto – volevamo fare una serie di interviste a giornalisti e mandarle in onda su questo blog nello stesso giorno.

“Sono disponibile a interviste, ma non parteciperei mai a una giornata contro qualcuno, sopratutto contro un collega”, aggiunge Paragone e ne prendiamo atto.

“Comunque con Travaglio – conclude – sono sempre pronto a confrontarmi nelle occasioni che si presenteranno e, se del caso, a render pan per focaccia ma dico “no” a simili iniziative”.

Lo scoop di Farina e il dis(Ordine) dei giornalisti

Thursday, 17 July 2008
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Oggi su “Libero” Renato Farina ha pubblicato un’intervista-scoop a Ottaviano Del Turco, il Governatore della Regione Abruzzo arrestato nei giorni scorsi. Farina è entrato nella “cella d’isolamento” nel supercarcere di Sulmona come deputato del PDL e ha strappato un colloquio con Del Turco e relativo articolo-bomba.

Eppure Farina è stato radiato (giusto o non giusto non lo so e non voglio giudicare) dall’Ordine dei giornalisti ma, in fondo, se ne avesse fatto parte non l’avrebbero fatto entrare in quel carcere di massima sicurezza.

I conti non tornano: per fare uno scoop è meglio non essere iscritti all’Ordine?

Non vado oltre, attendo sul punto un pezzo di Tommaso Farina jr. che, se vuole, può inviarmi a mastellarini@email.it

"Caro Travaglio, io ho le prove che tu non sei libero"

Thursday, 17 July 2008
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Paolo Barnard, per chi non lo sapesse, ha fatto bellissimi servizi su “Report”, scritto libri e quant’altro. Paolo Barnard è un bravissimo giornalista free-lance. Paolo Barnard è stato sbattuto fuori da Report (a volte le coincidenze…). Nessuno l’ha difeso e ha scritto una lettera aperta a Marco Travaglio. UNA LETTERA SENZA RISPOSTA. Buona lettura (a seguire guardatevi pure il video). A Paolo Barnard tutta la mia solidarietà. (Gabriele Mastellarini e grazie a Mauri per la segnalazione)

Caro Travaglio, io ho le prove che tu non sei libero.

Non mi dilungo, te le espongo in breve e ti assicuro che non sto parlando del fatto che, ad esempio, tu ti rifiuti di parlare di temi come il Signoraggio bancario, nonostante esso sia una piaga aberrante artificiosamente inflitta alla vita di ogni singolo italiano, che ne paga un prezzo altissimo.
No, Marco, parlo di altro. Tu non sei libero perché tu oggi sei una Star; perché sei in prima serata TV ogni settimana e proprio nel luogo dove secondo te “…chi non ha il guinzaglio in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha”; perché sei lì anche tu, col trucco di scena, con i riflettori sparati su di te, col megaschermo dietro le spalle che amplifica il tuo verbo; perché giri l’Italia fra il tripudio dei fans club, che ti adorano; perché sei un’Icona. Tutto questo è Potere, è meravigliosamente forte, è oppio. Una volta assaporato, non se ne può più fare a meno.

E allora Marco, quando dovesse capitarti di scorgere qualcosa che non va, e proprio nelle strutture che ti garantiscono quel Potere, quell’inebriante vivere, quel tuo oppio, e intendo una stortura, magari proprio del marcio, un’omertà, o la negazione di un qualsiasi principio morale o di un diritto, tu che faresti Marco? Lo denunceresti? Spareresti cioè un siluro alla base stessa delle fonti della tua inebriante fama? Li manderesti a gambe all’aria assieme a gran parte del tuo status di celebrity? Cioè svergogneresti e denunceresti chi ti trasmette e il loro megaschermo? Chi ti pubblica ogni parola senza fiatare? Chi ti amplifica nelle piazze dei centomila? Chi ti fornisce il tuo oppio? Oppure chiuderesti un occhio? E magari anche tutti e due? Perché lo sai bene come reagirebbero alla tua denuncia: sarebbe rancore, veleno, isolamento per te, cellulari che non ti rispondono più, inviti che non ti arrivano più, amici che, ops, non ci sono più, il tuo volto che scompare dagli schermi e dalla memoria.

Te lo dico io, caro Marco: tu li chiuderai gli occhi. E sai perché? Perché una volta assaporata la fama, lo stradom, e cioè il Potere, non se ne può più fare a meno. Dall’oppio non ci si stacca, dal Potere neppure. Tu non torni Guarino, Staiano, Ferrieri, e cioè uno per cui la TV è un oggetto del salotto, spenta più spesso che no, e non un palcoscenico fondamentale. Tu non torni uno da serate con 23 spettatori a chiacchierare pacatamente di un libro da 2000 copie se va bene, forse due autografi alla coppia di pensionati all’uscita. Tu non potresti più oggi vederti oscurato a 360 gradi e sepolto nella dimenticanza del grande pubblico. Non ce la faresti. E allora ti chiuderai gli occhi all’occorrenza, eccome che li chiuderai, e non sei più libero.

Io non so se ti è già capitato di abdicare così alla tua libertà e alla missione di libero informatore; forse sì, forse non ancora. Ma ti porto un esempio dove questo è già accaduto, accaduto a una persona a te vicina, che tu stimi, a un’altra ‘paladina’ della libera informazione a mezzo stardom: Milena Gabanelli. Come te lanciata da quell’emittente pubblica dove, secondo le tue stesse parole, “ci può essere qualcuno che ha il guinzaglio ed è pure bravo, è difficile, ma non è escluso; la regola è comunque che ciascuno deve essere controllabile e ciascuno deve essere prevedibile, ciascuno deve avere qualcuno che garantisce per lui altrimenti sulla base delle proprie forze e delle proprie gambe lì dentro non ci si entra”. Come te adorata, presente sulle riviste patinate, premi a profusione, fama, tanta… oppio. Ebbene quando nel 2004 Milena Gabanelli si trovò a dover scegliere fra l’adesione al principio sacro della difesa della libertà di informazione, con i rischi tremendi che essa comportava per la sua fulgida carriera, o la difesa di quest’ultima, ella chiuse entrambi gli occhi, senza esitazione, né rimorso, né patema alcuno. E gettò alle ortiche la sua missione di ‘paladina’ del coraggio televisivo, per assecondare proprio le fonti del suo Potere, della sua celebrità, del suo oppio. In collusione con l’editore RAI, partecipò a uno dei peggori casi di Censura Legale che si ricordi, e ancora oggi vi partecipa, ovvero un colpo al cuore della libertà d’informazione in questo Paese. Proprio lei.

Concludo Marco. Con dei nomi e tre domande.

Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie… Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato… Li hai mai visti in prima serata RAI, CBS o FOX, ogni giovedì, tutto l’anno, primo piano, trucco di scena, megaschermo alle spalle?
Sono mai sopravvissuti per 20 anni in RAI, CBS o FOX, scalando i gradini della carriera per poi posizionarsi in prima serata sei mesi all’anno, pubblicità e inserzionisti al seguito, editoriali su riviste di prestigio?
Hanno mai tuonato dalle piazze di Roma, New York o Los Angeles, al culmine di tourné teatrali con biglietti prezzati alla Rolling Stones, e fulmineamente impacchettate in Dvd, libri, compilations, pronta vendita su carta di credito?
Sono mai stati tutto questo, Ivan Illich, Noam Chomsky, Howard Zinn, John Pilger, Rachel Corrie, Giovanni Ruggeri, Giorgio Ambrosoli, Corrado Staiano, Ilaria Alpi, Peppino Impastato?

No.

Il coraggio di chi è veramente libero porta altrove, lo si trova altrove, mai lì dove sei tu. Pensaci Marco.

Cordialmente,

Paolo Barnard

Il bavaglio di Travaglio, da lunedì in libreria (io non lo compro)

Thursday, 17 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, TRAVAGLIO'S

Pubblichiamo la copertina del nuovo libro di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio, dal titolo “Il Bavaglio”, con prefazione di Pino Corrias, editore Chiarelettere, 12 euro.

Sottotitolo: Bloccare i processi, cancellare l’informazione, difendersi con l’impunità. Ecco perché Berlusconi sta preparando il Bavaglio.

Si parla ancora dell’ossessione travagliesca (quella sì) per il Cav.

In bocca al lupo ai colleghi dell’espresso, Peter Gomez e Marco Lillo, veri giornalisti d’inchiesta.

gmast