CULTUR@. SuperBruno & il vignettista Fred Della Rosa. Dal salotto di Cortina al Vespa…siano

Thursday, 18 September 2008
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di Nicoletta Salata per dituttounblog.com

Si sono conosciuti a Cortina InConTra, Bruno&Fred. Non è stato amore a prima vista; ci sono volute alcune edizioni (Fred da diverse è il vignettista ufficiale della manifestazione) prima che tra un “sei bravo, ci sto pensando” nascesse infine questo “pacs” professionale.

E nel corso della puntata inaugurale della nuova stagione, la “Porta a Porta”  del salotto Vespa-siano (nel senso che alcune gag del Cavaliere pare abbiano scatenato risate a crepapelle, quasi da farsela addosso) l’ha varcata anche lui. Fred, al secolo Federico Dalla Rosa, è un personaggio eclettico.

Padovano, classe 1969, laureato in psicologia del lavoro, cabarettista, autore, disegnatore, e vignettista. Scrive e interpreta trasmissioni e spettacoli di cabaret in dialetto veneto con il “Bepi e Maria Show”, ex “Risi e Bisi”, tra cui varie parodie che negli anni sono state ispirate da reality, telenovelas, fiction ecc…

È anche coordinatore e relatore del corso “Terapia del sorriso”, 10 ore per ragionare sull’ottimismo, l’autostima, il valore del sorriso e della risata ed altro ancora, insieme a colleghi come Walter Basso e Moreno Morello, rispettivamente collaboratore e inviato di Striscia la Notizia.

Purtroppo non ho assistito alla creazione delle vignette in diretta nel corso della prima puntata dell’altra sera (non l’ho seguita), ma avendo visionato su Youtube qualche spezzone (uno qui riportato) posso supporre che le fonti di ispirazione non siano mancate.

Tra l’ambiguo duetto Cavaliere-Vezzali, il lapsus Cavaliere-Fede-Vespa, lo sguardo Cavaliere-Miss Italia (lato B), il patto del mutuo soccorso Cavaliere-Confalonieri (sull’eventuale rincretinimento di uno dei due), l’assegnazione del 10 e lode al Cavaliere (alias Ciquita), l’autoritratto giovanile Cavaliere-ciambellano (addetto al ricevimento personalità /organista ufficiale), credo che di spunti Fred ne abbia avuti a go go!

Dato che qui si voleva parlare appunto di Fred, tralascio foto o video sulla divertente materia sopra citata e rimando invece alla visione di una tra le sue parodie di qualche tempo fa (che dato l’argomento è ugualmente attuale e…im-pertinente).

Bauco in dialetto veneto = rimbecillito, rincitrullito, bacucco  (dal nome del profeta biblico Abacuc, che nella tradizione popolare è rappresentato come un vecchio, e quindi divenuto simbolo della demenza senile che può colpire negli ultimi anni di vita.

Che sia la stessa a cui alludeva il Cavaliere?

Tutti i soldi pubblici spesi per "Terroni? Sì siamo calabresi", by Oliviero Toscani

Thursday, 18 September 2008
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di Gabriele Mastellarini

Fino a 6 milioni di euro per pagare la campagna pubblicitaria “Gli ultimi saranno i primi”, realizzata da Oliviero Toscani per la Regione Calabria.

Dopo le apparizioni sui principali giornali, i maxi manifesti sono arrivati lungo le vie principali di Milano, Roma e Torino. Un’iniziativa «finalizzata a trasmettere un’immagine positiva della Calabria, attraverso la diffusione di volti e immagini dei cittadini calabresi, contrastando l’impatto negativo delle notizie sulla criminalità organizzata», spiegano gli atti regionali.

Slogan come “Terroni? Sì,siamo calabresi” (vedi foto in alto)  e “Malavitosi? Sì, siamo calabresi” vengono messi in contrasto con foto di ragazzi sorridenti in camicia bianca.

Hanno guadagnato bene anche le concessionarie di pubblicità di 26 testate, alle quali la Regione Calabria ha versato 2,328 milioni per l’acquisto degli spazi. Tutti soldi provenienti dall’Unione europea che nel 2004 ha approvato un piano di sovvenzioni per la promozione turistica della Calabria. (pubblicato su L’espresso del 29 novembre 2007, pag. 24).

SCOOP! SOSPETTO DI PUBBLICITA’ OCCULTA DI OLIVIERO TOSCANI A “DOLCE & GABBANA” NELLA CAMPAGNA REALIZZATA PER LA REGIONE CALABRIA NEL 2007

LO SCOOP SU OLIVIERO TOSCANI RIPRESO DA “AFFARI ITALIANI”. IL FOTOGRAFO: “SECONDO VOI D&G SI ABBASSA A QUESTI LIVELLI?”, CARIDI REPLICA: “HA FATTO SCHIFO”

L'ISOLA DEI FAMOSI. I commenti dei vari blog sulla prima puntata della sesta edizione

Wednesday, 17 September 2008
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Tratto da “Liquida Magazine” (*)

Puntualissima, come ogni anno, è partita la nuova edizione del reality (pseudo) survival condotto dall’iconica Simona Ventura: signori e signore, L’isola dei famosi 6.

Grande battage e campagna di lancio in RAI, per uno dei prodotti da prime time che storicamente sembra mietere più ascolti nei palinsesti dell’autunno/inverno: agli italiani piace vedere vip e meno vip alle prese con pesci da arpionare a colpi di french manicure, noci di docco da aprire a testate e intemperie killer che rovinano messe in piega e riporti artistici dei Robinson Crusoe di turno.

La blogosfera, ovviamente, commenta questo evento mediatico… vediamo come.

La prima novità, come nota Nicoletta Salata sul BloGiornale di Gabriele Mastellarini, arriva dalla Ventura:

Simona Ventura appare svelando la “botta” che aveva annunciato: capello arancione ormai più Pavone/Brambilla che Carrà, forse per distinguersi dall’imminente rentrée di quest’ultima. Bocca rossa cangiante alla Jessica Rabbit ma niente abito seduchic prosperoso di voluminose rotondità (notoriamente più fiction che reality). Per l’occasione è vestita dal re dell’eleganza Giorgio Armani con un luccicante smoking nero della collezione “Privé,” emana al solito grinta ed entusiasmo e lancia a squarciagola un nuovo motto.

Look inedito, dunque, per la Simo nazionale… ma veniamo al sodo, passando in rassegna i vip in compagnia di Selvaggia Lucarelli, sempre ironica e tagliente:

passiamo ai naufraghi “famosi”. Famosi si fa per dire ovviamente, visto che mia nonna quando ha visto inquadrata Belen ha esclamato: “Ma la Yespica non era incinta?”, quando hanno inquadrato Veridiana ha esclamato: “Ma Thais non era incinta?”, quando hanno inquadrato Vladimir Luxuria ha esclamato: “Ma a Maurizio Ferrini sono cresciuti i capelli?”.
Piccola parentesi: la Ventura non ha mancato di sottolineare quanto sia ben rappresentato il Sud America dalla brasiliana Veridiana e dalla venezuelana Belen. Ecco. Vorrei ringraziare personalmente la Ventura per come è rappresentato l’universo femminile italiano con esempi classici di acume (Vento), stakanovismo (Gioia) e avvenenza mediterranea (Luxuria) tipici della donna italiana e incarnati alla perfezione dal mirabolante trittico. Peccato non ci fossero anche Maria Monsè e la Franzoni a rappresentarci.

Al limite del trash pecoreccio (ma è quello che ci si aspetta da un programma del genere, non nascondiamolo!) la performance degli ospiti in studio. Ecco come la descrive Hai sentito:

In studio Mara Venier e Luca Giurato hanno dato show. La prima, mentre le telecamere subacquee hanno inquadrato Vladimir Luxuria in acqua che nuotava, ha esordito con un “si vede da sotto che è Vladimir Luxuria“: battuta a doppio senso davvero pessima. Mentre Luca Giurato, si è semplicemente comportato da Luca Giurato: è persino caduto in diretta, dopo aver tentato di inciampare per altre due volte…

Lucida, impietosa e decisamente condivisibile la fotografia che Reality blog fa di questo debutto:

“Grandi novità all’Isola dei Famosi quest’anno. Ho i capelli rossi” (Simona Ventura)

E’ proprio così. Cosa volete che ci sia di nuovo in una trasmissione alla sesta edizione? Gnamte, come direbbe Flavia Vento.
A ciò si aggiunga l’inutilità strutturale delle prime puntate dei reality – che da anni proponiamo che si svolgano a porte chiuse – ed ecco servite tre ore abbondanti di nulla televisivo, prontamente svicolato dalla maggioranza dei telespettatori, ma non da me.
Il programma di Simona Ventura su Raidue ha avuto il 19.09%, ovvero 3.894mila spettatori: l’anno scorso nella prima puntata, il 19 settembre, totalizzò il 24.10% di share pari a 5.072mila telespettatori.
L’isola, quella vera, inizierà solo tra un po’, quando la fame e i disagi esaspereranno i concorrenti. E come ogni anno ci si appassionerà. Per ora, della prima puntata, resta solo qualche appunto infastidito, perché gli anni passano, le mamme imbiancano e soprattutto inacidiscono.

Se siete curiosi di leggere un resoconto puntuale, visitate anche Televisionando, che offre una blogcronaca della puntata d’apertura di lunedì 15 davvero niente male.

(*) http://magazine.liquida.it/2008/09/17/al-via-lisola-dei-famosi-6/)

Valzer di poltrone al Sole24Ore. C'è chi parla dell'uscita del direttore Ferruccio de Bortoli ma Marcegaglia non vuole privarsene

Wednesday, 17 September 2008
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da Affari Italiani (www.affaritaliani.it)

Il direttore del “Sole 24Ore”, Ferruccio de Bortoli si è dispiaciuto, ma non ha potuto difendere l’ex direttore di Radio24, Giancarlo Santalmassi, sostituito di recente con Gianfranco Fabi. Il presidente del Gruppo Sole 24 Ore , Giancarlo Cerutti, avrebbe voluto al posto di Santalmassi Alfonso Dell’Erario, ex capo delle relazioni esterne di Confindustria ai tempi di Antonio D’Amato.

La redazione è insorta e proprio de Bortoli si è opposto alla scelta di Dell’Erario, senza però schierarsi in difesa di Santalmassi.

Eppure l’azienda, ha affidato ad Alfonso dell’Erario, direttore relazioni esterne, comunicazione e marketing del gruppo Sole24Ore (in precedenza direttore dell’area comunicazione di Confindustria e prima ancora giornalista al Messaggero) il ruolo di coordinatore delle iniziative e dei prodotti editoriali del Gruppo Sole 24 Ore, quale interfaccia aziendale delle Direzioni editoriali e delle singole Aree di business.

Dell’Erario mantiene il coordinamento marketing, le Relazioni esterne e la Comunicazione del Gruppo.

E per la direzione sarebbe in pole Roberto Napoletano. La probabile e prossima uscita di Ferruccio de Bortoli apre le danze della successione. I bene informati ipotizzano una direzione targata Roberto Napoletano (ora al Messaggero, ma in precedenza al Sole per molti anni fino ad occupare lo scranno di vicedirettore).

I bene informati ipotizzano anche altre soluzioni. La presidente di Confindustria (editore del Sole-24Ore) Emma Marcegaglia, infatti, sembra gradire, anche per una direzione di transizione, Antonio Calabrò, ora direttore affari istituzionale e relazioni esterne di Pirelli e già direttore editoriale della testata.

Nota a margine. A partire dal 15 settembre Alberto Orioli,  già capo della redazione romana del giornale, ha assunto il prestigioso incarico di vicedirettore in sostituzione di Aldo Carboni che lascia il suo impiego per raggiunti limiti di età.

iancarlo Santalmassi fuori da Radio 24. Alfonso Dell’Erario nominato coordinatore editoriale. Ferruccio De Bortoli dato in uscita un giorno si e l’altro pure… Fa notizia Confindustria e il suo gruppo editoriale, sul quale si susseguono ogni giorno fatti e voci, nomine e boatos. Nelle quali è difficile distinguere il grano dal loglio. E che suscitano un interrogativo: che cosa vuol fare il nuovo presidente di Confindustria, la grintosissima Emma Marcegaglia? Si colloca in una linea di continuità o, com’è tradizione in occasione dell’insediamento di un nuovo presidente, intende rinnovare le posizioni chiave con uomini scelti da lei e non ereditati dal suo predecessore?

AGGIORNAMENTO SEMPRE DA AFFARITALIANI.IT CHE CORREGGE IL TIRO IL 18 SETTEMBRE 2008.

Su Santalmassi la trattativa è saltata per le eccessive richieste economiche e di ruolo avanzate dal direttore uscente. Marcegaglia avrebbe volentieri rinnovato il contratto, in scadenza ad ottobre.

Su Dell’Erario si fa osservare che egli più che un uomo di Luigi D’Amato è un uomo di azienda, che si è fatto apprezzare da ultimo dal presidente Cerruti in occasione della quotazione in borsa, dove aveva gestito una funzione di promozione e marketing. Ed è stato lo stesso presidente a volerlo ora nella stessa funzione e con lo stesso ruolo nell’organigramma del quotidiano.

Quanto a Ferruccio De Bortoli, Emma Marcegaglia non pensa di privarsene e ha verificato alla fonte l’inconsistenza delle voci che vogliono l’uomo del ciuffo alla guida di Repubblica e del Corriere. E allo stesso modo non è in scadenza il ruolo del direttore generale Beretta, che è rimasto lì dopo l’uscita di Montezemolo, ma che la bella Emma non considera in scadenza. Anzi, desidera “assolutamente” confermargli la fiducia.

Nella foto in alto, il direttore del Sole-24Ore, Ferruccio de Bortoli.

MARCOTRAVAGLIATO/6 Bruno Vespa (una vita in Rai) al vetriolo: "Non avrei mai immaginato che uno come Travaglio avrebbe trovato spazio in Rai"

Wednesday, 17 September 2008
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Bruno Vespa, da una vita in Rai (ex direttore del Tg1 e oggi conduttore di “Porta a Porta”) non ha peli sulla lingua e dichiara: “Santoro, come Mentana, è bravo. Ma non avrei mai immaginato che uno come Travaglio avrebbe potuto trovare spazio in Rai. Se avessi dato lo stesso spazio a un giornalista analogo, ma di fede politica opposta, mi avrebbero fucilato».

Su Beppe Grillo, Vespa dice: «Sono affascinato da Grillo. Fare i miliardi a spese di chi lo segue, come San Giorgio contro il drago della Casta, non è più un mestiere: è un’arte. Mi criticano da quando sono nato, ma le élite non rappresentano certo le masse. Grillo ormai è un uomo che fa politica violenta. I satirici italiani fanno politica in un altro modo, come la guerra di Von Clausewitz. Io informo. Meno urla, ma miglior servizio al pubblico di un Luttazzi o una Guzzanti. A proposito: ha mai visto nelle interviste tv e sui giornali domande ai politici che io non ho fatto?»

Nelle foto: Bruno Vespa in una puntata “hard” di Porta a Porta e a destra Marco Travaglio nello studio di AnnoZero.

MARCOTRAVAGLIATO/5. Benny Calasanzio Borsellino (già visto ad AnnoZero): "Nessuno ha chiesto scusa a Travaglio"

Wednesday, 17 September 2008
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di Benny Calasanzio Borsellino (*)

 Il 14 maggio 2008, Giuseppe D’Avanzo, cronista di giudiziaria per Repubblica, sbatte in prima pagina che le vacanze siciliane del 2002 di Marco Travaglio e famiglia sarebbero state pagate da Michele Aiello, re della sanità privata siciliana e appena condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. A chiedere questo regalo per Marco sarebbe stato Pippo Ciuro, ex braccio destro di Antonio Ingroia, condannato nello stesso processo a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d’ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Sembra uno scoop di portata internazionale.

Lui, il mago dell’archivio, della memoria storica, l’allievo di Montanelli, il castigatore dei diversamente onesti, colto in fallo così netto e addirittura amico di mafiosi? Comincia la gogna.

Come racconta Travaglio stesso, “Il Corriere della sera le dedica addirittura due pagine dal titolo: “Travaglio, la talpa dei boss e il giallo della vacanza siciliana”. Ma ha almeno la buona creanza di sentire la mia versione dei fatti. Il Giornale e Il Riformista la sbattono in prima pagina. Il tam-tam prosegue per giorni e giorni sulla stampa, in tv e sulla rete. Ad Annozero il viceministro Roberto Castelli rende noto che frequento “mafiosi”. Luciano Moggi, in una tv privata piemontese, mi trasforma addirittura in un amico “dei peggiori boss mafiosi”. Totò Cuffaro, appena condannato per favoreggiamento di Aiello e di alcuni mafiosi, dichiara alle agenzie: “… Abbiamo appreso che Travaglio ama fare le sue vacanze sulle nostre coste, specie se a pagare il suo conto sono altri”. Ancora un paio di mesi dopo Riccardo Arena, sul “Foglio” di Giuliano Ferrara (famiglia Berlusconi), insinua che io sia in affanno, per aver promesso di pubblicare ricevute di pagamento di quella vacanza, ma non sia in grado di farlo. Sottinteso: perché la vacanza me la pagò il “mafioso”, la “talpa dei boss”, cioè Aiello”.

Tutto questo fino a quando, il 9 settembre, Travaglio fa un gesto che forse mai nessuno aveva osato prima di lui. Infischiandosene di privacy, codici, nome della banca ecc, fotocopia e regala alla stampa un assegno e un estratto conto del 2002 che attesta senza ombra di dubbio che a pagare quelle vacanze sia stato, se non lui, un omomino: Marco Travaglio, from Torino. Dopo aver smentito decine di giornali e giornalisti, ora passibili di querele, pensate che qualcuno gli abbia chiesto scusa? No.

(Tratto da: http://bennycalasanzio.blogspot.com/2008/09/prodi-e-travaglio-per-ripartire.html)

Nella foto Marco Travaglio e il Procuratore capo di Pescara, Nicola Trifuoggi.

OLIVIERO TOSCANI A RUOTA LIBERA: "L'Italia un Paese di m…"; "Conosco i rischi dell'omosessualità, sul piano fisico"; "Non avrò pace finché non avrò trovato i fondi per eliminare la Tv"

Wednesday, 17 September 2008
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Intervista a Oliviero Toscani di Stefano Mannucci per Il Tempo

Il Tibet, Myanmar…Toscani, ma a queste battaglie di solidarietà si aderisce per sincera convinzione o magari solo per obbligatorio idealismo?
«È il conformismo della democrazia, e va bene così. Io non voglio fare il rivoluzionario, semmai provocare. Ma a Salemi non abbiamo affari con la Cina, possiamo permetterci di dire le cose come stanno».

Si alza la bandiera, e tutti felici.
«Mica facciamo solo quello. Con la mia Bottega della comunicazione abbiamo bandito un concorso per architetti di fama mondiale per far costruire un ministero…pardon, un monastero buddista sulla montagna della Pomaia, nel Pisano. Lì sul crinale c’è una cicatrice aperta, è la cava di pietra con cui hanno realizzato l’autostrada. La richiuderemo».

“Ministero” invece di “monastero”: lapsus impagabile.
«Ci sta: i conventi sono i luoghi del marketing delle religioni, che hanno i loro amministratori».

Che dire dell’amministratore cattolico?
«Ratzinger? Fortissimo, un grande nemico per gli antipapi, grazie al suo particolare cinismo. Non è un Giovanni XXIII».

E neppure un Wojtyla.
«Hmm. No. E Benedetto XVI mi intriga perché combatte strenuamente l’omosessualità fra i preti. Io che, mio malgrado, ho frequentato in gioventù un collegio so che rischi si corrono, sul piano fisico. Ha presente la “Mala education” di Almodovar?».

Ma la sua non era una famiglia laica?
«Sì, ma avevano scoperto che invece di andare a scuola mi infilavo nei cinema, e decisero che avevo bisogno di disciplina. Però qualcuno di quelli con la tonaca attentava alla mia virtù».

Un marziano le chiede un’immagine per raccontare l’Italia.
«Vediamo…Scatterei una foto inttitolata “la strage delle madri”. Per salvare questo Paese dobbiamo rendere orfani quei milioni di giovani che girano con il cachemire annodato in vita e la pappa fatta. I ragazzi italiani devono andare a capire il mondo: tra gli europei sono quelli che parlano meno lingue straniere».

E con un omicidio di massa risaniamo l’Italia?
«Questo Paese di m… sopravvive grazie all’autodisciplina di una minoranza che ha voglia di lavorare. Pensiamo di essere bravi, poi vai all’estero e se competi con un tedesco o un inglese devi dimostrare di essere un professionista, e loro no. Ci sentiamo campioni del mondo di tutto, anche quando producevamo vino al metanolo e dicevamo che era meglio del Bordeaux. In Francia sono ignoranti, ma la loro destra è più a sinistra del Pd».

Il partito che lei ha definito la “zuppa di Veltroni”.
«Immangiabile, no? Questa sinistra la racconti con cinque “p”».

Quali?
«Presunzione, pigrizia, pessimismo, paura. E pirla, detto con affetto a chi so io. Basta con questo strano buonismo, la sicumera di credersi dalla parte giusta della Storia. Si sentono anche loro unti dal signore: c’è un’analogia trasversale con Berlusconi, che dal canto suo propugna un sistema di comunicazione sovietico».

Se le chiedono uno slogan per rilanciare il Pd?
«”Chi ha perso anche soltanto una volta deve andare a casa. Per serietà politica”».

La licenzierebbero.
«Pazienza. E non mi dicano che manca un ricambio tra i leader. C’è un Bersani, per dire. Ma lui è troppo civile perché lo utilizzino».

Lavorerebbe per il Cavaliere?
«Non è più restaurabile fisicamente. Sembra di terracotta…quei capelli lustri. Ha i gusti caricati di un petroliere arabo…Le ragazze con le tette troppo grosse…».

Obama?
«Vincerà, e sarà il primo presidente ad affrontare la questione dell’abolizione della pena di morte in tutti gli Usa. Ma temo per la sua incolumità fisica, per quell’America neppure troppo profonda che lo respinge».

La foto simbolo del Novecento?
«Il bambino con le mani alzate nel ghetto di Varsavia. In quel gesto vedi la tragedia dell’innocenza travolta dall’apocalisse di un popolo. E un’altra di Angus Anders: c’è un muratore con dei mattoni sulle spalle, lui guarda l’obiettivo, nei suoi occhi vedi il fardello della costruzione della vita».

C’è qualche tabù che Toscani non affronterà?
«Spero di averne sempre, davanti a me. L’arte chiede scandalo, vede bellezza nella tragedia, si pone obiettivi estetici prima che etici. Quando dissi che l’11 settembre era un inarrivabile gesto della “fantasia” nato dalla violenza, non pronunciavo un giudizio morale o politico. Ma successe un casino. Come accaduto anche l’inverno scorso con le mie foto della modella anoressica. Polemiche a non finire. Io volevo ricordare che è la società stessa ad essere anoressica, nei sentimenti. E bulimica quando si nutre di trash in tv».

La tv, il suo chiodo fisso.
«Non avrò pace finché non avrò trovato i finanziamenti per l’eliminazione della televisione».

Ma senza tv non vedremmo neppure il suo spot sui cani abbandonati.
«”Di che razza sei, umana o disumana?”. Niente male, no? Faremmo questa campagna sui manifesti, e il messaggio passerebbe comunque».

Anni fa la Ue bocciò il suo progetto per un’immagine simbolo. Venticinque bambini nudi.
«C’era qualche bacchettone in Commissione che, visti pisellini e patatine in libertà, voleva metter loro i pannolini. Come i braghettoni della Cappella Sistina. Opposero la scusa della lotta alla pedofilia: avevano paura delle proprie pulsioni malsane. Questa è la verità».

Mastellarini versus Travaglio ad AnnoZero (Raidue)?

Wednesday, 17 September 2008
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di Gabriele Mastellarini

Il titolo di questo articolo (o post) puo’ essere fuorviante ma ha un fondo di verita’ e voglio condividerlo con voi. Perche’, cari lettori e carissimi collaboratori, questo bloGiornale VOLA! Le visite giornaliere sono in continua crescita e le posizioni nella speciale classifica di BlogItalia vengono scalate giorno dopo giorno a un ritmo vertiginoso. Pensate che a fine maggio scorso eravamo partiti in posizione n. 4.000 oggi, dopo appena tre mesi e mezzo, siamo attorno alla 970 esima posizione: UN RECORD SENZA PRECEDENTI.

Idem per gli accessi e le pagine visitate, con una media superiore ai MILLE AL GIORNO. E se pensate che blog conosciutissimi e presenti ormai da anni, come quello di Mantellini, si attestano sulle 1.500 unita’ potete capire di cosa stiamo parlando.

Grazie a voi, dunque…e grazie anche a chi fa ricerche su Google e arriva su questo giornale elettronico a informarsi. Perche’ di argomenti, nonostante le critiche, ce ne sono tantissimi.

Articoli importanti che hanno destato l’attenzione (udite, udite!) della redazione di AnnoZero, il programma di Raidue condotto da Michele Santoro e che avra’, anche quest’anno, come ospite fisso Marco Travaglio.

Ebbene, oggi pomeriggio uno dei redattori di AnnoZero (non faccio il nome per correttezza) ha chiamato il sottoscritto per chiedere qualche notizia in piu’ su un certo argomento sul quale stanno preparando una puntata. Per ovvie ragioni non posso scrivere di quale tema si tratta…

Probabilmente nei prossimi giorni ci risentiremo e non si esclude in futuro un bel duello Mastellarini-Travaglio, davanti alle telecamere di Raidue. Quale miglior occasione per parlare degli errori di Travaglio, della vacanza a Trabia, del Travaglio-business, dei libri fotocopia, del dvd a 10 euro e di tutto quanto ruota attorno all’universo travaglino?

Non so se questo accadra’ (considerando anche alcuni precedenti…) ma tutto puo’ succedere.

Life is now.

Grazie mille!

SCANDALOSO. Perquisite le case dei giornalisti Fiorenza Sarzanini (Corriere) e Guido Ruotolo (La Stampa, fratello di Sandro di AnnoZero). Dopo L'espresso, la stampa è sempre più presa di mira

Wednesday, 17 September 2008
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Comunicato del comitato di redazione del Corriere della Sera

Il Comitato di redazione del Corriere della Sera, interpretando le preoccupazioni e l’allarme di tutti i colleghi, manifesta la più profonda inquietudine per l’intervento che il Gico della Guardia di Finanza, cioè il Gruppo che indaga sulla criminalità organizzata, ha messo in atto ieri nei confronti della nostra collega Fiorenza Sarzanini.

La Guardia di Finanza si è presentata sia nell’abitazione della giornalista sia sul posto di lavoro, presso la sede di Roma, in assenza della redattrice, che era fuori città per servizio. Nella casa della collega si trovavano la madre e la giovane figlia, del cui computer è stata copiata la memoria, con alcuni amici adolescenti che sono stati tutti identificati; al Corriere è stato perquisito tutto, materiali, archivio, documenti della giornalista, acquisita la rubrica telefonica e poi copiato interamente il contenuto del suo computer, con tutti i files professionali e anche i materiali privati in esso conservati.

L’operazione della Guardia di Finanza, su mandato della magistratura, è avvenuta per l’ipotesi di rivelazione di segreto d’ufficio, a seguito dell’articolo della collega pubblicato l’altro ieri sul Corriere della Sera e nel quale veniva dato conto di un’inchiesta avviata dalla magistratura lombarda: al centro contatti e riunioni fra esponenti della ‘ndrangheta e politici e imprenditori lombardi. E, come scenario, la spartizione degli appalti che saranno assegnati per l’Expo 2015 di Milano.

La perquisizione, così come quella parallela compiuta nei confronti del collega Guido Ruotolo de La Stampa, il quale si è occupato dello stesso argomento, appare un atto grave e una pesante intrusione nel diritto di cronaca, contro il quale sembra essere ormai avviata una campagna il cui scopo evidente è di ingabbiare i giornalisti e la libertà d’informare scrupolosamente i cittadini.

La redazione del Corriere della Sera ha dimostrato nei fatti che i tentativi di intimidirla sono destinati all’insuccesso e, nell’esprimere solidarietà a Fiorenza Sarzanini e a Guido Ruotolo, ribadisce l’impegno a respingere nel lavoro di ogni giorno e nelle sedi competenti ogni attacco al diritto-dovere di raccontare la verità, anche se spiacevole per qualcuno.

BLOG AWARDS 2008. Travaglio sbanca… e un premio va anche al sesso orale

Wednesday, 17 September 2008
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da www.pcworld.it

Chiuso il BlogFest: premi a Grillo, Travaglio e…
Chiusa la tre giorni dei blogger di Riva del Garda. Assegnati premi a 24 categorie: anche il blog erotico e quello “andato a puttane”

Sono stati tre giorni intensi quelli che hanno inaugurato la prima edizione italiana della BlogFest, il raduno nazionale dei Blogger organizzato a Riva del Garda (Trento) dall’associazione LAGOrà in collaborazione con Macchianera e l’Ufficio Eventi di Riva del Garda (TN), che ha registrato la presenza di migliaia di utenti, più o meno attivi, di Internet.

Un successo, secondo gli organizzatori, tanto più che il maltempo non ha dato tregua a nessuno degli appuntamenti previsti: 5 conferenze, 9 barcamp, mostre, concerti, concorsi, giochi e, naturalmente, premiazioni. Non c’è manifestazione che si rispetti che non preveda un premio per qualcuno.

Il Macchianera Blog Awards ’08, dedicato naturalmente ai blogger, prevedeva 24 categorie. Tra quelle di maggior prestigio, non si sono registrate sorprese. Beppe Grillo si è aggiudicato il premio come Miglior Blog, ma c’è stato chi ha raccolto più riconoscimenti di lui. L’amico e sodale Marco Travaglio e l’inseparabile collega di penna Peter Gomez hanno spopolato con il loro blog “Voglio scendere”, che si è aggiudicato, nell’ordine, i titoli di Miglior Blog di un Vip, Miglior Blog Giornalistico, Miglior Blog di Opinione e Miglior Blog Collettivo. 
Ma tra i premiati ha brillato anche un noto detrattore di Grillo e soci, il giornalista Filippo Facci, collaboratore del Giornale diretto da Mario Giordano. Facci si è aggiudicato il premio come Miglior Cattivo della Blogosfera.*
Ci sono stati poi riconoscimenti tecnici, quali il miglior Blog Mobile (ottenuto da Repubblica) e quello dedicato al miglior blog Tecnico-Divulgativo (vinto da Il disinformatico).  “Uccidi un grissino: salverai un tonno” è stato invece eltto il Miglior Blog Rivelazione.

C’è stata anche una vincitrice per il miglior Blog Erotico, ma il commento pubblicato dall’autrice sul suddetto blog è stato: “Blog erotico? E chi mi ha candidata, e perché ho vinto?”.
Enigmatica la categoria Miglior Blog andato a puttane, nella quale l’ha spuntata Selvaggia Lucarelli

A causa della pioggia, i barcamp si sono svolti nelle sale del Palacongressi, dove sono stati affrontati i temi più diversi:  dall’enogastronomia del FoodCamp3, alla pubblicità dell’AdvCamp, alla moda del FashionCamp. 
Uno dei dibattiti/incontri più frequentati è stato quello dedicato al futuro della telecomunicazione.  Il titolo dell’appuntamento era “Frontiere della televisione: mouse contro telecomando”, e a discuterne con il pubblico c’erano la bella blogger Selvaggia Lucarelli e alcuni protagonisti della nuova frontiera della TV: Salvo Mizzi (responsabile digital service innovation Telecom Italia), Bruno Pellegrini (fondatore di TheBlogTv), Federico Rampolla (chief interaction officer GroupM), Stefano Rocco (marketing director Myspace.com), Paolo Tacconi (executive producer MSN.it). 

da http://unoalgiorno.wordpress.com/about
Mi chiamo X, ho 27 anni. Lavoro di notte. No, non sono una P. Forse ai vostri occhi, ma non ai miei.
Ho studiato design. Poi ho provato con l’informatica. Poi la mia vita è cambiata, e il mio vecchio mondo è sparito.

Mi alzo tardi. Vivo da sola. Passo il pomeriggio a leggere, o in Internet. Di sera esco.
Entro in un locale. Mi guardo intorno. Scelgo il mio cliente. Mi avvicino.
Sussurro qualcosa di carino.

Se mi risponde cordialmente, se sembra a posto, se sembra uno che non ha rapporti occasionali (e quindi, si spera, con poche malattie strane)… Gli propongo sesso orale.
150 euro. A volte qualcosa di più. Mai di meno.
Non lascio il mio numero. Non lo cerco. Appena finito, me ne vado. Questo è quello che faccio.
Uno al giorno.
Qualche anno fa volevo fare la modella. Poi la scrittrice. Alla fine mi sono resa conto che non potevo viverci.

Naufragio all’Isola dei Famosi. Si salvi chi può!!!

Tuesday, 16 September 2008
Pubblicato nella categoria CULTUR@

La recensione semiseria di Nicoletta Salata per dituttounblog.com

Ieri sera su Rai2 è andato in scena il debutto della sesta serie dell’Isola dei Famosi (e non). A puntata iniziata ho deciso di sintonizzarmi sul canale del naufragio per non sentirmi poi disinformata quando comunque, tra una bla bla e l’altro, qualche chiacchiericcio sull’argomento si fa.

Dai pochi (o troppi) frammenti visionati questa la personale impressione. Simona Ventura appare svelando la “botta” che aveva annunciato: capello arancione ormai più Pavone/Brambilla che Carrà, forse per distinguersi dall’imminente rentrée di quest’ultima. Bocca rossa cangiante alla Jessica Rabbit ma niente abito seduchic prosperoso di voluminose rotondità (notoriamente più fiction che reality). Per l’occasione è vestita dal re dell’eleganza Giorgio Armani con un luccicante smoking nero della collezione “Privé,” emana al solito grinta ed entusiasmo e lancia a squarciagola un nuovo motto.

Consumato il tempo di “guardatevi le spalle” (che tanto non serve a scansare gli assalti dei compagni traditori), “crederci sempre, arrendersi mai” (che tanto non basta perché alla fine decidono gli altri), ora declama sempre sbraitando “schiena dritta, testa alta, andiamo incontro al destino” (in cui travolti, invece al solito, in quel non sempre azzurro mare caraibico i naufraghi si sono gettati).

Seguono altre immagini, che osservo in maniera discontinua, e mi pongo alcune domande: 1) Perché ci costringono ad assistere alle inquadrature del “pacco” rosso del bidello/custode laureato nel frattempo in Storia dell’Arte che vanta la somiglianza con Enzo Paolo Turchi, dal quale però si dissocia per il problema di emorroidi che quest’ultimo ha accusato in piena fase di sopravvivenza all’isola (apprendo che poco prima anche Magnini ha esibito analoghi attributi destando numerosi oh oh oh tra il pubblico femminile presente in studio).

2) Perché imporci di vedere un Vladimir Luxuria (il/la quale era molto più definito/a, accettabile e condivisibile prima dei vari rifacimenti) munito di tette in un corpo da uomo e il cui sguardo e l’eloquio trovo comunque profondi anche se nell’isola scarseggia anche la strumentazione di bordo per cui il mancante ecoscandaglio non ci può dare l’esatto calcolo e si deve quindi procedere a stimarli a spanne.

3) Perché dovere ascoltare l’apparente ingenua confessione di Giucas Casella che ammette di aver ritardato il suo arrivo alla “selva oscura” perché strada facendo, preso da un improvviso mal di pancia, se l’è fatta addosso.

4) E riscontrare che un’ ammirevole giovane donna di 4 figli che fa il muratore e la volontaria però non sa nuotare (ma non gliel’hanno detto che questo reality almeno l’acqua tutt’intorno ce l’ha davvero?). E così, pur essendo stata ammessa per prima allo sbarco, si tuffa per ultima dalla zattera perché il salvagente non arriva mai (anche questo è un dettaglio molto reality).

5) Perché dover considerare, più di quanto ciascuno non faccia nei suoi momenti più intimisti, l’ineluttabile caducità e lo sfiorire delle cose, visualizzando primo piano e figura intera di Miki Gioia. Alla quale va la mia sentita ammirazione per il coraggio di mostrarsi nuda e cruda, ma che se non fosse ricorsa a lifting e quant’altro, avrebbe ora nel suo esibito appassimento (che prima o poi ci tocca a tutti) una maggiore naturalezza e perfino bellezza.

6) Perché dovere assistere anche a quello che sembra il precoce declino del giovane inviato campione di nuoto, Filippo Magnini, negato per gestire il collegamento (anche rispetto al più esperto suo predecessore dj/cantante Facchinetti alias Capitan Uncino che almeno in quanto tale di un’isola aveva sentito narrare), anche perché evidentemente da una sponda all’altra (Carabi-Italia) la traversata è troppo lunga.

Non ho visto altro. Mi è bastato.

Chiedo fervidamente agli dei, alle divinità, a chiunque governi il mondo da lassù (perché quaggiù ormai non c’è più nulla da fare e da sperare) che scaglino un fulmine su questo abominevole spettacolo, un anatema sulla sua già attiva maledizione, un incantesimo che interrompa questa orrenda favola.
E che la parola “isola” torni ad associarsi nel mio immaginario non solo al termine (sebbene illusorio e quindi consapevolmente impossibile da trovare) “felice” ma anche a “del tesoro”, a “Nim”, tutt’al più perfino a “che non c’è”.
Ecco, appunto! Se scomparisse dalla già penosa ed indecifrabile mappa geografica dei programmi tv non se ne accorgerebbe nessuno. Perfino Robinson Crusoe ed ogni altro disgraziato “castaway” si metterebbero in salvo se quest’isola invece che accoglierli, affondasse.

Berlusconi provolone con la Vezzali: "Non la toccherei neanche con un fiore". E la schermitrice: "Da lei mi farei veramente toccare"

Tuesday, 16 September 2008
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Un’amichevole ed ambigua “scaramouche” condita di firma e stima, stoccata e toccata, fiore e fioretto, è degna di uno sketch strepitoso da palco di Zelig o Bagaglino (per via di “lui” che nella circostanza sembra la “di lui” caricatura). Incredibile la sua espressione quando lei, incalzante lo affronta in un sempre più ravvicinato vis à vis, scrutandolo negli occhi (non è che vuole ipnotizzarlo per convincerlo di quello che gli sta dicendo?). Lui infatti, con quel sorriso stupito ed incredulo, sembra molto scettico. Tanto che il cameraman scende verso il basso ed inquadra la spada (simbolo forse più convincente di duelli e auspicate vittorie) proprio mentre lei dice “grandi traguardi”. Bellissimo! Se ci fosse stato dietro un copione questa sceneggiata non sarebbe stata altrettanto all’”altezza” di questo “af-fondo”! (Nicoletta Salata). Guarda il video su Repubblica Tv http://tv.repubblica.it/copertina/da-lei-mi-farei-toccare/24100?video

Addio Richard

Tuesday, 16 September 2008
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di Sergio Fornasini

È scomparso a 65 anni Richard Wright, mitico tastierista e fondatore dei Pink Floyd. Le note del suo piano rimarranno indelebili nella mente e nel cuore della generazione che ha vissuto l’epoca di “The Dark Side of The Moon” del 1972 e di “Wish You Where Here” del ’75. Il primo ha superato 40 milioni di copie vendute, il secondo 12 milioni.  The Dark Side è rimasto per quattordici anni nella classifica di Billboard.

Grazie di tutto Rick, ci mancherai molto

Dal sito di BBC News un ricordo di David Gilmour, leader e chitarrista del gruppo inglese: “In the welter of arguments about who or what was Pink Floyd, Rick’s enormous input was frequently forgotten.” Nella ridda di discussioni su chi o cosa sono stati i Pink Floyd, l’enorme contributo di Rick è stato spesso dimenticato

The Great Gig in The Sky: I’m not frightened of dying, anytime will do, I don’t mind… Why should I be frightened of dying? There’s no reason for it, you gotta go sometime” (Non ho paura di morire, in qualsiasi momento capiterà, non so quando… Perché dovrei aver paura di morire? Non ce n’è ragione, prima o poi te ne devi andare…) Leggi il resto –> »

MARCOTRAVAGLIATO/4. Tutta la verita' sull'hotel Torre Artale di Trabia

Tuesday, 16 September 2008
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Il 13 gennaio del 2000 venne arrestato a Palermo il costruttore Rosario Alfano, accusato di aver riciclato il denaro dei fratelli Graviano, capimafia del rione Brancaccio. Con l’arresto dell’imprenditore vennero anche stati sequestrati beni per 300 miliardi, compreso il residence “Torre Artale” di Trabia, complesso edilizio che si estende su un’area di 28 ettari.

Nell’agosto 2002, l’ancora pressoche’ sconosciuto giornalista torinese Marco Travaglio soggiornava proprio in quell’hotel finito in amministrazione giudiziaria, come dimostrato anche dalla girata dell’assegno presentata nel 2008 da Travaglio – nel corso di 6 anni il giornalista e’ diventato famoso e oggi fa business – per dimostrare il pagamento del conto, dopo che uno dei migliori cronisti di giudiziaria, Giuseppe D’Avanzo di Repubblica, aveva parlato di quella vacanza (sempre taciuta da Travaglio) e di un’intercettazione telefonica che non aveva convinto.

A Travaglio il Torre Artale venne consigliato dal suo amico e maresciallo Giuseppe Ciuro, in servizio presso la Procura di Palermo, successivamente condannato per aver passato informazioni riservate al mafioso Michele Aiello, braccio destro del boss Provenzano.

Nel 2002, mentre Travaglio si godeva il sole della Sicilia, a pochi passi da lui Elio Teresi, il coordinatore degli animatori della Cooperativa Nuova Generazione che gestisce alcuni immobili sequestrati ai mafiosi a Trabia per farne case-vacanza per centinaia di bambini di Palermo e Provincia, rilasciava un’intervista, dichiarando: “Trabia è da sempre luogo di rifugio per molti mafiosi. Qui ha regnato per molti anni la “pax mafiosa, nulla doveva succedere perchè tutto passasse sotto silenzio. Questo ha anche agevolato chi volesse risiedere qui”.

“Trabia – continua Teresi – è uno dei posti dove negli ultimi anni sono stati sequestrati più beni, ce n’è uno a circa due chilometri di distanza da qui, apparteneva a un boss di Caccamo che è stato affidato all’Opera Don Calabria ed è diventato un centro di recupero per tossicodipendenti. Qui sotto c’è l’hotel Torre Artale, anch’esso in amministrazione giudiziaria, che occupa l’antica residenza del Marchese Artale, più 94 villette bifamiliari, per un valore di centinaia di miliardi di lire.”

Mentre Travaglio soggiornava beatamente da quelle parti, i magistrati di Palermo avevano in trattazione il procedimento in. 5733/96 R.G.N.R., pendente presso la 4^ Sezione del Tribunale penale, per i reati di associazione mafiosa e riciclaggio. Al termine del processo, l’11 marzo del 2005 Rosario Alfano viene condannato a sei anni, per concorso esterno in associazione mafiosa. Contemporaneamente viene però assolto dall’accusa di riciclaggio ed i beni gli vengono restituiti, compreso l’hotel Torre Artale.

MARCOTRAVAGLIATO/3. Tradito dall'Ans(i)a

Monday, 15 September 2008
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Riceviamo e pubblichiamo. Tratto dal libro intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Marco Travaglio.

CLAUDIO SABELLI FIORETTI: Hai scritto cose sbagliate su Ayala.

MARCO TRAVAGLIO: «E mi dispiace: l’Ansa aveva dato per amnistiato un suo reato. Non era vero. Senti: di solito non sbaglio, ma quando sbaglio lo ammetto, chiedo scusa e pago di tasca mia».