Lettere all'Espresso (da un lettore del blog)

Saturday, 5 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Riporto questa lettera inviata a letterealdirettore@espressoedit.it da un lettore del blog. Chiedo, ancora una volta, a chi vuol sapere la verità di esternare il proprio pensiero. Grazie. Gabriele

Egregio direttore,

continua anche sull’Espresso di oggi il blackout della firma di Gabriele Mastellarini, vostro collaboratore da lungo tempo. Visto il perdurare della sua assenza, assolutamente non esternata nemmeno al diretto interessato a quanto leggo su altre testate, la invito cortesemente e fermamente ad evidenziare i motivi della estromissione del vostro collaboratore, in nome della trasparenza che un organo di stampa prestigioso quale il vostro dovrebbe assicurare, ai suoi lettori ed abbonati in prima istanza.

Il nostro paese sta vivendo un lungo momento particolarmente sfavorevole alla libertà di stampa, come testimoniano vari studi internazionali ed indipendenti. Un episodio come questo è estremamente significativo della fondatezza dei dati prodotti da queste associazioni.

Per un giornale di grande prestigio come il vostro è impensabile che venga esclusa una delle firme che lo compongono senza il minimo giustificativo nei confronti del professionista, mi auguro che vogliate recedere quanto prima da una situazione di ambiguità che definirei scandalosa, oltre che generante voci incontrollabili di pressioni al vostro interno finalizzate al benservito al bravo Mastellarini.

Saluti e buona serata

Posta e risposta. Porcate e frecciate

Saturday, 5 July 2008
Pubblicato nella categoria LETTERE, TRAVAGLIO'S

Caro Gabriele,
Leggo leggo, ma ricorda che quando parli di Travaglio esce fuori il dente avvelenato. E questo, da lettore, mi da fastidio.
Un conto è un attacco mirato a qualcosa di concreto, un altro sono le frecciatine generiche e generalizzate a uno che evidentemente ti sta sulle palle.
Vuoi fare un vero dispetto a Travaglio? Comincia a ignorarlo…

Moralista amorale

Caro “Moralista”,
mi spiace che tu voglia rimanere anonimo, trincerandoti dietro lo pseudonimo (comunque simpatico). Visto che in ciò che dici non c’è nulla di diffamatorio, ti invito a dichiararti.

Sono soddisfatto che il blog ti interessi, mentre critichi le cosiddette “frecciatine”. Ma sul punto c’è da premettere una cosa: in precedenza non mi ero (quasi) mai occupato di Travaglio, poi si sa cos’è accaduto. Resta solo il commento di un anziano avvocato amico: “Gabriè ti hanno fatto una porcata!”.

Ho riportato in un “Cartatravaglio” qui sotto il risultato della mia (umilissima, per carità) collaborazione con “L’espresso” che in 19 mesi aveva prodotto 90 pezzi. Parliamo di un settimanale “storico” del giornalismo italiano e pubblicare anche solo una-riga-una è motivo di vanto per chiunque, specie per chi si avvicina a questo mestiere. E poi per me questo è lavoro, caro moralista.

Io sono arrivato a L’espresso senza raccomandazioni, ho dato il mio modesto contributo, senza sgarrare mai, e sono stato “eliminato” dopo che la polemica con Travaglio era sfociata su altri giornali. Una polemica, caro lettore, cui L’espresso era estranea e non poteva certamente riverberarsi sul giornale.

Può darsi che siano altri i motivi della mia “sospensione” ma nessuno – e dico nessuno – me li ha voluti dire. Ho fatto più richieste di essere sentito ma sono cadute nel vuoto. Questa storia è uscita sulle prime pagine dei giornali (come Italia Oggi) ma nessuno ha voluto chiarire. E forse non lo faranno mai.

Capirà, caro lettore, che a pensar male si fa peccato ma spesse volte ci si indovina. Io ho poche frecce nel mio arco e continuerò a tirare quelle frecce, anzi frecciatine, finché ne avrò forza.

Cordiali saluti

Gabriele Mastellarini

AirOne: tutto ciò che avreste voluto sapere, ma non avete mai osato chiedere

Saturday, 5 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

di Gabriele Mastellarini per “Il Mondo” in edicola

Carlo Toto (nella foto) parla irlandese. La sua Air One si avvale, infatti, della società Challey limited con sede a Dublino, per «agevolare l’ottenimento dei finanziamenti necessari all’acquisto degli aerei, in quanto l’Irlanda, contrariamente all’Italia, ha ratificato la convenzione di Cape Town relativa alle garanzie internazionali su alcuni beni mobili strumentali», si legge nella nota integrativa al bilancio depositato nei giorni scorsi.

Mentre sembra prendere corpo il piano che prevede la creazione di una new company in cui far confluire il vettore dell’imprenditore abruzzese e Alitalia, “Il Mondo” alza un velo sui conti della compagnia di Toto. Che ha ceduto il «diritto all’intestazione degli aeromobili» a «società appositamente costituite in Irlanda» (Challey Itd e le sue sette controllate), alle quali paga l’affitto. Nella flotta di Air One, un solo aereo su 57 (un Boeing-737 del 1985) è di proprietà, due 73″ del ’90 sono in locazione finanziaria, 39 in locazione semplice e 15 in wet lease, strumento attraverso cui un vettore affitta aeromobile ed equipaggio, assolvendo anche agli obblighi assicurativi e di manutenzione. Nel 2007 Air One ha pagato 35 milioni più interessi alle controllate irlandesi per la locazione degli aerei. Il valore dei mezzi in affitto è di 890 milioni, ai quali aggiungere i nuovi A-320, che arriveranno nei prossimi anni, dopo la firma del contratto da 2 miliardi 160 milioni con Airbus. Toto, presidente di Air One, percepisce un compenso di 387 mila euro. «Siamo in utile da sei anni», ha spiegato. «Il nostro indebitamento legato all’attività corrente è di un terzo del fatturato, cioè un dato fisiologico e in linea con la media delle aziende italiane». Anche se, stando al bilancio, i debiti entro 12 mesi superano i 367 milioni, a fronte di ricavi totali per 750 milioni (+22,6% rispetto al 2006), per un utile di 6,8 milioni. E aumentata l’esposizione netta verso le banche: 95 milioni tra aperture di credito e mutui garantiti da ipoteche. Cassa di risparmio di Chieti, Cassa di Pescata e Popolare di Lanciano e Sulmona hanno ottenuto garanzie su alcuni complessi industriali dismessi a Bari e Cremona e su altri beni di proprietà della controllata italiana Alitec, che nel 2007 ha chiuso in perdita di 123 mila euro.

E sul sito de L'espresso Travaglio "oscura" Serra

Saturday, 5 July 2008
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CLAMOROSO. Sul sito internet de L’espresso (http://espresso.repubblica.it), Michele Serra è “oscurato” e rimpiazzato da Marco Travaglio.

Infatti, come si legge dal sommario degli articoli (cliccando su http://espresso.repubblica.it/sommario?ref=hpedi) e scorrendo la pagina fino in fondo, a Travaglio viene attribuita la rubrica “Satira preventiva” che è di Michele Serra. Per fortuna, in edicola, le cose tornano al loro posto: Serra resta autore di “Satira preventiva” e Travaglio resta “Signornò” e cerca il colpo a effetto. Una finta-lettera di Giorgio Napolitano a Silvio Berlusconi nella quale il Presidente della Repubblica si rifiuta di firmare il lodo-Alfano. Ma gli va male, perché il 2 luglio (quando il settimanale è già in stampa) Napolitano ha detto “sì” alla legge perché “Rispetta i rilievi della Corte Costizionale”. Certo, l’autore della finta-lettera potrà difendersi e dire: “Era ironica”, “Anche questa è satira”. E noi accettiamo volentieri…

Qui sotto vi riporto il passaggio tratto dal sito de L’espresso, alcune frasi dell’articolo-lettera di Travaglio e l’Ansa su Napolitano. (Gabriele Mastellarini)

OPINIONI

L’antitaliano – di Giorgio Bocca
Senza frontiere – di Mark Hertsgaard
Libero mercato – di Luigi Zingales
Satira preventiva – DI MARCO TRAVAGLIO

Bestiario – DI Giampaolo Pansa
Avviso ai naviganti – di Massimo Riva
Il vetro soffiato – di Eugenio Scalfari

tratto da L’espresso di oggi, p. 18 – di Marco Travaglio

“Ecco la lettera che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha inviato al premier Silvio Berlusconi. Caro Silvio, (…) Tu dici che “nelle altre democrazie” il Lodo Schifani-Alfano esiste già. Ho chiesto in giro e – a parte che nessuno conosce Schifani né Alfano – mi han detto che i premier non hanno immunità in nessuna democrazia del mondo. (…) Quindi non firmo. Se ne riparla quando prenderai il mio posto. O quando ti sarai incoronato re d’Italia. Tuo Giorgio”.

ANSA 2 luglio ROMA – Giorgio Napolitano ha rinunciato con gran rammarico a concedersi una pausa per partecipare, stasera a Napoli, al concerto di Zubin Mehta. “Il delicato momento che la vita istituzionale del paese sta attraversando mi rende difficile allontanarmi da Roma”, ha scritto in una lettera di scuse che rivela il suo stato d’animo di fronte alla tensione politica e alle polemiche che non risparmiano il Quirinale, ma dalle quali il presidente non si fa coinvolgere. La risposta del capo dello Stato arriva con i fatti. Oggi, con la firma che autorizza il governo a presentare alle Camere il controverso disegno di legge che prevede uno scudo processuale per l’intera durata del mandato per le alte cariche dello Stato.

ESCLUSIVO. Il tesoro del Partito Pensionati

Saturday, 5 July 2008
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Dal bilancio del partito Pensionati, emergono dati sorprendenti. Neanche un euro di debiti (i Ds sono a quota 161 milioni!) e quasi 400.000 EURO CASH TRA DEPOSITI BANCARI, POSTALI E DENARO IN CASSA.

Il partito dell’europarlamentare on. Carlo Fatuzzo è una vera “macchina”: nel 2007 ha incassato contributi per 90.000 euro da persone giuridiche, rimborsi elettorali per 807.000 (altrettanti erano arrivati nel 2006) e quote associative per 11.500 euro (nel 2006 i pensionati versavano 24.740 al partito).

La gestione 2007 si è chiusa con un disavanzo di 7.500 euro ma le casse sono belle piene e, come scrive Fatuzzo nella relazione allegata al bilancio, “l’avanzo patrimonaile finale ha una consistenza di 437.916 euro”.

Alla faccia delle pensioni sociali!

Houston, we have a problem

Saturday, 5 July 2008
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Salve,

durante una operazione di manutenzione del server, effettuata questa notte, si è verificato un problema tecnico e sono andati persi i commenti postati nella giornata del 4 luglio mentre gli articoli li abbiamo riproposti con la data del 5 luglio.

Chiediamo scusa per l’increscioso inconveniente.

La differenza tra notizia e rimasticatura

Thursday, 3 July 2008
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Allegando questo lancio Ansa, rispondo ai vari lettori che s’interrogavano sulla differenza tra un giornalista normale e uno che “rimastica” cose scritte altrove, spacciandole per archivio.

Nel primo caso, il giornalista in genere dà notizie, come quella pubblicata sul Sole di ieri e ripresa sull’Ansa oggi. Nel secondo caso…boh…non saprei…in effetti di rimasticatori in giro ce ne sono pochi….forse un paio….forse uno. Ah ecco ho trovato. La differenza tra un giornalista e un rimasticatore è che il primo dà notizie, il secondo fa satira. gmast

(ANSA) – PORDENONE, 3 LUG – ”Il burqa non e’ una maschera ne’ costituisce un mezzo atto a evitare il riconoscimento”: lo afferma il Consiglio di Stato nella motivazione con cui ha definitivamente bocciato l’ordinanza del Comune di Azzano Decimo (Pordenone) contro l’uso del burqa nel proprio territorio. Il vestito islamico e il velo, secondo i giudici amministrativi, non possono essere vietati se il loro uso trova giustificazione nelle tradizioni culturali e religiose della donna che li indossa. (ANSA).

Cartatravaglio/7 Se lo conosci lo eviti

Thursday, 3 July 2008
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Apprendo da Libero che, tra i vari crimini da me commessi, ci sarebbe anche la fine della collaborazione di Gabriele Mastellarini con l’Espresso. Posto che non mi ero nemmeno accorto che fosse iniziata… (Marco Travaglio, lettera a Libero)

DETTAGLIO ARTICOLI DI GABRIELE MASTELLARINI PER L’ESPRESSO (Fonte Editoriale L’espresso spa) 

Np. MESE                  TITOLO  RIF. SEZIONE  ARGOMENTO
1 nov-06     Chi paga la strage RUBRICA Riservato  Giustizia
2 nov-06  Galeotta la maglietta RUBRICA Riservato  Attualità – Antitrust
3 nov-06               Sos Tirrenia RUBRICA Riservato (Apertura) Attualità

4 dic-06          Parcheggi d’oro RUBRICA Riservato   Attualità
5 dic-06      L’esercito di Mussi RUBRICA Riservato  Politica
6 gen-07    A Murdoch piacciono.. RUBRICA Riservato  Attualità – Tv

7 gen-07    Bagnacauda a Shangai RUBRICA Riservato  Politica
8 gen-07     Strasburgo dei valori RUBRICA Riservato Politica
9 gen-07   L’odore dei soldi di Veltri RUBRICA Riservato Attualità
10 gen-07        Toto parte in treno RUBR. Riservato (apertura) Economia

11 feb-07   Il tesoro di Evelina   RUBRICA Riservato Attualità

12 feb-07       Caffè distretto RUBRICA Riservato Politica
13 feb-07       Napoli da bere RUBRICA Riservato Attualità
14 mar-07 Antitrust contro discount RUBRICA Riservato Attualità

15 mar-07 Lotterie molto creative RUBRICA Riservato Mass Media
16 apr-07  Corte dei doppi Conti RUBRICA Riservato Giustizia
17 apr-07 Il ponte non c’è ma costa RUBRICA Riservato Attualità
18 apr-07        La lepre molisana RUBRICA Riservato Attualità
19 apr-07  La voce del governatore RUBRICA Riservato Politica
20 apr-07  Eredità olimpica RUBRICA Riservato Attualità Politica
21 apr-07  Lifting in rosa RUBRICA Riservato Mass Media
22 apr-07  Nibbio quanto ci costi RUBRICA Riservato Attualità
23 mag-07 Il bomber Aurelio ATTUALITA’  Affari e Pallone
24 mag-07 Infuriati al Massimo RUBRICA Riservato Attualità – Cultura
25 mag-07 Croupier sbancati RUBRICA Riservato Attualità – Giustizia
26 mag-07 Guai al capolinea RUBRICA Riservato Attualità Finmeccanica
27 mag-07 Radio Sanpaolo RUBRICA Riservato Economia – Banche
28 mag-07 Navigare su due ruote RUBRICA Riservato Politica e Sport
29 giu-07  Quanti debiti Mastella RUBRICA Riservato (apertura) Giustizia
30 giu-07  Vacanze da papa RUBRICA Riservato Attualità – Vaticano
31 giu-07  Rita cerca simbolo RUBRICA Riservato Politica
32 giu-07 Certificato trans  RUBRICA Riservato Politica regioni
33 lug-07  Coppola sbaglia tribunale RUBRICA Riservato Attualità

34 lug-07  Onorevole test RUBRICA Riservato Politica
35 lug-07  Padre Pio cult RUBRICA Riservato Televisione
36 lug-07  Squitieri non ha memoria RUBRICA Riservato Cinema – storia
37 lug-07  Cantare per Cuffaro RUBRICA Riservato (apertura) Politica
38 lug-07  Grauso non paga RUBRICA Riservato Editoria
39 lug-07  Fioroni e soldoni RUBRICA Riservato Politica
40 lug-07  Tv con bollino blu RUBRICA Riservato Mass Media
41 ago-07  Lobby Serenissima ECONOMIA Sprechi/Lo scandalo dell’A4
42 ago-07  Consiglieri eccellenti RUBRICA Riservato Polica regionale
43 ago-07  Teatro San Carlo o… RUBRICA Riservato Politica –

44 ago-07  Il 118 si mangia 119 mln RUBRICA Riservato Corte dei Conti
45 ago-07  Allegra finanza RUBRICA Riservato Politica regionale
46 ago-07  Fuori la busta paga RUBRICA Riservato Giustizia
47 ott-07  Bossi paga il tricolore RUBRICA Riservato Politica – Giustizia
48 ott-07   Carissimo Strega RUBRICA Riservato Cultura
49 nov-07  La Consob incassa RUBRICA Riservato Economia – Consob
50 nov-07  La marcia su Bruxelles ATTUALITA’  Esteri/Inchiesta
51 nov-07  Toscani e calabresi RUBRICA Riservato Mass Media
52 nov-07  Borsa pret à porter ECONOMIA Inchiesta Moda

53 nov-07  Governo in busta paga ATTUALITA’  Inchiesta Politica

54 nov-07  Scacco alla torre RUBRICA Riservato Corte dei Conti
55 nov-07  Sgarbi genetici RUBRICA Riservato Attualità
56 dic-07  Truppe Mastellate RUBRICA Riservato Politica
57 dic-07  Pecorella nera RUBRICA Riservato Politica
58 dic-07  Affittacamere dei deputati RUBRICA Riservato Politica
59 dic-07  Sviluppo rampolli RUBRICA Riservato Attualità
60 dic-07  Diabolico Benigni  RUBRICA Riservato Spettacoli
61 dic-07  Spitz con Sprint RUBRICA Riservato Politica
62 dic-07  La stangata dei comuni COPERTINA (collaborazione all’inchiesta)

63 gen-08  Quanto ci costa il Palladio RUBRICA Riservato Politica

64 gen-08  Sturzo batte Gramsci RUBRICA Riservato Politica interna
65 gen-08  Domanda da 500 mila RUBRICA Riservato Politica interna
66 feb-08  Garanti bocciati RUBRICA Riservato Autorità Garante
67 feb-08  Della Valle sul Campanile RUBRICA Riservato Politica
68 feb-08  Pecoraro Rock RUBRICA Riservato Politica
69 feb-08  Calabria: la carica dei 10mila RUBRICA Riservato Corte dei Conti

70 feb-08  Puntura a Vespa RUBRICA Riservato Mass Media

71 feb-08  C’è un buco nella rete RUBRICA Riservato Politica
72 feb-08 E Scotti ha un conto da pagare ATTUALITA’  Corte dei Conti – Politica
73 mar-08 Champagne alla Pera RUBRICA Riservato Politica interna
74 mar-08 Giù le mani dagli enti inutili RUBRICA Riservato Politica
75 mar-08 L’Ong è molto Venerabile RUBRICA Riservato Libri – Storia
76 apr-08 Toga di salvataggio RUBRICA Riservato Politica – Giustizia
77 apr-08 Azzurro e Verdone RUBRICA Riservato Cinema
78 apr-08 Prof Pollari   RUBRICA Riservato Politica Interna – Attualità
79 apr-08 Il cacciatore di Bud  RUBRICA Riservato Cinema – Pubblicità
80 apr-08 Razzista solo un po’  RUBRICA Riservato Corte di Cassazione – Politica
81 apr-08 Profumo biancoceleste RUBRICA Riservato Economia – Banche
82 mag-08 Tv: Mediaset non si lega RUBRICA Riservato Politica –

83 mag-08 Ferrero batte Ferro RUBRICA Riservato Economia – Corte Ue
84 mag-08 Missione preziosa RUBRICA Riservato Politica – Affari Esteri
85 mag-08 Sette e mezzo per Luca RUBRICA Riservato (apertura)
86 mag-08 Fiscal Draghi  RUBRICA Riservato Banca d’Italia
87 mag-08 Imposte sacrosante RUBRICA Riservato Politica
88 mag-08 Vendetta Augusta   RUBRICA Riservato Giustizia –

89 mag-08 Quel TFR deraglia RUBRICA Riservato Corte dei Conti –
90 mag-08 Nullatenenti eccellenti RUBRICA Riservato Attualità

Gli enti inutili che non vogliono sparire

Thursday, 3 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI, SPRECHI E SPRECONI

di Gabriele Mastellarini

Romano Prodi e i ministri Tommaso Padoa-Schioppa e Giulio Santagata avevano segnalato ben 130 “enti inutili”, chiedendone l’immediata chiusura a partire dal 2008. Un piano ambizioso, ma subito rivoluzionato dagli altri ministri e da molti parlamentari. Alla fine solo pochi carrozzoni di Stato sono stati avviati allo scioglimento.  Chi dice una decina, chi una cinquantina, ma nessuno sa come veramente andrà a finire.

Ma gli enti inutili, spariranno sul serio o resteranno una delle anomalie italiane?

In fondo, leggi alla mano, dal primo gennaio scorso alcuni dovevano già essere cancellati, ma ancora resistono e sono riusciti a spuntarla, almeno per tutto il 2008.

Il 23 agosto prossimo scatteranno gli ultimi sessanta giorni della loro vita, ma non sono esclusi colpi di scena che riescano a “resuscitarli” quando tutti li davano ormai per morti.

In fondo perché rinunciare al Pio istituto elemosiniere?

Come faremo a vivere senza l’Istituto di beneficenza “Vittorio Emanuele III”?

E che dire dell’Opera nazionale per i figli degli aviatori o dell’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia?

Alcuni professoroni hanno storto il muso e scritto addirittura al Corriere della Sera dopo aver appreso del de profundis all’Unione accademica nazionale (chissà magari la ripescano?).

Per non parlare delle critiche degli associati all’Unione italiana tiro a segno, che si vedrebbero privati del loro ente di riferimento.

E se proprio dobbiamo chiudere un occhio, allora teniamo in piedi anche la Fondazione “II Vittonale degli Italiani”, l’ente irriguo umbro-toscano, l’ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, l’Ente opere laiche palatine-pugliesi e il Comitato per la partecipazione italiana alla ricostruzione dei Balcani, nato appena sette anni fa e già destinato alla morte.

Non si capisce ancora la sorte dell’Istituto nazionale studio ed esperienza architettura navale, che continua a nominare dirigenti ma che dovrebbe sparire entro l’anno.

E il Fondo bombole di metano? Anche lui tiene duro, come l’Ente italiano montagna e la Fondazione Marconi.

In fondo, inutile è bello. O no?

Assegni e contanti, tutte le regole

Thursday, 3 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Sono cambiate le regole introdotte ad aprile per i pagamenti con assegni e contanti.  Così, a partire da mercoledì 25 giugno sono entrate in vigore le modifiche alle norme introdotte il 30 aprile scorso, ma sono cancellate le sanzioni previste contro chi ha violato le precedenti disposizioni.

Queste le novità voce per voce.

Contanti 
I pagamenti cash sono possibili solo per somme sotto i 12.500 euro.
I trasferimenti per importi pari o superiori a 12.500 euro possono essere comunque fatti tramite banche o Poste.

Assegni trasferibili 
Sono ammessi per pagamenti sotto i 12.500 euro e rilasciati presentando una richiesta scritta e pagando un’imposta di bollo di 1,5 euro per ogni modulo.
Non è più necessario inserire il codice fiscale nella girata.
I soggetti che ne beneficiano sono suscettibili di indagine fiscale.

Assegni non trasferibili 
Sono ammessi per qualsiasi importo e consegnati senza formalità da banche e Poste. Tuttavia se si emette assegno bancario, postale o circolare di importo pari o superiore a 12.500 euro sono necessari l’esatta indicazione del beneficiario e la clausola di intrasferibilità.

Libretti al portatore 
I titoli emessi dal 25 giugno devono avere un saldo sotto i 12.500 euro. La soglia vale anche per i libretti già esistenti, che devono essere estinti o alleggeriti entro il 30 giugno 2009.

Money transfer 
Restano immutati i limiti fissati ad aprile. I trasferimenti di denaro tramite il circuito Money transfer sono ammessi solo per somme fino a 2.000 euro o, se chi ordina l’operazione ne prova la congruità rispetto alle sue condizioni economiche, fino a 5.000 euro.

dal sito del Sole-24Ore

"Giudizio Universale" esonera Marco Travaglio?

Wednesday, 2 July 2008
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Vorrei segnalare il bel mensile “Giudizio Universale” e, soprattutto, il numero di luglio/agosto 2008 (vedi copertina) nel quale non ci sono articoli di Marco Travaglio, uno dei collaboratori (o ex collaboratore?) di un giornale nel quale scrivono firme di primissimo piano come Michele Serra (un vero giornalista satirico), Mimmo Candito (inviato di guerra de La Stampa), Peppino Ortoleva (storico dei mass media).

In questo numero estivo, tutto da leggere sotto l’ombrellone, non ci sono i consueti “profili” travaglini, racconti rimasticati nei quali il giornalista torinese (definito “l’impresentabile di Repubblica” e il “Signornò” de L’espresso, testata che lui non legge come tutti ormai sanno) parlava di questo o di quell’altro personaggio pubblico.

Mi vien da pensare: magari l’hanno esonerato? Strana la vita, vero?

Umberto Eco: "La democrazia è in pericolo"

Wednesday, 2 July 2008
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Con questa lettera Umberto Eco ha ufficializzato la sua adesione alla manifestazione dell’8 luglio a piazza Navona a Roma organizzata da Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais e Pancho Pardi.

Cari amici,
mentre esprimo la mia solidarieta’ per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si e’ sovente tentati di dimenticare.

Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare. Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto.

Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce altra ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perche’ questo e’ il mandato che ha ricevuto dai cittadini.

Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora e’ in pericolo la democrazia.

Umberto Eco

Burqua sì, burqua no. Quando è vietato vietare

Wednesday, 2 July 2008
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di Gabriele Mastellarini per “Il Sole 24Ore” di oggi p. 14 “Politica e società”

I Sindaci non possono vietare il burqua per motivi di ordine pubblico ma «in determinati luoghi», come le aule di una scuola o di un’università, «possono essere previste regole incompatibili con l’utilizzo del velo, purché trovino una ragionevole e legittima giustificazione sulla base di specifiche e settoriali esigenze».

Ad affermarlo, con una sentenza destinata a far discutere, è il Consiglio di Stato, intervenuto il 19 giugno sulla contestatissima ordinanza anti-burqua firmata da Enzo Bortolotti, primo cittadino leghista di Azzano Decimo, comune di 13.500 abitanti in provincia di Pordenone, dove la comunità islamica conta più di 200 persone.

L’utilizzo del «velo che copre il volto (o burqua) – premette la decisione n. 3076 del Consiglio di Stato – non è diretto a evitare il riconoscimento, ma costituisce attuazione di una tradizione di determinate popolazioni e culture».

Il Sindaco di Azzano Decimo partiva da un presupposto diametralmente opposto, prevedendo multe da 20 a 200 euro per chi indossava il velo, rendendosi non identificabile. L’ordinanza suscitò perplessità in tutta Italia, arrivando fino all’ex Ministro dell’Interno, Beppe Pisanu, che ne chiese l’immediato ritiro «perché lede il diritto delle persone». Il provvedimento venne così annullato dal Prefetto di Pordenone con un apposito decreto del 9 settembre 2004, subito impugnato davanti al Tar del Friuli. Nel 2006 il ricorso venne respinto dal Tribunale Amministrativo ma, Enzo Bortolotti (riconfermato alle consultazioni del 2007), propose appello al Consiglio di Stato per ottenere «una risposta chiara e definitiva».

Quella risposta è finalmente arrivata: «Il burqua non costituisce una maschera, ma è un tradizionale capo di abbigliamento di alcune popolazioni, tuttora utilizzato anche con aspetti di pratica religiosa», scrive il collegio giudicante della Sesta sezione, presieduta da Giovanni Ruoppolo. Quindi «è del tutto errato il riferimento al divieto di comparire mascherato in luogo pubblico» e «non è pertinente neanche il richiamo alla legge che vieta l’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo che renda difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico».

Le leggi in vigore già consentono alle autorità di chiedere la rimozione del velo, ma solo durante manifestazioni pubbliche e per comprovate esigenze di pubblica sicurezza, mentre un’iniziativa «dal forte rilievo politico e culturale», come quella del Sindaco leghista non può essere ammessa il Prefetto aveva tutto il potere di stroncarla.

Nel fermare sul nascere le intenzioni di altri amministratori intransigenti, il Consiglio di Stato apre uno scenario nuovo, consentendo l’emanazione di provvedimenti analoghi in determinati luoghi, purché il responsabile di quel particolare ufficio fornisca una «ragionevole» spiegazione al divieto di indossare il velo.

Presidi, Rettori, dirigenti responsabili di uffici pubblici ma anche capifabbrica potrebbero certamente avvalersi di questa interpretazione fornita dai giudici amministrativi e firmare la “loro” ordinanza anti-burqua. Quella sì, sarebbe inoppugnabile.

"Italia Oggi" del 2 luglio pag. 6

Wednesday, 2 July 2008
Pubblicato nella categoria ARTICOLI

Assegni e libretti si cambia ancora. Tornano "liberi" fino a 12.500

Wednesday, 2 July 2008
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Assegni e contanti, si cambia di nuovo. Da mercoledì scorso, i pagamenti cash o con titoli trasferibili sono ammessi per somme sotto i 12.500 euro, anziché 5mila. E chi gira un assegno “libero” non deve più inserire il proprio codice fiscale nella girata.

Dopo meno di due mesi, sono così caduti alcuni dei vincoli alla circolazione dei mezzi di pagamento fissati dal decreto legislativo 231/07 sull’antiriciclaggio: operativi dal 30 aprile scorso, sono stati ora ritoccati dal decreto legge 112/08 (la “manovra d’estate”), in vigore da mercoledì 25 giugno. Un rapido turn over quindi.

Tanto veloce che il ministero dell’Economia ha assicurato che saranno cancellati i procedimenti sanzionatori aperti contro chi ha violato, nelle scorse settimane, le norme ora cadute.

Le misure introdotte d’urgenza dal Governo Berlusconi hanno fatto fare un passo indietro ai pagamenti: che tornano, per alcuni aspetti, a essere disciplinati dalla precedente normativa dettata per contrastare il riciclaggio, l’evasione fiscale e le truffe sui titoli di credito.

Il decreto 112 ha infatti riportato a 12.500 euro la soglia per il trasferimento dei contanti, per gli assegni bancari, postali e circolari trasferibili e per il saldo dei libretti di deposito bancari e postali al portatore: si tratta del tetto valido fino al 29 aprile e che, dal 30 aprile, era stato abbassato sotto i 5mila euro. Così, da mercoledì scorso si possono di nuovo emettere assegni bancari, postali e circolari trasferibili, se di importo unitario inferiore a 12.500 euro; mentre gli assegni da 12.500 euro in su restano «non trasferibili» e possono essere incassati dal solo e unico beneficiario, direttamente o a mezzo banca.

Anche il saldo dei libretti al portatore può tornare sotto i 12.500 euro, mentre resta libero il saldo dei certificati di deposito al portatore. Si tratta di limiti che possono comunque essere modificati dal ministero dell’Economia con decreto. Cade, inoltre, l’obbligo, imposto al girante, a pena di nullità, di inserire il proprio codice fiscale nella girata degli assegni trasferibili: nei fatti, impossibile da verificare per le banche.

La manovra d’estate lascia invece intatto l’impianto di base del sistema tenuto a battesimo dal decreto antiriciclaggio. Banche e poste continueranno a consegnare, di regola, assegni «non trasferibili» ai clienti; che, per ottenere i titoli “liberi” dovranno fare una richiesta scritta e pagare il bollo di 1,5 euro per ogni modulo. Confermati anche i limiti più restrittivi destinati al circuito dei Money transfer: possono veicolare solo somme sotto i 2mila euro o, se chi ordina l’operazione ne prova la congruità rispetto alle sue condizioni economiche, sotto i 5mila euro.

Il Governo, nell’innalzare la soglia per i pagamenti in contanti e con assegni “liberi”, non ha però adottato il limite europeo di 15mila euro, anche se questo poteva tradursi in una semplificazione: per i pagamenti da 15mila euro in su scattano infatti l’obbligo per gli intermediari di registrare le operazioni e gli obblighi di adeguata verifica di chi compie operazioni occasionali che comportano movimenti di mezzi di pagamento, quando le banche agiscono da tramite nei trasferimenti di euro o valuta estera e per gli agenti in attività finanziaria. È tuttavia probabile che la conferma dell’imposta di bollo di 1,5 euro e della facoltà di indagini fiscali sui soggetti che utilizzano assegni liberi farà sparire questi titoli dalla circolazione.

da www.ilsole24ore.com