Gentile Mastellarini,
la questione si potrebbe tranquillamente chiudere se non fosse, appunto, che le imprecisioni di Travaglio vengono prese per buone da centinaia (se non migliaia) di persone visto il vasto consenso mediatico che ha.
Travaglio per la maggior parte dei suoi lettori è un supereroe, simbolo della libera stampa. Lui scrive articoli, libri e considerazioni sul suo blog.
Lui presenta le sue fatiche nelle sale e nei teatri, arringa il popolo travaglista e travagliato di fronte ad una webcam ogni lunedì pomeriggio. E questo popolo lo segue e, presumibilmente, vota come lui.
Già. Però ci sono talvolta le imprecisioni. Talvolta i condannati di Travaglio condannati non sono. Talvolta le interviste citate da Travaglio sono tagliate e ricucite e non lo dico io, ma il Tribunale. Talvolta Travaglio dice di scrivere fatti e quando questi fatti tali non sono scatta la querela e lui si difende dicendo che fa satira, ma il Giudice non gli credee lo condanna in primo grado.
Smascherato il giornalista torinese viene strenuamente difeso dagli accoliti. Travaglio è impreciso? Mastellarini lo è di più, per non parlare di Facci.
Così le questioni di cui si occupa Mastellarini nella sua vita giornalistica seria perdono di valore. I “100 faldoni” per i lettori di Travaglio sono sconosciuti. O di alcun interesse rispetto alla missione che il vate ha loro affidato.
Dopo la puntata da Fazio e le polemiche che seguirono Travaglio scrisse infatti sul blog “VoglioScendere” ai suoi accoliti dicendo “Siete la mia scorta, la mia assicurazione sulla vita”. E anche sulla vecchiaia, aggiungerei io.
Facci? Scrive per “Il Giornale”, quindi è venduto. Probabilmente molti non si prendono nemmeno la briga di leggere cosa scrive perchè non è capace, è invidioso, ha le meches, rubava il caviale, scaricava cassette di frutta, non ha la laurea e, peggiore dei difetti, è berlusconiano ad personam.
Bene fa quindi Mastellarini, pur commettendo errori, a continuare a sviscerare la questione perchè questo modo di fare giornalismo, a mio modesto parere, non fa bene alla causa. Il giornalismo è in seria difficoltà qualitativa e, nella maggior parte dei casi, economica. La soluzione è recuperare lettori, non tifosi. E questo si fa con la qualità, non creando curve da stadio.
Concludendo, Travaglio ha indubbiamente delle qualità, ma il suo lavoro non crea coscienza dei fatti e delle storture del nostro Paese. Al contrario esaspera gli animi e occlude le menti creando fedeli e non lettori critici.
Cui prodest? Probabilmente a lui, forse a Di Pietro. Non sicuramente ai cittadini italiani e, tanto meno, ai suoi colleghi pagati come dice Mastellarini (e non ho motivo di dubitarne perchè ne conosco anch’io di cronisti di provincia) quattro euro a pezzo.
Saluti
Dean
Caro Dean,
di Marco Travaglio mi ero occupato marginalmente qualche anno fa in un articolo su Ordine Tabloid (che trova nei vari post d’archivio), ci siamo visti due o tre volte (vedi foto) e sentiti in un paio di circostanze.
Mi era stato chiesto di avere la sua prefazione per un libro (altrimenti, forse, non sarebbe uscito) e gliela chiesi e lui diede la disponibilità.
Ho letto molti suoi libri, pochi suoi articoli, visto alcune trasmissioni in Tv e, sinceramente, non mi è mai interessata troppo la sua attività pubblicistica-giornalistica, perché non lo ritengo un “grande” del giornalismo nazionale, preferendolo ad altri colleghi sconosciuti alla grande platea ma, le assicuro, giornalisti con gli attributi.
Ho il vizio di dire il vero, caro Dean, e ho scritto qualche mese fa ciò che Facci ha ripreso sul Giornale. Poi ho pubblicato gli sms di Travaglio: uno che ha pubblicato di tutto e di più attingendo a piene mani da atti giudiziari, talvolta coperti da segreto. Ma che si pubblichi: non possono esistere pubbliche virtù e vizi privati per personaggi dal calibro di Travaglio. E credo che lui lo sappia.
Questo “vizio” di parlar chiaro mi è costato un’importante collaborazione e, a 29 anni, capirà che ci son rimasto male. E Travaglio non se ne è minimamente interessato, nonostante si erga a difensore della libertà di stampa e dei giornalisti “censurati”.
La mia breve storia non è fatta di padrini nè padroni, quindi posso dire ciò che penso e scriverlo liberamente su questo mio blog, scevro da logiche editoriali e quant’altro. Posso utilizzare epiteti non diffamatori come Mr. X, Paperotto, Panchovilla, etc. e parlare della polemica Facci-Travaglio che vedo coinvolgere molti commentatori. Per questo sono “costretto” a rilanciarla.
Basta vedere i commenti sul caso Moro (dove porto avanti una battaglia importanissima e sono solo contro tutti) e paragonarli a quelli su Facci e l’arcano, caro Dean, è svelato.
Ma giudicarmi solo per il mio essere anti-Travaglio, mi sembra davvero troppo riduttivo.
Cari saluti
Gabriele Mastellarini